Racconti nella Rete®

21° Premio letterario Racconti nella Rete 2021/2022

Premio Racconti nella Rete 2017 “Tutta colpa delle favole” di Giangiacomo Tedeschi

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2017

Mi lasciano solo con mia nipote Lucia di due anni. Seduta sulla poltrona, mi fissa con quegli occhioni blu più grandi di lei. Io, davanti al computer come al solito, tento di scrivere un racconto e come al solito: scrivo una frase, poi la rileggo e ne cancello metà. La pagina bianca sembra avere la meglio.

Lucia inizia ad imitare i miei gesti: alza gli occhi al cielo pensierosa; si picchietta col dito indice il mento guardando fisso il muro. Praticamente un mimo. Cazzo, devo stare attento a non dire parolacce.

Annoiata dal gioco, comincia a muoversi. Con le mani sui braccioli si spinge verso l’esterno, non riuscendo a scivolare lungo la seduta, agita le gambette come per nuotare, allunga una mano verso di me:

-Pio, pio…

Forse vuole un pulcino… ma non mi hanno lasciato nessun pupazzo. Do una veloce occhiata: televisore, lettore blu ray e uno scaffale pieno di DVD di favole, ma di pupazzi nemmeno l’ombra. Io devo scrivere, lei inizia a piangere disperata. Urla mostrando i dentini, sembra che la stia torturando. Come posso farla smettere?   Ma certo i DVD.  Mi avvicino a Lucia, urla come una vedova in lutto:

-Pio… pio…

Accarezzo i suoi lunghi capelli biondi e fingendo interesse per il suo dolore:

-Pio pio torna, tranquilla, sarà andato a comprare le sigarette…

Poi indicando lo scaffale dei DVD:

-Vuoi vedere un cartone?

Alla parola “cartone” magicamente torna il silenzio. Che bello! Quanto mi sei mancato.  Mi dirigo verso lo scaffale e le indico i film disponibili:

-Cosa vuoi vedere?

Lei con tono imperativo, indicando un punto preciso dello scaffale, risponde: “Baccaneve”. Prendo il film ed inserisco Biancaneve nel lettore, poi lo guardo con lei, tanto di scrivere non se ne parla.

È assolutamente diseducativo. L’unica cosa che fa il principe è arrivare col sul suo cavallo bianco per limonarla. I poveri nanetti, invece, (poi, mi domando, Si può dire nanetti o si deve dire diversamente alti?) lavorano in miniera per mantenerla, per farla sorridere e lei che fa? Solo un bacetto in testa. Povera scema… se sapesse quello che si dice sui nani sarebbe una donna felice.

Appena Lucia vede scorrere i titoli di coda sullo schermo comincia a lamentarsi ed indicando la mensola con i film:

-Cerella… Cerella

Ho capito benissimo che intende dire “Cenerentola”, ma sono steso sul divano con un braccio dietro la testa, non ho voglia di alzarmi:

-Cosa? Non ho capito

Ripete con tono di voce più acuto:

-Cerella, Cerelaaa

-Cosa, scusa?

A questo punto fa un acuto degno di un soprano, così forte da far tremare i vetri del salone. Ricomincia a battere i piedi, inizia a fare avanti ed indietro col busto, riesce quasi a far indietreggiare la poltrona. Sono indeciso se chiamare l’esorcista o mettere Cenerentola… poi mi rendo conto che il televisore è più vicino del telefono.

Il principe di Cenerentola seleziona la ragazza dalla scarpetta, deve essere un feticista del piede! In questa favola non si disturba neanche a limonarla, non consuma nemmeno gli zoccoli del cavallo, per cercarla delega qualche suo scagnozzo che poi la porterà a palazzo… ora che ci penso, mi ricorda qualcosa… Forse il palazzo si chiama “Grazioli”? Chissà che dovrà fare Cenerentola per farsi sposare…

Non posso permettere che mia nipote subisca questi messaggi subliminali, devo impedirlo. Le Accarezzo dolcemente la guancia:

-Tesoro disegniamo un po’? Troppa tv fa male.

Lei mi guarda dritto in faccia e battendo i pugni sui braccioli della poltrona:

-No ancola tv!

