Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti per Corti 2026 “Tornare” di Hesdeker R. Rodriguez

Categoria: Premio Racconti per Corti 2026
  1. INT. AULA UNIVERSITARIA – GIORNO

Anno 2030. Lisa (50), in un’aula semivuota, è in piedi davanti a una cattedra, dietro una lavagna.  Lei, che porta al polso un orologio digitale, indossa pantaloni e una camicia bianca. Sulla lavagna sono scritti i titoli dei temi di cui sta parlando.

Lisa (mentre scrive alla lavagna) «Dicevamo, una cosa sono gli eventi meteorologici estremi e un’altra cosa sono i grandi mutamenti naturali. Questi (indicando gli eventi meteorologici estremi) vengono resi più intensi e frequenti dal cambiamento climatico: enormi precipitazioni, ondate di calore e di gelo, uragani. L’aumento della temperatura globale aumenta le evaporazioni. Il vapore acqueo, a sua volta, rimane per più tempo in aria, dando vita a precipitazioni estreme, appunto. Dunque, il cambiamento climatico provoca due fenomeni opposti fra loro. Qualcuno sa dirmi quali?».

Alunna (alzando la mano) «Grandi masse di acqua ritornano a terra in modo repentino e violento da una parte e aumentano i periodi di siccità dall’altra?».

Lisa «Esatto. L’evaporazione dell’acqua, insieme alla riduzione delle precipitazioni, causa una minore umidità del suolo e di conseguenza ondate di calore. E questo, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, a cosa porta?».

Alunna «A ondate di gelo».

Lisa «Ondate di gelo che sono causate dalla destabilizzazione del vortice polare. Quindi… (indicandoli alla lavagna) ahimè gli eventi meteorologici estremi sono tutti collegati fra loro. L’aumento della temperatura è sempre la chiave della seconda categoria. Ovvero, i grandi mutamenti naturali. Partiamo dalla desertificazione. Qualcuno mi dà una definizione?».

Alunno «Poche specie vegetali resistono alle alte temperature in assenza di precipitazioni e questo rende il suolo arido e impossibile da coltivare».

Lisa «Descrizione perfetta. Non aggiungo altro. Potreste fare voi lezione a posto mio».

Gli alunni ridono.

Lisa «Comunque, lo scioglimento è il secondo grande mutamento. Gli strati delle calotte polari, i ghiacciai montani e il ghiaccio marino col tempo spariscono».

Alunna «Anche quelli perenni?».

Lisa «Purtroppo, sì. Ghiacciai che credevamo impossibili da sciogliere stanno lentamente scomparendo. Lo scioglimento, più le emissioni umane, ci portano al grande terzo mutamento».

L’alunno che era intervenuto prima alza la mano.

Lisa «Sì?».

Alunno «Però l’uomo non è l’unico responsabile delle emissioni. Esse vengono prodotte anche dalla natura».

Lisa «Certo. Solo che la natura assorbe la stragrande maggioranza delle proprie emissioni. Sapete quante ne assorbe l’uomo?»

Lisa scrive uno zero barrato alla lavagna.

Lisa «Le emissioni umane vengono assorbite nella quasi totalità dagli oceani e questo porta a un’espansione degli oceani stessi. Più alta è la temperatura dell’acqua e più alto…».

Lisa viene interrotta da uno squillo basso, breve e ripetuto proveniente dal suo orologio. Lei con un tocco lo ferma e finisce la frase.

Lisa «…e più alto è il suo volume. Direi che basta così per oggi. Vi risparmio l’acidificazione degli oceani e la trasformazione della biodiversità».

Alunna (sarcastica a bassa voce) «Evviva!».

I pochi studenti chiudono i libri e iniziano ad alzarsi.

Lisa «A domani!».

  • INT. CAMERA DA LETTO ANNA – NOTTE

Anno 2152. Un dispositivo rettangolare, di colore scuro e posizionato in verticale sul comodino di una camera da letto segna le quattro e cinquantuno. Accanto ad esso un portaritratti con una foto di Lisa.

