Premio Racconti nella Rete 2026 “Melody” di Mara Girone
Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026Quando si arrivava al paese, si vedevano girovagare donne che sussurravano come per una cospirazione: “È assurdo. La tiene legata ancora a quel guinzaglio verde. Deve essere pericolosa se lo fa”. Le donne, in giro per la cittadina, camminando a braccetto come vecchie comari tra viuzze siciliane, camminavano lentamente e con malcelata curiosità confabulavano.
Anche nei bar, i due esistenti, spesso queste stesse donne, spavalde e arroganti, si incontravano per sparlare dell’assurda situazione in un luogo in cui nulla mai accadeva se non quando veniva inventato.
Il loro accanimento rendeva Melody protagonista involontaria del loro ciarlare.
Melody era diventata velocemente una ragazza alta, con la schiena curva e un viso triste, dall’aria frustrata di un prigioniero quasi rassegnato. I suoi passi barcollanti venivano corretti prontamente dallo strattonare intermittente del guinzaglio e dallo sguardo vigile di sua madre Greta.
Con la schiena dritta e passi svelti e nervosi, Greta avvolgeva il guinzaglio due volte intorno al suo polso per mantenere Melody composta e al passo al suo lato. Il rigido collare di pelle di un verde più scuro assicurato al guinzaglio era fermamente chiuso a chiave. Un lucchetto pesante e arrugginito manteneva il capo di Melody piegato verso il basso ad un’angolazione innaturale.
Camminavano in sincronia, avanzando su gambe ossute e nervose come in una marcia militare verso il patibolo.
Per Melody, adesso che aveva 15 anni, i pettegolezzi erano la parte più dolorosa della tragedia che era la sua vita. Le dicerie sul suo conto la precedevano sempre. Da bambina era risultato sempre difficile creare amicizie o mantenerle, adesso era semplicemente impossibile.
Non c’era modo di fermare il flusso di avida curiosità nei suoi confronti seguito da un pungente giudizio sul suo conto. Sua madre Greta, quando riceveva domande impertinenti sulla ragione del guinzaglio, spiegava che la natura ribelle e il cattivo comportamento di Melody non le avevano lasciato scelta. Nessuno in ogni caso si era mai premurato di verificare queste ribellioni o di accertare la veridicità di tale abominevole comportamento.
Greta era una donna ossessivamente organizzata il cui assiduo lavoro si rifletteva sulla sua vita e quella di sua figlia, così come sul loro appartamento, immacolato e minimalista, posizionato al piano superiore di un esercizio commerciale chiamato ‘L’ultimo Viaggio’, onoranze funebri.
Il padre di Melody, invece, era stato un viaggiatore curioso e un uomo tranquillo e tollerante. Ma da qualche anno era scomparso.
Non era mai stata offerta alcuna spiegazione plausibile alle richieste disperate di Melody che voleva saperne di più sull’abbandono inaspettato del suo amato padre. Ricordava ancora in modo chiaro e angoscioso il giorno in cui aveva trovato il guinzaglio di suo padre intatto, abbandonato sul pavimento, inerte come un animale morto, svuotato. Il collare a cui era collegato era chiuso, mentre le chiavi, come sempre, cantarellanti, erano appese alla cintura di Greta. Fare domande era comunque una forma di ribellione per cui ad un certo punto, Melody aveva dovuto desistere.
Solo a scuola Melody poteva rimuovere il suo guinzaglio, aprire il collare e nonostante il rigido controllo delle sue insegnanti, sentire il suo collo tornare a far parte del suo corpo martoriato ed assaporare un barlume di preziosa libertà.
Ovviamente Melody era diventata il vulnerabile bersaglio di quelle ragazze il cui unico collare consisteva in un elegante monile adornato da un diamante, regalo di orgogliosi genitori.
Aveva provato, senza successo, a passare inosservata, quasi nascosta al fondo della classe con quelle pareti color zuppa di piselli e il linoleum azzurrino.
Aveva provato ad essere anonima e insignificante, mimetizzandosi con l’ambiente circostante. Ma a niente erano valsi i suoi tentativi.
Ma per fortuna, in un giorno qualunque a scuola, Sally fece ingresso nella sua vita forzandola ad uscire dal suo isolamento.
Sally era una ragazza dolce e premurosa che pure era stata vittima di bullismo a causa di un suo piccolo difetto fisico. Una delle sue gambe aveva smesso di crescere senza spiegazione apparente, costringendola a zoppicare.
I suoi genitori l’avevano tenuta piuttosto segregata, per proteggerla dalla curiosità della gente — dicevano — ma Sally conosceva bene la vergogna che provavano per la sua debolezza e deformità’.
Sally poteva capire ciò che Melody provava, poteva comprenderla e condividerne i sogni di volare ed essere finalmente libera dalle catene reali o apparenti a cui entrambe erano costrette.
Quando si erano incontrate per la prima volta, era tangibile la vibrazione che attraeva questi due poli di una stessa sensibilità’. Presto le due ragazze divennero amiche inseparabili in quello spazio tutto loro che solo la scuola poteva offrire.
Era consolatorio, i testimoni avrebbero ammesso, dopo i fatti che andiamo qui a raccontare, la loro vicinanza e intimità. Si potevano spesso vedere le due ragazze assorte in serie conversazioni, lunghe ed articolate. I loro giovani visi sembravano contratti in un’unica linea profonda che attraversava la fronte, tra le sopracciglia fino a raggiungere la bocca piegata in un ghigno, qualcuno osò dire, di soddisfazione.
Nell’ultima settimana prima degli eventi, se si fosse fatta più attenzione, si sarebbe potuto scorgere nei loro occhi una scintilla di complicità per un segreto condiviso.
Il giorno in cui tutto accadde era grigio e nuvoloso, un vento leggero ma insistente stava prendendo forza, invitando le foglie autunnali in una danza incessante. Tutto accadde inaspettatamente e improvvisamente.
Gli avvenimenti arrivarono e spazzarono via come un uragano tutto ciò che incontrarono sul loro cammino, trasformando le coscienze di quelli che ne furono testimoni.
Era al mattino, prima di andare a scuola, proprio prima di uscire di casa. Melody era pronta e Greta aveva già avvolto il guinzaglio due volte intorno al suo polso.
Un sorriso nacque sul viso di Melody e ci restò.
Spinse una sedia accanto alla finestra aperta.
Aprì le braccia come ali, coperte di bianche soffici piume che vedeva con gli occhi della sua immaginazione e con gli occhi chiusi come in un’estasi divina, un sentimento di leggerezza si espanse nel suo corpo.
Con due agili mosse salì.
I suoi piedi erano saldamente ancorati alla soglia della finestra spalancata. Poteva sentire il gelido marmo sotto i suoi piedi che le inebriava i sensi.
Tutto accadde in pochi secondi.
Greta era ancora lì ad osservare sua figlia, ignara delle sue intenzioni e fiduciosa nel guinzaglio che le dava controllo. Presto l’avrebbe strattonata.
Senza preavviso, la sensazione di orrore che impregnò il corpo di Greta si rifletté negli occhi di Sally lì, sotto la finestra, e trovò solo gioia.
Melody si diede uno slancio e saltò fiduciosa.
Improvvisamente il silenzio di attesa di quelli che si erano assembrati sotto la loro casa, fu spezzato da un grido lacerante di Greta che meccanicamente continuava a tirare con violenza il verde guinzaglio la cui estremità giaceva recisa sul pavimento di fianco ai suoi piedi. Accanto ad esso, un paio di forbici che avevano troncato con decisione il prima e il dopo.
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