Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVII edizione 2018

Premio Racconti nella Rete 2018 “La ragazza senza volto” di Sabina Rizzo

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2018

Spesso sentivo dalla cronaca casi di omicidio, di segregazioni, con dispiacere provavo tristezza per quelle persone, cercavo di pensare che fossero dei casi isolati. Sentivo queste situazioni estranee a me, come se appartenessero ad qualcosa di lontano, ad altre culture. Non avrei nemmeno minimamente immaginato che qualcosa di simile potesse verificarsi anche nella mia famiglia. Ricordo che mia sorella conobbe un ragazzo con cui ben presto iniziò una relazione, non ne parlava spesso, lo frequentò per diverso tempo senza dire niente alla famiglia.

Si fidava di lui cecamente, tanto da essere totalmente dipendente dai suoi giudizi, purtroppo l’amore non fa vedere le persone per come realmente sono, certi piccoli dettagli possono essere fondamentali per capire il tipo di persona che si ha davanti o stabilire il decorso di una relazione. Purtroppo mia sorella ha vissuto con ingenuità questo amore, un rapporto che col tempo è divenuto soffocante, opprimente, unilaterale.Non riuscendo a cogliere gli aspetti più importanti in questa relazione, solo con il tempo la morbosità in quella relazione è venuta fuori, la persona romantica ed innamorata si è trasformato in persecutore, calpestando tutto quello che il loro amore aveva fatto nascere.

Quando mia sorella si innamorò per la prima volta di un ragazzo, la cosa non fu ben vista dalla mia famiglia, in quanto per tradizione culturale era in uso fidanzarsi e sposarsi con gente dello stessa etnia, inoltre mio padre era un uomo all’antica e pretendeva che i figli crescessero senza acquisire tradizioni e usi di altre culture.Ricordo che quando venni a conoscenza di questa situazione, per diverso tempo ebbi paura di dire cosa ne pensavo, mio padre aveva da poco perso il lavoro, solo mia madre lavorava in quel momento. Ci trovavamo in un momento di difficoltà economica, mia sorella sembrava l’unica a non capire i problemi che in quel momento vivevamo.

Mio padre era cresciuto in una famiglia patriarcale dove il genitore prendeva le decisioni di tutta la famiglia, le scelte erano prese per il bene della famiglia, dove le tradizioni venivano rispettate, non avrebbe mai permesso che mia sorella si fidanzasse con un ragazzo di una cultura diversa. Quando iniziò a capire che Selena aveva degli strani comportamenti cominciò ad insospettirsi e iniziò a seguirla, la vide incontrarsi con un giovane che non conosceva e la cosa non gli piacque per niente. La stessa sera le chiese dove fosse andata e ad una risposta vaga di lei, annuì che l’aveva vista parlare con un ragazzo, lei disse che si era sicuramente sbagliato, dopo qualche giorno insospettitosi delle continue uscite, la seguì nuovamente, stavolta fu sicuro di quello che aveva visto.

Allora iniziò a preoccuparsi e pensò per tenerla occupata di affidarle delle faccende di casa in modo da occuparle buona parte del suo tempo, ma lei non ne voleva sapere di faccende di casa e con delle scuse riusciva ad uscire continuamente. Una sera ritornò tardi, fu rimproverata, mio padre non la fece uscire per una settimana intera.

Lei protestò furiosamente e lui la rimproverò severamente dicendo che non doveva permettersi di parlargli in quel modo, ricordo che quel giorno senti molte urla, cercai di penetrare con lo sguardo al di là della stanza per capire cosa stesse succedendo, vidi degli sguardi carichi di rabbia. Mio padre continuava ad elencarle tutte le ragioni per cui secondo lui lei non doteva più frequentarlo, ma Selena non sembrava affatto volerlo ascoltare. Mi disse come si innamorarono, si incontrarono la prima volta in un ristorante durante la festa di compleanno di un suo amico, i loro sguardi si incontrarono, si smarrirono uno negli occhi dell’altro. Quando John la vide per la prima volta rimase affascinato, fu come attratto da quella eterea bellezza, rimase lì ad osservarla per diversi minuti, una strana sensazione lo percorse in tutto il corpo, non riuscii quasi a muoversi per la forte emozione provata, c’era molta gente, gli amici di lei videro quel ragazzo con lo sguardo sognante e gli occhi dritti verso lei, capirono che qualcosa era nell’aria, c’era qualcosa in lei che gli piaceva, forse il suo bel viso e la sua dolcezza, furono determinanti, era inanime, avrebbe voluto conoscerla, poterle parlare anche per un istante, anche lei rimase colpita da quel ragazzo con gli occhi azzurri.

