Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “Salsedine addosso come schiaffo da respirare” di Brigida Forte

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

Me l’ha detto il mare, stamattina. Aveva ragione. Sono uscita alle sette. Trani, 25 aprile. Lilly dormiva ancora. Io no. Io non dormo più da quando ho smesso di dire “vabbè”.

Per tre anni ho tenuto la parola fine in tasca. Si chiamava “ci siamo persi per sempre”. Si chiamava marito fantasma. Si chiamava 2023, 2024, 2025. Tre inverni. Tutto bianco. Io sotto.

A otto anni disegnavo papaveri sulla neve. Non sapevo perché. Mi piaceva il contrasto. Il rosso che diceva: “Io ci sono”. La neve che diceva: “No”. Vinceva sempre la neve. Fino a ieri.

Ieri ho preso tre anni di parole. Li ho messi in una busta. Poi sono andata sugli scogli.

Con la chitarra in mano e Lilly vicino, ho registrato il mio demo. Quindici secondi di corde e vento. Ho scritto TFM sulla busta con il vocale. L’ho spedita.

Oggi il sole mi ride in faccia. È la prima volta che lo guardo senza abbassare gli occhi. Ho cinquant’anni meno otto, e un punto rosso sul polso. Me lo sono fatto col pennarello stamattina.

Se arriva la neve, guardo lì, e ricordo. La nuvola va. Il fantasma è andato. Io sono rimasta. Rossa papavero, su campo innevato.

E questa volta resto. Respiro. Fa male. Ma respiro.

È uno schiaffo, ma è mio.

La mia cagnolina mi ha leccato la mano. Le ho chiesto se era felice. Orecchie dritte, sguardo dolce,  Come se capisse. Forse capisce meglio di tutti. Che per essere felici basta non perdersi. E noi, stamattina, non ci siamo perse.

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6 commenti »

  1. Il testo possiede immagini suggestive e una sensibilità poetica evidente, ma tende a concentrarsi molto su simboli e riferimenti personali che non sempre trovano una chiara collocazione narrativa. Alcuni elementi risultano piuttosto ermetici e richiedono al lettore uno sforzo continuo di interpretazione, con il rischio che la ricerca del significato prevalga sul coinvolgimento emotivo. L’impressione è quella di una scrittura intensa e sincera, ma che a tratti sembra parlare più all’autore che al lettore.

  2. “Grazie per la lettura così attenta. L’ermetismo qui è una scelta consapevole: ho voluto lasciare delle zone d’ombra perché ognuno potesse portare il proprio significato e abitare la storia. Il papavero rosso sulla neve è il cuore profondo del racconto, il resto fa da cornice. Mi fa davvero piacere che il tono e la sensibilità poetica siano arrivati. Spesso i bambini vedono e sanno le cose prima di noi, anche quando scelgono di disegnare un papavero.”

  3. Ci sono immagini molto belle e d’effetto. La parte che preferisco è il contrasto continuo tra bianco e rosso: dà identità al pezzo e crea una linea emotiva chiara fino alla fine.
    Nel complesso l’ho trovato molto carico emotivamente, quasi sempre sulla stessa intensità, e a tratti mi è sembrato più costruito che spontaneo.

  4. Ho trovato il tuo racconto molto scorrevole, in poche righe riesce ad essere molto intenso e far arrivare emozioni molto precise di dolore e rinascita. Il bianco della neve e il rosso del papavero creano un contrasto che amplifica l’emozione. Bello!

  5. “Grazie mille per il commento! ? Mi fa davvero piacere che il contrasto bianco/rosso ti abbia colpito: è l’elemento su cui ho lavorato di più per dare una linea emotiva coerente al testo.

    Sull’intensità costante ti confesso che si tratta di una scelta deliberata: volevo che il racconto fosse uno “schiaffo da respirare” e che la tensione rimanesse alta dall’inizio alla fine, senza pause. Capisco però che questo tipo di impianto possa dare a tratti un’impressione di ‘costruito’ rispetto a una scrittura più spontanea.

    Proprio per questo mi interesserebbe molto sapere quale passaggio ti è sembrato meno spontaneo: i feedback tra autori qui su Racconti nella Rete sono preziosi proprio per guardare il testo con occhi diversi.

    In bocca al lupo per il tuo racconto e ci si legge in giro!”

  6. “Grazie di cuore per questo bellissimo feedback! Sapere che il racconto ti è sembrato scorrevole pur mantenendo quell’intensità mi fa davvero felice.

    Il contrasto tra il bianco della neve e il rosso del papavero era proprio il fulcro visivo su cui ho costruito l’evoluzione della storia, e mi emoziona sapere che ha funzionato da amplificatore per quel percorso tra dolore e rinascita.

    Grazie ancora per il tuo tempo e per aver colto l’essenza del testo. Un grande in bocca al lupo anche per il tuo racconto, ci si legge in giro!”

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