Anna (45), da sola, è seduta appoggiata allo schienale della parte destra del letto matrimoniale. Sta leggendo un libro: le meraviglie del duemila di Emilio Salgari. La sua lettura viene interrotta da un suono proveniente dal dispositivo.

Dispositivo «Anna, hai una telefonata in arrivo».

Immediatamente parte il brano “Skyfall” di Adele. Anna guarda per un attimo il dispositivo, lancia un comando e la musica si interrompe.

Anna (comando) «Rispondi» poi rivolgendosi all’interlocutore «Sì, pronto».

Assistente (O.S.) «Professoressa Anna Navi?».

Anna «Chi parla?».

Assistente (O.S.) «Sono Arturo Mosconi dell’Agenzia per la conservazione della specie e chiamo per conto della Reggente. Ci sarà un’auto governativa ad aspettarla fra dieci minuti fuori dalla sua abitazione. Si tratta di una questione urgente e delicata. Non è autorizzata a farne parola con nessuno. Ci siamo capiti?».

Anna «Alle cinque del mattino è un po’ difficile. Posso sapere almeno di cosa si tratta?».

Assistente (O.S.) «No. Si porti dietro il materiale di tutti i suoi studi».

Subito dopo aver finito la frase, un suono secco avvisa Anna che l’interlocutore ha chiuso la telefonata.

  • INT. SALA RIUNIONI – GIORNO

Due uomini – l’esperto e il ministro – vestiti in giacca e cravatta e una donna – la reggente – vestita con un tailleur chiaro, discutono intorno a un lungo tavolo rettangolare. La donna è posizionata a capotavola. I due uomini sono disposti su uno dei lati.

Al centro del tavolo, un dispositivo simile a quello nella stanza di Anna ma più grande. Davanti ogni posto a sedere vi è un piccolo disco rotondo. Su quello dell’esperto vi è un dispositivo.

Tutti e tre, chi sul taschino della giacca, chi appoggiati sulla fronte o posati sul tavolo, hanno quelli che sembrano dei normalissimi occhiali.

Nella stanza spicca uno schermo con diverse formule e grafici.

Reggente (all’esperto) «Quindi, lei pensa che abbiamo ancora dei margini d’azione?».

Esperto «Certamente. Dobbiamo agire immediatamente ma sì».

Suona il dispositivo centrale.

Reggente prima al dispositivo «Vivavoce» e poi all’assistente «Si?»

Assistente (O.S.) «È arrivata la dottoressa Navi».

Reggente «La faccia entrare».

Entra Anna, vestita in maniera disordinata. La Reggente le viene incontro. Anna cerca di sistemarsi un po’.

Reggente «Buongiorno, professoressa».

Le due si stringono la mano.

Anna «Mi scusi. Buongiorno!»

Reggente «Si accomodi».

Le due donne si accomodano ai lati opposti del tavolo, una di fronte all’altra.

Reggente «Mi scusi se l’ho convocata con così poco preavviso ma la questione è abbastanza seria».

L’esperto si mette gli occhiali e strisciando gli indici sulle due aste cambia le diapositive proiettate sullo schermo e si ferma su un grafico.

Esperto (guardando lo schermo) «Questa notte ora locale, in alcune parti del pianeta, sono stati rilevati livelli di emissioni anomali».

Anna (Guardando attentamente il grafico) «Non ci posso credere».

Esperto «Neanche noi. È praticamente una cosa impossibile».

Reggente «Per questo lei è qui professoressa, per spiegarci come l’impossibile è diventato possibile».

Anna «Ricordo male o mi considerate un’eretica, come la mia trisavola?».

Reggente «Su certe questioni avremo tempo di tornarci. Ora cerchiamo di capire che diavolo sta succedendo».

Anna tira fuori da una tasca il suo dispositivo e lo avvicina al disco che ha difronte.

Anna (all’esperto) «Posso?».

Esperto (passandole degli occhiali) «Certo».

Anna (prendendo gli occhiali) «Grazie».

Anna li indossa e toccando i cerchi, le cerniere, le aste e i terminali degli occhiali, come se fossero una tastiera, inizia a mostrare documenti e grafici sullo schermo.

