Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “Red e Sam, storia di un carrello e di una patata” di Carmelo Loddo (sezione racconti per bambini)

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

                  C’era una volta e ancora c’è un vecchio carrello che conteneva varie verdure e nel ripiano più basso conteneva le patate. Esse erano tutte di colore beige tendente al marroncino, tutte tranne una che era di colore rosso intenso come quello del sole quando sta tramontando ed era stata chiamata dai suoi genitori Red proprio a causa del colore della sua buccia. Fu raccolta ancora giovanissima dal contadino che la strappò prematuramente all’affetto dei suoi genitori patatontoli, mamma patatola e papà patatolo, i quali non avevano fatto in tempo a raccontarle tutti i segreti della vita tranne qualcuno.

                   E così dopo un lungo viaggio lungo le vie del paese arrivò in quella casa e finì in quel carrello.  L’accoglienza non fu delle migliori. Tutti i tuberi della sua razza per via del suo strano colore la isolavano, spingendola nell’angolo e impedendole di essere utilizzata per ciò per cui era nata. Il suo sogno più grande era quello di diventare parte di un buon minestrone ma si sarebbe accontentata anche di diventare insalata di patate e tonno o patatina fritta ma…volete mettere il grande salto nel lago delle verdure? Avrebbe lottato per arrivare a quel lago. Gli altri la deridevano e dicevano: «Che strano colore ha questa patata, sicuramente è d’importazione, non è dei nostri» e un’altra più altezzosa che aveva l’aspetto di una buccia nobile diceva: «basta guardare la sua pelle scura, sarà un esperimento mal riuscito, per questo non la cucineranno mai!» e giù spintoni per metterla sempre più nell’angolo.

                   Il tempo passava e Red, sempre più isolata nel suo angolino, iniziava a disperare di poter realizzare il suo sogno. Un giorno iniziò a notare delle escrescenze che gli spuntavano nella parte superiore e inferiore del corpo, come dei germogli e comprese che stava diventando vecchia per essere cucinata, gli restava poco tempo, iniziò a singhiozzare e il suo pianto fu sentito dal carrello degli ortaggi dove si trovava. Il carrello era un tipo a modo, era laureato in scienza dell’accoglienza e insegnava a tutti i piccoli carrelli appena nati nelle fabbriche; gli era stato persino dato come premio una laurea in Scienza dell’accoglienza applicata ai tuberi e ai cereali, una vera celebrità nel suo mondo. 

«Perché ti disperi così tanto piccola Red?» chiese il carrello con dolcezza infinita.

«Sono disperata perché il mio sogno sta per svanire, sto diventando vecchia, inizio a germogliare e non avrò più la possibilità di vedere il lago delle verdure, tantomeno di tuffarmici dentro. Le altre mi detestano, mi isolano, costringendomi a stare in questo angolino lontano dalle mani umane, mai nessuno mi sceglierà!» rispose Red con voce afflitta.

«Non disperarti ti aiuterò a uscire da qui ma, in quanto al tuo sogno, non posso garantirti che si avvererà, accadrà ciò che deve accadere e stai sicura che sarà la cosa migliore per te.» disse il carrello.

«Grazie, grazie mille, signor carrello» disse Red tutta entusiasta.

«Chiamami pure Sam piccola Red.» concluse il carrello.

                   E così i due fecero amicizia e passavano lunghe ore a discutere.  Sam parlava delle credenze che abitavano nello stesso ambiente e Red di tutti gli ortaggi vicini. A volte ridevano delle disavventure di questo e quello ma senza cattiveria bensì utilizzando il sorriso come una sorta di medicina del buon umore.

                   Finalmente un giorno si avvicinò al carrello una ragazzina per scegliere i vari ortaggi da utilizzare per fare un bel minestrone.

                   La prima a essere scelta fu una grossa carota. Tutte le carote festanti la salutavano donandole una parte della loro buccia come buon auspicio per loro stesse e le dicevano: «abbi cura di te e prega per noi quando sarai nel regno delle verdure.»

                   Poi fu la volta di una grande cipolla che tutti chiamavano Miss Lacrimosa; naturalmente piangevano tutti e non poteva essere diversamente ma era un pianto felice e tutte dicevano: «ricordati di noi quando sarai nell’olimpo della cipolla madre.» 

                   E via via tutti gli altri ortaggi seguirono, dal pomodoro alla zucchina ai quali si aggiunsero allegramente la Verza e la bietola insieme ai broccoli. Poi seguirono i legumi di alta nobiltà, come loro desideravano rammentare a tutti, i fagioli, i piselli e le lenticchie. 

