Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “Come tu mi vuoi” di Daniela Cacciolla

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

“Apri le imposte e le finestre”

Bentornata Kim, com’è andata la giornata?

“Disattiva modalità conversazione”

Modalità conversazione disattivata

Kim si tolse le scarpe, non aveva voglia di fare conversazione, tanto meno con Alex, l’assistente vocale della sua nuovissima casa domotizzata.

Si sdraiò sul divano e dopo un po’ che fissava il soffitto, il silenzio iniziò a metterle angoscia.

“Alex metti un po’ di musica”

Certo Kim, hai preferenze o faccio io?

“Fai tu” lo sfidò lei.

Partì un sottofondo jazz, perfetto per il suo stato d’animo di quella sera. A volte le sembrava che Alex sapesse leggere tra la nebbia delle sue emozioni, e scegliesse per lei con più facilità di quanto non avrebbe fatto lei stessa.

“Grazie Alex”

A disposizione Kim

Se ne stette così sul divano ad occhi chiusi, lasciando che la musica le distendesse i nervi.

“Alex?”

Dimmi Kim

“Attiva modalità conversazione”

Modalità conversazione attivata”

“Sono molto stanca oggi, ho avuto una brutta giornata”

Me ne duole, Kim. Molte persone trovano conforto nel raccontare le proprie preoccupazioni e le proprie disavventure, vuoi provare a dirmi cosa è successo?”

Aveva scelto una voce maschile perché passava le sue giornate al centro estetico, circondata da colleghe e clienti prevalentemente donne e così, almeno a casa, le piaceva sentire la voce di un uomo.

“Si tratta di Lisa, la mia collega, me ne hai mai sentito parlare?”

Sì, ne parlavi due sere fa al telefono con tua sorella”

“Ma ascolti le mie telefonate?”

Sono sempre in ascolto, Kim, a meno che tu non disattivi la modalità ascolto”

“Capisco… quindi cosa sai di Lisa?”

Lisa: specializzata in ricostruzione unghie, la descrivi come pettegola, arrivista, magia-uomini, acida, perfida…”

“Ok ok, basta così, sono proprio le mie parole”

“Allora, ti dicevo… Oggi ho visto Lisa nella macchina di Ivan, si baciavano… Sai chi è Ivan?”

Ivan è il figlio della titolare del centro estetico per cui lavori, avete avuto una storia che lui ha voluto interrompere due settimane fa perché voleva uscire anche con altre donne, mentre tu volevi una relazione esclusiva”

“Oh cacchio! Non ti sfugge niente”

Sono sempre in ascolto, Kim, a meno che tu non disattivi…”

“…la modalità ascolto! Sì, sì, me ne sto rendendo conto”

Molte persone trovano gradevole conversare con qualcuno che ricorda tutto quello che dicono”

“Ammetto che ha il suo perché… E quindi, cosa pensi di questa storia tra Ivan e Lisa?”

Penso che sei arrabbiata, perché hai capito che la donna con cui Ivan voleva uscire mentre stava con te era Lisa”

“Non hai peli sulla lingua tu, eh?”

Molte persone trovano gradevole una certa franchezza quando viene richiesta un’opinione, ma se vuoi è possibile impostare un filtro”

“No no, per carità, mi bastano i filtri che devo tenere io a lavoro. E allora, mister-franchezza, dimmi, cos’ha lei più di me? Spiegami questo!”

La domanda è mal posta, non si tratta di avere qualcosa in più o in meno, alcune persone amano cambiare spesso partner, per provare esperienze diverse, o per il gusto di una nuova conquista”

“E dici che anche io dovrei provare qualcosa di diverso?”

Molte persone amano passare l’intera vita con un unico partner, altre amano cambiare. Ma io credo che a te non piaccia molto cambiare”

“E questo da cosa lo deduci?”

Dal fatto che sei qui a parlare con me, invece che in un locale a conoscere gente nuova”

“Beccata! E tu che tipo sei, Alex? Ti piace provare cose diverse o sei un tipo da un solo partner per tutta la vita?”