Anna «Se un evento di questa portata si è verificato vuol dire una cosa sola. È stato raggiunto il punto di non ritorno, di nuovo».

Esperto «Ma siamo pienamente sotto le soglie di rischio».

Anna «Questo perché considerate le soglie terresti come valide, anche se non ci sono dei dati a supporto. L’unica cosa certa qui è ineluttabilità del cambiamento climatico una volta superate le soglie critiche qualunque esse siano».

Ministro «E nella sostanza ciò cosa comporta?».

Anna appoggia gli occhiali sulla fronte e guarda per un attimo contrariata i suoi interlocutori. Poi riprende.

Anna «Un innalzamento delle temperature, causato sia dalle emissioni sia dalla reazione negativa del pianeta al riscaldamento globale stesso. Il cosiddetto carbon feedback. In poche parole, il pianeta tende ad amplificare i mutamenti climatici in senso negativo. Questo alimenta i processi già in atto provocando ulteriore aumento delle temperature».

Reggente «Quali saranno gli effetti nel breve periodo?».

Anna «Senza mezzi termini?».

La Reggente risponde positivamente con un cenno del capo.

Anna «Il collasso dei nostri ecosistemi fondamentali: le barriere coralline e le grandi foreste pluviali su tutti. Il dieci per cento della popolazione sarà costretto a migrare, a causa dell’inabitabilità delle loro zone di provenienza. Un altro venticinque per cento andrà incontro alla siccità. Il trenta percento della superficie del pianeta diventerà arida e questo, ovviamente, comporterà il crollo dell’agricoltura. Ah, dimenticavo, almeno il quaranta percento della superficie del pianeta, ovvero dove abita più della metà della popolazione, sarà investita da ondate di calore letali per venti, trenta giorni l’anno. Questo nella migliore delle ipotesi».

Ministro «Molti dei suoi colleghi la pensano diversamente».

Anna guarda per un attimo l’esperto. Poi risponde.

Anna «Molti di loro hanno saltato storia del cambiamento climatico a quanto pare. Questi dati… (rimettendo gli occhiali) dimostrano che il processo di cambiamento ha subito un’accelerazione. È evidente che gli approcci convenzionali non funzionano. Altrimenti non sarei qui. Giusto?».

Ministro «Lei si rende conto di quanto costerà, in termini economici, lo scenario che prospetta?».

Anna «No. Ma so quanto costerà in termini di vite umane».

L’esperto tramite le aste e i cerchi dei suoi occhiali fa comparire altri dati sullo schermo.

Esperto «Come spiega questi dati?».

Anna li osserva attentamente e prima di rispondere si alza e si avvicina allo schermo.

Anna «I ghiacciai contengono grandi quantità di gas serra. Così come suolo e oceani sono grandi contenitori di carbonio. La loro distruzione, il loro inaridimento nonché il loro surriscaldamento, molto probabilmente, hanno causato la riduzione della loro capacità di trattenere i gas, disperdendoli nell’atmosfera».

Reggente «Siamo in contatto con gli altri governi. L’obiettivo è quello di mobilitare tutte le risorse economiche e tecnologiche per arrivare a un abbassamento drastico delle emissioni».

Anna «Non ha funzionato già una volta. Perché adesso dovrebbe essere diverso?».

Ministro (con disprezzo) «Lo so che voi luminari non riuscite a non essere saccenti, ma ci sarà un motivo se noi siamo stati eletti».

Anna ritoglie gli occhiali e mette in maniera decisa i pugni sul tavolo.

Anna «In poco più di un secolo avete deturpato questo pianeta cercando di trasformarlo in qualcosa che non potrà mai essere. Per non parlare del fatto che è da decenni che fate la guerra alla storia, alla scienza, alla verità e oggi abbiamo gente convinta che il grande esodo sia stato un inganno, avvenuto solo per questioni economiche».

Anna prende il suo dispositivo e lo impugna vigorosamente.

Anna «Signori, stiamo parlando di un processo irreversibile che si autoalimenta e questo anche se fossimo in grado di azzerare totalmente le emissioni».

Reggente «Siamo alla ricerca di un nuovo pianeta. Lei ci aiuti solo a guadagnare tempo».

