Premio Racconti per Corti 2026 “La Brillatura” di Matteo Ghisleri
Categoria: Premio Racconti per Corti 2026INT. ESSICCATOIO — NOTTE #1#
Un capannone basso, neon bianchi. L’essiccatoio occupa quasi tutta una parete: tamburi cilindrici, tubi, manometri. Il RISO scorre dentro un imbuto metallico in cascata continua, ipnotica. La macchina emette un rumore costante. La porta di entrata è semi-aperta. Dietro si vede
CHICCO (62) siede su uno sgabello vicino al pannello di controllo. Mani grandi. Abiti da lavoro consumati. Nella tasca del giubbotto, appena visibile, c’è una busta di carta che sporge.
Una tazzina vuota di caffè tra le dita. Guarda la macchina.
Oltre la porta socchiusa, in fondo, i fari di un pick-up tagliano la nebbia. Poi si spengono.
Una portiera. Passi sulla ghiaia.
Chicco continua a guardare la macchina.
La porta si apre. Entra LOLLO (26), capelli umidi, un sacchetto di plastica in mano. Sulle spalle uno zaino gonfio.
LOLLO
Fuori ho finito.
CHICCO
(senza girarsi)
Bene.
Lollo appende il giubbotto a un gancio. Si avvicina al pannello, controlla i numeri. Routine.
LOLLO
Tutto a posto?
CHICCO
Settantadue gradi. Un po’ alta.
LOLLO
(guardando il manometro)
Fuori è umido. Va bene così.
Chicco annuisce. Silenzio. Solo la macchina.
CHICCO
Hai mangiato?
LOLLO
A casa.
CHICCO
Tua madre ha cucinato?
LOLLO
(una pausa)
Sì.
Chicco si alza. Sciacqua la tazzina in un lavandino arrugginito. Mette su una moka sul fornello. I gesti lenti, esatti.
CHICCO
Dai, sediamoci un attimo
LOLLO
Devo controllare il secondo serbatoio.
CHICCO
Va bene, dopo siediti però.
Lollo si siede. Chicco porta i caffè. Si siedono vicini, davanti alla macchina.
Il riso scorre.
LOLLO
Quanto manca alla fine del ciclo?
CHICCO
Tre giorni. Forse quattro, con questo tempo.
LOLLO
Poi è finita per quest’anno.
CHICCO
(piano)
Già.
Lollo beve. Guarda la macchina. Non guarda Chicco.
CHICCO
Hai visto Tony Bruschi?
LOLLO
No.
CHICCO
Ha chiesto di te.
LOLLO
(troppo veloce)
Cosa vuole?
CHICCO
Niente. Chiedeva, ecco. Solite cose.
Pausa.
CHICCO
Diceva che il prossimo anno prendono qualcuno in più.
LOLLO
Mmh.
CHICCO
Tu cosa ne pensi?
LOLLO
(alzandosi)
Scusa, vado al serbatoio.
Chicco non risponde. Guarda Lollo uscire dalla porta laterale.
Solo con la macchina, Chicco mette la mano in tasca. Tira fuori la busta di carta e poco dopo la rimette dentro. Poi alza gli occhi verso lo zaino appeso al gancio.
Il riso scorre.
Lollo rientra. Si strofina le mani sul giubbotto.
LOLLO
Tutto bene. Livello normale.
CHICCO
Bene.
Pausa. Lollo guarda l’orologio.
LOLLO
Allora posso andare.
CHICCO
La sorellina?
LOLLO
(confuso)
…Sta bene. Perché?
CHICCO
Anni fa piangeva sempre quando andavi via per l’estate. Te lo ricordi?
LOLLO
(piano)
Sarà stato 10 anni fa
CHICCO
Ti aspettava sul cancello. Era proprio buffa
Pausa lunga. Solo l’essiccatoio in sottofondo.
LOLLO
Chicco.
Chicco non risponde.
LOLLO
(voce quasi spezzata)
Chicco.
Lollo apre la bocca. Non esce niente.
Silenzio lungo.
Lollo prende il giubbotto dal gancio. Se lo mette. Cerca le chiavi in tasca. Chicco si alza e va verso Lollo.
LOLLO
Ah… Il manometro di sinistra tende a scendere. Ogni tanto dagli un’occhiata.
CHICCO
Sono trent’anni che ce l’ho sotto gli occhi
Lollo annuisce rigidamente guardando Chicco.
Chicco si avvicina a Lollo e gli infila la busta nel taschino del giubbotto, senza guardarlo in faccia.
Lollo si ferma con la mano sulla porta. Poi guarda il taschino, irrigidendosi di colpo. Quindi alza leggermente la testa.
Silenzio.
Infine, alza lo sguardo verso Chicco.
LOLLO
(quasi niente)
A domani.
CHICCO
(piano, sorridendo, senza livore)
Certo.
Lollo esce. La porta resta socchiusa.
Attraverso lo spiraglio, Chicco vede Lollo raggiungere il pick-up. Il motore si accende I fari spariscono nella nebbia.
La porta si muove leggermente. Il rumore dell’essiccatoio torna a essere incontrastato.
Chicco resta fermo, solo, sotto una luce a incandescenza.
FINE
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