Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVII edizione 2018

Racconti nella Rete 2009 “Riflettere” di Giovanni Beani

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2009

Rifletto. Daltronde che altro potrei fare?

Rifletto sui miei tanti ricordi. Ricordi lontani nel tempo, ma che ancora sono vivi e bruciano nella mia anima.

Mi ricordo che il ricordo è qualche cosa di bello da ricordare…a volte…

Mi ricordo di lei, la rivedo là, davanti a me, un po’ alla mia sinistra, sdraiata su un fianco sul suo grande letto a baldacchino, come una Dea dell’Olimpo, con indosso una lunga camicia da notte candida come la prima neve. La tremolante luce della candela sul comodino alla sua destra creava, come per magia, giochi di luce e di ombre che mettevano in risalto il suo stupendo corpo. I suoi lunghi capelli ricci emettevano luccichii invitanti.

E lei se ne stava lì, quasi immobile se non fosse per quel ritmato movimento del respiro, che la rendeva ancora più sensuale.

Aveva di fianco a se, poggiato sul bordo del letto, un grande libro e il suo sguardo passava continuamente dalla pagina aperta alla porta della camera davanti al lei, quasi come un bimbo che finge di interessarsi allo studio, ma non vede l’ora che suoni la campanella della fine delle lezioni.

Poi finalmente il solito toc, toc…toc alla porta, il segnale convenuto. La porta si apriva lentamente e una grande figura maschile appariva sull’uscio ed esordiva con le solite parole: “Amore mio, finalmente mi sono liberato di quella vecchia arpia di mia moglie!”.

Lei lo guardava in silenzio, senza pronunciare una sola parola.

Io guardavo lei.

Poi l’uomo si avvicinava al letto e si sedeva accanto a lei, sostituendosi al libro. Abbassava la testa e la baciava e, in un attimo, erano entrambi nudi e avvinghiati, intenti a fare l’amore.

Mi ricordo che in quei momenti rimanevo nell’ombra e cercavo di appiattirmi ancora di più al freddo muro della stanza sperando di scomparire nell’oscurità. Sperando che la mia anima si frantumasse in mille piccoli pezzettini di vetro una volta per tutte. E allo stesso tempo avrei voluto gridare a squarciagola, urlare come un lupo ferito tutta la mia rabbia e il mio dolore, dirle che ero lì e che l’amavo!

Ma ricordo anche la gioia che provavo quando lei, sola, si avvicinava a me e si guardava, dentro di me, mentre io, come inebetito, sprofondavo nei suoi grandi occhi neri e affogavo nella sua bellezza.

Avrei voluto baciarla, abbracciarla forte, stringerla stretta a me, ma non ci riuscivo, non potevo.

Infine mi ricordo quel brutto giorno. La vidi tentare di alzarsi dal letto. Invano. Con quella orribile tosse che le usciva direttamente dai polmoni…no non poteva essere, sapevo che mi avrebbe lasciato per sempre e io non sarei riuscito a dirle del mio amore e non sarei riuscito ad aiutarla.

Già mi ricordo che il ricordo è qualche cosa di bello da ricordare…a volte…ma a volte sarebbe molto meglio dimenticare, specialmente quando si ha un’anima, ma si é solo un oggetto, uno specchio, come me.

15 commenti »

  1. Nemmeno un piccolo commento, pur negativo che sia?!? 🙁

  2. In ritardo,però ti lascio il mio commento che naturalmente non vale molto a questo punto.Non prendertela a male se ti dico che questo secondo me non è un racconto,è un ben riuscito “fotogramma” di qualcosa che potrebbe avere in sè i germi di una storia,ma che per il momento così com’è mi suggerisce soltanto un’immagine,seppur ammaliante , che vagamente mi ricorda la storia di Biancaneve e lo specchio stregato.Ho una diversa concezione di cosa dovrebbe essere un racconto,di come la storia andrebbe sviluppata, i tempi, i personaggi e soprattutto i “fatti” che come minimo andrebbero tratteggiati in modo da farne intuire lo svolgimento.Di tutto ciò non vedo molto nel tuo fotogramma,ciònonostante il tuo racconto è stato ritenuto degno di pubblicazione,perciò sii felice di non aver avuto commenti-oltre il mio personalissimo inutile-,mentre il mio no,nonostante abbia suscitato curiosità.Come dire? A ogni regola della narrativa c’è un’eccezione,complimenti per essere stato nelle corde del gradimento della giuria tecnica.E sii felice:ora hai un commento. 🙂