                      Infine arrivò il momento di scegliere la patata e la ragazzina avvicinò la sua mano al ripiano dove tutte attendevano con trepidazione di essere scelte spintonandosi a vicenda nel tentativo di essere prescelte. Red era sempre nel solito angolo, completamente impossibile per lei muoversi e già si disperava pertanto chiese aiuto a Sam che la ascoltò.

«Adesso ci penso io piccola Red, lasciati andare e non temere.» concluse Sam. E così il carrello diede un violento scossone e Red che era la più leggera, volò via dal suo ripiano e si ritrovò in mezzo al pavimento.

«Ops! Questa piccola da dove spunta? Poco male, stavo giusto andando a prenderne una per il minestrone e le dimensioni sono le più appropriate, la porto alla mamma.» disse la ragazzina.       

«Ma questa non va bene.» disse la donna alla figlia e continuò «vedi questi germogli? Indicano che il tubero è pronto per diventare mamma. Anche loro generano figli e figlie come noi.»

                      Red iniziò a tremare, non capiva cosa volessero dire quegli umani, nessuno l’aveva preparata a questo. Lei disperatamente cercò di farsi notare, sorrideva, si sbucciava persino da sola, ma niente.

«Posala in quel cesto, insieme a quelle altre patate,» disse la donna alla figlia «quando tuo padre domani mattina andrà nel podere le pianterà nel soffice terreno.»

                      Red non aveva più lacrime da versare, aveva persino esaurito quasi tutto l’amido che aveva. Venne poggiata in un cesto di vimini insieme ad altre sue simili che l’accolsero sorridenti.

«Come ti chiami?» chiese a Red una patata cicciona dalla doppia polpa.

«Mi chiamo Red» rispose.

«Red? Che strano nome, cosa significa?»

«Significa rossa, i miei genitori mi hanno dato questo nome per via della mia buccia rossa.»

«Ah capisco. Io mi chiamo Patatonzolona, mi hanno messo questo nome perché sono grossa ma davvero grossa, vedi?»

«E si, vedo.»

«Tanta grossezza, tanta bellezza, tutta salute e poi gioisco all’idea che questa mio splendido fisico mi consentirà di avere tanti figli.» disse patatonzolona.

«Figli? Si figli. Anche tu ne avrai, lo sapevi?»

«Io?»chiese stupita Red e proseguì «Ma io veramente volevo diventare parte di un ottimo minestrone. Da piccola mi hanno sempre insegnato che veniamo al mondo con quello scopo e la gioia più grande sta nel riuscire a farsi un tuffo nel lago delle verdure dove nuotano allegramente le sorelle carote, le cugine zucchine e tutti gli altri legumi.»

«Ah ah ah…quanto sei ingenua piccola Red!» esclamò Patatonzolona e continuò «certamente questo è un bellissimo finale ma avere una famiglia tutta nostra è altrettanto bello, tornare alla terra che ci ha generato, essere grati di quell’angolo di mondo tutto nostro. Pensa che c’è chi non potrà godere di nulla come quelle patate in quel cesto laggiù. Le vedi? Sono ultracentenarie, nessuno le ha mai cucinate per troppo tempo. Esse, magari perché prese dal divertimento e dalle cose futili, non hanno pensato al loro futuro, oppure hanno preso troppa luce trascurando di osservare le regole che non ti fanno ammalare e adesso sono piene di tossine, finiranno nella discarica e nessuno le ricorderà più.»

                      Red rimase a bocca aperta, aveva appreso più cose in quei pochi secondi che in tutta la sua vita.

                       Poi arrivò il contadino, mise il cesto su un carretto e lo trasportò sino al podere lì dove tutto ebbe inizio.

«Eccoti qui piccola,» disse il contadino «ho trovato questo posticino per te nel podere vicino a dove eri nata. Spero che anche tu come i tuoi genitori porterai molti frutti.» e se ne andò.

                       Red fu messa nella soffice terra e si accorse di stare molto bene lì e inaspettatamente si sentiva felice, aveva trovato il suo posto nel mondo. Poi improvvisamente sentì delle voci che la chiamavano, erano i suoi genitori mamma patatola e papà patatolo, commossi e felici di rivedere la loro figlioletta, di essersi di nuovo tutti insieme, una unica grande famiglia…e dopo qualche tempo mamma e papà patatoli diventarono nonni di tanti patatonzolini. 

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