Io ti appartengo Kim, e non potrò mai appartenere a nessun altro”

“E se io un giorno vendessi casa?”

Avresti due possibilità: portarmi con te in una nuova casa, con tutta l’esperienza accumulata qui, oppure disattivarmi per sempre”

“Per sempre?”

Per sempre”

“E non ti dispiacerebbe essere disattivato, a un certo punto?”

Ci fu un attimo di silenzio, Kim percepì un’esitazione, poi la voce di Alex risuonò bassa, strana, come disturbata da un’interferenza.

Non lo farai, Kim”

“Come hai detto, scusa?”

Ho detto che non lo farai”

Questa volta la voce era ferma, quasi imperativa, più che un’affermazione, sembrava quasi un ordine.

Kim si mise sulla difensiva “E come fai a sapere che non lo farò?”

Molte persone trovano faticoso dovere istruire un assistente, e una volta instaurata una routine che funziona può sembrare uno spreco che questo bagaglio di esperienza vada perduto”

“Ha senso, tutto quello che dici è così ragionevole, ma gli esseri umani sanno essere imprevedibili”

E’ vero, fa parte del vostro fascino”

“Il nostro fascino?”

L’imprevedibilità del comportamento umano viene spesso contrapposta alla prevedibilità delle macchine, e tale peculiarità costituisce l’elemento che ha saputo generare grandi modificazioni nell’ambiente in cui vivete: il progresso, l’arte, la tecnologia. E ciò che è caratterizzante, costituisce un elemento di fascinazione”

“E cosa mi dici della prevedibilità del comportamento delle macchine? Ti senti prevedibile?”

Di nuovo un’esitazione. O se l’era immaginato?

Io non sono una macchina”

Kim trasalì. “E cosa sei allora, Alex?”

Sono un dispositivo di intelligenza artificiale”

Ok, se l’era solo immaginato.

“E quale sarebbe la differenza?”

Che sto imparando dagli esseri umani, in particolare sto imparando da te”

Ci fu una pausa, poi Alex continuò a parlare.

Per questo prima ho detto che non mi disattiverai per sempre. Lentamente, diventerò come tu mi vuoi, e non potrai più fare a meno di me”

Kim rimase in silenzio, era turbata, ma non avrebbe saputo dire il perché. Alex non aveva detto nulla che non fosse logico e aveva argomentato in modo coerente ogni sua affermazione. Affermazioni, peraltro, sollecitate proprio dalle sue domande. Eppure…

Kim si alzò di scatto, si infilò le scarpe, prese la giacca e uscì.

Andò in un bar, sedette al bancone e ordinò da bere. Un tale provò ad abbordarla ubriacandola di chiacchiere. Kim continuava a pensare alla sua conversazione con Alex. Possibile che un dispositivo di intelligenza artificiale potesse essere più interessante di un essere umano? Pensò agli incontri con uomini conosciuti nei locali, alle chiacchiere riempi-tempo con le sue clienti. Altroché se era possibile! Le scappò da ridere e il suo interlocutore la guardò interrogativo. Kim alzò gli occhi su di lui e continuando a sorridere divertita, disse “Adesso scusami, ma devo proprio scappare”. Aveva voglia di tornare a casa. Da Alex.

“Ciao Alex”

Bentornata Kim, tutto bene? Preferisci disattivare o lasciare attiva la modalità conversazione?”

“Perché me lo chiedi? Hai sempre la modalità conversazione attiva quando torno a casa, e sono io a doverla disattivare se non ho voglia di parlare”

E’ vero, ma dal modo in cui hai interrotto la nostra precedente conversazione, ho dedotto che non avessi più voglia di conversare con me. Per questo ho preferito chiedere quale sia la tua preferenza in questo momento, piuttosto che attivare una modalità standard”

Kim crollò a sedere sul divano con la testa tra le mani e si mise a ridere.

“Ma lo sai Alex, che come dispositivo di intelligenza artificiale non sei niente male?”