  3. Come si dice: “Ogni scarraffone è bella a mamma sua!”. 🙂
    Sì, sono felice, perchè il mio racconto breve (perchè di questo si tratta) nonostante nessun commento di amici e amici di amici e scritto da un emerito sconosciuto, sia stato selezionato da un giuria composta da varie persone che, forse, sono riuscite a leggere un po’ oltre.
    Ciò che conta davvero è che leggendo uno scritto, vedendo una fotografia, guardando l’immagine di un video, si provi una sensazione, un’emozione.
    Credo inoltre che non esistano regole che non possono essere infrante.
    I caratteri dei personaggi, a mio modo di vedere, possono anche delinearsi in pochi tratti di scrittura e crearsi nella mente di chi legge. E’ lì che si compie ogni possibile Magia.
    Grazie del tuo commento e mi dispiace tu sia rimasta delusa, a volte è molto meglio non avere aspettative. Auguri per il futuro.

  4. Sicuramente le regole sono fatte per essere infrante,ma io penso che soprattutto nel primo approccio con la scrittura-anch’io sono un’emerita sconosciuta,mica sono la Fallaci!!-ci sono dei dettami che vanno ad indicare cosa sia un racconto completo piuttosto che un pensiero o un’immagine che andrebbe ampliata,fermo restando il discorso dell’emozione che naturalmente atraverso unos tile corretto e una struttura adeguata dovrebbe venire fuori da ogni opera artistica che si rispetti.però tu volevi un commento ed io ho avuto l’onestà di dirti cosa pensavo,ecco io prenderei questa immagine,a prescindere dall’esito del concorso che ti devi godere in pieno, e ci lavorerei per svillupare un vero racconto finito.E’ chiaro che le mie parole puoi anche non leggerle proprio e dargli l’importanza che meritano,però sul discorso delle aspettative no,non mi troverò mai d’accordo.Caro Giovanni bisogna correre il rischio nella vita di inseguire i propri sogni e per farlo è necessario metterci il cuore e il sudore e “le aspettative”, altrimenti non ha nessuno valore ciò che facciamo.Anche se ciò può causare delusioni e dispiaceri.
    un caro saluto e divertiti

  5. Non è affatto vero che non tengo conto delle tue critiche. acolto tutte le critiche, in ogni campo, poi magari però seguo il mio percorso e le miei idee e comnque sono daccordo con te che il mio piccolo scritto potrebbe essere ampliato, ma forse diverrebe altro.
    Sulle aspettative magari bisgna definire che cosa si intende. Lavorare sodo con anima e corpo serve sicuramente a tentare di raggiungere i propri obiettivi, ma non ci si può aspettare che tutti vedano il mondo come noi. Non possiamo piacere a tutti (e per fortuna aggiungerei), ecco il perchè del mio riferimento alle “aspettative”. Ritengo che si rimanga delusi, di solito, proprio perchè ci si aspetta che gli altri la pensino come noi e poi, all’improvviso ci si rende conto che non è così.
    Garzie ancora per le tue note, non andranno perse te lo assicuro.
    Buona giornata.

  6. Ciao Giovanni,
    Nessuna sviolinata. Intervengo per interferire e dire la mia. Il racconto, seppur breve che sia, è riuscito a darmi emozioni inaspettate. Sarà una veduta semplicistica la mia o sono una persona con poca sensibilità? Forse perché le lungaggini inutili attorno ad uno stesso attimo come vecchie telenovelas non fanno per me. In un piccolo istante sei riuscito a ricrearmi la scena esattamente come in una fotografia!!!
    Per cui i miei migliori complimenti.
    Leonardo.

  7. Sono contento di non essere d’accordo.
    Non possono esistere regole nella scrittura creative.
    E’ una forma espressiva d’arte e, in quanto tale, non DEVE sottostare a canoni prestabiliti.
    Anche se poi, in fondo, il tuo racconto è abbastanza tradizionale, no?
    Sono contento della pubblicazione anche se, non avendo tempo per leggere gli altri, non so darti meriti precisi.
    Mi fido cmq della giuria 🙂 (bugia!!)
    Per quel che mi riguarda lo trovo bello. La forma non ha una personalità particolare ma rende perfettamente, magari, e qui francesca ha ragione, potevi dedicarti anche un pò più a raccontarci COSA vedevi. Ma mica è troppo tardi, i racconti si rimaneggiano, rimaneggiano, rimaneggiano…
    In bocca al lupo.
    Stef

