Racconti nella Rete®

22° Premio letterario Racconti nella Rete 2022/2023

Premio Racconti per Corti 2020 “Come se non ci fossi” di Simone Ignagni

Categoria: Premio Racconti per Corti 2020


INT. CAMERA DA LETTO. GIORNO / INT. SALA. GIORNO

Candida, una ragazza di circa 25 anni, in vestaglia, a piedi nudi,
sta parlando al telefono con Leandro, il suo ragazzo.
Candida, per tutta la prima parte del
cortometraggio, verrà ripresa in diversi punti della
camera (seduta sul letto, alla finestra, in piedi accanto
alla porta).
Leandro invece verrà ripreso nella sala, sul divano, intento
a guardare una serie televisiva col volume annullato. Verrà
inquadrato molto meno, mai in volto, sempre in dettagli o
particolari.

LEANDRO (O.S.)
Qual è il problema?

CANDIDA
Come qual è il problema?! È sempre
lo stesso: io ti parlo, e tu non mi
ascolti!

LEANDRO (O.S.)
Ancora?! E tutto quello che ho
fatto non conta, giusto?

CANDIDA
(sarcastica) Se l’hai fatto col
cuore perché lo rinfacci?

LEANDRO (O.S.)
Non rinfaccio niente, Candida.
E l’ho fatto davvero col cuore.

CANDIDA
Senti… (abbattuta) non mi va di
ripetere sempre le stesse cose…

LEANDRO (O.S.)
(incalzando) No no, di’, forza,
ripeti… perché io mica ho capito.

CANDIDA
Non ci sei mai per me. Mai.

LEANDRO (O.S.)
Io ci sono sempre! Da cinque anni
ci sono!

CANDIDA
Ah sì?! Allora dimmi che ora mi
stai ascoltando e non stai facendo
nient’altro!

LEANDRO (O.S.)
Hai tutta la mia attenzione.

CANDIDA
Davvero? (sarcastica) Ho tutta la
tua attenzione?

LEANDRO (O.S.)
Certo.

CANDIDA
Come se non sapessi che sei di
fronte alla televisione a guardare
una di quelle stupide serie!

Leandro viene ripreso in C.M. da dietro. Vediamo il retro
del divano e la sua nuca a fuoco; di fronte a lui, sfocata,
una parte dello schermo.

CANDIDA (O.S.)
Bravo, hai annullato il volume
per non farti rompere l’anima ma
intanto, mentre parlo, mi stai
odiando e vorresti solo agganciare,
perché non hai le palle per dirmi
che non ce la fai più a sentirmi!

LEANDRO (O.S.)
E calmati amore…
L’inquadratura torna su Candida.

CANDIDA
No, non mi calmo! E non chiamarmi
amore! Lo sai che odio quando lo
fai per difenderti!

LEANDRO (O.S.)
Quale sarebbe la mia colpa?
Se ne trovi una, una soltanto,
giuro che sto zitto! Mi scuso e sto
zitto!

CANDIDA
Certo, vuoi che “San Leandro” abbia
qualche colpa? Non sia mai! Pooovero
lui… me l’immagino proprio
quell’espressione imbambolata…

LEANDRO (O.S.)
(stufo) Quale espressione?

CANDIDA
Quella che hai sempre: la faccia di
chi casca dalle nuvole, che dice:
(facendogli il verso) “Perché? Che
ho fatto di male?”.

LEANDRO (O.S.)
Niente.

CANDIDA
Esatto: niente! Tu non hai fatto
niente! Non fai mai niente! Te ne
stai fermo sulle tue posizioni,
immobile, con quell’espressione da
pesce lesso ferito, come se uno
come te non potesse mai fare del
male a qualcuno… e invece lo sai
che c’è? Fai del male a me! Tutte
le volte!

LEANDRO (O.S.)
Ma quando? Come?! Dimmelo!

CANDIDA
Vuoi l’elenco? Sei serio?

LEANDRO (O.S.)
Serissimo.

CANDIDA
Bene: ogni volta che ti parlo e tu
non rispondi perché sei su un altro
pianeta. Ogni volta che ti racconto
delle mie cose… è come se per te
non contasse. Io sono un
soprammobile. Ci sei tu, il tuo
mondo, stop!

