Premio Racconti nella Rete 2026 “Vantaggi e svantaggi di una vita da difettodotato” di Massimiliano Banci
Categoria: Premio Racconti nella Rete 2026Nel 2005, all’età di trentatré anni, ho avuto un incidente d’auto. Mi operarono prima a pancia su, asportandomi la milza, e dopo a pancia ingiù impiantandomi una lastra di titanio per stabilizzare la colonna vertebrale irrimediabilmente fratturata. L’intervento andò bene, un fronte-retro degno di una costosa fotocopiatrice HP-DeskJet. E tutti i punti di sutura che mi applicarono, quasi duecento, non furono sufficienti nemmeno per un tostapane; indubbiamente sono più premiali le raccolte punti della Conad o dell’Esselunga.
Mentre stavo in stato di “infermo” all’unità spinale di Firenze, conobbi un certo Lazzaro, che dopo la visita con il Dott. Nazzareno Cristucci si alzò in piedi e iniziò a camminare. A me quel dottore, per fortuna, non fece la stessa diagnosi, sono sempre stato uno sfaticato e apprezzo di più una vita sedentaria.
Rientrato a casa, dopo i lunghi mesi di ricovero, ho fatto sedute di ogni tipo: psicologiche, spiritiche, ma anche fisioterapiche con una fisiatra bravissima, una vera luminaria nel suo settore; soprattutto durante le feste di Natale le si illuminavano gli occhi quando mi illustrava le teorie rivoluzionarie della medicina d’avanguardia nella riabilitazione delle persone con lesioni midollari.
La casa dove abitavo era al primo piano, quindi ho dovuto traslocare nel mio pied-à-terre in collina che avevo ricevuto in eredità da mio nonno.
I primi tempi sono stati veramente duri; questa esistenza da rotabile mi faceva arrabbiare. Per colpa della mia irascibilità ho avuto seri problemi con la legge: sono stato condannato a un anno di ricami domiciliari per ripetute percosse a un pungiball ed estorsione di sorrisi aggravata da troppo sarcasmo.
Adesso perdo difficilmente le staffe; ma è solo grazie a un corso che ho frequentato qualche tempo fa: “Impara a gestire la rabbia grazie a noi”. I docenti McEnroe, Hulk e Sgarbi mi hanno veramente insegnato come superare certi momenti in cui la collera prende il sopravvento, e soprassiedo alle provocazioni.
Ero diventato notabile, e mi faceva piacere che tutti mi notassero quando rotellavo in giro per le vie del centro. Purtroppo prima dell’incidente avevo accumulato troppi debiti per condurre una vita agiata che non potevo permettermi. Ero uno spendaccione, ma i soldi che spendevo me li prestavano le banche. Tornato dall’ospedale sono riuscito a saldarli con grande sacrificio, e ora, non potendo fare il passo più lungo della gamba, pago tutti seduta stante.
Anche da difettodotato ho continuato a svolgere la professione di consulente del lavoro e adesso, quando mi reco ai convegni per raccattare i crediti formativi obbligatori, trovo sempre posto a sedere perché la sedia me la porto da casa, ma evito i meeting più frequentati con soli posti in piedi. Sono persino più vigile e reattivo e il mio capufficio non mi dice più che dormo in piedi o che le pratiche che porto a termine le faccio con i piedi, ma anche l’operatività ne ha risentito: non riesco più a risolvere i problemi su due piedi, mi occorre più tempo. Mi reco spesso all’Agenzia delle Entrate per discutere gli avvisi di accertamento che arrivano ai clienti dello studio, ma non riesco più a mettere in piedi una difesa efficace per oppormi alle richieste del fisco; e anche quando penso di aver trovato un’ottima strategia per farli annullare, mi rendo conto che non sta in piedi e il cliente è costretto a provvedere al pagamento dell’avviso. Per questo motivo mi hanno cambiato mansione; adesso preparo le bozze degli atti costitutivi delle società che gestisce lo studio. Il nostro notaio di fiducia è molto competente anche se non sempre si trova in ufficio, lui preferisce stipulare quando si reca nel piccolo paese emiliano di Rò in gita.
Da quando mi sono pararealizzato, l’osteoporosi ha provocato la fragilità delle ossa che si rompono a guardarle troppo intensamente, motivo per cui non sto più sotto le luci della ribalta come facevo prima. Adesso preferisco stare nascosto nel buio della rialza, sicuramente più anonimo ma mi sento al sicuro.
A me le donne sono sempre piaciute anche se non sono un tipo da storie lunghe e, soprattutto prima dell’incidente, m’innamoravo facilmente e spesso, ma la lei di turno mi lasciava sempre dopo pochi mesi. Quindi adesso, quando prendo una cotta, innanzitutto sto attento a non bruciarmi le mani, e poi essendo disilluso dall’amore, non rincorro più i sogni, sono molto concreto e tengo i piedi per terra consapevole che tornare indietro sui mie passi per ricercare le ex, non sarebbe possibile.
La storia d’amore che ricordo con maggior piacere fu quella che ebbi con Loredana, una collega che non riusciva a snellire le pratiche che le si accumulavano numerose e diventava pesante quando si lamentava che era obesata dal troppo lavoro. Ci siamo frequentati per un po’, facevamo sesso in modo ossessivo nonostante la mia insubordinazione erettile. A volte l’Ammiraglio disubbidiva agli ordini e rimaneva sotto coperta, ma quando decideva di salire sul ponte di comando, sempre accompagnato dal Capitano di Corvetta Sig. Viagra o dal Tenente di Vascello Sig. Cialis, conduceva la nave per tutta la navigazione. Accadeva spesso che la tratta diventasse transoceanica facendo impazzire Loredana.
Di recente ho stretto amicizia con un mio coetaneo anche lui difettodotato, gli manca la visione completa della vita, difatti sogna un po’ troppo a occhi aperti e non vede l’ora che si realizzino. Usciamo insieme di frequente, e mi piace il suo punto di vista sulle cose, nonostante le sue sviste: è sempre distratto e alza il gomito per far vedere a tutti la rosa che ha tatuata sotto l’ascella (ma non si vede quanto si rende ridicolo agli occhi degli altri). Siamo entrambi ancora piacenti: dobbiamo indossare le scarpe antinfortunistiche con la punta rinforzata perché le donne cadono tutte ai nostri piedi e lui c’inciampa perché non le vede, mentre io, se non prendo precauzioni, rischio di fratturarmi le falangi delle dita dei piedi.
La nuova vita mi ha persino fatto nascere la passione per la speleologia: gli esploratori rettali sono i miei preferiti; e per i film western: Toro Seduto è il personaggio che più mi affascina.
Insomma, in questa nuova vita ci sono pro e contro: la vera rottura è portare il mio handicap a fare i bisogni la mattina presto, a me piace dormire fino a tardi; mi dispiace non poter esibirmi nelle stand-up comedy, secondo me sono portato per fare il comico; sono rammaricato del fatto di non poter più fare la ola quando la mia squadra del cuore, la pistoiese, segna, e durante la messa non posso alzarmi in piedi nei momenti clou; ma risparmio un sacco di soldi non consumando più le suole delle scarpe, non faccio più i passi falsi come un tempo e mi riescono particolarmente bene i sit-in di protesta.
Meglio o peggio non lo so. L’unica mia certezza è che la verità sta sempre nel mezzo: tra la e sta.
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