Premio Racconti nella Rete 2026 “Schegge di specchio – L’inverno di Emma” di Anna Rossi
Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026Tutti nella scuola hanno paura di me, mi guardano male , mi squadrano solo perché credono che sia cattiva, fredda, ma non sono sempre stata così,
Quindi torniamo un attimo indietro: Io sono sempre stata buona, tutti venivano da me per un consiglio, per far pace con qualcuno, mi sono sempre fatta voler bene da tutti, ma io mi sono sempre sentita inferiore, per colpa di un amicizia sbagliata, per colpa di quella persona che voleva tutto ciò che era mio, tutte le mie amicizie. Ogni volta che aveva l’opportunità di litigare, anche per una sciocchezza, per una parola sbagliata, per una cosa fuori posto, lei mi dava addosso, mi sono sempre tenuta tutto dentro, sono sempre stata zitta, io continuavo a volerle bene, fino a un giorno… il giorno in cui mi sono scocciata di stare zitta… di tenermi tutto dentro…
Un giorno fuori scuola mi chiamò e mi disse: EMMA! Vieni un attimo. Io andai e lei mi disse: ora dimmi il motivo per cui hai chiesto di farci cambiare di posto! Io stetti zitta per un secondo, poi mi urlò contro di nuovo dicendomi: VOGLIO UNA SPIEGAZIONE!
Io mi scocciai di farmi sempre gridare contro così dissi tutto urlando ancora più forte di lei: Perché mi sono scocciata! Mi sono scocciata di litigare ogni giorno! Di farmi sempre urlare contro, per tutto! Per ogni cosa che faccio! Per ogni parola che dico! Per la tua gelosia nei miei confronti ! Per tutte le volte che sei stata la prima a squadrami, per tutte le volte che sei stata la prima a sparlarmi! Quindi non mi dire che siamo migliori amiche , perché un’amica non si comporta così! Lei sbiancò , tutta la scuola rimase in silenzio , mai nessuno mi aveva visto così , per la pima volta nessuno diede ragione a lei.
Da quel giorno mi giurai di non affezionarmi più alle persone, perché più non mi affezionavo più non soffrivo, così diventai fredda, quando mi chiedevano una mano non li aiutavo, quando mi chiedevano di aiutarli a fare pace gli dicevo di cavarsela da soli, nessuno mi veniva vicino né io andavo vicino a loro, così imparai a stare da sola, perché per me quella solitudine era una protezione. Da quel giorno mi giurai di non affezionarmi e. Fin quando un giorno non vidi i miei occhi che da buoni erano passati ad arroganti e cattivi, io sapevo che non ero così , poi guardandomi allo specchio dissi tra me e me che volevo cambiare, volevo essere buona ma con prudenza . Il giorno dopo andai vicino a quelle persone che mi avevano chiesto aiuto e le aiutai, l’amica che mi spezzò il cuore mi chiese scusa, io la perdonai ma il nostro rapporto non era come prima, non le facevo più prendere confidenza, non mi facevo urlare contro…
Così le mie ferite si sanarono, il mio cuore si aggiusto, ma sempre con un ‘armatura.
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