Premio Racconti nella Rete 2026
Non tutte le firme pesano allo stesso modo. Nella mia vita ne ho messe molte. Alcune scivolano via come inchiostro sull’acqua, altre restano addosso per anni, anche quando la carta non esiste più. La prima firma importante non è stata la mia, ma porta il mio nome. Un ufficiale dello Stato civile ha attestato che […]
![]()
Due donne mi hanno voluto al mondo. La prima, mia madre, si era sempre ribellata all’idea di non poter avere figli, anche alla soglia dei cinquant’anni. Diceva di avermi conosciuto molto prima che nascessi: nei suoi sogni mi parlava, mi vedeva, mi teneva in braccio e mi cantava dolci ninne nanne finché non mi addormentavo. […]
![]()
Tutte le stanze dell’ampio appartamento erano magnificamente asciutte e luminose, e di questo i proprietari andavano particolarmente orgogliosi, ma nella così detta lavanderia, che altro non era che una stanza come le altre dove erano stati collocati una tavola da stiro e un guardaroba, stanza che all’occorrenza serviva anche come camera per gli ospiti, ebbene […]
![]()
Camminava abbracciata dalla nebbia e dal silenzio, camminava e ascoltava le voci nella sua testa. Camminava e piangeva, sperava che quel giorno avrebbe svoltato la sua vita in qualsiasi modo. Camminava e si sentiva intrappolata in quei passi tutti i giorni sempre uguali, lenti, scanditi dallo stesso ritmo e dalla stessa andatura. I pensieri, però, […]
![]()
La casa in centro guarda il piccolo porto. È antica, con venti patriarcali, divenuta — come oggi spesso accade — un bed and breakfast. Il giovane proprietario, discendente dell’antica famiglia, ha lasciato il caos della capitale per vivere qui accanto alle sue radici. Insieme alla casa ha ereditato la governante, che ci racconta la storia: […]
![]()
Premio Racconti per Corti 2026
Sto al bar Gorizia. Sono le 11. A momenti dovrebbe arrivare Saverio che si prenderà cura del mio cane (ho la sua parola) durante la mia probabile permanenza in carcere. Domani comincia il processo e per me le cose si sono messe male. L’avvocato è stato chiaro. Mi chiamo Rolando e insegno, anzi insegnavo, Filosofia […]
![]()
Sergio ha cinquantadue anni e vive ancora nell’orbita della madre Ottilia, settantotto. Dentro le mura di Lucca la loro routine è immobile e precisa: lei gli stira le camicie sgargianti come fossero divise da lavoro, gli prepara il caffè con due cucchiaini di zucchero, gli sistema il colletto e lo invita a stare dritto. Lui […]
![]()
Dialogo immaginario tra un dio e un controllore Trenitalia Il treno odorava di freni caldi e caffè versato. Controllore:Biglietti, prego. Hanuman (seduto a gambe incrociate sul sedile, un mala consumato di rudraksha al collo):Io viaggio per servizio divino.Il mio biglietto… è l’intenzione. Controllore (alzando un sopracciglio):Non faccia il furbo. È senza titolo di viaggio. Hanuman:Ho […]
![]()
(Soggetto basato sull’ omonimo racconto) Nel palazzo del civico 42 iniziano misteriose sparizioni: pacchi lasciati nell’androne svaniscono uno dopo l’altro. Prima sandali, poi stivaletti, sempre e solo scarpe con tacchi alti.Nella chat di condominio esplode il caos: accuse, teorie assurde, emoji infuocate. Tutti sospettano di tutti. L’unico a restare in silenzio è Mark, inquilino del […]
![]()
Dopo la morte, Elia è chiamato dall’Archivista a guardare la propria esistenza attraverso gli sguardi che l’hanno incrociata. Tre testimonianze gli mostrano ciò che di buono ha lasciato dietro di sé, mentre un’ultima visione lo costringe a confrontarsi con ciò che ha smarrito lungo il cammino. In quello spazio sospeso, Elia scoprirà che il vero giudizio non riguarda il passato, ma ciò che resta dentro di noi.
![]()