John ebbe modo di vederla nuovamente ad una festa di fidanzamento tra gli invitati c’era anche lei, era il momento adatto per poterla conoscerla, li presentò un amico comune, i loro sguardi si incontrarono e si smarrirono, quella sera iniziarono a parlare e a ridere. Si trovavamo in una elegante villa, piena di gente intenta a divertirsi, John le chiese di ballare lei accettò, la vicinanza permise loro di capire che c’era un attrazione reciproca, John le susurrò all’orecchio di andare sul balcone, il cielo ricoperto di stelle avvolgeva con la sua tenue luce l’orizzonte, il suo tono di voce era così basso, da lasciare trasparire una leggera agitazione, una leggera brezza le spostò i capelli accarezzandole la fronte, lasciando intravedere le guance rosee, le sue labbra di un colore purpureo annebbiavano la sua tranquillità, il suo corpo sprigionava sensualità, i suoi occhi erano pieni d’amore per lei.

Ci furono attimi di silenzio, quando si trovò di fronte a lei non riuscì ad allontanere il suo sguardo dai suoi occhi dolci, sent’un dolore comprimergli il petto, mentre una forte attrazione lo spingeva ad avvicinarsi ancora di più a lei, l’ imbarazzo generato ben presto cessò, lasciando il posto ad un aperta risata, il suo corpo incurvato e proteso verso di lei, lasciava trasparire inconsapevoli segnali, John le susurrò all’orecchio dolci parole, avvolse il suo corpo calorosamente e la baciò, con un gesto improvviso e un intensità tale da lasciarla attonita, lei non parlò, ci furono attimi di silenzio, le prese la mano e la strinse forte a lui, i sentimenti che provava trapelavano dai suoi gesti, furono momenti indimenticabili per entrambi.

Di certo non poteva pensare che le cose in seguito sarebbero cambiate. Innanzi tutto i rapporti di Serena con il padre piano piano iniziarono a sgretolarsi, Innanzi tutto perchè lei assicurò al padre di non vedersi più con quel ragazzo mentre in realtà non lo fece, poi perchè spesso raccontava al padre delle bugie (pur di vedere John) inventava al padre di trovarsi con le amiche mentre invece era con il ragazzo, i genitori inizialmente erano sicuri che la figlia avesse rinunciato a quel ragazzo e capito che per lei sarebbe stato meglio così. Ricordo che Serena era molto innamorata, parlavano di sposarsi, di avere un futuro, di scappare insieme, quando il padre capì che lei continuava a vedersi con quel ragazzo, ebbe paura che la figlia prendesse decisioni affrettate, pensava che il suo rapporto potesse incrinarsi e che quell’amore potesse essere la sua rovina, iniziò a farla ucire di meno, a farla controllare dai fratelli e dagli amici, in modo da sapere i suoi movimenti. Varie volte Serena aveva cercato di riprendere il discorso, ma il padre aveva già deciso quale sarebbe stato il futuro della figlia, nessuno poteva fargli cambiare idea. Serena era una ragazza sensibile, disponibile verso gli altri, aveva molti amici, ma non voleva lasciare John così decisero di continuare a vedersi di nascosto.

Una sera disse ai genitori che era stata invitata a dormire da un amica, in realtà quella stessa sera doveva vedersi con john, uscirono come al solito senza fare capire niente ai suoi, aveva piovuto a dirotto, la strada era bagnata dalla pioggia, che l’aveva reso scivolosa, la macchina su cui si trovavano era appena giunta in prossimità di una curva, quando improvvisamente sbandò. I freni non presero, questo causò la perdita di equilibrio dell’autovettura, che andò a sbattere contro un albero. L’unica cosa che ricordo fu il tremendo urto, un forte rumore niente di più, perdemmo conoscenza solo più tardi al nostro risveglio ci trovammo in ospedale capimmo di avere avuto un brutto incidente, per fortuna John non era grave, ma io ebbi un trauma cranico. Mi risvegliai dopo diverse settimane, ci volle un po’ di tempo prima di prendere coscienza di quello che ci era successo, dovetti ricostruire come erano andate le cose, dopo un momento di stordimento, ancora non avevo ben chiaro cosa fosse realmente accaduto quella notte, mi dissero che avevamo avuto uno brutto incidente, ma che ormai ero fuori pericolo e che dopo qualche giorno sarei stata dimessa dall’ospedale.

Quando ritornai a casa mio padre mi vietò di uscire di casa per una settimana, ricordo che piansi per giorni interi, dovevo formi forza, dovevo gestire la mia emotività come meglio potevo, era adirato per l’accaduto, al momento non potevamo fare nient’altro, se non sperare che la situazione cambiasse. Nel tempo maturai la decisione di scappare di casa in modo da poter vivere la propria via serenamente, senza nessuno che ostacolasse il loro amore. Così un giorno senza dire niente si allontanò da casa e non fece più ritorno. I genitori si preoccuparono e iniziarono a cercarla dapprima tra le amicizie ma senza nessun risultato. Non aveva avvisato nessun amico, di una sua futura partenza e poi partire avrebbe significato per lei raggiungere la libertà sperata, vedere posti nuovi, imparare lingue diverse. Non avrebbe avuto più l’ appoggio familiare, perchè aveva abbandonato la sua famiglia, sapeva che non avrebbero mai apprezzato le sue scelte e per questo in silenzio progettò di partire. I primi tempi furono felici, ma a poco a poco con la convivenza iniziavano ad emergere in John dei dettagli sul suo carattere che a Serena non piacevano.