LEANDRO (O.S.)
Tu ci sei sempre! Come fai a non
capirlo?!

Particolare sulle gambe di Leandro, immobili, incrociate sul
tavolinetto basso di fronte al televisore.

CANDIDA (O.S.)
Perché allora non mi chiedi mai
nulla? Non mi confidi mai un
pensiero tuo? Possibile che non
riusciamo a condividere niente?
Solo la sera, quelle maledette
serie, o i film. Ma questa,
Leandro, è la vita vera, e io ho
bisogno di un uomo che mi stia
accanto, che mi completi, che si
preoccupi di me!

LEANDRO
Io mi preoccupo di te!

L’inquadratura torna su Candida.

CANDIDA
E come?! … Guarda che non
m’interessano le stronzate che
vogliono le altre: la cena fuori,
le vacanze, il vestito, un
gioiello… io voglio te.
Te, capito?

Particolare sulla fronte di Leandro.
La tempia è tumefatta, insanguinata.

LEANDRO
Io sono già tuo. Che cazzo, non so
più come fartelo capire!

CANDIDA (O.S.)
Ma se non ti concedi mai!
Come faccio a crederti?!

LEANDRO
Mai? … E ieri sera? E sabato?

L’inquadratura torna su Candida.

CANDIDA
Ora non farmi incazzare davvero!
Non si tratta di sesso!
“Concederti” in un altro senso, ma
che problemi hai?

LEANDRO (O.S.)
Non vado più bene? Non… non ti
piace più?

CANDIDA
Davvero vuoi che ti risponda?
Ci sono mai stati problemi a letto?
Funziona tutto, no?

LEANDRO (O.S.)
(un accenno di sorriso nella voce)
Direi di sì.

CANDIDA
Bravo, gongola… ma guarda che
pure se ce l’hai sempre duro non è che
questo risolva il problema, perché
se riduci tutto al sesso allora mi
compro un vibratore e va bene lo
stesso. Anzi, meglio.

LEANDRO (O.S.)
Candida, finiscila coi giri di
parole, dimmelo e basta: c’è un
altro?

CANDIDA
No che non c’è un altro! Non sono
un uomo, io! E poi ti sembro una
che tiene in piedi due storie
contemporaneamente? Non te la farei
mai una cosa del genere. Ci sei
solo tu, il problema è che…
(tristissima) è come se non ci fossi.

Particolare su una mano di Leandro poggiata sul divano.

LEANDRO
(sfinito) Va bene… ok… allora
cosa vuoi che faccia?

CANDIDA (O.S.)
Ma che ne so… (sull’orlo del
pianto) non lo so che puoi fare…
e poi te lo devo dire io quello che
devi fare?! Secondo te funziona
così? Io comando, tu esegui, e
all’improvviso diventiamo una bella
coppia?

L’inquadratura torna su Candida.

CANDIDA
… Cristo… sei tu che devi
sentirmi… devi capire quello di
cui ho bisogno, e dovrebbe venirti
naturale se mi ami, non posso mica
farti la lista della spesa delle
mie esigenze!

LEANDRO (O.S.)
Dai che vengo e la risolviamo
guardandoci in faccia…

CANDIDA
No! Stavolta il sesso riparatore te
lo scordi.

LEANDRO (O.S.)
(duro) Allora dimmi tu che devo
fare, perché io, a ‘sto punto,
proprio non lo so.

Candida si sposta verso la porta della camera, la apre.

CANDIDA
Va benissimo… se non sai che fare
decido io per tutti e due,
contento?

LEANDRO (O.S.)
Come no.

CANDIDA
Voglio una pausa.

Dall’altra parte della cornetta il risposta arrivo solo il
silenzio.
Candida esce dalla stanza, a passo deciso.

CANDIDA
Voglio una pausa, capito?

Si sente Leandro tirare su col naso.

CANDIDA
No no no no no, non piangere ora, è
ridicolo… e poi finisce che
piango anch’io, e non voglio. Non
te le meriti le mie lacrime. (la
voce le si rompe) Io non piango, capito?

