{"id":9925,"date":"2012-05-22T17:52:22","date_gmt":"2012-05-22T16:52:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9925"},"modified":"2012-05-22T17:52:22","modified_gmt":"2012-05-22T16:52:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-la-spagnola-di-rossana-giorgi-consorti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9925","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;La Spagnola&#8221; di Rossana Giorgi Consorti"},"content":{"rendered":"<h5>L\u2019aveva detto tante volte. L\u2019aveva ripetuto, ostinata, che non ci voleva pi\u00f9 tornare. Eppure era l\u00ec su quella stessa strada che aveva percorso per anni, finch\u00e8 i figli erano stati piccoli e la casa di Pieve Fosciana aveva fatto comodo, in estate, per far cambiare aria alle creature, consumate da troppo mare, come diceva la zia Elvira.<\/h5>\n<p>\u201cPassa dal lato sinistro del fiume\u201d le aveva suggerito suo marito Piero \u201cla carreggiata \u00e8 pi\u00f9 larga\u201d.<\/p>\n<p>Come se non lo sapesse o non se lo ricordasse pi\u00f9. E invece a Calavorno la strada brillava di ghiaccio, insidioso. Un\u2019 occhiata al cielo, nero di nuvole dense e fumoso di torbati bassi, la fece rabbrividire come al solito.<\/p>\n<p>Svolt\u00f2 a destra e imbocc\u00f2 il ponte; poi a sinistra. Di l\u00e0 la strada era tutta una curva e centro abitato. In alcuni punti il monte a ridosso era ingabbiato da reti di metallo.<\/p>\n<p>Quando arriv\u00f2 a Castelnuovo, il sole era largo e le vette innevate tagliavano geometricamente il cielo. Magda si ferm\u00f2 ad un bar, nella piazza, per fare colazione. Sebbene fosse gennaio, l\u2019aria era calda e profumava di neve. S\u2019incammin\u00f2 verso la Rocca e prosegu\u00ec per il centro. I negozi, se lo ricordava, esponevano prodotti di qualit\u00e0. Qualche passante la guardava, incerto se accennare ad un saluto. Qualcuno forse si ricordava di lei, l\u2019aveva riconosciuta dopo cos\u00ec tanto tempo, quando dalla Pieve scendeva a Castelnuovo con la zia per fare compere o per portare i figli al cinema. Visitavano la Rocca ariostesca o compravano al mercato i prodotti tipici della garfagnana: il miele e il formaggio, la farina di castagne.<\/p>\n<p>Non volle lasciarsi prendere dai ricordi e sal\u00ec in macchina, continuando per la sua strada. Proprio ora doveva morire la zia Elvira, si disse. E proprio a loro doveva lasciare la casa della Pieve in eredit\u00e0, pens\u00f2 contrariata. Era tanto devota alla Chiesa, avrebbe potuto lasciarla al prete.<\/p>\n<p>Corrado, il macellaio del paese, le fece un cenno di saluto, come la vide passare. Un largo sorriso gli illumin\u00f2 il volto.<\/p>\n<p>\u201cBen tornata!\u201d Le disse \u201cQual buon vento, dopo tanti anni?\u201d<\/p>\n<p>Di fronte a tale cortesia, Magda non riusc\u00ec che a balbettare qualche parola.<\/p>\n<p>\u201cLa casa dell\u2019Elvira? Non mi dica che l\u2019ha lasciata a voi!\u201d<\/p>\n<p>\u201cChe sia un dispetto?\u201d Magda sent\u00ec che poteva aprirsi con lui.<\/p>\n<p>\u201cPotrebbe essere. Visto il tipo, potrebbe proprio averlo fatto per dispetto. Suo marito che dice? L\u2019Elvira era sua zia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMio marito non dice niente e non ha mai creduto a quella storia. I fantasmi sono come gli ufo, sostiene lui: tutti ne parlano, tutti credono di averli visti, ma in realt\u00e0 nessuno gli ha mai stretto la mano\u201d.<\/p>\n<p>Corrado rise, reggendosi la pancia sotto il grembiule sporco di sangue.