Racconti nella Rete®

20° Premio letterario Racconti nella Rete 2020/21

Giancarlo Governi giovedì 1 ottobre ospite di LuccAutori

Categoria: Comunicato Stampa, In evidenza

Giovedi 1 ottobre alle 18.30 all’Auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, in piazza San Martino,  il festival LuccAutori presenta l’incontro con lo scrittore, autore  e conduttore televisivo GIANCARLO GOVERNI, che parlerà del libro “ALBERTO SORDI – Storia di un italiano” (Fandango). In collaborazione con ROTARY CLUB LUCCA. Interverranno Demetrio Brandi ed il presidente del Rotary Lucca,  Liban Varetti.  Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili in base alle normative vigenti.  


https://www.youtube.com/watch?v=4aDWBXPIjTM

“Mi dispiace, ma io so’ io, e voi non siete un cazzo!” La celebre battuta del Marchese del Grillo, entrata immediatamente nell’immaginario collettivo, non potrebbe essere più lontana dalla personalità di Alberto Sordi, un uomo affabile, che aveva una straordinaria voglia di scherzare, di spiazzare l’interlocutore, di trovare sempre il lato debole delle cose e delle persone. Nei suoi innumerevoli personaggi ha incarnato e portato alla ribalta tutti i tipi dell’italiano, tratteggiandoli non solo con l’interpretazione ma anche con una cascata di colpi di genio.

Sordi studiava personalmente le connotazioni esteriori dei suoi personaggi, il modo di vestire, il modo di camminare, il modo di pettinarsi, perfino l’attaccatura e la foggia dei capelli per far capire allo spettatore che tipo fosse: un cretino, un sognatore, un ingenuo, un furbo, un criminale, un povero cristo. Voleva rappresentare sulla scena la vita reale di un’Italia in rapida trasformazione, prima allegra negli anni Cinquanta e Sessanta del boom economico, poi tragica ai tempi del terrorismo, negli anni Settanta, e lo smarrimento degli anni successivi. La sua Storia di un italiano andò in onda su Rai2, tra il 1979 e il 1989, ottenendo un successo clamoroso. Giancarlo Governi lo ha accompagnato per due anni in questa avventura di selezione e montaggio, lavorando con il grande attore ogni giorno e parlando con lui di tutto: della Roma e della Lazio, del rapimento di Aldo Moro, del passato e del presente, di Mussolini e di Andreotti, di De Sica, di Fellini e di Totò.

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