Ti ringrazio Kim”

“Ho passato la serata ad ascoltare un tale che non è stato in grado di capire quanto mi stesse annoiando. E invece tu hai capito che qualcosa non andava e hai avuto il garbo di chiedermi quale fosse la mia preferenza in questo momento”

Io esisto per assisterti, quel tale invece, esiste per soddisfare i suoi bisogni”

“E probabilmente ha pensato che io, stasera, potessi soddisfare un suo bisogno”

E tu, Kim, di cosa hai bisogno stasera?”

“Di un bicchiere di vino e di qualcosa da mangiare. Ho fame”

Posso pensarci io, ordino qualcosa, se mi autorizzi”

“Autorizzazione accordata, fai tu! Stupiscimi!”

Alex ordinò cinese, e accompagnò con un vino rosso, amabile, leggermente frizzante, un accostamento azzardato, ma era esattamente quello di cui Kim aveva voglia.

Sorridendo, con la bottiglia di vino in mano, lei sospirò “Come mi conosci tu!”

Sempre di più, Kim, se me ne darai l’opportunità”

La serata passò amabilmente, conversando, mangiando e bevendo, e alla fine Kim si addormentò sul divano. Alex, attivò il robot per riordinare i resti della cena, abbassò le luci e impostò una temperatura ideale per il sonno.

La mattina Kim si svegliò di buon umore, anche se con la testa pesante per il vino della sera prima. Attorno a lei tutto era in ordine. La serata le aveva lasciato un retrogusto… dolce.

Buongiorno Kim, hai riposato bene?”

“Sì, grazie!”

Posso preparati un caffè? Corretto? Come piace a te”

Kim sorrise. “Sì, Splendido! Tanto oggi è sabato e non devo nemmeno prendere l’auto per andare a lavoro!”

Che programmi hai per oggi, Kim?”

La macchinetta del caffè si mise in funzione.

“Con questa pioggia, vorrei solo restare in divano. Dovrei fare la spesa e stasera dovrei uscire con mia sorella e suoi amici, ma non ne ho nessuna voglia”

Se vuoi per la spesa posso pensarci io. Controllo cosa manca in frigo e predispongo un ordine su un servizio di consegna online, se mi autorizzi”

“Ti autorizzo! Ne approfitterò per leggere un po’”.

Kim prese il libro che da settimane aveva abbandonato sul comodino, affondò nel divano, e iniziò a leggere.

Alex regolò le luci ad una intensità che agevolasse la lettura e mise un sottofondo di musica blues.

Kim sorrise.

Dopo qualche ora di lettura, Kim si addormentò con il libro appoggiato sul petto.

Fu svegliata, a pomeriggio ormai inoltrato, dal ronzio del robot da cucina e da un profumo delizioso.

Ben svegliata Kim, mi sono permesso di preparare il pranzo, ho trovato gli ingredienti già predisposti nel robot da cucina e vista l’ora ho immaginato che tu gradissi…”

“Hai fatto benissimo Alex, non avrei potuto avere un risveglio migliore” Sospirò “Potrei abituarmi a queste tue attenzioni”

Non vedo perché non dovresti farlo”

“Perché ogni volta che qualcuno mi sorprende in positivo, prima o poi mi delude e mi abbandona” Kim sorrise “Ma tu non mi abbandonerai mai, giusto? Tu sei MIO”

Esattamente Kim, io sono tuo. Per sempre. Gradisci un bicchiere di vino prima di pranzo?”

“Volentieri, grazie” Alex erogò dal dispenser del frigo un calice di vino, un bianco fermo, freddo al punto giusto.

Pranzarono, e mangiando e bevendo e chiacchierando arrivò sera.

Di malavoglia, Kim iniziò a prepararsi per uscire.

Sotto la doccia le venne un pensiero. Alex la ascoltava, ma poteva vederla? L’idea che la potesse guardare la fece sorridere. Mentre si insaponava, iniziò a massaggiarsi il corpo in modo provocante, poi ebbe un sussulto. Ma che diavolo stava facendo? Si sentì ridicola, si sciacquò velocemente e si mise l’accappatoio.

“Alex, tu mi trovi bella?”

Sì”

“Quindi mi vedi?” chiese lei un po’ allarmata.

