Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2016 “Rossa per sempre” (sezione racconti per bambini) di Nicola Barca

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2016

Hai capito presto di essere speciale. Le prime parole che hai imparato dopo mamma e papà sono state: ha i capelli rossi. Aprivi i tuoi occhi grandi agli sguardi stupiti e ascoltavi voci diverse, di parenti ed amici, muovevi le manine, ancora non conoscevi i luoghi comuni: sarà un peperino; genio e sregolatezza; indisciplinata; imprevedibile.

 

Gli altri bambini ti toccavano i capelli esclamando: – Sono rossi!

 

Rossi come il fuoco, come fiamme che salgono in cielo indomabili. Non c’era pettine ne spazzola che li potesse piegare, ribelli cercavano la propria via, cambiando piega ad ogni soffio di emozione. In classe eri unica tra bionde e more, spiccavi, tra le piccole teste chine sui libri, come la punta rossa di un fiammifero tra legnetti anneriti.

 

Quando ridevi i capelli sembravano diventare di un rosso più intenso e le lentiggini animavano la pelle chiara come coriandoli dalle sfumature di rubino.

 

Tua mamma ti metteva sempre un cappellino, eri più coperta degli altri bambini. Pelle delicata, da proteggere, da offrire al sole al crepuscolo, quando i suoi raggi si addolciscono e accarezzano come un sorriso. Le giornate speciali erano quelle col cielo di nuvole, allora scoprivi la pelle e i capelli, come una lucertola al contrario e ridevi, le labbra aperte di rosso vermiglio. Quella mattina eri uscita da scuola imbronciata. Si era fatto nuvolo dentro di te. Un bimbo biondo aveva rubato la tua pietra a forma di cuore. L’avevi trovata in giardino, era rossa con venature trasparenti come ghiaccio. Era bella, era per la tua mamma. Si era accorta subito delle nuvole nei tuoi occhi, appena l’avevi scorta le lacrime cominciarono a scivolare sulle lentiggini, una pioggia lieve che poi scoppiò a dirotto.

 

– Che succede amore? Perché piangi?

 

– Avevo trovato un cuore a forma di pietra, per te…Lorenzo me l’ha rubato!

 

– Oh amore grazie, grazie Emma, ma non è perso sai? Il tuo dono prezioso l’ho ricevuto ora, lo sento battere vivo qui, nel palmo della mia mano, guarda.

 

E lì, sulla linea dell’amore, brillava una tua lacrima.

 

E abbracciandoti aveva proposto: – Dai, oggi andiamo sul fiume ti va?

 

Ti piaceva quel luogo selvaggio, da soli, voi tre.

 

Arrivati sulla sponda sassosa, sotto un cielo di nuvole scure, ritrovasti allegria, il soffice abbraccio di mamma e papà. Lanciavate sassi nell’acqua, ammiravi la sottile colonna trasparente innalzarsi come un albero e dissolversi al vento. Seduta sulle gambe della mamma ridevi felice e tuo papà scattava fotografie che avresti portato con te, un giorno lontano. Senza cappello, a piedi nudi, allegra. Ti chinavi cercando sassi che riempissero la tua mano, senza guardare stringevi e lanciavi. Uno tu, uno la mamma. A volte non raggiungevi l’acqua e il tuo sassolino ruzzolava tra gli altri lungo l’argine asciutto. Allora delusa guardavi tua madre e nei suoi occhi ritrovavi fiducia. – Ancora uno Emma, bravissima, dai.

 

Per sbaglio, per caso, infilasti la mano nella tasca della giacca, tirandola fuori sentivi nel palmo qualcosa di duro, levigato. Era il tuo sasso cuore. Lorenzo te lo aveva rubato per donartelo in segreto.

 

Sorpresa guardasti tua madre, la mano indecisa sembrava non volersi allontanare da te. Non capivi, pensierosa osservavi il cuore che si scaldava al tuo calore. Poi, lentamente, le tendesti quel dono ritrovato.

 

Il sorriso della mamma ti rincuorò. Strinse le tue dita intorno al cuore sasso e disse: – Ora è tuo Emma, Lorenzo l’ha regalato a te. Vuole dirti che ti vuole bene.

 

La tua mano stretta nella sua, con gli occhi che riflettevano il ruscello mormorasti: – Ma io non sono la sua mamma.

 

E lei illuminata da una risata cristallina come l’acqua fresca: – Non si vuole bene solo ai genitori o ai fratelli, si può volere bene anche a un’amica. E’ un amore diverso. Ma vuol sempre dire che tiene a te. Che desidera farti felice.

 

– Io non so se gli voglio bene.

 

E mentre dicevi quelle parole il cuore stretto nella mano e quello pulsante nel tuo petto si avvicinarono, ti pareva battessero allo stesso ritmo.

 

Lui era biondo come il sole, tu rossa come il suo calore.

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4 commenti »

  1. Questo racconto è bianco come la purezza, quella di Emma, che ha trovato un cuore a forma di pietra.
    Bravo Nicola!

  2. Grazie! Non era nato come racconto per bambini, ma poi…a loro è piaciuto:)

  3. Bellissimo…. I bambini sono splendidi e puri, come il tuo racconto!

  4. Sì! Ed è una gioia scrivere per loro.
    Grazie Aurora

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