Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “Mio nonno Benedetto” di Lucia Di Cioccio

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

Voglio raccontarvi un particolare della vita di mio nonno Benedetto. Che tipo che era mio nonno! Era nato nel 1890 in un paesino di nome Roccasecca, che è situato tra Frosinone e Cassino in Ciociaria, nel quale la popolazione si divideva tra fare il contadino oppure il ferroviere. Era l’ultimo di nove figli. Cresciuto da genitori già anziani (più nonni che papà e mamma), era di carattere allegro, socievole, sempre pronto allo scherzo e al sorriso. Era un tipo intraprendente, non aveva paura di nulla. Vedendo partire tanti paesani alla volta dell’America, tutti alla ricerca di un lavoro per migliorare le proprie condizioni di vita e quelle delle loro famiglie, si incuriosì e anche lui decise di partire per andare a scoprire quell’America che gli italiani ritenevano tanto importante quanto il pronunciare quel nome in maniera ridondante e pomposa.

Ho sempre pensato che nonno in quel periodo della sua vita non avesse ancora deciso  cosa fare e, da figlio più piccolo di famiglia numerosa con padre ferroviere, quando comunicò la sua intenzione ai genitori, questi non si opposero alla sua decisione, nellasperanza che potesse trovare una sistemazione. Era il 1906 e questo ragazzetto che aveva solo 16 anni, si imbarcò al porto di Napoli su un bastimento diretto a “Nueva Yorke” come la chiamava lui.

Non ho mai saputo come avesse trovato i soldi per partire, ma forse, come recitava la famosa canzone “mamma mia dammi cento lire che in America voglio andà”, sua mamma queste 100 lire gliele aveva date.

Nonno non mi ha mai raccontato come avesse passato il lungo tempo di navigazione sul bastimento ma conoscendolo avrà sicuramente socializzato con quel “piccolo mondo” che aveva deciso a malincuore di lasciare: la propria terra ed i propri affetti per un futuro ignoto, ma con la speranza di avere un lavoro sicuro per mantenere se stessi e lapropria famiglia.

Nonno mi raccontava della sua meraviglia nel vedere il grande mare di color blu che lo circondava, dei tanti e lunghi giorni scanditi dall’alternarsi del giorno e della notte e dell’immenso cielo stellato che di notte poteva ammirare, fino a che arrivò quel giorno in cui vide in lontananza delle altissime torri che si ergevano in mezzo al mare.

Tutti sbarcarono ad Ellis Island. Nonno non sapeva ancora il nome di quell’isola, ma si ricordava di “una statua enorme con una fiaccola in mano”. Si ricordava anche di esser stato visitato da un medico e che un poliziotto gli chiese, in lingua italiana, le generalità e che lavoro sapesse fare. A questa domanda mio nonno rispose che non sapeva far nulla ma che era andato a scuola e aveva imparato a leggere e scrivere.

Mi sembra di vederlo con il suo sorrisetto furbo, sotto un bel paio di baffetti (la moda dell’epoca). Così fece simpatia al poliziotto che gli domandò cosa gli piacesse di più mangiare e mio nonno, pronto nella risposta: “i dolci”.

Ed ecco … il suo destino in America era già segnato; il poliziotto nel riempire la schedaanagrafica alla voce mestiere aveva scritto: pasticcere e, dopo il periodo di quarantena, trovò lavoro in una pasticceria di New York e dove? Ma a Brooklyn! Quartiere popolato da tanti italiani.

Mi raccontava che non lo misero in laboratorio a far dolci ma a “tener di conto” come diceva lui, e pur rimanendo in America sei mesi, non imparò “l’americano”, ma solo qualche parola di saluto.

Alla mia domanda: “e dopo il lavoro che facevi nonno?” lui rispondeva: “mangiavo tanti dolci, fino a star male” e si faceva una gran risata.

Questo è il ricordo che, ancora da anziano, continuava volentieri a raccontarci e che strappava una risata a tutti noi che lo ascoltavamo.

Nonno Benedetto ci ha lasciato nel 1988 alla bell’età di 98 anni, aveva ancora una testa lucida e, scrivendo queste righe, ho avuto la sensazione che fosse vicino a me come ancora vivo.

Ciao nonno.      

                                                                                 Lucia

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