Racconti nella Rete®

23° Premio letterario Racconti nella Rete 2023/2024

Premio Racconti per Corti 2024 “La tessera familiare” di Alessandra Scarpinella

Categoria: Premio Racconti per Corti 2024


INTERNO GIORNO SUPERMERCATO – PUNTO DI VISTA OGGETTIVO
Una coppia non giovanissima gira tra gli scaffali. Si capisce che sono marito e moglie perché indossano delle grosse fedi.
Il marito riempie il carrello con aria frenetica.
La moglie lo segue un po’ discosta, con aria distratta e svogliata. Quasi non partecipa alla spesa. Risponde a monosillabi quando lui le chiede con voce eccitata e stridula:
“Ti dispiace se ne prendo quattro? Tanto sono in offerta!”
Talvolta rimette a posto di nascosto qualche articolo sullo scaffale, altre volte gli sibila:
“Ma se ne abbiamo ancora otto a casa; guarda che scadono!” O ancora: “Sei sicuro che siano nella lista?”
L’uomo, ignorandola, raggiunge finalmente una cassa con il carrello straboccante.
Mentre avanza, stringe in mano trepidante la sua tessera familiare verde brillante e rosso fuoco.
Aspetta nervosamente il tuo turno.
PUNTO DI VISTA SOGGETTIVO – ZOOM SULLA CASSIERA
Una donna giovane e carina, un po’ appariscente, sorridente e cordiale, scherza con i clienti mentre fa il suo lavoro. Ride molto. Ogni tanto scuote i capelli, lunghi e ricci, che le incorniciano il viso e fa sentire il tintinnio degli orecchini a lampadario che indossa. Ricorda al suo cliente preferito le Offerte Speciali e magnifica questo o quel prodotto, che sta veramente andando a ruba.
Le belle mani curate dalle unghie lunghe e smaltate sembrano accarezzare tutto quello che toccano.
PUNTO DI VISTA OGGETTIVO
Arriva finalmente il turno dell’uomo. Prima di iniziare a depositare la merce sul nastro, consegna la tessera alla ragazza con intenzione. Le loro dita si sfiorano.
Con gesti misurati e metodici, trasferisce tutta la spesa dal carrello sul nastro, dove gli articoli sfilano lentamente sopra il lettore. Poi corre a prendere tre scatole vuote per metterci dentro tutto.
Intanto dietro di lui si è formata una lunga fila di uomini che osservano la scena. Sbuffano e si scrutano l’un l’altro e il contenuto dei reciproci carrelli.
Fissandola sfacciatamente, con voce profonda e carezzevole, l’uomo le dice:
“Ho raggiunto il massimo dei punti nella mia CARTA INFEDELTA’.”
La ragazza non sorride più, anzi assume un’aria interdetta mentre gli porge il lunghissimo scontrino che si accartoccia su sé stesso.
Quindi ripassa la tessera sul lettore.
Ripete il gesto più volte, nervosamente.
L’uomo non le stacca gli occhi di dosso, un po’ inquieto. Suda, sbatte gli occhi, stringe i pugni ed inizia a ondeggiare sulle gambe.
Gli altri clienti si lanciano sguardi divertiti e furtivi.
La cassiera finalmente alza gli occhi e, un po’ delusa, gli risponde dolcemente:
“Oh, mi dispiace tanto, tesoro, ma i punti risultano già scaricati. L’operazione è stata eseguita due giorni fa.”
Il marito sbianca e si gira di scatto verso la moglie, di cui solo ora nota veramente la presenza.
La donna si riscuote mentre sostiene lo sguardo del marito con palese soddisfatto compiacimento. Alza il mento con aria di sfida senza dire una parola.
Poi, lentamente, il suo viso si gira fino a puntare il cassiere nella postazione accanto e si illumina, prendendo vita. All’improvviso sembra bella.
Il ragazzo, attraente ad atletico persino sotto il camice del supermercato, sente quegli occhi su di sé e ricambia immediatamente lo sguardo con aria complice, ammiccando.

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7 commenti »

  1. Uno scorcio di vita quotidiana, nel quale anche la semplice spesa al supermercato diventa spunto per mostrare quanto non esista rapporto di coppia. Il gioco erotico non è più cercare complicità gastronomiche, il gusto di girare mestoli e abbracci ma cercare, ognuno alla propria “cassa” il gusto dell’evasione.

  2. ah, dimenticavo brava Alessandra.

  3. Ben gli sta! Brava Alessandra!

  4. In effetti mi sono divertita a scrivere questo racconto in cui per una vola la vittima non è una donna!

  5. Per Anna Rosa: la tua analisi sintetica è giusta, ma mentre scrivevo il soggetto pensavo più all’aspetto distopico, ironico e surreale.
    Infatti è nato da una battuta a tavola.
    Sono una grande fautrice delle risate per curare la tristezza.

  6. Ps era: per una volTa… t9 sabotatore!

  7. Direi semplicemente “brillante”!!
    Grande Alessandra

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