Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti per Corti 2026 “Il duro inconsapevole” di Roberto Contini

Categoria: Premio Racconti per Corti 2026

I scena

Un ragazzino è circondato da tre coetanei, due maschi e una femmina, vicino a una scuola.

Il primo: “Fesso, non ci hai fatto i compiti?” Il ragazzino: “Non ho avuto il tempo, ma ve li porterò”. Il secondo “Questo ritardo ti costa dei soldi, pezzente”. Il ragazzino: “Scusate, non ne ho proprio più”. La ragazza: “Ce la paghi in un altro modo, sfigato. Te la sei voluta!” Gli occhi del ragazzino si riempiono di lacrime.

II scena

Il ragazzino, nascosto dietro a un albero con il volto tumefatto, rivolge conto sé stesso la propria fionda, mirando alla tempia. Mentre sussurra “Addio”, la pietra che lascia partire gli sfiora il viso e va a colpire il fondo schiena di uno dei bulli, che vagabondava nelle vicinanze. Questi accusa il colpo, soffoca il lamento in una smorfia e zoppicando scappa. Il ragazzino non se ne avvede.

III scena

Al tavolino di un chiosco, il ragazzino versa il contenuto di una bottiglietta, su cui è effigiato un teschio con due tibie incrociate, nella propria bibita. Posa poi la bevanda sul tavolino, chiude gli occhi e si prende la testa tra le mani. Approfittando di quella distrazione, la bulla si avvicina felpata, gli sottrae il drink e sparisce. Il ragazzino cerca poi invano il suo intruglio avvelenato. Lontana, lei ne assaggia appena il contenuto, lo sputa disgustata, si accascia a terra e si contorce tra gemiti e imprecazioni.

IV scena

Il ragazzino raggiunge, in bicicletta, un’area alberata, con una matassa di corda a tracolla. Compone un nodo scorsoio, lega l’altro capo a un rametto basso e si prepara a lanciare il capestro verso le alte fronde. Poi si blocca e, levando di tasca un foglio e un lapis, si sposta in una distante radura. Scrive “perdono tutti e chiedo perdono”. Nel frattempo, il terzo bullo si avvicina di soppiatto alla velocipede, ma inciampa nel cappio e cade rovinosamente, battendo la testa contro un sasso. Non riuscendo a districarsi dal nodo scorsoio, taglia con un coltello la fune e taglia la corda, confuso e contuso. Ritornato, il ragazzino perplesso deve desistere dal suo proposito.

V scena

Nella medesima scenografia della prima scena, i tre bulli, malconci, essendosi ormai convinti che la loro vittima sia in realtà un duro vendicativo, gli vanno incontro con la testa china.

“Non avevamo capito che sei uno tosto” sbiascica il primo.

“Scusaci, amico” borbotta il secondo.

“Potremmo uscire insieme, qualche volta” bofonchia lei, mal modulando un tono seducente.

“Non porto rancore – risponde il ragazzino, superata la sorpresa iniziale – ma non esageriamo!”

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