Racconti nella Rete®

25° Premio letterario Racconti nella Rete 2025/2026 LuccAutori dal 3 al 18 ottobre 2026

Premio Racconti nella Rete 2016 “Vecchiaia” di Valentina Maurella

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2016

Un uomo camminava in un giardino in una sera di fine estate. Su di una panchina, seduta composta all’ombra di un ippocastano, v’era una donna. Aveva un’aria buffa. Sembrava attendesse trepidante qualcuno, ma il giardino era vuoto. Il suo vestito leggero a fiori si piegava dolcemente sotto la tiepida carezza del vento. Ella poggiava le braccia sulle ginocchia coperte, in immobile attesa. L’unico, quasi impercettibile, movimento era quello dei palmi che lisciavano meccanicamente le increspature del suo abito.

L’uomo, incuriosito, le si avvicinò. Lei volse il capo verso di lui, sorridendo. “Cosa fa”? Le domandò lui, ricambiando il sorriso amichevolmente. “Invecchio” rispose lei con un candore e un’ingenuità che colpirono l’uomo.

“In questo momento?”

“Precisamente”.

“E per quale motivo questo sembra quasi farle piacere?”

“Mi dà sicurezza” rispose lei senza smettere di levigare la superficie svolazzante del suo vestito.

I due rimasero in silenzio per un po’, avvolti dal concerto naturale di voci del giardino. Dopo averci pensato su, lui trafisse nuovamente l’immobile concentrazione della donna:

“Possiamo invecchiare insieme?”

“Ma si accomodi!” esclamò lei, indicando con un gesto elegante della mano lo spazio vuoto della panchina. L’uomo sedette con un movimento lento e grave, estrasse dalla tasca una sigaretta, la accese e da quel momento i due, senza più proferir parola, si misero ad aspettare insieme la vecchiaia.

 

 

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8 commenti »

  1. Guai a chiamarla così, oggi! Come se fosse un insulto. Nella sua semplicità, hai reso normale uno stato della vita, che molti credono di poter rimandare cambiandogli il nome. Brava!

  2. Un attimo, è un attimo leggerlo, e appena finito resti un attimo ad immaginarteli
    quei due
    sulla panchina, in silenzio, che aspettano
    aspettare è cosa triste da fare in solitudine. Ma in compagnia è tutta un’altra cosa.
    Bello davvero.

  3. La leggerezza del tuo racconto, quella del vestito della donna, la pacatezza delle parole, la sinestesia di suoni e colori, sintetizzano l’essenza della vita mentre, seduti su una panchina, si ha ancora la forza di guardare avanti il tempo che rimane senza voltarsi indietro in malinconici e inutili bilanci. Brava, senza retorica, come la tua poesia…

  4. Bello. Racconta mille cose senza dirle. Sarà un mio gusto personale, ma poteva essere più asciutto in certi punti.
    Mi piacciono i racconti così.

  5. La brevità è una pratica difficile perché richiede precisione di scrittura e un’idea forte di partenza: in questo apologo ci sono entrambe e questo ne fa una lettura immediata ma icastica. L’inizio di un ciclo di brevi immagine legate ciascuna ad un momento della vita?

  6. Delicato e lieve, evoca immagini che mettono pace: il tuo racconto è una dolce poesia. Brava!

  7. Complimenti Valentina… Il tuo racconto sembra corto, ma in realtà c’è tutto quello che ci volevi dire, non manca niente. All’inizio ho quasi invidiato i tuoi protagonisti per la serenità e le leggerezza con cui rimangono immobili ad attendere la vecchiaia… Poi mi sono chiesta se tutto quel non far niente in realtà non fosse tempo sprecato…Chissà, me lo sto ancora chiedendo…

  8. Breve e poetico. Gli attimi che racchiudono “tutto”. Brava.

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