Racconti nella Rete®

20° Premio letterario Racconti nella Rete 2020/21

Premio Racconti per Corti 2021 “Dolci lacrime” di Carmen Beducci

Categoria: Premio Racconti per Corti 2021

Chloe è una ragazza di sedici anni, abita a Milano, città molto movimentata. Lei è figlia del proprietario di una famosa atelier di moda e di una ginecologa, ha un fratello maggiore al quanto protettivo  e una sorella minore che richiede infinite attenzioni.

All’apparenza Chloe conduce una vita serena, frequenta ragazzi appartenenti al suo stesso ceto sociale, è circondata da amici e da persone che le vogliono bene, quella di cui fa parte è considerata una famiglia perfetta. Ha un armadio straripante di vestiti, scarpe e accessori della nuova collezione, insomma, la vita in cui lei funge da protagonista è addirittura invidiabile.

A sconvolgere la sua routine è un evento profondamente strano, infatti una sera, dopo aver cenato, aver partecipato a una videochiamata di gruppo con i suoi amici e dopo aver fatto la sua solita maschera di bellezza al mango, si immerge nelle coperte per raggiungere il mondo onirico. La luce della camera e quella della televisione sono spente, la porta è chiusa, suo fratello gioca alla console mentre la sua sorellina dorme. Chloe non riesce a chiuder occhio, c’è qualcosa che la turba ma non capisce cosa sia, guarda in alto nella speranza di riuscire a prender sonno, ma proprio quando trova davanti agli occhi null’altro che lo scuro soffitto, inizia a sentire un’inaspettata sensazione, è travolta da un profondo senso di solitudine e tormentata da forti frastuoni che rimbombano nel suo canale uditivo. Improvvisamente sensibile, divenendo fragile, la ragazza si accorge di avere le guance bagnate e corre silenziosamente in bagno per sciacquarsi il volto.

Si guarda allo specchio e nota che le sue lacrime hanno un colore innaturale, ma nonostante ciò ritorna a letto pensando che quello che vede sia dovuto alla stanchezza.

Nella notte seguente l’evento si ripete, Chloe va in bagno, e questa volta, quando si guarda allo specchio, presta più attenzione alle sue lacrime, sbalordita da ciò che le appare davanti agli occhi, si avvicina al suo riflesso e si rende conto che queste ultime siano cioccolato. La ragazza decide di fare le analisi per comprendere cosa le stia accadendo, ma è tutto nella norma, l’esito  è positivo e non ci sono problemi di alcun tipo.

“Non c’è due senza tre” ed è così che la terza notte arriva.  Mantenendo lo sguardo nello specchio Chloe tocca la sua guancia con un dito per assaggiare le lacrime, ma non fa altro che sfiorarla, così si rende conto che queste sono presenti solo nello specchio.

Ma perché lei vede tutto ciò solo nel suo riflesso e non anche nella realtà?                                                    Il giorno seguente Chloe va in biblioteca e inizia a fare delle ricerche: scopre, consultando dei libri, che lo specchio è uno strumento d’indagine e permette di conoscere meglio se stessi, un altro libro asserisce che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Leggendo una rivista la ragazza comprende che il cioccolato è un’ottima fonte di energia e combatte la tristezza fornendo gioia. Dopo alcuni giorni, la ragazza sceglie di consultare uno psicologo, in quanto desidera indagare sull’avvenimento. Chloe spiega all’uomo che prova questa sensazione di solitudine solo quando è a letto. Dopo vari incontri e dopo aver conosciuto bene la protagonista di questi eventi strambi, lo psicologo comprende che la solitudine della ragazza sia dovuta alla mancanza di contatto con se stessa e che lei si senta sola soltanto quando è a letto perché quello è un momento intimo in cui ci si interfaccia con la propria mente, il proprio animo, la propria persona. Nonostante Chloe abbia raccontato tutto allo specialista, quest’ ultimo non trova una spiegazione vera e propria agli eventi bizzarri(lacrime al cioccolato) che ormai fanno parte della quotidianità della ragazza.                     In una notte qualunque la protagonista si addormenta nel suo letto e inizia a sognare …        

Vede la sua vita con i suoi stessi occhi, solo che tutto ciò che le appare dinanzi è grigio, a indicare la monotonia dell’esistenza di una persona, la quale non conosce la sua identità. Nel sogno osserva lei medesima davanti al solito specchio, sta piangendo ancora una volta lacrime di cioccolato, ora però le lascia cadere in un bicchiere e le beve, subito dopo aver ingerito quella bevanda prodotta dal suo pianto, fiorisce una luce(inconscio) che estendendosi sulla grigia visione della vita che la ragazza ha in quel momento, rende tutto colorato: qualcosa è cambiato … Chloe diventa consapevole di non conoscere sé stessa e di conseguenza capisce di dover rimediare immediatamente per dipingere con emozioni e sensazioni autentiche la sua ingannevole quotidianità, che aveva inventato per nascondersi. Finalmente associa le lacrime al suo malessere interiore e il cioccolato, fonte di felicità, alla ricerca della vera lei e dunque alla soluzione al suo intimo tormento.

Si sveglia di scatto, salta giù dal letto e si precipita in bagno … lo specchio è scomparso. Chloe è all’ennesimo cielo, si prepara frettolosamente e scende di casa. Cammina a passo veloce senza notare la pioggia, se ne rende conto solo quando finisce in una pozzanghera d’acqua. Alza lo sguardo verso il cielo e inizia a piangere di gioia, le gocce di pioggia si mischiano alle sue lacrime, questa volta quelle vere.

1 commento »

  1. WOW! Mi sono venuti i brividi. Molto bello, mi hai trasmesso la sensazione di strazio di Chloe. Molto bello complimenti. 😀

Lascia un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento.