Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “Nella pancia della balena” di Lucia Cocco

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

Caro Eduardo,

non ti chiedo come stai, lo so già, l’ho sempre saputo. Questa è la mia prima bugia, ho appena iniziato a scrivere questa lettera e ti ho già mentito, mi dispiace, prometto che sarò sincera. Non ti chiedo come stai, perché ho paura della risposta. Se chiudo gli occhi rivedo ogni momento, gli anni in cui giocavamo a fare gli esploratori li custodisco con affetto e profonda gelosia. Ho quasi paura di parlarne, come se potessero perdere di valore o semplicemente tu potessi averli scordati. La ricordi la casa fatiscente accanto alla nostra? Te lo ricordi il casco mezzo rotto che rubavamo dal motorino di papà e usavamo come elmetto? Ti ricordi dello zaino sempre pieno di merendine per “qualsiasi evenienza”?

Altra verità scomoda: avevo paura che la casa crollasse, solo che non volevo ammetterlo davanti a te. Questa è una lettera di scuse. Vorrei che provassi a capire, ti penso mentre leggi e alzi gli occhi al cielo. Non lo sai, ma è grazie a te che ho capito di voler raccontare storie: quelle favole sugli animali, sussurrate quando la luce filtrava tra i buchi della coperta di lana e formava forme geometriche troppo complesse per non provare a crearci un racconto, hanno salvato anche me da tutto ciò che si trovava fuori dalla nostra stanza. Tu eri piccolo e dolce e indifeso e chiedevi solo attenzioni, ma io ero in un luogo dove non potevi raggiungermi, volevo solo diventare il più sottile possibile, così sottile da sparire. Per tanto tempo mi sono fatta forte ad ascoltare le vite degli altri, lusingata dalla grande empatia che pensavo di provare, mentre dentro di me, pensavo a tutto il tuo dolore che avrei voluto e dovuto assorbire come una spugna.

Non so come tu abbia preso tutte quelle porte chiuse in faccia, sbattute con violenza, gridi di dolore che provavano a trovare la luce. Sappi che ho passato intere notti sveglia, davanti alla tua camera, sperando di trovare la forza per consolarti. Non ho mai aperto quella maniglia, non riuscivo ad essere vera anche per te. Vorrei cancellare gli ultimi anni della mia vita. L’ho lasciato, sono andata via. Ho promesso di essere sincera e quindi lo dirò: ha fatto male. Farlo è stato come spalancare la bocca e ingerire barattoli di vernice; sentire i colori mischiarsi nello stomaco e non avere più fiato per respirare; avevo paura che l’orologio smettesse di girare e il mio cuore di battere, anche se lo sentivo, veloce, troppo veloce e per strada mi fermavo. Mi imponevo di respirare. Inspira per quattro secondi, trattieni per sei e poi espira per otto. Domani ti laurei e io mi auguro di poterti dare questa lettera, spero di non doverti solo guardare da lontano, vorrei abbracciarti e dirti che sono fiera dell’uomo che sei diventato. Ti amo, ti ho sempre amato.

Tua sorella.

Loading

2 commenti »

  1. È un racconto molto sentito, che riesce a trasmettere con delicatezza il legame tra i due fratelli e il peso delle cose non dette. Ho apprezzato soprattutto il tono intimo della lettera e alcuni dettagli dell’infanzia che rendono il rapporto credibile e vivido. La lettura scorre bene e lascia una sensazione di malinconia e affetto che accompagna fino alla fine.

  2. La relazione fra fratello e sorela è molto ben rappresentata Le vicissitudini della vita li separano, ma è evidente che il sentimento di complicità e di aiuto reciproco non li abbandona e non li abbandonerà mai.

Lascia un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento.