Racconti nella Rete®

26° Premio letterario Racconti nella Rete 2026/2027 LuccAutori dal 9 al 17 ottobre 2027

Premio Racconti nella Rete 2027 “Ritorno a casa” di Giuseppe Turchiarelli

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2027

Le mie vacanze estive le passo sempre da mio nonno in campagna. La mamma mi porta a giugno e mi ritira a settembre. Adoro questa casa isolata e ancor di più adoro mio nonno che mi vuole bene e mi lascia libero di fare quel che voglio. Sono sempre stato un tipo solitario. Parlavo più con le cose e spesso con gli animali. Il vantaggio era che potevo stare da solo e parlare a ruota libera senza che nessuno interrompesse il flusso dei miei ragionamenti.

Almeno fino a ieri. Ieri mattina il cavallo del mio adorato nonno mi ha risposto ed io ho risposto “grazie” come se fosse la cosa più normale del mondo. Che assurdità la mia. Oggi tornerò da lui per capire se ho sognato o se veramente mi ha detto qualcosa. Sta brucando libero come al solito e mi avvicino con qualche timore che prima non avevo. Mentre lo vedo in lontananza, mi rendo conto che la mia paura non è legata al fatto che il cavallo parli, bensì che io possa non piacergli. Fino a ieri sembrava quasi non vedermi ma adesso potrebbe anche giudicarmi. Chissà. L’ho raggiunto e ci guardiamo negli occhi come se fosse la prima volta. Fino ad allora, lo avevo accarezzato, gli avevo raccontato i miei pensieri ma non lo avevo mai guardato negli occhi. Passa qualche minuto e accenno un timido “Ciao” e lui risponde “Pensavo avessi perso la lingua”.  

A quel punto capisco che mi devo svegliare e indagare meglio. Gli chiedo perché abbia iniziato a parlare con me solo ieri, visto che questa era la quarta estate che passavo da mio nonno e se avesse sempre parlato. Lui si gira mostrandomi la coda. Gli passo accanto e lo guardo fisso aspettando una sua risposta. Finalmente mi risponde in modo scorbutico. “Non sono fatti tuoi”. Mi offendo e torno a casa per capire se il nonno fosse a conoscenza della cosa. Stava mettendo in ordine la legnaia e so che quando fa i lavori in giardino non vuole essere disturbato. Ma io ero così ansioso di sapere se mi stavo immaginando tutto, così decido di fargli lo stesso una domanda diretta: “Nonno tu sai che il cavallo parla?”.  Lui senza interrompere quello che sta facendo mi risponde: “Certo che lo so. Ma lascialo perdere, è sempre scontroso”. La sua risposta mi sorprende per la sua semplicità. Sono pronto con una sfilza di altre domande che mi muoiono in gola appena nonno si gira e vedo la sua testa di cavallo. Mi dice: “Devo terminare il lavoro, vai a brucare in giardino perché adesso non ho tempo”. 

Mi allontano ancora scosso quando arriva mamma in auto, felicissima di vedermi e tutta gioiosa, mi da uno zuccherino dicendo “Sali sul van che torniamo in città. Da domani iniziano gli allenamenti per il palio di Siena”. Mi giro a guardare in lontananza e vedo nonno che mi saluta con un nitrito di incoraggiamento a cui rispondo nitrendo senza convinzione. Improvvisamente rifioriscono tutti i miei ricordi: incluso il fatto che il palio di Siena è sempre stato una sofferenza. Così reagisco scalciando a quella che prima chiamavo mamma facendola cadere a terra. Mi avvicino per vedere una sua reazione ma capisco che sono finalmente libero di fare quel che voglio. Così mi affretto a tornare dal nonno per brucare l’erba. Felice di essere a casa.

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