Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVIII edizione 2019

Premio Racconti nella Rete 2019 “Sonni tranquilli” di Paola Ciregia

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2019

Giovanni: trentadue anni, alto, ben piazzato fisicamente, capello mosso sempre accuratamente pettinato da un lato, sguardo scaltro e sfuggente tipico di uno che sa cosa vuole dalla vita e, soprattutto, sa come ottenerlo.
E, in effetti, dopo la laurea con lode in Economia, il passaggio da semplice impiegato a responsabile del settore risorse umane della più grande azienda cosmetica della provincia è stato rapido.
Con tutto ciò che, di diritto o per fortuna, ne è conseguito: un ufficio con vetrata a parete come quelle che si vedono in certi film americani ambientati a Manhattan, una segretaria che lo ammira incondizionatamente e che ogni tanto gli porta pure un cestino di biscotti alla cannella fatti in casa e una bella macchina sportiva sotto il sedere con cui andare a fare bisbocce con gli amici nel finesettimana.
Un’ascesa vertiginosa, insomma.
La giornata di Giovanni scorre scandita da impegni e appuntamenti incastrati con precisione geometrica gli uni agli altri, tra riunioni e videoconferenze, lezioni di tennis nella pausa pranzo e trenta vasche in piscina dopo il lavoro (giusto così, per mantenere tonici gli addominali).
La sera, arriva a caso distrutto. Non a caso, va a letto piuttosto presto, Giovanni.
Solitamente non più tardi delle dieci spegne la luce, si sdraia a pancia in giù, infila le braccia sotto il cuscino, trae un profondo respiro e…
Dondola.
Dondolare: è il termine che lui stesso ha attribuito a questo gesto ripetitivo e rassicurante che, ogni sera, compie per almeno venti minuti, sin da quando era un ragazzino. Su e giù con la testa sul cuscino, gli occhi chiusi e la mente finalmente sgombra da qualsiasi preoccupazione o incombenza.
È il solo modo che conosce per addormentarsi, Giovanni. Ed è anche il suo segreto, perché se qualcuno sapesse di questa cosa, cosa penserebbe di lui? Lui, così stimato, così irreprensibile, così dannatamente perfetto.
Penserebbe che è un po’ strano, ecco cosa penserebbe.
E la sua carriera… beh, probabilmente andrebbe in frantumi con la stessa velocità con cui ha preso forma.

 

Susanna: venticinque anni, una bambola in miniatura, con i capelli rosso tiziano ondulati stile diva anni trenta e gli occhi da cerbiatta sempre un po’ ammiccanti. Ufficialmente studentessa fuori corso di Giurisprudenza, influencer di moda per passione, più interessata a essere nota tra gli utenti della rete che non a seguire le orme del padre notaio.
È cominciata per caso, questa cosa dell’influencer. Un paio di selfie azzeccati di fronte allo specchio, agghindata con una fascia colorata nei capelli e un rossetto color glicine a incorniciarle il sorriso e, voilà: i followers si sono moltiplicati a ritmo esponenziale.
Al momento, sono assestati sui quarantamila, ma la previsione è di raggiungere la soglia critica dei centomila entro la fine del mese. Può farcela, Susanna, con la giusta dose di impegno e costanza. Basta attenersi alle spietate regole dei social, vale a dire pubblicare almeno una foto al giorno, tra le nove e le dieci di sera, e piazzarci sotto una didascalia breve ma accattivante che includa, possibilmente, parole come “gratitudine e “solocosebelle”. Perché lo storytelling, si sa, è importante tanto quanto l’immagine.
Stasera, per esempio, ha deciso di postare una foto di sé sdraiata sul letto, con i capelli in disordine e il viso al naturale. Le poche righe sotto la foto recitano: “Stasera niente trucco. Perché non si deve temere di mostrarsi così come si è. #genuinità”. Inutile dirlo, boom di like e commenti nel giro di cinque minuti.
Adesso sì, che Susanna può finalmente andare a letto.
Allora va in bagno, si passa la crema idratante sul viso, si spazzola i capelli e poi…
E poi, rigorosamente nell’ordine: accende e spegne l’interruttore della luce quattro volte, si affaccia alla finestra per controllare che non ci sia nessuno sul terrazzo, fa tre giri intorno al tappeto, torna in bagno a lavarsi le mani e accarezza il suo pupazzo d’infanzia.
Perché se non ripete questi gesti, assolutamente nella sequenza prestabilita, Susanna non riesce proprio a prendere sonno. Certo, se la gente sapesse… se i suoi followers sapessero!
Si ritroverebbe senza più seguaci nel tempo di un tweet.

 

Giovanni e Susanna si incontrano un sabato sera di agosto in un locale della movida versiliese: i loro sguardi si incrociano fortuitamente e, dopo un’ora, i loro corpi sono avvinghiati l’uno all’altro, in un impeto di passione che li travolge e sconvolge.
Ma non pensiate che sia solo l’avventura di una notte, la loro.
Nel giro di un mese arrivano le presentazioni in famiglia e, subito dopo, la convivenza a casa di lui.
Sono una coppia perfetta, Susanna e Giovanni: belli, giovani, vincenti e invidiati.
Poi, però, succede qualcosa.
Dopo tre settimane di convivenza, entrambi cominciano a essere nervosi, irritabili, suscettibili, come se qualcosa li turbasse nel profondo. Sono stanchi, molto stanchi: le occhiaie che portano sul viso parlano di notti insonni e incubi ricorrenti.
Finché una sera, di ritorno da lavoro, Giovanni trova la sua fidanzata che singhiozza in bagno, mortificata e avvilita.
“Non ti ho detto tutta la verità su di me… Io… beh, io ho un segreto.”
Lui la abbraccia con tenerezza e le asciuga le lacrime.
“Anche io ho un segreto di cui parlarti…”
Ed è lì, in quel momento, che si dicono tutto. Quella verità che non hanno mai confessato a nessuno prima di allora.
Poi vanno in camera di letto e, dopo aver fatto l’amore, si lanciano uno sguardo di ritrovata complicità.
Finalmente, possono compiere i propri rituali. Adesso, conoscono il segreto l’una dell’altra.
Lei accende e spegne l’interruttore della luce quattro volte, si affaccia alla finestra per controllare che non ci sia nessuno sul terrazzo, fa tre giri intorno al tappeto, torna in bagno a lavarsi le mani e accarezza il pupazzo d’infanzia che l’ha seguita nel trasloco a casa di lui.
Quando lei ha finito, lui spegne la luce, si sdraia a pancia in giù, infila le braccia sotto il cuscino, trae un profondo respiro e dondola i suoi consueti venti minuti.
Poi, si scambiano il bacio della buonanotte e si coricano dandosi le spalle, come è loro abitudine.
Domani, forse, affronteranno le loro nevrosi. Dovranno trovarla una soluzione, prima o poi.
Ma stasera, no. Stasera, possono finalmente addormentarsi sereni e dormire sonni tranquilli.

2 commenti »

  1. Molto piacevole da leggere questa divertente storia . Idea simpatica, complimenti

  2. Grazie Monica! Ho cercato di raccontare una storia mediamente seria in maniera ironica, spero di esserci riuscita!

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