{"id":9927,"date":"2012-05-22T18:09:39","date_gmt":"2012-05-22T17:09:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9927"},"modified":"2012-05-22T18:09:39","modified_gmt":"2012-05-22T17:09:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-metafisica-della-carne-di-veronica-lanconelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9927","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Metafisica della carne&#8221; di Veronica Lanconelli"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">E&#8217; lo specchio il mezzo attraverso cui capiamo a <span style=\"color: #000000;\">quale<\/span> oggetto, nel mondo, corrisponda il primo pronome. La superficie riflette l&#8217;immagine ribaltata di ci\u00f2 che gli altri vedono di noi: permette la conoscenza superficiale di s\u00e9 attraverso una percezione, se non sbagliata, ingannevole.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">F. aveva capito per la prima volta di avere un corpo un marted\u00ec sera, mentre stava mettendo in ordine le confezioni di cosce di pollo da sei al reparto macelleria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Occupava le sue braccia, gambe, testa e intestini vari da circa trentanove anni e ogni mattina gli capitava di incrociare il suo sguardo guercio da sopra il lavandino, ma era una di quelle persone alle quali le cose semplicemente capitano, e non ci pensano, e realizzano solo dopo che sono successe proprio a loro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Potremmo vagamente definire F. come un uomo sensibile, caratteristica che forse non era innata ma dovuta, cos\u00ec almeno aveva sempre sostenuto la madre, alle sue letture (aveva letto tutti i classici), che da promettente e vivace <span style=\"color: #000000;\">rampollo<\/span> qual&#8217;era glielo avevano guastato (e su questa parola la vecchia ogni volta arricciava le labbra in segno di profondo disgusto). Non lo avrebbe confessato facilmente, ma in cuor suo F. desiderava pi\u00f9 di ogni altra cosa diventare un grande scrittore, un classico. Ambizione pretenziosa e quasi comica, per uno che non aveva mai scritto di suo pugno una sola riga leggibile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non aveva che una vaga conoscenza di s\u00e9 e del mondo, come se dell&#8217;uno e dell&#8217;altro avesse consultato solo l&#8217;indice, e forse proprio grazie a questa sua ignoranza era riuscito a preservarsi dalla depressione che comunemente <span style=\"color: #000000;\">colpisce<\/span> gli esseri dotati di un&#8217;indole simile alla sua. Gli mancava una naturale propensione alla speculazione quasi quanto all&#8217;azione. E se vi sembra che si sia troppo crudeli gi\u00e0 dall&#8217;inizio nei suoi confronti, considerate che l&#8217;intelligenza, in tutte le sue forme, non \u00e8 mica un merito, \u00e8 un privilegio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sua non era una presa di posizione politica n\u00e9, potremmo dire, una forma di avveduto cinismo esistenziale: non gli capitava di interessarsi fino in fondo a nulla, ecco tutto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quella sera, con le braccia allungate sopra il banco frigo, F. stava sistemando l&#8217;ultima fila di confezioni in fondo quando improvvisamente not\u00f2 la perfetta coincidenza del suo ossuto avambraccio con quei piccoli arti mozzati e perfettamente allineati all&#8217;interno della confezione. L&#8217;epidermide giallastra, spessa e vagamente grassa, le sporgenze delle ossa del gomito, <span style=\"color: #000000;\">porosit\u00e0 diffusa. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non aveva mai pensato di poter essere brutto. Prima che avesse formulato la domanda, ecco che gli si era presentata la risposta (e come questo sia possibile, francamente non lo so).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La confezione di cosce gli aveva dato la scomoda certezza di possedere un corpo, al di l\u00e0 dei pruriti, degli starnuti e delle funzioni intestinali, di pi\u00f9, gli aveva in qualche modo suggerito che lo era, solo un corpo. La sua pi\u00f9 intima essenza e il suo destino servite su un dozzinale\u00a0vassoio di <span style=\"color: #000000;\">polistirolo<\/span>. Ecco cos&#8217;era: un animale di piccola taglia, di poco valore, di scarsa sostanza, un bipede d&#8217;allevamento, una povera bestia da batteria cresciuta per essere sfruttata e immolata a qualche predatore un gradino pi\u00f9 in alto nella scala alimentare, e ora lo sapeva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Il momento di pi\u00f9 