Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XIX edizione 2020

“Racconti 2019 ai tempi del virus” di Silvia Schiavo

Categoria: FORUM, Forum di Racconti nella Rete

Era ormai iniziato il 2020 da un po’ e a Lucca nella Piazza della Rete, i racconti, anziché proseguire il tour, si ritrovarono chiusi in casa, a causa della pandemia. Ognuno reagiva secondo le proprie inclinazioni all’insolita situazione, del resto, non c’era un modo giusto od un modo sbagliato per farlo, bastava attenersi ai decreti, lavarsi spesso le Mani, rispettare le distanze e tossire nei gomiti. L’Amilcare, risorto da poco, non aveva certo intenzione di morire e a fare la spesa mandava la Pinuccia. Enzuccio era dispiaciuto, perché dopo averla ritrovata, di nuovo non poteva più vedere Sara: ogni tanto la messaggiava e Dietro la doppia spunta blu di Whatsapp immaginava il suo sorriso. Al piano di sopra del condominio di Luccautori, spronata dalle favorevoli circostanze, la moglie di Martino incalzava nuovamente l’uomo “Allora che dici Marti’, ti decidi?” e il prete la consolava in videochiamata, che a casa loro in quel momento non ci poteva andare. Lorenzo ormai aveva dodici anni e mezzo e Il Desiderio, approfittando del virus, aveva bussato di nuovo alla sua porta, fatto sta che quando si affacciò a guardare dalla finestra in strada non c’era nessuno, neanche un Coyote, non doveva più andare a scuola e non aveva più notizie dei bulli. In quella Calma apparente le persone cercavano il modo di tenersi impegnate: in molti cucinavano, sperimentando Tutti i gusti più uno, chi Il minestrone di verdure, chi ricette più impegnative, come le Zucchine alla Scapece. Ai più pigri bastava mangiare, e visto che l’attività fisica era limitata, spesso per soddisfare l’appetito risultava sufficiente sbucciare sul divano La banana, quella rimasta in dispensa da giorni, prima che annerisse. Le generazioni vivevano in modo diverso L’attesa: al piano terreno Due enigmi con le rughe trascorrevano il tempo seguendo i tg e i talk show e sentendo la nostalgia dei nipoti lontani, i bambini del secondo, quando non arrivavano dagli insegnanti i compiti, coinvolgevano i genitori in lavoretti da postare sui social: chi faceva Coriandoli, cercando allegria in un insolito Carnevale, chi statuine in pasta di sale, i più aderirono all’iniziativa #ilgirotondodellarcobaleno. Quando ormai le strade erano sorvegliate dai droni e il tempo sembrava non scorrere più, quello dell’attico fu preso da un attacco d’ansia, voleva uscire, doveva uscire “Il bancomat! devo prelevare!” Urlò correndo verso il cortile. “Non lo faccia! C’è il penale!!!” urlò il portiere “Sento di Non poterne fare a meno!” rispose, quando si trovava a Seicento passi dal portone. La sua corsa fu arrestata da un suono di tamburelli e chitarre: erano le Sette e trentuno, l’ora del flashmob di canti religiosi. Dai balconi, tutti intonarono prima La foresta di Dio e a seguire il Contro cantico delle creature. Quello dell’ottavo piano si arrabbiò: alle nove iniziava il turno in ospedale e cercava di riposare “Vi riserverò di notte Pari trattamento! E ora scrivo un bel post contro i flashmob…”, ma la moglie lo stoppò, ricordandogli la base per un uso sapiente dei social “Quando si è arrabbiati, Undicesimo comandamento “non scrivere”. Alle sette e quaranta la musica si arrestò, fu sostituita dalla voce della Protezione Civile registrata, che usciva dai megafoni “Restate a casa, restate a casa!”. Tutti si guardarono, lasciarono i balconi, chiusero le finestre, anche quello dell’attico rinunciò a prelevare e prese l’ascensore per rientrare al suo appartamento. Ci si ricordò all’improvviso cosa stava succedendo, cosa era importante fare. E infine venne il silenzio.

