Racconti nella Rete®

20° Premio letterario Racconti nella Rete 2020/21

Premio Racconti per Corti 2021 “The Colours Brothers” di Manuela Mandorlo

Categoria: Premio Racconti per Corti 2021

La mattina mi alzo, come tutte le mattine, devo lavarmi, vestirmi, far finta di truccarmi, prendere l’auto e recarmi a scuola, sono tempi surreali, ci ha invaso questa pandemia, la storia che insegno per due ore a settimana non mi aiuta nel contingente – sto pensando -, mentre sto mettendo su la moka per farmi il caffè per svegliarmi. Scendo le scale di casa, – AH! Ecco la mascherina, l’ho dimenticata di nuovo, faccio dietrofront, nella frenesia, è un oggetto che ancora dimentico, ritorno in camera e la prendo, la lascio sempre sul comodino, dopo di che corro.

Da una settimana i ragazzi sono stati messi in Didattica a Distanza,  necessità ed incubo,  concretizzatasi nei mesi precedenti nell’arco di quarantott’ore, pensieri che affollano la mia mente e cui cerco di porre termine.

Dopo essermi recata al lavoro passo in Sala Docenti, prendo i libri delle mie materie dal cassetto, qualche parola, qualche saluto con le colleghe, da una settimana a dire il vero ci siamo ammutolite, nel primo mese e mezzo c’era stata una parvenza di stabilità, ma poi sono ritornati i casi di positività tra studenti e insegnanti, in generale, i DPCM e le Ordinanze Regionali. Qualche compleanno, qualche festa e qualche tampone positivo ci hanno rigettato nell’incubo, tra l’altro mai terminato. Quella mattina prendo un altro caffè con la collega di Arte, possiamo considerarci tutte e due assai “caffeinomani”. Salgo in classe, come sempre in anticipo per quando si accende il computer, il wifi e poi il collegamento con Meet il tempo passa!

Salgo due rampe di scale, raggiungo il  primo piano. L’unico oggetto che ti attende è il Pc portatile o Lap Top o Device, ma sempre computer. L’aula è desolante, tutta pulita d’accordo, ma anche vuota, sinistramente silenziosa. Immaginate ventitre banchi e sedie vuoti!

Con la classe poi che in genere la abita, un gruppo di alunni veramente vivaci ed empatici. Adatti per l’indirizzo che hanno scelto, guarda caso, settore Sanitario, hanno, da settembre, iniziato il terzo.

Suona la prima campanella: il computer è già acceso, compaiono ad uno ad uno, sei sette minuti, quando devono uscire ci impiegano meno di venti secondi, ma l’entrata  è lenta e pensare che è sabato!

Iniziano a chiedermi come sto; mi salutano, io rispondo loro e contemporaneamente li avverto che sto indaffarata nell’altra pagina web ad aprire il registro online, ad un certo punto ritorno sul link di Meet per avvisarli che inizio a fare l’appello, li vedo tutti e ad un tratto avviene una schermata nera, non li vedo più. Tutti scompaiono.

“Ragazzi cosa è successo? Vi ho perso tutti. Mi sentite?, di colpo è comparsa una schermata nera e non vi vedo più. Mi vedete? mi sentite?”.

 Subito mi assale l’ansia, tuttavia assicuro me stessa che non ho toccato nessun “tasto compromettente”, quindi non dovrebbe essere successo niente di grave, una normale mancanza di connessione, forse di pochi secondi, poi tutto si aggiusta, ma l’ansia in questo periodo la fa da padrone più del solito, in questo periodo è tutto più del solito, tempo altri dieci secondi e in simultanea ricompaiono tutti. – Ma come avranno fatto? – Penso in una frazione di secondo.

Ricompaiono tutti con i plaid addosso e gli occhiali da sole. – Ma che succede? – Mi chiedo fra me e me. I miei riflessi un po’ allentati dall’età subito non mi fanno realizzare, ma sì che scherzo bellissimo:  e’ Halloween. Loro vestiti da fantasmi ma con plaid tartan, a pois,  con i fiori, a tinte unite colorate  e soprattutto gli occhiali da sole che danno loro un’aria veramente comica: sembrano tanti Colours Brothers, qualcuno si è messo pure un berretto! Che scena! Scoppio a ridere, ma a ridere tanto, non è da me, una risata di pancia, fragorosa.

Poi seri spariscono, ritornano e ridiamo tutti e commentiamo. “Prof. le è piaciuto!” “Non se l’aspettava”, mi riecheggiano a più voci.

 – “Ma ragazzi, ma siete forti!”, realizzo che è uno scherzo riuscito benissimo per la festa di Halloween, ormai  entrata nella loro mentalità. Sono sincera non me l’aspettavo, mi sorprendono in maniera sempre diversa, questa volta ci metto anche tanto a riprendere il controllo, ridiamo tutti, chiudiamo questa ultima settimana di ottobre 2020 con una scena che già è diventata ricordo. Hanno trovato il modo per non farsi  dimenticare!

2 commenti »

  1. Simpatico, nel suo spaccato di realtà in cui molti hanno vissuto l’ultimo anno.

  2. Grazie, Sonia! Diciamo che sono stata sul pezzo, scrivendolo e rileggendolo ci tenevo a che apparisse questo “intento simpatico” di giovani, pronti a sdrammatizzare e calmierare un po’ la tensione anche in alcuni momenti di lavoro veramente pesante per tutti.

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