Candida si ferma a fine corridoio, poco prima di una porta
semi aperta.

LEANDRO (O.S.)
(commosso) Amore…

CANDIDA
(piangendo) Non. Piango. E anche tu
dovresti smetterla di frignare,
perché sei adulto abbastanza per
capire che non ho altra scelta.

Candida apre del tutto la porta e vediamo che conduce al
salone, dove s’intravede il divano su cui è seduto Leandro,
ancora immobile.

LEANDRO
Almeno… posso chiamarti?

CANDIDA
Sì… che puoi chiamarmi…
Madonna, tu devi chiamarmi se non
vuoi perdermi del tutto! Ma oggi
no, non voglio sentire nessuno,
capito? Lasciami sola.

Candida si avvicina al divano.
Leandro, sempre inquadrato di spalle, resta immobile.

LEANDRO
Va bene…

CANDIDA
Ciao.

LEANDRO
Ciao.

Candida è giunta a un passo dal divano, in piedi.
P.P. su di lei che piange lacrime amare.
Allunga una mano per toccare la testa di Leandro.
Sui suoi polsi vediamo dei chiari segni di tagli, ancora
insanguinati.
Le dita di Candida si avvicinano alla nuca di Leandro ma…
non riescono a toccare i suoi capelli, vi passano
attraverso.

Controcampo: Leandro, addormentato sul divano, si sveglia di
soprassalto, toccandosi la testa.

LEANDRO
Candida!

Leandro si guarda intorno, spaesato.
Dietro il divano non c’è nessuno.

Sullo schermo del televisore, per la prima volta a fuoco, si
vede andare un filmato con Leandro e Candida: un pic nic in
campagna di qualche tempo prima. I ragazzi sorridono,
brindano con bicchieri di plastica, s’imboccano, scherzano.
Leandro guarda il video, turbato. Poi, come se avvertisse un
fastidio, si porta una mano alla tempia.
Nel momento in cui tocca la ferita, in un moto di
consapevolezza guarda di lato, accanto al divano: vede il
proprio corpo riverso a terra, una chiazza di sangue intorno
alla testa, una pistola in mano.
Si accorge che dev’essere appena accaduto: il sangue infatti
è fresco, la chiazza si sta ancora pian piano allargando.

LEANDRO
(indietreggiando) No… no…

Leandro è ghiacciato da una terrificante rivelazione: scatta
lontano dal divano e corre lungo il corridoio, fino alla
stanza da letto in cui si trovava Candida all’inizio del
cortometraggio.
Vede il corpo della ragazza riverso a terra, morto, in una
pozza di sangue che si è allargata dai polsi lacerati.
Il sangue, in questo caso, ormai è rappreso.

I piedi dello spettro di Candida entrano in scena,
calpestando il sangue del suo corpo esanime: il fantasma
della ragazza, sorridente, si erge accanto al proprio
cadavere.

CANDIDA
Amore, tranquillo… hai fatto la
scelta giusta.

Leandro riesce solo a scuotere la testa.
Candida tende una mano verso di lui, dolcissima.

CANDIDA
Ora saremo soltanto io e te.
Per sempre.

Leandro, in p.p., urla di terrore e follia.


4 commenti »

  1. Avvincente, fa pensare, alla fragilità della vita, delle emozioni, del chiedersi prima i perché, bravo

  2. Grazie di cuore Diana… sono felicissimo che la sceneggiatura e le sue tematiche ti siano arrivate.

  3. Sono stata col fiato sospeso fino all’ultimo, proprio come quando vedo un bel film. Bravo! Anche se le problematiche sono totalmente diverse, ho pensato a Romeo e Giulietta, perché comunque tra i tuoi protagonisti c’è un amore impossibile. Peccato! Ma succede, ora come allora.

  4. Grazie mille Lucia! Mi rende orgoglioso sapere che la sceneggiatura riesce a essere visualizzata con facilità, tenendo alta la tensione fino alla fine. Era uno degli obiettivi.
    Sai, in realtà il riferimento a Romeo & Giulietta è interessante, e non è affatto campato in aria… pur con le ovvie differenze, è un titolo che è girato in testa anche a me.

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