10 commenti »

  1. Bellissimo Sivia! Ci siamo tutti quanti! Un racconto dei racconti… Grazie e complimenti per la fantasia e la bella idea!

  2. Bellissima idea quella di mettere insieme tutti i racconti. Brava Silvia!

  3. Solo l’autrice di “Non poterne fare a meno” poteva scrivere questo delizioso omaggio al piacere di scrivere, ai suoi frutti e, perché no, a un concorso di qualità come Racconti nella rete. Complimenti, Silvia 🙂

  4. “E infine venne il silenzio”, ma prima invece qualcosa si sentiva e pensandoci bene, dopo aver letto il tuo racconto, ho finalmente capito cos’era, l’altra notte, alle due circa, quella specie di tic, tic, tac, tic, che avevo l’impressione si stesse allontanando veloce, credo che fosse stato il picchiettio delle tue dita sulla tastiera mentre stavi scrivendo questo racconto che, mistero, era arrivato, superando centinaia di chilometri, fino a me.
    … ma forse mi sto confondendo, credo che quel rumore erano i passi di qualcuno, ma sicuramente mi sbaglio, a quell’ora, ai tempi del coronavirus, non ci poteva essere qualcuno per strada, anzi non avrebbe dovuto proprio esserci qualcuno!
    …aspetta, aspetta, ora ho capito!
    Sì, erano proprio dei passi quello che ho sentito, e il qualcuno non era solo ma erano tanti i qualcuno, essi erano le parole del tuo racconto, che avevano girato tutta l’Italia, passando vicino alle abitazioni di tutti i vincitori di racconti nella rete 2019 e racconti per corti 2019, raccogliendo da ogni uno di loro un poco di ispirazione per poi donarla a te perché scrivessi questo racconto.
    Una intuizione davvero originale la tua.
    Complimenti.
    Nicola

  5. Ci sono anch’io a non poterne fare a meno di riempire di complimenti la mia sorella minore (solo di età) Silvia Schiavo per la sua riuscitissima e felicemente consapevole scelta di mettere insieme così bene e con tanto brio e ironia tutti i successi 2019. Bravissima! : )

  6. Silvia!

    Dopo mesi e mesi di silenzio, il mio primo commento è tutto per te.

    Senza dilungarmi troppo sul racconto, che è intelligente, brillante ed incredibilmente originale, cerco di fare un discorso ad ampio raggio.

    Come sai, ho seguito la tua parabola ascendente di scrittrice fin dai primordi apprezzando tutti i tuoi racconti, nei quali ho costantemente trovato gran talento e una spiccata capacità di coinvolgere il lettore, anche e soprattutto in tematiche complesse da trattare (ripenso a “Consapevole scelta” e “La sorella minore”); stavolta mi hai veramente stupito: hai dimostrato di saperti cimentare con ottimi risultati anche in lavori ironici e scanzonati, che suscitano grandi sorrisi senza scadere nella banalità del già letto.

    Si tratta di un genere in cui io, ad esempio, sono una vera capra.

    Il regalo che hai fatto ai vincitori, poi, è meraviglioso, dimostra a pieno la bella persona che sei.

    Perciò tantissimi complimenti sia per questo spettacolare racconto, che per la tua sempre migliore dote di scrittura.

    Un abbraccione!

    Lorenzo

  7. Brava Silvia! Un sorriso per sperare insieme

  8. Se bastasse tuffarsi in un simile crogiolo di creatività per uscirne vaccinati, scoppieremmo tutti di salute.
    E dopo tutto quel silenzio… I MARZIANI, FINALMENTE!

  9. Bellissimo racconto. La tua idea è fantastica e l’hai sviluppata con una leggera e coinvolgente ironia che sdrammatizza la complicata attualità. Complimenti Silvia.

  10. Mi avete tutti lasciato dei commenti meravigliosi, che ho letto solo ora, perché gli avvisi mi erano finiti tutti nelle spam!!! Che sia stato un virus?… Grazie di cuore a tutti, bravi scrittori, splendide persone e cari amici 🙂

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