<\/p>\n<p>\u201cEppure\u2026\u201d azzard\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cLui dice che io me ne andai quella famosa estate perch\u00e9 ero gelosa della Spagnola\u2026s\u00ec, insomma, quella ragazza mora con i pendenti, che tutti chiamavano la Spagnola\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa Rebecca?! Bella donna, un purosangue\u201d esclam\u00f2 il macellaio, come se stesse valutando, pezzo per pezzo, le carni migliori della bestia da macello.<\/p>\n<p>\u201cChe fine ha fatto?\u201d Chiese Magda.<\/p>\n<p>\u201cSi \u00e8 sposata con uno di Cutigliano ma vive da queste parti, facendo ingelosire ancora tutte le donne del vicinato, a quanto ne so\u201d rispose vago.<\/p>\n<p>\u201cPiero aveva ragione: io ne ero gelosissima\u201d confess\u00f2 Magda \u201cma ho sempre avuto fiducia in mio marito. Non credo, no, non credo davvero\u2026\u201d<\/p>\n<p>Corrado si batt\u00e8 le mani sulla pancia.<\/p>\n<p>\u201cHo un cliente\u201d disse e rientr\u00f2 in bottega.<\/p>\n<p>Magda sal\u00ec in macchina. Aveva ancora tre chilometri di strada sterrata e poi, eccola l\u00ec la dimora infestata dai fantasmi, sbuff\u00f2.<\/p>\n<p>Osservandola, a tanti anni di distanza, le sembr\u00f2 deliziosa: la scala in pietra, addossata al muro e il piccolo porticato, adorno di gerani rossi. Chi li manteneva, se la zia Elvira aveva abitato a Lucca con loro negli ultimi due anni prima di morire?<\/p>\n<p>Gir\u00f2 la chiave nella toppa, trattenendo il respiro. Il salottino era come l\u2019aveva visto l\u2019ultima volta: ordinato, con i centrini ricamati sui mobili, i vecchi lumi in ferro battuto e i divani foderati di gobelin. La cucina con il fuoco alto e la grande cappa in muratura, davanti alla quale, in inverno, per la festa della Befana, i suoi figli aspettavano caramelle e cioccolatini che magicamente scendevano gi\u00f9, calati dall\u2019Elvira. Le camere profumavano di lavanda, posta anche sui davanzali di pietra delle finestre, per tenere lontani gli scorpioni. Si ricord\u00f2 di quando Matteo, il primogenito, gongolando gliene aveva portato uno, tenendolo per la coda. Naturalmente era stato punto e il dito indice si era gonfiato come una salsiccia.<\/p>\n<p>La zia Elvira, per tutta consolazione, gli aveva dato uno scappellotto.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec impari a disturbarli\u201d aveva brontolato.<\/p>\n<p>Non valsero le proteste di Matteo che spiegava come quello scorpione fosse stato sul suo letto, nascosto tra le pieghe della coperta che lui e la Spagnola, cameriera a ore dell\u2019Elvira in estate, stavano sistemando. Da quel giorno, per\u00f2, la lavanda sui davanzali, sul pavimento e sotto i quadri, annodata ai chiodi, abbondava.<\/p>\n<p>La zia Elvira aveva fatto di tutto perch\u00e9 nel mese di settembre la famiglia del nipote andasse a Pieve Fosciana e risiedesse nella sua casa, a tenerle compagnia.<\/p>\n<p>Ma poi c\u2019era stata quella faccenda dei fantasmi e allora\u2026anche se il termine fantasma forse non era appropriato. Era un dato di fatto, per\u00f2, che quando lei incontrava certe persone accadevano sempre delle circostanze spiacevoli o delle disgrazie.<\/p>\n<p>\u201cSei una gran superstiziosa\u201d le aveva detto un giorno la zia di suo marito. Era stizzita, si capiva e sdegnata anche.<\/p>\n<p>\u201cMa quell\u2019uomo accovacciato sotto la finestra della mia camera da letto, io l\u2019ho visto con questi occhi\u201d aveva obiettato Magda.<\/p>\n<p>L\u2019Elvira aveva alzato le spalle.<\/p>\n<p>\u201cEra un cencio volato da qualche stenditoio. Non ti \u00e8 mai capitato a Lucca?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, certo\u201d era stato quasi un sussurro quello di Magda.<\/p>\n<p>Per\u00f2 il giorno successivo Marco, il secondogenito, era scivolato, rompendosi una gamba.