Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “Il Miracolo” di Salvatore Bruno

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

«Che vuoi da bere?».

«Una coca zero per favore.»

Lei sbuffa, finge di scrivere qualcosa e se ne va. Ammiro un po’ il posto. Tavoli in compensato pinto di marrone, luci gialle offuscate dalla coltre di fumo delle sigarette degli avventori. Un uomo solitario seduto al bancone che giura di potere bere ancora, un gruppo di amici che festeggia la prima busta paga, una coppia dove l’uomo continua a giustificarsi, che questo posto sì è un po’ losco, ma che ne vale la pena, mentre la donna ha uno sguardo lontano, come di un bambino a cui hanno rivelato uno dei tanti segreti della vita.

La cameriera torna con un liquame giallognolo in una caraffa improponibile. Mentre la poggia su una scritta – Marco 6 stupido- dice:

«Se stai a dieta meglio che non vieni qua amico». Annuisco.

Ammiro le varie sciarpe appese di squadre di ogni tipo di sport possibile e immaginabile: il calcio. Aberdeen FC, Gaelic, Leicester, squadre che si trovano a migliaia di chilometri da qua, ma che comunque suscitano fantasie alcoliche in tutti gli avventori. Noto che la cameriera mi fissa sotto lo striscione dei Rangers, probabilmente convinta della mia natura marziana.

Sospiro. Mi chiedo perché ho acconsentito all’appuntamento di oggi.

D’un tratto la porta – che ovviamente ha quel campanellino tanto rumoroso quanto inutile – si apre, e lui è qua.

«Padre» mi dice, aprendo le braccia «Non credevo avrebbe mai approvato la mia richiesta»

«Tranquillo figliolo» – rispondo mentre cerco di alzarmi dal tavolo senza fare rumore – «Qua sono solo Vincenzo».

Sorride imbarazzato. Senza esitazione chiede una doppio malto rossa finlandese, per poi guardarmi dritto negli occhi e dirmi: «Voglio smettere di bere.»

Rimango un attimo sorpreso. «E se volevi smettere di fumare dove mi portavi? Ah no» muovo le mani nell’aria spessa come un filoncino «Sempre qua immagino»

Ride imbarazzato. «Sì, forse. È che ci sta un episodio del Vangelo che mi ha sempre affascinato, quando Giacobbe va nel deserto e il diavolo gli mostra il cibo, invitandolo a mangiare, mentre lui resiste» «Gesù intendi» «Sì vabbè, il nipote, ha capito insomma. Il punto è che voglio fare come Giacobbe, o chi per lui, e resistere alle tentazioni come ha fatto. Non voglio più bere da tempo ormai, mi rendo conto di come potrei finire» indica l’uomo al bancone, che adesso ha iniziato a raccontare una barzelletta sconcia sui pinguini.

Sospiro. «Tu sai chi era Santa Teresa?»

«Come no, il locale in Corso Roma. Carino, ma non fa per me»

«Sì anche. Io parlo della Santa vera, la quale sosteneva che bisogna stare attenti a quel che si desidera, perché poi si realizza»

«Che idiozia, fosse così avrei vinto cinque volte il Superenalotto e non avrei i debiti con la SISAL».

«Tu vuoi smettere di bere?»

«Sì padre»

«Vincenzo»

«Sì padre Vincenzo»

«Come hai iniziato a bere?»

«Come quei ragazzi là, all’inizio eravamo una bella comitiva, sempre in giro a fare danni. Poi col tempo uno ad uno hanno iniziato a costruirsi le loro famiglie, le loro abitudini, e sempre più spesso stavo da solo»

«Quindi bevi per stare con gli altri?»

«All’inizio. Poi ho iniziato a bere per vendicarmi. È stato dopo un appuntamento disastroso»

In quel preciso istante la ragazza dell’altro tavolo dà uno schiaffo al ragazzo così sonoro che le luci tornano a essere visibili.

«Sì è andata così più o meno.»

Sospiro. «Quindi bevi per solitudine e rabbia?»

«Ormai» dice, inarcando le spalle.

Sorrido e gli dico che vado in bagno. Mentre vado placco la cameriera e le chiedo se può fare una modifica all’ordine del mio amico.

Torno al tavolo. «Ho fatto quel che mi hai chiesto»

«Veramente così semplice padre Vincenzo?»

«Prova»

La cameriera porta la birra, che lui assaggia. La sputa subito. Felice si alza, mi abbraccia, urla gioioso.

Nell’impeto, gli lascio una piccola impronta bianca sulla maglietta. Il miracoloso sale resta un attimo impigliato nella maglietta per poi cadere impercettibilmente a terra.

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