Premio Racconti per Corti 2026 “Una Giornata Qualunque” di Luca Amosso
Categoria: Premio Racconti per Corti 2026Mancano ormai una quindicina di minuti a casa, per una coppia di quarantenni che stanno tornando dalla gita domenicale ai mercatini del capoluogo.
Sono nell’unico tratto lineare degno di questo nome. Tre chilometri dritti come un righello. In fondo si vede la curva dolce che porta all’unico semaforo della zona. Se è verde non perdi il ritmo. Se è rosso,poco male, 30 secondi di attesa.
Giunti quasi alla fine del rettifilo vedono che il semaforo è già rosso. Il guidatore mette in folle la macchina, così da arrivare già pronto per ingranare la marcia giusta quando sarà al semaforo.
C’è coda però all’incrocio. Tre macchine davanti a loro. Ferme. Altre due ferme nell’altra direzione di marcia. Strano. A quest’ora il semaforo sarebbe già dovuto diventare verde. Poco male. Sarà questione di poco.
E invece no.
Da quando l’uomo fa questa strada non è mai successo che dovesse aspettare più di 30 secondi. E ora sono già due minuti che il semaforo è rosso. E dalla strada quasi di campagna che ha il verde nessun veicolo all’orizzonte.
La consorte chiede al marito:
“Ma è sempre così qua? Un semaforo in mezzo al nulla per nessuno?”
“È assurdo. Non mi è mai capitato. Ci deve essere qualcosa che non capiamo”
” E per capirlo stiamo qui tutto il giorno?”
In quel preciso momento un lampo coglie la mente dell’uomo.
Intuito allo stato primordiale. Guarda sua moglie e le sorride. Lei non capisce cosa gli è appena successo.
Ci pensa su 8 secondi e poi asseconda l’istinto.
Tira giù il finestrino ed inizia ad urlare:
” È rotto! È rooootttoo!!!”
La donna tira un pugno sul braccio destro del compagno :
“Ma sei scemo?!?!” gli dice.
Ma lui insiste.
“Ohhhh il semaforo è rottoooooooo!!!!!”
La macchina davanti a loro ingrana la prima e sterza a sinistra, superando i due davanti ad egli e passando con il rosso.
L’urlatore scoppia in una fragorosa risata..
Rivolgendosi alla sua metà le dice :
“Hai visto che ha funzionato!” ridendo come un bambino.
“Ma tu non sei normale!” gli risponde.
Al che si avvicina con la macchina dietro i primi due ancora fermi al semaforo.
E urlando più forte di prima ripete la frase salvifica :
“È rottoooooooo! Il semaforo è rottoooooooo!”
Quasi all’unisono entrambi partono e superano Il crocevia.
Si sposta avanti. È sotto il semaforo. Rosso come negli ultimi cinque minuti.
La sua folle ilarità coinvolge anche la sua compagna.
“A sto punto vai anche tu.”
“Ovvio che ci vado.”
Controlla che dalla direzione dove il semaforo è presumibilmente verde non ci sia nessuno e parte a sua volta commettendo la più banale delle infrazioni.
Ma il suo lavoro non è finito.
Ha fatto 30. Deve fare 31.
Al che si accosta subito dopo l’intersezione alle due macchine ancora ferme nell’altra carreggiata.
Gli fa segno di abbassare il finestrino e con una espressione mista di gioia e follia gli dice che il semaforo è rotto.
Non passa un secondo che anche loro partono superando l’ostacolo color porpora.
Tira su il finestrino. Ingrana la marcia. E riparte verso casa.
Gli ultimi chilometri sono di ilarità generale.
“Cosa è appena successo?” gli chiede sconcertata la moglie.
“Un esperimento sociale casuale, amore. Che ha dimostrato quanto siamo manipolabili e quanto sia potente l’intuito umano!”
“Ma ci arriverà la multa!!!”
“E se ci arriverà la multa sarò felice per la prima volta nella mia vita di pagarla. Perché ne è valsa la pena!”
È passato un anno da allora… e per fortuna la multa non è ancora arrivata. Ma la fortuna e il caso non esistono…
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