  8. p.s.
    Magari con Francesca potete vedervi per parlarne.. 🙂
    A proposito, ma tu risiedi a Pietrasanta??
    Ma perchè non me lo hai mai detto, lo scorso anno ci sono stato una settimana intera…
    Mi hai sempre detto Firenze. 🙁

  9. Quanti difensori che ha Giovanni!!Se sbollisco la delusione e decido di partecipare l’anno prossimo di nuovo,lasciatemi il vostro indirizzo.Comunque le regole esistono eccome,bisogna conoscerle per riuscire a non applicarle con maestria.Il jazz è nato così,ma mica tutti quelli che strimpellano a casaccio senza leggere la musica fanno il jazz!
    Certo che ci si potrebbe vedere per discuterne….Giovanni porta lo specchio ed io…faccio la strega,oramai mi sono calata nella parte.
    un saluto a tutti e buon divertimento a Lucca,ma se venivo anch’io era meglio anche per gli altri!!

  10. Ringrazio i miei “difensori” (di cosa?!?).
    In particolare Leonardo d’Alessandro che non ho il piacere di conoscere, ma con cui condivido gran parte di quello che scrive e sono contento di essere riuscito, con “parole scitte”, a creare nella sua mente “emozioni inaspettate”. Questo è in fondo il vero valore, E se accade anche solo per una persona (cosa che non credo in questo caso, visto che comunque la giuria lo ha selezionato su molti altri racconti), ne sono più che felice.
    Stefano Arditi lo conosco abbastanza bene e so che deve essere sempre “contro corrente”, anche quando non lo è (ma chi ti ha mai detto che sono di Firenze?!?), tant’è che dice di non essere daccordo e poi dice che non esistono regole… Ah Stefano deciditi!!! 🙂
    A Francesca Giulia Marone che dire?!? Vieni a Lucca lo stesso, così non sentiremo la tua assenza, no?!? Anche se non sei stata tra i 25 selezionati mica ti verrà vietato l’accesso!

  11. No Giovanni,non ne ho proprio voglia di venire e ho altri impegni.Divertiti.Arrivederci ad altre occasioni se ce ne saranno.

  12. Buongiorno a tutti. Quest’anno faccio parte dei 25, l’anno scorso no. Eppure mi piaceva più il racconto che scrissi l’anno scorso. E così lasciai un lungo commento di cui riproduco una piccola parte qui:

    “Prima di tutto vorrei dire che ho partecipato al concorso con l’intenzione di farmi giudicare un lavoro, sperando piacesse e accettando in questo il pieno potere della giuria. Sono una mente semplice, penso che a questo livello se uno accetta di partecipare accetta le regole del gioco e punto. Per me non ha quindi senso ora contestarne le scelte… E infatti non lo faccio. Mi limito ai complimenti (meritati) ai 25 vincitori.”

    Questo per dire che non ho cambiato opinione e un concorso è legato da regole che si accettano e punto. Poi nella logica di questi commenti si può parlare di tutti i racconti e mi pare che Francesca abbia espresso un parere anche richiesto dallo stesso autore. Ora io mica mi voglio schierare… Però l’approccio di Francesca lo trovo significativo seppure indebolito dalla posizione di non vincitrice che erroneamente le potrebbe dare un profilo di chi parla con il dente avvelenato. Secondo me non è così e mi permetto di condividere le sue considerazioni seppure la mia opinione vale anche meno della sua. Cioè vale zero! Un saluto a tutti. Simone 🙂

  13. Mi chiedo se uno specchio potrebbe parlare meglio. Ho una certa simpatia per le cose inanimate, specialmente quando parlano, si muovono e pensano. Questa lettura è stata piacevole, ma la ri-lettura (fatta con la consapevolezza della “rivelazione finale”) è stata anche molto divertente!
    E’ da qualche mese che leggo puntualmente le tue pieces teatrali, Giovanni, quindi sapevo della tua bravura. Ma non avevo mai letto niente di narrativa scritto da te. Complimenti davvero.

  14. I finali così mi sono sempre piaciuti.
    Un bambino? Il marito invalido? Il cane? Di chi sarà il punto di vista? Vari elementi ci danno indizi per capirlo, ma è difficile pensare che uno specchio provi dei sentimenti e questo addiruttura, come dice anche Alessandro, si esprime bene.
    Attraverso le immagini, gli effetti della luce ci trasmette sentimenti e atmosfera e anche questo mi piace molto, una scrittura che punta molta della sua forza sull’immagine (dopotutto cosa può fare uno specchio?) Ti faccio i complimenti e spero di rileggere alcuni tuoi racconti.
    Ancora complimenti.

  15. Ciao Giovanni sarai sempre con noi.

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