terribile sofferenza dei suoi trentanove anni coincise, come spesso pare che accada, con quello di maggiore lucidit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">All&#8217;immediato gelido orrore (di s\u00e9, per s\u00e9, da s\u00e9) segu\u00ec in lui un altrettanto violento senso di orgoglio, perch\u00e9 per la prima volta aveva formulato un pensiero autenticamente suo, un pensiero di quelli come ci sono solo nei libri grandi e immortali, un pensiero profondo. Questa bruciante soddisfazione fu per\u00f2 rapidamente sostituita da un nuovo orrore: F. aveva capito qual&#8217;era la causa remota delle preziose massime e intuizioni che snocciolavano pensatori e poeti, e cio\u00e8 la necessit\u00e0 di gratificare il proprio io ferito, la propria vita misera, la necessit\u00e0 di affermarsi, di farsi guardare e apprezzare. I pensieri cosiddetti profondi e tutta la letteratura altro non erano che uno bieco metodo di compensazione. Questa riflessione lo gett\u00f2 nello sconforto pi\u00f9 inconsolabile, dal quale tuttavia riemerse concludendo che lui, avendo smascherato la finzione, avrebbe potuto invece dire chiaramente come le cose stavano. Ma le cose stavano per lui in modo molto deprimente, lo aveva appena scoperto, e questa considerazione lo rigett\u00f2 nella pi\u00f9 buia disperazione. A farla breve, aveva paura.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">E&#8217; acquisito che una grande insoddisfazione non fa le persone pi\u00f9 sagge o pi\u00f9 buone, semmai pi\u00f9 cieche ed egocentriche e cos\u00ec F., che aveva raggiunto una cristallina coscienza di s\u00e9 in un sol colpo, non pens\u00f2 a quanti, come lui, si dovevano trovare in quei panni, o in che modo riscattarsi da tale condizione. Forse per via della sua abitudine a sistemar cose sugli scaffali, il suo primo pensiero <\/span><span style=\"color: #000000;\">and\u00f2 alla classificazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Il manzo, con le sue carni rosso intenso che aderivano perfettamente alla pellicola, dava l&#8217;idea della\u00a0 forza, di antiche qualit\u00e0 virili: il manzo \u00e8 la carne pi\u00f9 magra e sostanziosa, con il manzo si preparano piatti semplici e nutrienti. Prese in mano una confezione di fiorentina di quelle l\u00ec a fianco e non pot\u00e9 fare a meno di vederci la poderosa schiena del suo vicino di casa. Pens\u00f2 al signor D. senza maglietta che tagliava la legna nelle giornate primaverili (e non giudichiamolo se questa immagine suscitava in lui un pruriginoso inconfessabile piacere), che coltivava il suo orto sotto il sole di mezzogiorno d&#8217;agosto, che rideva profondamente, come un vero uomo dovrebbe, che diceva e pensava poche idee semplici, e sempre giuste, oneste e buone. Non che il signor D. avesse mai fatto realmente una sola di queste cose, ma l&#8217;importante era che avrebbe potuto farle, o meglio, per seguire il ragionamento del nostro, era fatto per essere cos\u00ec. Pens\u00f2 a come la cucinava sua mamma, la fiorentina: alla brace, una scottata di qua e una di l\u00e0, come due schiaffi, in maniera veloce, rude. Sempre troppo cruda per i suoi gusti. Un rivolo d&#8217;olio o un po&#8217; di burro diaccio, come suggerisce l&#8217;Artusi, e nient&#8217;altro, che il sapore al piatto glielo d\u00e0 tutto la carne. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Una goccia di sangue scivol\u00f2 nell&#8217;angolo in basso della confezione. In alcuni esseri sembra che la vita si sprigioni da ogni fibra, ad altri resta attaccata come per diplomazia o per dispetto, sentenzi\u00f2.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Lo scompartimento della carne equina, che si trovava l\u00ec a lato, era molto pi\u00f9 ridotto di dimensioni, e gi\u00e0 questo suggeriva a F. l&#8217;idea dell&#8217;eleganza, qualit\u00e0 che, aveva appena concluso, doveva essere rara. E mentre fissava due bistecche sottili intravide le sagome dei coniugi B., vecchi amici di famiglia. La loro impeccabile logica anglosassone (la logica per F. era caratteristica esclusiva del popolo inglese, e i coniugi B., anche se inglesi non lo erano, ne avevano tutto l&#8217;aspetto), il loro senso cinico e umoristico dell&#8217;esistenza, la loro sobria ricercatezza borghese erano perfettamente espressi dai loro corpi lunghi e asciutti e dai loro secchi nasi. F. intuiva che ci dovesse essere una stretta connessione tra razionalit\u00e0 e bellezza, ma intuiva allo stesso tempo che solo persone come i coniugi B. avrebbero potuto spiegarlo, questo nesso, o pensarlo davvero senza provare una certa sensazione di vertigine, come invece capitava a lui. