Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVII edizione 2018

Premio Racconti nella Rete 2018 “La vita ancora” di Vanda Cutinelli

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2018

Oramai siamo qua, passata la furia dell’innamoramento e la dolcezza del ricordo realizzato…siamo qua a guardarci.

Siamo qua con il cuore che fa male, siamo qua con mille aspettative e tanti desideri.

Non possiamo non andare avanti e guardare indietro non ci serve più….i due ragazzi di Ponza, quelli che ci hanno portato qui, piano piano si allontanano soffermandosi un po’ invidiosi.

Ti guardo come sei adesso coi capelli bianchi sempre scompigliati e quell’aria compunta che ti fa sembrare sempre in procinto di affrontare un compito troppo grande per te.

Ti guardo e amo la tua aria interdetta che scioglie in me qualsiasi amarezza e che mi fa sentire piena di aspettative.

Ti guardo e non ti so parlare, temo le tue incertezze e le tue paure, so che non sarò io a scioglierle se tu non vorrai.

Ti guardo e ti vedo tenacemente arroccato, la paura lascia solo un piccolo spazio ai sentimenti e a volte questo non basta neanche a renderti sereno.

Ti guardo e ti sento distante, intento a difenderti anche da me.

Non ho armi e non ho difese, non riesco a fare altro se non amarti ed è terribile perché è proprio dell’amore che hai paura.

Non riesco e non voglio cambiarmi per te…ancora meno mi ameresti ancora meno mi riconosceresti.

Togliere dalla mia vita la libertà di parlare, di proporre, di farti una sorpresa, mi ridurrebbe infinitamente diversa da quella che – se pur brevemente – ti ha fatto innamorare.

Pur se finalmente rispondente ai tuoi canoni razionali, messa in uno spazio definito che non invada altri affetti e interessi, sarei solo una farfalla in una teca qualcosa che non fugge più che si può guardare quando si vuole e ignorare quando non si vuole, che non svolazza qua è la, che non infastidisce, ma che ha perso la sua essenza più vera……una cosa bella ma morta.

Nella mente irrompe l’immagine di una sirena in un acquario, costretta dall’acqua dolce, visitata da mille sguardi, bellissima e finalmente posseduta, ma tanto triste e disperata.

E’ impossibile per lei dimenticare lo spazio sconfinato del mare, la dolcezza delle onde, la carezza dell’acqua e l’oscura profondità di velluto, niente può sostituire nel suo cuore la libertà che viene dall’amore, la complicità degli sguardi, la semplicità delle piccole cose.

Non so quanto ancora in te durerà quell’innamoramento che si risveglia all’improvviso e che ti fa fare mille progetti e mille promesse che non manterrai e che si esaurisce all’improvviso quando la paura si riaffaccia facendoti prigioniero, costringendoti alla resa.

Non ti posso aiutare amore caro, crescere è un compito doloroso e solitario, le più belle conquiste sono stranamente frutto del sacrificio e spesso del dolore.

Tu non vuoi o non sai passare questa porta e io non ti giudico per questo, ma sono consapevole di quanto tutto ciò sia l’ostacolo più grande per vivere non dico un amore ma anche una storia.

Per quanto a lungo o per poco tempo l’amore è fatto di piccoli gesti che manifestano la cura per l’altro.

Sono questi piccoli gesti che costruiscono più dei baci e delle carezze la struttura di un amore, che ne gettano le fondamenta.

Noi donne stiriamo una camicia, cuciniamo qualcosa che vi piace, a volte attacchiamo un bottone, compriamo dei regali, vi aspettiamo con impazienza, voi uomini avete altre attenzioni che possono essere più virili, ma che non possono essere inesistenti.

Se non ci fate sentire importanti, attese, desiderate; se ci mettete in spazi predefiniti e stringenti, se ci snaturate, noi donne moriamo un po’ per volta e quando ve ne accorgete è oramai troppo tardi, tutto quello che avevate amato non c’è più.

Pure l’amore fatto di mille carezze e lunghi baci, pure i nostri corpi che oramai si conoscono e si riconoscono possono non bastare più.

E in fondo non è rinunciare all’amore fisico quello che ci pesa …..

E’ così caro Luca e mi si stringe il cuore a vedere quanto poco spazio lasci alla tua essenza più vera, quanto raramente appare quell’uomo adulto e coraggioso che tieni tenacemente nascosto.

Eppure per brevi attimi lui è stato più forte di te, ti ha sussurrato all’orecchio che è così che vorresti essere, che è così che ti senti libero.

Brevi attimi amore caro in cui sei stato un uomo migliore e non necessariamente per gli altri ma principalmente per te.

Che dire…. tutto si apre e si chiude in quella breve frase che hai scritto in un momento in cui ti si apriva il cuore e ti veniva il coraggio di percorrere quella strada tortuosa o piana, piena di salite e di discese che mentre la percorri ti fa sciogliere l’anima perché ti costringe a scegliere se ce l’hai oppure no.

Tutto qui mio bel ragazzo… poche brevi parole che il tuo cuore ha scelto mentre la tua mente era altrove….

 

E resta quella piccola frase che è il nostro leitmotiv …che debbo fare con te?.

 

 

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