{"id":9931,"date":"2012-05-22T18:06:15","date_gmt":"2012-05-22T17:06:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9931"},"modified":"2012-05-22T18:06:15","modified_gmt":"2012-05-22T17:06:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-sarai-il-mio-armaduk-sul-mare-di-marco-caputi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9931","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Sarai il mio Armaduk sul mare&#8221; di Marco Caputi"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>Sarai il mio Armaduk sul mare <\/strong><strong>(*)<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Racconto di Marco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le sette del mattino e sono in anticipo.<\/p>\n<p>La banchina \u00e8 deserta e Alfa 13, il Comet 11 di Ernesto, \u00e8 chiuso.<\/p>\n<p>Sono perplesso, un senso di vago timore mi pervade; forse non ho valutato bene la situazione quando lui, una sera davanti al camino di casa mia, ha domandato da quanto tempo non andavo in vela; forse, invece di rispondere \u201cda troppo\u201d, avrei dovuto glissare.<\/p>\n<p>Era venuto a trovarmi per chiedermi consiglio su un caso difficile e, mentre parlavamo, aveva visto sul tavolinetto accanto al divano una foto incorniciata nella quale ero ritratto con Roberta e Mauro Mancini alla presentazione stampa di un portolano nella collana il Tagliamare di cui lui, giornalista, che all\u2019epoca lavorava alla Nazione di Firenze, era autore.<\/p>\n<p>Mauro adorava il mare e di mare sarebbe morto.<\/p>\n<p>All\u2019epoca possedevo una barca, un vecchio splendido Sangermani sul quale purificavo, ad ogni refolo di vento che potevo catturare, il mio spirito costantemente stuprato dalle corrispondenze di guerra che ero costretto a fare come inviato speciale.<\/p>\n<p>Amare il mare \u00e8 solo un vago modo di ciarlare; per chi lo conosce \u00e8 qualcosa di pi\u00f9, che ti coinvolge in quella sensazione d\u2019infinito che pu\u00f2 essere interpretata solo dalle parole del grande poeta \u201cm\u2019illumino d\u2019immenso\u201d: un\u2019espandersi di luce all\u2019infinito con sussurri, bisbigli, rincorrersi di movimenti e caleidoscopica follia di colori mossi dal vento della bolina o del gran lasco, mentre nell\u2019 anima percepisci il meraviglioso piacere della ricerca di una meta che cambia e si rinnova costantemente.<\/p>\n<p>Sono l\u00ec sulla banchina quando vedo, sulla terza bitta di levante, un bianco d\u2019ali che incorniciano il becco giallo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E tu, pennuto, che fai tutto solo?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A me lo domandi vecchio? \u2013 risponde piccato il gabbiano \u2013 dimmi tu perch\u00e9 arranchi su quella specie di trabiccolo?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non essere impertinente uccellaccio, non puoi strapazzare un invalido, non te lo devi permettere!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Invalido? E che vuol dire?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tante cose gabbiano\u2026 troppe per poter capire\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che ci fai qui a quest\u2019ora dell\u2019alba?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cerco ricordi, per darmi il coraggio di ritrovare il piacere di un giorno quando su quel mare, sotto quella vela, al timone, c\u2019era la parte pi\u00f9 bella di me.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quale coraggio?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello di superare il limite: quei tre metri dalla mia carrozzina alla poppa di Alfa 13. Non \u00e8 facile, pennuto, credere in se stessi al punto di sentirsi in grado di fare qualcosa che ti \u00e8 apparentemente negato al punto di renderti pauroso e rinunciatario.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora perch\u00e9 sei qui?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bella domanda uccellaccio, bella domanda\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E la risposta?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una sola, ma ci sar\u00e0 se tu mi aiuti\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E come?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se sarai il mio Armaduk e correrai, bianco, davanti a me sul mare. Tra un\u2019onda che sussurra e una che canta mentre insieme si rincorrono.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi \u00e8 Armaduk?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era il cane di un amico che, costretto in un letto, da una paralisi progressiva, sognava una nuova barca, una grande vela e tanti comandi elettronici per poterla pilotare.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per dove?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Verso l\u2019ala della vecchia signora, gabbiano Armaduk.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parli difficile vecchio mio.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gi\u00e0, ma ricordare mi ha dato lo spunto per provare\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Marco! Che fai, parli con i gabbiani? \u2013 \u00e8 la voce di Ernesto alle mie spalle.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Forse mi sono rimbambito amico mio\u2026&#8230; ma dovevo vincere un momento difficile\u2026 quello di uscire dall\u2019inutilit\u00e0 e tornare ad ascoltare la musica dell\u2019acqua quando canta la canzone antica che si suona tra prua e poppa, lungo la fiancata, per incantare il navigante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>(*) <\/strong>Armaduk era il cane da slitta di razza \u201chusky\u201d che aveva accompagnato Fogar in una fallita spedizione al Polo Artico del 1982. Per 50 giorni aveva tenuto testa al freddo e ai venti polari, aiutando il suo compagno di viaggio a superare la solitudine dei grandi spazi in un&#8217;impresa oltre i limiti di ogni vivente tolleranza.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel testo \u00e8 riportata la pi\u00f9 famosa poesia di Giuseppe Ungaretti (1888-1970).<\/em><\/p>\n<p><em>Mauro Mancini era un giornalista, autore dei libri della collana \u201cNavigare lungocosta\u201d. Nel 1978 con Ambrogio Fogar, si avventura con la barca\u00a0 Surprise, in una navigazione oceanica dalle conseguenze tragiche. La barca affond\u00f2 nell\u2019urto con un branco di orche. Furono recuperati da un mercantile nella loro zattera dopo 74 giorni dal naufragio; Mancini mor\u00ec dopo due giorni.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9931\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9931\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarai il mio Armaduk sul mare (*) Racconto di Marco &nbsp; Le sette del mattino e sono in anticipo. 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