Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti per Corti 2026 “Un caffè con calma” di Claudia Sannibale

Categoria: Premio Racconti per Corti 2026

In una cucina buia e ordinata, IPPOLITO (78) è seduto assorto davanti a una tazza di tè. Dopo una vita passata ad arraffare caffè al volo, con la pensione ha scoperto la calma di restare col silenzio della sua casa, senza più avere fretta di lasciarla. Il fumo esce dalla tazza, andando a coprire il vetro della finestra. Da fuori provengono i rumori della città che si risveglia. Ippolito guarda l’orologio sulla parete, segna le 8:30. Svuota la tazza in un sorso ed esce. Dopo il tè questa calma non dura più così tanto, bisogna cercarla fuori.

Compra il giornale da PINO (60) e saluta BRUNO (65) che sta aprendo la tabaccheria. No, niente più sigarette. Una DONNA ATLETICA (35) passa accanto a Ippolito. Lui abbassa subito lo sguardo per educazione. Vicino al fiume, Ippolito ha le mani in tasca e gli occhi chiusi, sorridendo beato mentre il sole gli illumina il viso. Il vento soffia tra i pioppi. La voce di una donna lo chiama da lontano. Ippolito apre gli occhi di scatto e si volta. ADA (70) gli sorride da una panchina. Sta leggendo un libro con gli occhiali sulla punta del naso. Ha un portamento distinto e sembra molto più giovane della sua età. Il volto di Ippolito si illumina. La signora Marchetti abita al palazzo di fronte. Il suo balcone è sempre pieno di fiori, l’ha notato diverse volte dalla finestra della sua cucina. Le chiede come mai sta di nuovo leggendo Proust. Ada sorride. Rilegge di continuo i classici, ha paura di dimenticarseli. Non può permetterselo, dopo una vita passata ad insegnare. E’ una questione di dignità. Ippolito sorride e abbassa lo sguardo. Non si può competere con la signora Marchetti.

Ippolito guarda l’orologio fuori dal portone, segna le 7:45. Quella mattina, è uscito prima del solito. Le mura di casa gli erano diventate insopportabili. Si guarda attorno smarrito. Il marciapiede è pieno di sconosciuti. L’edicola ha la serranda abbassata. La tabaccheria pure. Ippolito sospira, si volta e sgrana gli occhi. Ada cammina a testa alta con un portamento elegante, la borsa stretta a sé. Ippolito esita, poi comincia a seguirla, fino ad arrivare al parco fluviale. Ada passa davanti alla sua panchina ma non si siede. Ippolito fa un’espressione stupita. Ada si è fermata sotto a un salice con un’aria pensierosa. Ippolito si siede dietro a un pioppo e si massaggia le ginocchia.

Si sente un rumore di pneumatici. Da destra spunta a tutta velocità un GIOVANE (24) su una bici elettrica che inchioda davanti ad Ada. Ippolito si alza, pronto a intervenire. Il giovane le parla aggressivamente, ma Ada non si scompone e lo fissa con aria di sfida. Sembra conoscerlo. Ippolito cerca invano di sentire la discussione, c’è troppo vento. Ada risponde al giovane con tono piccato e puntandogli contro un dito ossuto. Il giovane sbianca, poi scoppia a ridere. La spinge a terra e le prende la borsa. Ippolito esce dal nascondiglio, urlandogli contro. Il giovane lo insulta e fa per andare verso di lui, ma Ada tende una gamba, facendolo cadere per terra. In un baleno si riprende la borsa, tira fuori delle forbici da cucito e le pianta nelle ruote della bici. Ippolito prende un lungo ramo e lo preme sulla gola del giovane.  Ada gli chiede di lasciare andare suo nipote. Ippolito, costernato, molla la presa. Ma il ragazzo è svenuto. Ippolito guarda Ada, confuso. Il nipote le ha rubato i gioielli per spendere il ricavato in gioco d’azzardo. Aveva fatto finta di nulla per mesi, finché lui non era riuscito a vincere. Se non avesse spartito con lei la vincita, lo avrebbe denunciato. I due anziani guardano il nipote di Ada riverso per terra. Ormai non hanno scelta.

Ada chiude la telefonata con la polizia, una mattinata degna di un film di Buster Keaton. Ippolito le suggerisce di andare alla rassegna sul cinema anni ’30 nel pomeriggio. Ada accetta, ma a una condizione. Prima ci vuole un buon caffè. Ippolito sorride, è il primo che beve con calma. Ancora seduti per terra, Ippolito e Ada ridono mentre il vento continua a soffiare tra i pioppi lungo il fiume.

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