Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XIX edizione 2020

Premio Racconti per Corti 2019 “Non lo faccia” di Katia Colica

Categoria: Premio Racconti per Corti 2019

Personaggi: UOMO, FILIPPO

EST. GIORNO – PONTE CHE DÀ SU UN PAESAGGIO INCANTEVOLE

Filippo è affacciato sul ponte godendosi il momento. D’improvviso alle sue spalle arriva uno sconosciuto che lo fa trasalire.

UOMO
Non lo faccia.

FILIPPO
Prego?

UOMO
Dico: non lo faccia. La vita è bella.

FILIPPO
Ma cosa intende dire, mi scusi.

UOMO
Non lo faccia, non si butti.

FILIPPO
No, guardi, ci dev’essere un equivoco.

UOMO
Eh, sì va be’. Ora mi viene a dire che è qui per guardare il paesaggio.

FILIPPO
E sì, stavo guardando il paesaggio. Ché, uno non si può fermare su un ponte che la gente deve pensare che si sta per buttare di sotto?

UOMO
La gente, no. È indifferente, la osservi. Lei, mio caro amico, è invisibile. La calca passa veloce, cammina, corre. Una moltitudine di persone aride che si attraversano le giornate, si incrociano. Un saluto, un abbraccio fugace. E cosa resta di questo? Nulla. Il vuoto. La solitudine cui ogni umano è destinato.

FILIPPO
Su, non esageriamo. La gente va di fretta. Ammetto che sia anche distratta ma in fondo ognuno avrà i propri problemi.

UOMO
Questo è vero, non dobbiamo giudicare. Anche più grossi dei suoi che la vuole fare finita.

FILIPPO
Ma chi la vuole fare finita?

UOMO
Io no. Io invece ho capito. Ho un animo diverso, come dire… superiore, se mi permette.

FILIPPO
Io le permetto pure, ma non ci ha azzeccato.

UOMO
Procedevo ad andatura sostenuta; vede? su quel SUV, trazione integrale, ha il bagagliaio tra i più capienti della categoria. Capirà, moglie, tre figlie femmine, un cane da slitta… settemila euro mi è costato ma le bambine hanno insistito. E insomma stavo lì, il paesaggio mi attraversava, gli ultimi raggi del sole filtravano dai vetri fumé e mi sentivo, come dire, in armonia col mondo. Ho gettato uno sguardo al ponte e quando l’ho vista ho capito.

L’uomo lo squadra. Filippo si getta un’occhiata imbarazzata ai vestiti, alle scarpe.

FILIPPO
Che c’è?

UOMO (toccandolo con il pollice e il medio)
Questa giacca un po’ lisa, dignitosa per carità. Ma dà l’impressione di… starle addosso da qualche stagione. Da quanti anni è che non la cambia?

FILIPPO
Questi sono affari miei.

UOMO
Un paio?

FILIPPO
Anche tre se è per questo.

UOMO
Eh… non me ne parli. Io li conosco quelli come lei. Eroi!

FILIPPO
Ma insomma, in effetti, qualche piccolo sacrificio l’ho fatto.

UOMO
Laureato, giusto?

FILIPPO
Filosofia.

UOMO
Eh ma pure lei, filosofia! Ma che cosa si fa in Italia con una laurea così. Mai pensato a qualcosa di più pratico?

FILIPPO
Tipo?

UOMO
Ingegneria? Economia? Immagino quei poveri vecchi dei suoi genitori a far sacrifici.

FILIPPO
Ma io ho contribuito, però… ero studente lavoratore.

UOMO
Gli anni a fare il cameriere, volantinaggio, lo zaino pesante sulle spalle, col sole, la pioggia e per cosa? Per essere un disoccupato.

FILIPPO
Precario.

UOMO
Peggio! Almeno il disoccupato cerca, gira, legge gli annunci sui giornali, manda curriculum. Il disoccupato nutre delle speranze, coltiva delle ambizioni.

FILIPPO
E invece il precario…

UOMO
Il precario no. Se ne sta lì, in un ufficio anonimo assieme ad altri come lui, davanti a una scrivania che nemmeno si permette di personalizzare con una piantina, o che so, la foto incorniciata della famiglia. Il tempo gli scorre addosso, passano tre anni, cinque, sette. Con i suoi trecentocinquanta euro al mese aspettando che il contratto si stabilizzi.

FILIPPO
Quattrocento.

UOMO
E allora! Ha visto? Su con la vita!

FILIPPO
Io stavo guardando il paesaggio…

UOMO
Ancora ha tutta la vita davanti, d’altronde avrà soltanto trentacinque, trentasei anni.

FILIPPO
Quarantatrè.

UOMO
Li porta benissimo! Prenda ‘sto carico pesante dei quarant’anni che si porta sulle spalle e tramandi tutta la conoscenza ai suoi figli.

FILIPPO
Non ne ho.

UOMO
Ma è sempre in tempo: a casa ci sarà sicuramente una donna bellissima e tanto felice di rivederla.

FILIPPO
Mia moglie mi ha lasciato sei mesi fa.

