{"id":9981,"date":"2012-05-23T18:20:59","date_gmt":"2012-05-23T17:20:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9981"},"modified":"2012-05-23T18:20:59","modified_gmt":"2012-05-23T17:20:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-allora-di-giacinto-panella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9981","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Allora&#8221; di Giacinto Panella"},"content":{"rendered":"<p>Sta aspettando la mia decisione, manifesta una calma apparente, aspirando lentamente la sigaretta. Ma io so che dietro le inseparabili lenti scure \u00e8 impaziente e tra un po\u2019 mi metter\u00e0 alle strette.\u00a0Pubblica i miei libri da dieci anni e ci conosciamo fin troppo bene. Nel tempo siamo diventati anche amici, ma sempre con un ruolo dominante da parte sua; del resto lui \u00e8 abituato a comandare e a trattare gli altri dall\u2019alto del suo potere.<\/p>\n<p>Ricordo ancora il nostro primo, casuale, incontro. Io stavo andando in treno a un convegno sull\u2019editoria con la speranza di contattare personalmente qualche editore. Pensavo cos\u00ec di proporre il mio romanzo, senza dover fare la solita trafila di tutti gli autori sconosciuti.\u00a0Fu lui a iniziare il discorso quando mi vide aprire l\u2019ultimo libro di Brian Mulligan. Seduto di fronte guard\u00f2 incuriosito e poi mi chiese cosa ne pensassi dell\u2019autore. Dopo la mia risposta precis\u00f2 che era uno dei suoi preferiti e parlando venne fuori che anche lui si recava al convegno, in qualit\u00e0 di relatore, e che di solito preferiva spostarsi in treno. Continuammo ancora a scambiarci impressioni su vari scrittori e su alcuni romanzi usciti negli ultimi tempi e dopo quasi un\u2019ora mi chiese di mostrargli il \u00a0manoscritto. Non so se lo fece per pura curiosit\u00e0 o perch\u00e9 si sent\u00ec in obbligo, vista la nostra chiacchierata. L\u2019effetto fu lo stesso: l\u2019emozione mi gel\u00f2 il sangue, il rossore sul viso appena celato dalla barba che gi\u00e0 allora mi lasciavo crescere. Farfugliai qualcosa porgendogli il plico di fogli tenuti insieme da un semplice dorsetto.<\/p>\n<p>Lesse le prime pagine con molta attenzione poi prese a scorrere le altre, soffermandosi a caso ora su una ora su un\u2019altra.\u00a0Nella carrozza, tra chi dormiva e chi se ne stava per i fatti\u00a0propri, non si udiva alcun suono. Solo lo sferragliare monotono sui binari rompeva la pesantezza di quel silenzio che scorreva senza fretta, come l\u2019orizzonte lontano, oltre il finestrino.<\/p>\n<p>Lui non lasciava trasparire alcuna espressione, esageratamente freddo, quasi assente. Gli occhi spaziavano sui fogli, ma con calma misurata, un fare metodico ma anche leggero, tipico di chi aveva elevato questa funzione a centro della propria vita.<\/p>\n<p>Io invece stavo l\u00ec che aspettavo, trepidante come non mai. Cercavo di esibire un\u2019indifferenza mal disegnata, fingendo di guardare fuori la pioggia battente accanirsi contro coltivazioni ormai stremate e terreni privati della loro fisionomia. Per\u00f2 attraverso il riflesso sul vetro seguivo ogni suo movimento impercettibile. Interpretavo i suoi gesti per lo pi\u00f9 in senso negativo e mi stavo gi\u00e0 preparando all\u2019ennesima bocciatura. Stavolta per\u00f2 sarebbe stata pi\u00f9 cocente perch\u00e9 venuta direttamente da un editore famoso e non da qualche praticante alle prime armi.