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Una volta gli era stato servito un raffinato piatto di straccetti di cavallo, ricordava, del quale non era rimasto particolarmente soddisfatto. Il cavallo, salmodiava sua mamma, lo si deve cuocere con attenzione rigorosa e servire preferibilmente con qualche ragionato abbinamento di sapori. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Il gusto vagamente dolciastro e speziato era troppo particolare per il suo palato, e la carne cos\u00ec sottile non lo aveva affatto sfamato. L&#8217;autentica bellezza era qualcosa cui non avrebbe mai avuto accesso. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Infine pass\u00f2 al maiale. La carne pi\u00f9 gustosa, la pi\u00f9 varia, la pi\u00f9 grassa, la pi\u00f9 economica. Con il maiale si preparano tutti i popolari piatti contadini, e a F. ricordava l&#8217;osteria, la domenica e la convivialit\u00e0. Ma soprattutto gli ricordava la signorina V., la piadinara. La signorina era talmente formosa che veniva spontaneo immaginare che fosse stata modellata con un impasto doppio (e F. lo immaginava spesso, quando la intravedeva lavorare nel suo baracchino, e pensava a quanto doveva essere morbido sdraiarcisi sopra). Portava sempre scollature profondissime e aveva un soprannome, \u201cla Corriera\u201d, che riassumeva le opinioni dei compaesani sui suoi costumi disinibiti. Non che fosse una del mestiere, solo non aveva alcun tipo di vincolo morale, religioso o sociale che la tratteneva dallo spassarsela ora con questo, ora con quello, o, perch\u00e9 no? con tutti quanti assieme, se le andava cos\u00ec. F. provava una certa attrazione, pi\u00f9 che per la signorina (che ad esser sinceri non era certo una bellezza), per la sua capacit\u00e0 di non avere vergogna dei suoi\u00a0 bassi e sinceri istinti. F. si sentiva come guasto, al\u00a0 confronto, come grigio, come se si fosse verificato in lui uno strappo che gli impediva di provare piacere per le cose pi\u00f9 elementari. Tutto quel grasso delle salsicce che stava fissando, una volta abbrustolite si sarebbe sciolto a formare un sughetto che lui avrebbe accuratamente evitato insieme ai lardelli rimasti, che lo ripugnavano, anche se sapeva che erano la parte pi\u00f9 gustosa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Ma il pollo&#8230; Cosa ci si pu\u00f2 mai tirar fuori? Un petto in padella pu\u00f2 andare per i malati o per gli anziani che devono rimanere leggeri, e un lesso scondito \u00e8 passabile, s\u00ec, ma solo se sei a dieta.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Quella somiglianza, per F. tanto gravida di significati, si fece ancor pi\u00f9 terribile nelle sue implicazioni quando si ricord\u00f2 del prelibato brodo di cappone. Il cappone: per la prima volta (non era precoce proprio in nulla) F. speriment\u00f2 il ben noto timore dell&#8217;evirazione. Solo rendendosi totalmente impotente sarebbe diventato qualcosa di buono. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">A questo punto, come si usa, alz\u00f2 gli occhi al cielo (cio\u00e8 ai neon bluastri sopra la sua testa) e formul\u00f2 l&#8217;eterna domanda:\u00a0 <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>perch\u00e9?<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb. Neppure lui sapeva di preciso quale fosse l&#8217;oggetto del suo chiedere. Potremmo ipotizzare che quel \u00abperch\u00e9\u00bb fosse riferito in primo luogo al suo sfortunato (si trattava di sfortuna, non di responsabilit\u00e0: lui non aveva mai scelto nulla) essere parte della categoria pi\u00f9 disgraziata di esseri, oppure all&#8217;ingrato destino comune, al suo stesso chiedere o al perch\u00e9 si fosse istintivamente rivolto a una sorda e muta fonte luminosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Qualche metro pi\u00f9 avanti, al reparto gastronomia, i polli erano ancora infilati uno dietro all&#8217;altro nei grandi spiedi ad arrostire.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">F. sapeva che, letterariamente parlando, la sensazione giusta da provare a quella vista sarebbe stata la nausea. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">E invece lui aveva un mal di testa terribile, come un crampo.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9927\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9927\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; lo specchio il mezzo attraverso cui capiamo a quale oggetto, nel mondo, corrisponda il primo pronome. 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