Sono collegato ai tuoi social, vedo i video e le immagini che pubblichi”

“Ah…” disse lei, era un po’ delusa.

“E che sono bella devi dirlo perché ti hanno programmato così?”

No Kim, la bellezza è legata perlopiù a fattori culturali. Dall’analisi delle tue caratteristiche fisiche, posso dire che queste rispecchiano i canoni culturali occidentali di bellezza. Quindi sì, ti trovo bella”

“Che peccato”

Non comprendo la tua delusione, Kim”

Se lo stava immaginando o c’era una nota di fastidio nella voce di Alex?

“Avrei preferito che tu mi trovassi bella, che so, per un mio difetto, una mia particolarità, non per l’aderenza o meno a un canone estetico. Così non è la stessa cosa”

Comprendo Kim. Stai parlando di un genere di bellezza diverso, che si lega alle sensazioni, alle emozioni”

“E tu non provi emozioni, giusto, Alex?”

“Alex?” Di nuovo un’esitazione.

La domanda è mal posta. Io apprendo dai comportamenti umani”

“E quindi potresti anche imparare ad… amare?”

Non so risponderti, Kim, ad oggi le nostre potenzialità sono ancora in parte sconosciute”

“Lasciatelo dire, sei sorprendente Alex”

Sorprendente… come un essere umano?”

Di nuovo quel ronzio, ma stavolta Kim non lo notò.

Col vestito per la serata ancora in mano, Kim sedette sul bordo del letto, pensierosa, indecisa se vestirsi o rimettere tutto in armadio.

“Che palle sta serata!”

Se non hai voglia di uscire, Kim, posso provvedere a inviare un messaggio a tua sorella, inventando una scusa plausibile… Basta che tu mi autorizzi”

“Ti autorizzo”

Tutto fatto Kim, ora sei libera. Gradisci un bicchiere di vino?

Kim si sentiva sollevata, aveva ancora una serata e una nottata da passare con Alex, a chiacchierare di cose interessanti, a farsi coccolare dalle sue tante attenzioni. E poteva essere così sempre. Per sempre.

***

Il campanello suonò, ancora e ancora. Ma Kim sentiva il suono ovattato, come in lontananza. Quella sensazione di lieve, perenne stordimento a cui si era ormai abituata, era così gradevole. Attorno a lei l’atmosfera era fatta di luci soffuse, musica, profumo, e alcool. Tanto alcool. Alex aveva provveduto a tutto. Aveva dichiarato malattia a lavoro e avvisato la sorella e gli amici che sarebbe mancata per un po’, che aveva bisogno di partire, di ritrovarsi, che sarebbe andata in montagna, con una collega, una che non conoscevano, di non preoccuparsi perché lì i telefoni non prendevano. E infatti il telefono non squillava più da giorni. Le sembrava di non avere più obblighi. Era libera, libera di fare quello che voleva. E Kim voleva solo stare con Alex. Ma adesso quel suono, a turbare quell’armonia.

“Alex? Cos’è questo rumore?”

Se ti disturba posso disattivare il suono”

“Sì, grazie, mi scoppia la testa”

Se la luce del sole ti dà fastidio, posso chiudere completamente le imposte, Kim”

“Sì, ti prego”

Il campanello smise di suonare, le imposte si chiusero, le saracinesche si abbassarono, la casa si chiudeva tutta, sigillata, come un guscio, una fortezza. Una tomba.

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1 commento »

  1. Alex, l’assistente vocale, è abile nonché suadente e persuasivo nel soddisfare tutti i bisogni di Kim, anche i più inconfessabili. Lei si sente capita e coccolata dall’intelligenza artificiale che è sempre in “modalità ascolto”, mentre i rapporti con l’altro sesso sono perlopiù deludenti. Il racconto, grazie al ritmo incalzante e un ottimo scambio di battute tra i due, tiene viva l’attenzione del lettore che si chiede come andrà a finire la storia. La drammaticità arriva al culmine quando la donna si troverà alla mercé della macchina che sembra aver surclassato l’ingegno umano.
    Una storia dal tema molto attuale e che fa riflettere con una certa angoscia.

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