Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2026 “La scalinata” di Damiano Battistoni

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026

L’estate era alle porte. In un lontano paese, in una lontana vallata, un furioso temporale aveva imperversato per tutta la notte, ma adesso un caldo sole splendeva alto nel cielo, e solo poche pozzanghere erano rimaste come prova della trascorsa furia notturna.

In quel paese c’era un vecchio, che pareva esserlo da tutta la vita, e che tutti conoscevano e chiamavano coll’appellativo di Vecchio.

Ora, quest’ultimo, era giunto davanti a una ripida scalinata, che per il momento contemplava pensieroso, ben consapevole che da solo non l’avrebbe potuta affrontare. Ma essendo anziano, e anche molto paziente come solo quelli della sua età sanno essere, si sedette sul primo gradino, in attesa di una buonanima che lo aiutasse a salire.

Per andare dove, vi domanderete, per faccende che non vi riguardano, vi avrebbe risposto in tono risoluto il vecchio.

Ancora si ostinava a non far uso di un bastone da passeggio, che lo avrebbe aiutato di sicuro in certi frangenti, ma diceva che era cosa da vecchi bacucchi, o da ricchi signori, il bastone; e lui, non sentendosi ancora tanto bacucco, come non poteva certo dirsi d’esser mai stato un ricco signore, per questo si era sempre ostinato a non farne uso.

Per la verità non era una via molto frequentata, ma non trascorse molto tempo che passò di lì un ragazzo. Dal momento che l’anziano prese a fissarlo con i suoi occhi lucidi, non poté non rivolgersi a quest’ultimo chiedendogli:

“Vecchio, cos’hai da guardarmi così, ma soprattutto: cosa vuoi da me, perché son più che sicuro che da me vuoi qualcosa, vero?”

“Voglio che mi aiuti a salire la scalinata”, rispose in tono deciso, per poi finalmente riportarsi, lentamente e penando un poco, in posizione eretta.

“Per andare dove?”

“Per faccende che non ti riguardano!”

“Giusto. Ma spiegami perché dovrei aiutarti?”

“Perché no?”

“Hai detto bene: anche no!”, e detto ciò il ragazzo girò le spalle deciso, e riprese per la sua strada.

“Giovane!”, gridò il vecchio nonostante il poco fiato che aveva nei polmoni. “Vada per un no, come hai appena detto; ma potrebbe anche essere un sì, se tu lo volessi. E se tu davvero lo volessi, dimmi un po’: chi potrebbe impedirtelo?”

“Giusto: proprio nessuno mi può impedire di fare ciò che voglio”, aggiunse il ragazzo ancora di spalle, per poi voltarsi di nuovo e ritornare sui suoi passi.

Giunti che furono in cima alla scalinata, il vecchio diede un forte sospiro per riprendere fiato; poi un altro, stavolta di compiacenza, e sorridendo pure, e anche il giovane sorrise soddisfatto, infine rivolgendosi al ragazzo, disse:

“Grazie”, e stava per avviarsi per la sua strada e andarsene per dove solo lui sapeva, quando il ragazzo gli urlò dietro.

“Grazie un corno!”, e il giovane ora non sorrideva più.

“Cosa c’è che non va?”

“C’è che così non va bene, Vecchio”

“Non va bene? Cosa, non va bene? Mi hai aiutato a salire, ed io adesso d’altro non ho bisogno, dunque: grazie ancora e tanti saluti”

“Tanti saluti un corno!”, disse il ragazzo battendo furioso un piede a terra.

“D’accordo, cosa c’è che non va giovane impertinente?”

“Hai da darmi qualcosa in cambio?”

“Darti qualcosa in cambio, e perché mai?!”

“Perché mai?! Perché nessuno fa niente per niente a questo mondo, non l’hai ancora imparato? Eppure sei vecchio da una vita!”

“Giusto! Hai ragione: son vecchio da una vita… Dunque, vediamo, soldi non ne ho, e questo sono certo che lo sai anche tu, e quindi non è con della moneta che vuoi essere ricompensato. Mah, allora si può sapere cosa vorresti da me?”, adesso era il vecchio a dimostrarsi furioso.

“Una storia, e dato che sei vecchio, e da una vita, chissà quante ne hai da raccontare. Ma bada bene, non raccontarmi le stesse storie da vecchi e noiosi bacucchi; voglio qualcosa di vero, di vivo, di vissuto, magari: di nostro; che ci appartenga insomma”, e furibondo più di prima batte ancora più deciso un piede a terra.

“Giusto! L’avrai”

Detto ciò, pensoso, chinò per un momento il capo, per poi rialzarlo, e fare un cenno al ragazzo indicando l’ultimo gradino della scalinata, e seduti entrambi il vecchio prese a raccontare:

“L’estate era alle porte. In un lontano paese, in una lontana vallata, un furioso temporale aveva imperversato per tutta la notte, ma adesso un caldo sole splendeva alto nel cielo, e solo poche pozzanghere erano rimaste come prova della trascorsa furia notturna”

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