<\/p>\n<p>&lt;Non \u00e8 male, sai. Facendo un editing leggero ne viene fuori una bella storia. Ti far\u00f2 sapere.&gt;<\/p>\n<p>Difficile descrivere lo stato d\u2019animo di quei momenti. Un caleidoscopio di sensazioni: ansia, gioia, emozione, paura, smarrimento, tutto racchiuso in quei pochi attimi che stavano cambiando la mia vita.<\/p>\n<p>Ha tolto gli occhiali e ora il suo sguardo scavalca le \u00a0mie spalle per andare a cogliere quelle macchie di colore appese alla parete. Lui, sfoggiando la sua competenza anche in campo pittorico, una volta l\u2019ha definita, con pronuncia sontuosa, \u201carte della post-avanguardia\u201d. Per me solo macchie di colore, ma io non mi intendo di pittura.<\/p>\n<p>Il mio mestiere \u00e8 scrivere parole su un foglio bianco. Con la penna ci so fare, dicono, e deve essere vero se ogni libro che scrivo ha successo. Questa cosa in verit\u00e0 mi sorprende sempre, anche adesso che non sono pi\u00f9 un emergente, perch\u00e9 non invento trame fantasiose, non creo eroi o mostri da fantascienza. Mi limito a parlare delle piccole cose quotidiane, delle difficolt\u00e0 e dei sentimenti che tutti noi proviamo. E chiss\u00e0 che non sia per questo che i miei libri piacciono, perch\u00e9 magari nella frenesia delle nostre vite abbiamo perso di vista le cose essenziali, quelle che servono veramente a farci stare bene.\u00a0Scrivere \u00e8 per me la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, non devo fare alcuna fatica. E\u2019 come se le parole siano gi\u00e0 tracciate sul foglio bianco e il mio compito \u00e8 solo quello di farle affiorare, riportarle alla luce come farebbe un archeologo.<\/p>\n<p>Certo sarebbe tutto pi\u00f9 semplice se anche adesso potessi comunicare solo scrivendo. Anzich\u00e9 sentirmi un pugile stretto all\u2019angolo mi troverei in vantaggio, potrei dettare io le condizioni. Ma non \u00e8 cos\u00ec e lui, l\u2019editore, sta aspettando e vuole udire la mia voce. Le parole giuste mi vengono pure \u00e8 che non riesco a buttarle via, c\u2019\u00e8 quest\u2019ansia che mi chiude la bocca dello stomaco e cos\u00ec rimangono sequestrate in gola.<\/p>\n<p>Il cellulare, benedetto cellulare, squilla da qualche parte. Lui fruga in tutte le tasche prima di riuscire a tirarlo fuori. Non risponde subito, guarda prima chi \u00e8, poi si alza avvicinandosi alla finestra. Cerca di parlare sottovoce ma io non posso fare a meno di captare delle mezze frasi. Sta parlando sicuramente con la sua amante.<\/p>\n<p>E gi\u00e0 perch\u00e9 il mio amico editore non si fa mancare proprio nulla: ha una bella moglie e una bellissima amante. Non lo invidio assolutamente per questo, semmai mi fanno sorridere i\u00a0suoi tentativi puerili di voler nascondere la cosa.<\/p>\n<p>Chiude il telefonino e si rimette a sedere. Il suo sguardo torna su di me, sollecita i miei sensi. Tra poco ripeter\u00e0 l\u2019odiata parola &lt;allora?&gt;<\/p>\n<p>E\u2019 da questa mattina che la sento e mi tormenta. Ha iniziato mia moglie, di buon\u2019ora: &lt;allora, non fare il fesso, come al solito. Non accontentarti delle briciole mentre gli altri si arricchiscono sfruttando il tuo lavoro&gt;, anzi &lt;il tuo genio&gt;, aveva precisato.