Ultimamente le sue assurde gelosie le creavano undi problemi, inoltre le incomprensioni create a causa del lavoro, avevano fatto emergere problematiche di vario tipo, le differenze caratteriali e relazionali cominciavano sempre più ad essere evidenti, iniziarono ad emergere dei problemi fra di loro, problemi che in un primo momento la passione travolgente aveva nascosto, sperando che questo suo temperamento fosse una cosa passeggera e che svanisse presto. Ma il perseverare di certi atteggiamenti le fece pensare che questo suo comportamento non sarebbe cambiato affatto. Innanzi tutto era un tipo molto geloso e possessivo, quando Serena iniziò a lavorare come cameriera di un bar, spesso ha dovuto assistere ai continui ubriacamenti del marito, ben presto a queste seguirono, scene di gelosia immotivate e manie di persecuzione. Serena iniziò a vedere come in realtà fosse il suo compagno, ma non aveva molti amici non poteva sfogarsi con nessuno, il suo lavoro le toglieva molto tempo e dopo a casa c’era John ad attenderla, il suo sogno di una relazione felice piano piano iniziò a scemare.

Si chiese se parlare con lui avrebbe risolto qualcosa o se quella sua austera gelosia immotivata fosse dettata da qualcos’altro, avrebbe dovuto indagare le sue relazioni precedenti, per capire cosa facesse scattare in lui questa assurda e irreale gelosia quasi morbosa. Ma non riusciva a gestire l’aggressività e l’impulsività che accompagnano le sue azioni. Dopo diversi mesi di inutili litigi e stanca delle vessazioni a cui era quotidianamente sottoposta decise di lasciarsi. Iniziò a parlare a John dei suoi dubbi e cominciò a parlare della sua decisione, ovviamente John appena capì che Serena voleva lasciarlo,non fu d’accordo, iniziò a escogitare un piano per non farla partire, iniziò ad aggredirla verbalmente e fisicamente, lei non capiva il motivo di tanta rabbia nei suoi confronti, un giorno preso da una furia omicida progettò a sangue freddo di gettarle dell’acido in faccia per punirla per quello che stava facendo a lui, lei non sarebbe stata mai più di nessun altro. Il giorno dopo le gettò dell’acido in faccia e mentre lei rimase sfigurata, piangendo si recò all’ospedale, preoccupata di cosa stesse accadendole. Non c’era nessuno lì pronto ad aiutarla, si trovava in un paese straniero da sola senza nessuno, venne ricoverata d’urgenza per le ferite gravi che le erasno state procurate. Stette diversi mesi in ospedale, nel frattempo furono avvisati i genitori che quando lo seppero corsero preoccupati.

Nei mesi di degenza era molto debole, le ferite le avevano procurato danni permanenti ad alcuni organi. Ricordo quei momenti in cui il padre osservando quello sguardo spento, pianse tanto nei momenti di sofferenza, lei aveva gli occhi fissi nel vuoto come se non esistesse niente intorno a lei, le labbra serrate in un silenzio profondo, evocavano la morte, ascoltavo quel forte senso di ingiustizia emergere in silenzio e risuonare dritto nel suo cuore, il suo pensiero, era quello di aiutare la propria figlia, la situazione era resa difficile dalle sue gravose condizioni, era una donna amabile aveva dato tanto alla vita e così poco le era stato restituito Quando la sofferenza ti tocca così tantro da vicino non sai come reagire, avrei dato la mia vita pur di saperla serena e tranquilla, non riuscivo ad accettare l’idea di questo atroce destino.

Però ben presto Serena riuscì a riprendersi da questa brutta situazione. Il padre la riabbracciò felice di aver ritrovato una figlia ma con il cuore in gola per le condizioni in cui la trovò. Decise di dimenticare quella brutta faccenda, sicuro che un giorno avrebbe fatto incriminare quel pazzo furioso che le aveva rovinato la figlia e che nel frattempo aveva cambiato stato senza trovare nessuna traccia. Prese informazioni su dove si trovasse sicuro che avrebbe dato una lezione a quello sbruffone, venne a sapere che commetteva piccoli reati, che dopo poco tempo fu arrestato e doveva scontare degli anni in prigione, questa notizia lo risollevò finalmente aveva trovato la punizione che si meritava. Adesso Serena poteva riprendere a vivere una vita tranquilla, non aveva più nulla da temere.

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