UOMO
Per un altro.

FILIPPO
Il mio capo.

UOMO
Meglio perderla che trovarla una così.

FILIPPO
Lo penso anch’io!

UOMO
Senta… (guardando l’orologio). Posso fare qualcosa per lei? Ora devo proprio scappare.

FILIPPO
Va bene così grazie.

UOMO
Un caffè? Veloce veloce.

FILIPPO
Come se avessi accettato.

UOMO
Insisto.

FILIPPO
La prego.

L’uomo si affretta, infila l’auricolare dell’Iphone e sale sul suo SUV. Infine indossa gli occhiali da sole, si affaccia dal finestrino e si rivolge a Filippo per l’ultima volta.

UOMO
E si ricordi: d’ora in poi guardi tutte quelle cose che finora non ha voluto vedere!

L’auto sgomma via. Filippo getta uno sguardo al paesaggio, poi si guarda i vestiti, si tocca il viso raspandosi la barba corta. Ci pensa un po’. Infine scavalca la balaustra e si butta di sotto.

14 commenti »

  1. Brava Katia, un giusto noir dei nostri tempi troppo social, acuto, arguto, mi è piaciuto…e io quel caffè l’avrei voluto prendere e vedere che sarebbe successo ancora dopo .. magari il prossimo passo.

  2. Katia! Bentrovata! Inquietante il personaggio con il SUV. Non so se ho capito male io, ma mi è venuto da pensare che se non fosse arrivato il tipo a fargli “vedere” le “miserie” della sua vita, Filippo non si sarebbe buttato dal ponte. Avrebbe continuato ad ammirare tranquillo il paesaggio e poi se ne sarebbe ritornato placido sui suoi passi. Forse il tipo con il SUV è il demonio? Magari ho dato una lettura troppo divergente al tuo corto e le tue intenzioni erano altre, ma quel che conta è il risultato finale no? Insomma, mi è piaciuto 🙂

  3. Lettura interessante. All’inizio parte come se fosse un pezzo comico da cabaret, poi si fa sempre più incakzante fino ad arrivare al dramma finale. Anch’io ho intravisto il demonio in quell’uomo del SUV.

  4. Uh che personaggio tremendo e affascinante hai creato! Ti arriva alle spalle quando meno te lo aspetti, mentre stai per una volta tanto contemplando un bel paesaggio. Sei senza pensieri, tranquillo, sereno. Insomma, il momento giusto perchè qualcuno ti apra gli occhi. Questo uomo con il suo bel suv fa questo:sbatte in faccia a Filippo la cruda e nuda realtà e gli sussurra in silenzio, senza dirlo per davvero, che di motivi per buttarsi giù da quel ponte ne ha eccome, Brava!

  5. Grazie a tutti! A proposito, la vostra lettura sul demonio è molto interessante: che dire, la svilupperò 🙂

  6. Brava ! E’ un racconto che….rimane. Complimenti

  7. Terrific! Nel senso di straordinario, e anche di terribile. Un finale alla Cechov ,,, che io adoro, anche se spesso è così crudo, vero, realista insomma. Sei stata brava dall’inizio alla fine. Ho letto il racconto d’un fiato, e col fiato sospeso proprio per il finale … da pessimista qual sono non avrei trovato altro finale. Mi è piaciuto il tuo racconto sia pur nella sua tristezza. D’altra parte nella vita accadono tante cose tristi, e a volte si incontrano personaggi inquietanti capaci di mettere in dubbio le nostre certezze, proprio come il tipo odioso del SUV. Hai toccato brevemente temi importanti. Brava. Complimenti!

  8. Beh! A chi non è capitato di incontrare un cretino una volta sulla propria strada: la fortuna è che non stavamo tutti sul ponte! Complimenti, è un dialogo incalzante, concatenato e molto ben scritto.

  9. Bellissima l’idea! Nel crescendo del dialogo ho lentamente capito come sarebbe andata a finire. Questi tipi con il SUV… Farebbero meglio a farsi i fatti propri, oltre a non parcheggiare sui marciapiedi 🙂

  10. Molto molto divertente! Il dialogo è serrato e sembra leggero, ma ogni frase è un macigno esistenziale al collo del poveretto. Sono d’accordo con gli altri: tanta cattiveria e precisione nel colpire non può provenire da uno stupido qualunque, richiede una malvagità superiore. Brava, un pezzo davvero brillante.

  11. Complimenti Katia! Sarà bellissimo vederlo interpretato!

  12. Non so come, ma me lo ero perso. Complimenti. Ci sono tutti gli ingredienti per un’ottima realizzazione. Non vedo l’ora di gustarlo!

  13. Grazie a tutti! Sono felice

  14. Cara Katia volevo farti i complimenti per il racconto che avevo già apprezzato, e rileggendolo, mi tocca ancora il tono di come l’uomo alla fine sia una persona sola con Filippo, come se le due anime parlassero l’una all’altra, un unico dialogo con se stesso, che non trova spiraglio di serenità. Complimenti.

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