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che parlare di soldi, di contratto, di percentuali sulle vendite, \u00e8 qualcosa che non mi appartiene. Certo, anche questo fa parte del nostro mondo, \u00e8 la benzina che muove tutti gli ingranaggi. Per\u00f2 per uno come me che ama solo scrivere libri e non si \u00e8 mai interessato d\u2019altro \u00e8 avvilente ridurre il rapporto tra autore ed editore a un tira e molla degno di un mercato rionale. Lui poi sa bene che non sono un lottatore e finora ha avuto buon gioco a impormi le sue condizioni. E\u2019 cos\u00ec che lei, uscendo di casa, mi ha spronato nuovamente: &lt;allora, hai capito? Stavolta hai scritto un capolavoro, quindi digli chiaramente cosa vuoi, altrimenti accetti quell\u2019altra offerta.&gt;<\/p>\n<p>Gi\u00e0, mia moglie parla bene. Vorrei vederla in questo momento, davanti all\u2019editore che fuma tranquillamente e tiene le gambe accavallate, come chi non \u00e8 disposto a concessioni.\u00a0Per\u00f2 devo farlo, \u00e8 il momento giusto, quello che aspettavo da tempo. Non sar\u00e0 d\u2019accordo ma deve starmi a sentire. Fa un\u2019ultima tirata, io ho il respiro corto e la camicia umida\u00a0 appiccicata alla schiena.<\/p>\n<p>&lt;Allora?&gt;, sta spegnendo la sigaretta; il tempo \u00e8 finito.<\/p>\n<p>&lt;Allora cosa?&gt;, tergiverso.<\/p>\n<p>&lt;No, cosa mi volevi chiedere tu?&gt;, incalza con un sorriso\u00a0beffardo, &lt;non sar\u00e0 mica per la percentuale sul nuovo libro che hai scritto? Sai bene che sei un vero amico per me e non potresti avere condizioni migliori di queste.&gt;<\/p>\n<p>&lt;Veramente ci sarebbe un altro editore che\u2026 &gt;, balbetto sottovoce.<\/p>\n<p>&lt;Lascia stare&gt;, taglia corto, &lt;fidati di me. Ti pare che io rischierei di perdere il mio autore pi\u00f9 importante!&gt;<\/p>\n<p>Si alza, invitandomi a seguirlo. Appena in piedi mi mette una mano sulla spalla.<\/p>\n<p>&lt;Piuttosto, stavo pensando, perch\u00e9 tu e tua moglie non venite questo fine settimana nella mia casa sul lago? E\u2019 da un po\u2019 che non ci si vede tutti insieme. Allora?&gt;<\/p>\n<p>Nella mente si materializza la voce aspra di mia moglie: &lt;ecco, lo sapevo, \u00e8 finita come sempre. Anche stavolta non hai tirato fuori le palle.&gt;<\/p>\n<p>Rimango fermo. Improvvisamente \u00e8 come se davanti avessi un foglio bianco e una penna. La prendo e lei comincia a scorrere senza fatica, svelando linee gi\u00e0 conosciute. Ho gli occhi incollati sul niente e vedo la penna scivolare leggera sulla carta.\u00a0Poi osservo curioso la sua mano sulla mia spalla. Lui mi fissa e la ritrae. Ha uno sguardo che non conosco, direi\u2026 smarrito.<\/p>\n<p>La penna ha tracciato solo quattro lettere: &lt;ciao&gt;, gli sorrido, regalandogli una pacca sul braccio.<\/p>\n<p>Esco dalla stanza, scendo sul marciapiede e m\u2019incammino senza fretta. Percepisco la sua sagoma incollata alla finestra: mi osserva, ma di sicuro non capisce. Uno come lui non pu\u00f2 capire. Pochi passi, c\u2019\u00e8 un cellulare, stavolta \u00e8 il mio, che squilla nella tasca interna della giacca. E\u2019 lei: &lt;allora?&gt;<\/p>\n<p>Non dico nulla, continuo a camminare adagio mentre dalla mano socchiusa arrivano altri suoni sgradevoli. Poco oltre c\u2019\u00e8 un cestino dei rifiuti; allora il cellulare scivola dentro e quella voce gracchiante si perde tra gli incarti delle merendine e i pacchetti vuoti di sigarette.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9981\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9981\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta aspettando la mia decisione, manifesta una calma apparente, aspirando lentamente la sigaretta. 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