Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti per Corti 2026 “Istruzioni per Sergio” di Marzia Santella

Categoria: Premio Racconti per Corti 2026

Sergio ha cinquantadue anni e vive ancora nell’orbita della madre Ottilia, settantotto. Dentro le mura di Lucca la loro routine è immobile e precisa: lei gli stira le camicie sgargianti come fossero divise da lavoro, gli prepara il caffè con due cucchiaini di zucchero, gli sistema il colletto e lo invita a stare dritto. Lui rientra all’alba dai locali, si lascia accudire, rimanda ogni scelta. In quella cucina il tempo sembra non avanzare.

Una mattina, mentre sistema le sue camicie, Ottilia muore all’improvviso, fulminata dal ferro. Sergio assiste impotente. Al funerale, tra i cipressi del cimitero lucchese, si aggrappa al feretro come un bambino.

Dopo la sepoltura si rifugia nel suo camper parcheggiato nel cortile. Anche lì tutto parla della madre: fotografie incorniciate, un santino magnetico, camicie appese con cura.

Le amiche iniziano a occuparsi di lui. Entrano in punta di piedi, gli portano da mangiare, gli rifanno il letto, gli sistemano il colletto, gli promettono di lavargli i panni. I gesti si ripetono identici. Sergio resta immobile, lascia fare.

Mentre si aggira in casa di Ottilia trova un’agenda rossa. Sulla prima pagina, in stampatello: “Istruzioni per Sergio”. La legge, la getta a terra. Di notte, nel camper illuminato dal neon, davanti a una fila di fotografie che lo fissano, ripete quelle parole a bassa voce finché ne resta una soltanto: “basta”.

Accende il camper e guida verso le colline sopra Lucca. Arriva a uno slargo sterrato sopra Mastiano. Sotto di lui la piana è un anello di luce; oltre il margine, solo buio. Accelera verso il bordo. La foto di Ottilia si stacca dal parasole e cade mentre le ruote slittano sulla ghiaia. All’ultimo istante frena.

Il motore resta acceso, il suo respiro lo copre. Poi lo spegne. Scende, guarda le luci della città. Rimette la fotografia della madre nel parasole. “Mamma, vado.”

Chiude il camper e si incammina a piedi nella notte.

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