La guardo severo, indicando il tavolo e alzando il tono della voce:

-No basta! Andiamo a disegnare.

Lucia cambia espressione, abbassa lo sguardo e si raggomitola nella poltrona come un gattino. Mi guarda e con la voce di chi sta quasi per piangere:

-Bela e besta.

Il suo sguardo sembra dire: “non chiamo il telefono azzurro solo perché non conosco il numero”. Come posso resistere? Le metto la bella e la bestia.

La storia di una che si innamora di un uomo nonostante l’aspetto? No, è la storia di una che si innamora del suo rapitore, praticamente un caso di sindrome di Stoccolma. Siccome, alla fine, il mostro si trasforma in principe, si insinua nelle bambine l’idea di poter cambiare un uomo.

Già vedo mia nipote fidanzata ad un buzzurro che passa la domenica sul divano, con una canottiera unta, in mutande, mangiando pizza e birra. Lucia con la busta della spazzatura raccoglie le lattine che lo circondano:

-Caro non sarà il caso di andarsi a fare una doccia?

E lui ruttando:

-Si dopo amore

Lei sorridendogli penserà: ”Ha detto dopo, invece di fatti i cazzi tuoi, sta cambiando”.

Devo impedirlo! mi lancio sul DVD ed interrompo la proiezione. Prima che Lucia si lamenti, metto il primo cartone che trovo: Peppa pig. È ipnotizzata dalle immagini, non si accorge nemmeno che sono tornato al pc per scrivere. Forse ho un idea per un racconto.

Mentre scrivo penso alla traduzione di Peppa pig: “Peppa la maiala”. Ma non sarà diseducativo?

 

23 commenti »

  1. Anche questo racconto è molto divertente. Ma sei proprio bravo, Giangiacomo! Verve comica e frizzante
    Che ridere…

  2. Molto divertente il tuo racconto. Molto belli i dialoghi e la capacità di vedere anche attraverso gli occhi della bimba. Però, mi vien da dire, meno male che non c’è in casa il dvd di Barbablù!

  3. grazie

  4. Ecco da dove viene questa convinzione che gli uomini si possono cambiare! Era una favola… Grazie Giangiacomo, 5 minuti di puro divertimento, bravo!

  5. Che ridere ! E ci vuole ogni tanto, magari anche più che ogni tanto ! Grazie davvero e bravo davvero !

  6. Con grande leggerezza hai saputo farci vedere due grandi verità :

    1) che le favole sono in realtà atroci
    2) se alle donne sono considerate solo in base a ciò che gli facciamo indossare non le conosceremo mai a fondo

    Il linguaggio è chiaro con uno sfondo che per alcuni potrebbe essere “disturbante” ma proprio per questo secondo me molto efficace perchè le favole possono essere anche nere e i principi azzurri non esistono se non nella nostra testa. I principi azzurri e le principesse sono fatti di ideali e proiezioni e aspettative, tutti elementi altamente inquinanti per la liberà di pensiero e per vivere l’amore come libero, dunque privo di condizionamenti.
    BRAVO !!!!!!

  7. errata corrige per il punto 2. : se le donne sono considerate solo in base a ciò che gli facciamo indossare non le conosceremo mai a fondo

  8. … mi mancava qualche cosa perché far ridere è difficile e spesso significa più che far piangere e in questo racconto di temi ce ne sono tanti: da una scherzosa ma precisa morfologia della fiaba a una nemmeno troppo nascosta critica nel confronti del suo valore educativo fino all tema della donna ma anche a quello della convivenza con quell’altro pianeta che può essere un bimbetto… il tutto con un tono irridente e irrituale magnifico! Ridere sì ma con intelligenza! abbi pazienza ma superato il buon umore ho riletto per cercare il resto e sono certo che ci sia altro ancora dietro questo fuoco d’artificio!

  9. Molto divertente, mi hai fatta ridere in un momento non proprio felice, te ne sono grata. Mi sembrava di vedere la bambina in carne ed ossa davanti a me. Che tiranni questi bimbi, che potere su di noi gli concediamo????