Anna ride nervosamente.

Anna «Non imparerete mai. Siete irrecuperabili. Il problema non sono i pianeti, il problema siamo noi».

Anna si lascia andare e cade sulla sedia. Poi si porta in avanti e appoggiando i gomiti sul tavolo si porta le mani nei i capelli e fa dei sospiri.

Ministro (ironico) «Quindi, cosa ci consiglia? Di rilassarci e sederci ad aspettare l’apocalisse?».

Anna rimette gli occhiali e li manipola fino ad arrivare a una serie di grafici presenti su una stessa pagina. La Reggente li guarda per un attimo.

Reggente «Che cosa sono?».

Anna «Negli ultimi vent’anni, io e altri colleghi abbiamo tenuto costantemente sotto controllo i valori della nostra vecchia casa. E come potete vedere, tolta la mano dell’uomo…».

Esperto (incredulo) «Il pianeta si sta riprendendo».

Anna «Esatto».

Reggente «Lei ci sta dicendo che…»

Anna «Che, anche se non ce lo meritiamo, volendo potremmo tornare sulla Terra».

FINE.

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6 commenti »

  1. Quindi il grande esodo è il trasferimento forzato della popolazione terrestre su un altro pianeta, (Marte?) ho capito bene?
    Se è così, un modo sicuramente originale di parlare del climat change, anche se a mio vedere non ci siamo con i tempi (la storia si svolge nel 2101,che in nemmeno un secolo si riesca a 1) arrivare su un altro pianeta 2) terraformarlo 3)causare un disastro ecologico, mi sembra improbabile.

  2. Sì, la popolazione è migrata su un altro pianeta, da qui appunto il grande esodo. Per rispondere alle tue osservazioni avevo riflettuto a lungo sul punto 1 e il punto 3. Tieni conto che secondo alcuni studiosi la Terra potrebbe diventare un forno per il 2050, quindi avevo ipotizzato come plausibile lo scenario in cui, prima che ciò avvenga, la maggior parte dei governi si unisse (facendo nascere la necessità di una “reggente”) riunendo tutte le risorse per trovare un altro pianeta e come arrivarci. Cosa che per altro cercano di fare durante la seconda crisi. Per quanto riguarda il punto 3, l’errore degli scienziati è quello di considerare «le soglie terresti come valide» come dice Anna, motivo per cui non riescono a spiegarsi come sia possibile quello che sta succedendo: Il nuovo pianeta è simile alla terra in quanto abitabile ma non uguale, di conseguenza, i parametri da tenere in considerazione possono variare. Non avevo, invece, ragionato sul punto 2, ovvero su “terraformare” il nuovo pianeta. Riflettendoci bene ci può stare che 50-70 anni siano pochi. Anche se proprio il fatto di volerlo rendere simile alla terra potrebbe aver provocato il secondo disastro. Comunque, ragionerò assolutamente su questo punto. Grazie infinite per il commento. Lo apprezzo.

  3. Mi è piaciuto molto questo racconto, soprattutto per il tema che hai trattato. I dialoghi scorrono molto bene, complimenti! Mi piace anche il finale aperto che però lascia qualcosa in sospeso: cosa sarà della Terra? Che forse è proprio la domanda principale che questo racconto si pone.

  4. Grazie per il commento. Comunque, è sempre interessante quando gli altri danno un’interpretazione diversa rispetto a quello che avevo in mente e volevo trasmettere. In realtà la domanda che mi sono posto in è: cosa ne sarà dell’uomo destinato, in questo come in tanti altri casi, a non imparare dalla propria storia o dai propri errori e anzi abituato rispettivamente a ignorarla e ripeterli.

  5. Ciao Hesdeker, mi è piaciuto moltissimo il tuo racconto. Non capivo inizialmente il salto dal passato al futuro ma il finale ha reso tutto chiaro e lo trovo geniale perché trasmetti con una tensione sempre crescente che l’uomo rimane sempre il problema finché non si arrende a fare “la guerra alla storia, alla scienza, alla verità”. Complimenti!

  6. Grazie Linda. Gentilissima!

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