Racconti nella Rete®

20° Premio letterario Racconti nella Rete 2020/21

Premio Racconti per Corti 2021 “La raccolta delle pesche” di Graziella Ravera

Categoria: Premio Racconti per Corti 2021

I due ragazzi appoggiano le biciclette al muro della chiesetta campestre, si mettono il berretto per proteggersi dal sole cocente; anche se è ancora presto fa già molto caldo. Gli altri raccoglitori sono già nel campo, saltano sul semovente e cominciano a staccare le pesche dagli alberi. E’ stata una buona annata, i frutti sono belli, lucenti, i cassoni si riempiono velocemente.

A mezzogiorno ognuno prende il proprio zainetto e sgranocchia il pasto al sacco. Qualcuno va a sedersi all’ombra del grande albero di noce. Paco e Peppo si sistemano sotto il portico della chiesetta campestre. Come ogni giorno Paco approfitta della pausa per studiare. Non manca molto ai test di ingresso, ci tiene da morire ad entrare alla facoltà di medicina. Peppo invece non ama lo studio. Ancora un anno di scuole superiori e poi sarà libero, non ci pensa neppure a frequentare l’università, gli interessa trovare un lavoro e comprarsi la macchina. Ha ancora la bocca piena mentre domanda all’amico: “Ehi Paco, sei sicuro di voler continuare a viaggiare sulla vecchia bagnarola dei tuoi? Se spendi i soldi per l’università chissà quando riuscirai a comprarti una vera automobile!”.

Paco fa un mezzo sorriso, chiude il libro, si stiracchia, poi chiede con un po’ di malizia a Peppo: “Allora glielo hai chiesto?”. Peppo, che sta ancora mangiando il terzo panino, fa il finto tonto: “Chiesto? Chiesto cosa? A chi?”.  Paco ha già capito. Nonostante i modi rudi e spavaldi, l’amico è tremendamente timido con le ragazze. Si è preso una cotta per una certa Asia, ma non riesce a farsi avanti. I due giovani si avviano per riprendere il lavoro. Paco parla più sottovoce perché gli altri non possano sentire: “Pensi di incontrarla stasera alla notte bianca?”.

“Lo spero tanto, esce tutti i sabati sera con lo stesso gruppo di amici, dovrei trovarla al solito bar. Tu vieni anche?”.

Paco scuote la testa. “No, vado a sentire una band che fa le cover dei Pink Floyd, lo sai che ci vado matto”.

I ragazzi raccolgono pesche fino a tardo pomeriggio, poi inforcano le loro biciclette e tornano a casa per prepararsi all’uscita del sabato sera. Paco si diverte un sacco al concerto. Ogni tanto ripensa all’amico e si chiede se avrà concluso qualcosa con la ragazza.

Lunedì mattina, la raccolta delle pesche continua. Paco appoggia la bici al muro della chiesetta, guarda l’ora, Peppo è in ritardo. Prende il cellulare per chiamarlo, ma eccolo che arriva tutto trafelato. Non sembra di buon umore. Una pesca dopo l’altra arriva il momento della pausa pranzo.

Come al solito i due amici si installano sotto il portico della chiesetta. Peppo è veramente di pessimo umore, non ha voglia di parlare, mastica il suo panino quasi con rabbia. Paco si concentra sul suo libro, beve dalla borraccia, mangia con calma.

Peppo esplode. “Non uscirò mai più di casa, che figura, che figura”. Dà un morso talmente rabbioso al panino che il pezzo di formaggio schizza per terra. Paco lo guarda desolato: “Ma dai, è formaggio buono, non lo sprecare così!”. Peppo raccoglie il pezzo di formaggio, lo strofina col tovagliolo e se lo mangia. Poi a testa bassa vuota il sacco. “Sabato sera sono riuscito a sedermi al tavolo di Asia, volevo attirare la sua attenzione ma non sapevo come fare, ho continuato a ordinare da bere, via una birra l’altra, via un mojito l’altro, insomma ero talmente ubriaco che non capivo più niente. Ho cominciato a parlare a voce alta, sempre più alta, ho quasi gridato indicandola col dito: “Io sono innamorato di Asia, di quella Asia lì!”. Il risultato? Asia si è alzata e se n’è andata, e tutti si sono messi a ridere come se non ci fosse un domani”. Peppo sta con gli occhi bassi, è una fortuna perché a Paco viene così tanta voglia di ridere a pensare alla scena che fa uno sforzo sovrumano per mantenersi serio.

La raccolta riprende. Alla fine del pomeriggio i due ragazzi si avviano pedalando adagio. Paco cerca di tirare su il morale di Peppo: “Ascolta, adesso se non altro hai un punto di vantaggio, Asia sa che sei innamorato di lei, non importa se lo sanno anche tutti gli altri. Cerca il modo per trovarti a parlare da solo con lei, ma non sui social, direttamente a tu per tu”. Peppo non è convinto: “E’ facile parlare così per te, la figura dell’imbecille l’ho fatta io”. Paco non può smentire. “Cosa fa Asia, studia o lavora?”. Peppo spiega che Asia frequenta il liceo artistico, prendono sempre il pullman alla stessa ora, le loro scuole sono nella stessa città. Paco si illumina. “Allora va sicuramente a scuola con la mia amica Susy. Sai che compiti dovranno svolgere nell’estate? Preparare una relazione sugli itinerari delle chiesette campestri ciascuno nella propria zona. Perché non chiami Asia dicendole che qui tra i frutteti c’è una chiesa campestre interessantissima? Lo so che tu non hai mai fatto caso a queste cose, ma la chiesa che ci serve da salotto da pranzo ha degli affreschi molto antichi, e dal punto di vista architettonico è molto significativa”. Peppo si volta in direzione della chiesetta, prova a fare mente locale ma non gli vengono in mente né affreschi né altro, per lui la chiesetta è un bel porticato fresco per mangiare i panini che sua madre gli prepara ogni mattina. Paco gli dice: “Le pesche sono quasi finite, farai anche la raccolta delle pere? Io non potrò farla perché ho i test”. Peppo fa cenno di sì con il capo: “Certo che faccio anche la raccolta delle pere, lavoro fino a quando non ricomincia la scuola”.

Passa qualche settimana. Paco è felice, ha superato brillantemente i test di ingresso, si sta organizzando per iniziare il cammino universitario alla facoltà di medicina.

Va in cartoleria e incontra Peppo che sta comprando qualche quaderno per la scuola. Paco riferisce a Peppo che presto si traferirà in città. Peppo è un po’ dispiaciuto, proprio adesso che anche lui ha la ragazza avrebbero potuto fare delle uscite a quattro. Paco lo interrompe: “Aspetta un po’, hai la ragazza? Veramente?”. Peppo spiega di aver seguito il consiglio dell’amico. Ha invitato Asia a vedere la chiesetta del frutteto, nel frattempo si è scusato per la figuraccia della sbronza, e poi hanno continuato a frequentarsi. Certo è stato un po’ noioso per lui accompagnare Asia a scoprire tutte le altre chiesette campestri della zona, non sapeva ce ne fossero così tante, ma ne valeva la pena.

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