  10. Grazie dei bei commenti, grazie veramente

  11. Spigliato, veloce, divertente per le battute irriverenti ma che nel contesto ci stanno. Interessante approccio antropologico alle favole, da leggere sempre su livelli differenti.

  12. Questo racconto è bello e divertente.
    Scritto bene, scorrevole.
    Ti cattura perchè descrivi il rapporto con la nipotina di due anni con ironia e in modo efficace, con grande capacità di divertire il lettore.
    Ho letto il tuo racconto precedente, confermo questa qualità di coinvolgere e divertire chi legge.
    Complimenti!

  13. HAHAHA, mi sono fatta una bella risata. Non dovevo? “Tutta colpa delle Favole”.

  14. Spesso ci dimentichiamo dell’influenza delle fiabe sui bambini e non ci rendiamo conto di quella che possono aver avuto su di noi, perché tutto scorre si ha fretta non c’è tempo…. Tu Giangiacomo, riarrotoli la pellicola del film, ci riporti indietro. Lo fai con calma, pazienza e noi ti seguiamo in quella cura che provi ad avere verso la pestiferina di due anni…E’ bello sentirsi quella bambina con un adulto vicino che, tipo angelo custode, la segue la guida la protegge. Il tuo racconto è divertente ma anche educativo; è ironico sagace, riporta il lettore dall’immaginario collettivo fantastico della fiaba, alla realtà dura, a volte drammatica, che vorremmo fosse solo virtuale, del femminile, così tenero da essere interpretato da una creatura di due anni, così fragile sia nella donna che nell’uomo da dover essere storicamente difeso, così impertinente a volte da farti perdere la pazienza…
    Ma direi che tu ne hai tanta. Bellissimo il tuo racconto. Grazie!

  15. Bravo JJ, la lettura “inversa” delle favole è davvero ficcante! Molto godibile.

  16. Bravo bravo! Molto divertente, fa riflettere perchè ogni bambino è cresciuto con cartoni animati, ed in fondo in fondo un pò di che quello che siamo, lo dobbiamo anche alla nostra infanzia.

  17. Intelligente, divertente, due ingredienti non facili da usare insieme, Giangiacomo ci sei riuscito perfettamente
    Il tuo racconto è entrambe le cose unite da uno stile agile leggero e che da alla narrazione una straordinaria scorrevolezza.
    Grazie per questi 5 minuti di lettura deliziosa!

  18. Divertente! Il rapporto con la nipotina “aliena” è tratteggiato perfettamente. Ed è vero, al di là delle figure dei principi il cui spessore è vicino allo zero, le favole sono piene di streghe avvelenatrici, orchi infanticidi, lupi nonnivori, megere sequestratrici, matrigne assassine, sorellastre sfruttatrici, … Un repertorio criminale infinito! Bravo Giangiacomo.

  19. Far ridere è una gran dote, se poi ci si riesce parlando di cose solo apparentemente futili, si entra di diritto nel novero degli scrittori.
    Il vecchio Propp avrebbe apprezzato, credo…

  20. Esilarante non c’è che dire. Ho sempre pensato anch’io che le fiabe, certe fiabe siano assolutamente diseducative e che plagino le fanciulle. . Certo se la nipotina avesse optato per “La bella addormentata nel bosco”, avresti provato il piacere supremo di vedere il principe combattere con il drago prima di riuscire a riesumare la sua dormiente e avresti espresso un pizzico di stima in più verso questi salvatori che in definitiva aspettano in panciolle la risoluzione dei loro problemi. Non ricordo cosa faccia Peppa pig, ma a questo punto amerei sentirne la tua personale interpretazione. Bravo!

  21. Ho una bimba piccola anche io… in queste righe mi ci ritrovo molto: impossibilità di portare avanti qualsiasi progetto con la bambina sveglia, e forse anche qualche riserva verso le favole ‘classiche’ (per le quali sto però scrivendo, su suggerimento del buon Rodari, le mie versioni ‘all’incontrario’). Mi hai fatto sorridere… grazie! 🙂

  22. Meraviglioso, JJ!

  23. Bel racconto davvero! Ben scritto e per quanto scritto in modo da essere leggero e scorrevole affronta temi su cui sarebbe bene riflettere più a fondo!

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