<\/p>\n<p>La zia l\u2019aveva guardata con le mani sui fianchi, spazientita.<\/p>\n<p>In effetti si erano recati al Lagosanto. La Spagnola li aveva accompagnati con le vivande.\u00a0 Marco, scalzo, aveva cominciato a saltare nell\u2019acqua da un sasso all\u2019altro. Che sono vischiosi i sassi d\u2019acqua dolce, si sa, ma rompersi una gamba, le era sembrato troppo.<\/p>\n<p>Come troppo le era sembrato che per tre giorni consecutivi un cencio nero volasse sotto la sua finestra in serate prive di vento, neanche un alito.<\/p>\n<p>\u201cDa dove \u00e8 volato questa volta, dall\u2019inferno?\u201d Scapp\u00f2 detto a Magda, incerta se ridere o piangere. Oltretutto quel cencio continuava a sembrare sempre di pi\u00f9 un uomo, un vecchio arrotolato su se stesso. Appariva dal niente all\u2019imbrunire e al mattino era scomparso.<\/p>\n<p>\u201cSembra un gobbo\u201d continu\u00f2 perplessa.<\/p>\n<p>\u201cE allora porta fortuna\u201d aveva riso Elvira \u201ctu non sei proprio adatta a vivere da queste parti, vedi diavoli ovunque. Qui, in paese, siamo tutti una grande famiglia e non ci preoccupiamo di niente, perch\u00e9 di niente dobbiamo avere paura. Ma se le paure sono nella mente\u2026be\u2019 allora di quelle c\u2019\u00e8 di che spaventarsi e quelle bisogna togliere di mezzo\u201d c\u2019era del sarcasmo in quel discorso che\u00a0 la offese.<\/p>\n<p>Dopo quei tre giorni per\u00f2 era morto un parente di Magda. Un parente alla lontana, s\u00ec, ma sempre parente.<\/p>\n<p>Quando Clara cadde nel pruneto, dopo aver incrociato sulla stessa strada la Spagnola, Elvira cominci\u00f2 a nutrire qualche perplessit\u00e0, forse perch\u00e9 la terzogenita era la sua preferita. Ma non lo dette a vedere, anzi.<\/p>\n<p>\u201cSe vai per poggi con le scarpe di cuoio, per forza!\u201d Esclam\u00f2, negando l\u2019evidenza, dato che Clara calzava scarponcelli di gomma sopra calzettoni di lana.<\/p>\n<p>Da quel giorno Magda aveva notato che la zia si recava in chiesa pi\u00f9 spesso e un pomeriggio aveva invitato il prete a casa sua per un t\u00e8. Se l\u2019aveva fatto per allontanare dalla dimora e dalla famiglia diavoli veri o presunti, travestiti da fantasmi veri o mentali, beh, l\u2019Elvira non ebbe i risultati che si aspettava: Piero ritorn\u00f2 quella sera con un taglio profondo ad una mano e gli dovettero dare dei punti. Era stato a comprare la carne da Corrado, spieg\u00f2, ultimo cliente dopo la Spagnola.<\/p>\n<p>\u201cMa guarda!\u201d Era esplosa Magda.<\/p>\n<p>Il marito non era in grado di spiegare come fosse successo.<\/p>\n<p>\u201cGiocavi con i coltelli?\u201d Sibil\u00f2 ancora la moglie.<\/p>\n<p>Fu quando aveva incrociato lo sguardo della zia che si sent\u00ec improvvisamente vinta, avvilita, annientata. Diceva che era una \u2013cretina- quello sguardo. Lei, Magda, una vera cretina. E fu quello sguardo a farle fare le valigie e a tornarsene a Lucca.<\/p>\n<p>\u201cElvira \u00e8 sola. Elvira \u00e8 rimasta vedova presto. Elvira non ha avuto figli. A volte \u00e8 un po\u2019 nervosa ma in lei non c\u2019\u00e8 cattiveria. Un domani quella casa potrebbe essere nostra\u201d le aveva detto il marito al telefono, perch\u00e9 ritornasse.<\/p>\n<p>\u201cPer carit\u00e0!\u201d Aveva esclamato Magda \u201cCi mancherebbe anche che quel regno di fantasmi diventasse nostro\u201d.<\/p>\n<p>Ma era tornata.<\/p>\n<p>E invece quel regno di fantasmi o di diavoli era proprio diventato loro. Magda non ci poteva credere, ma pi\u00f9 osservava quelle stanze profumate e in ordine, seppure coperte di polvere, pi\u00f9 sentiva che all\u2019epoca aveva sbagliato, travisando segni insignificanti, dovuti al caso.<\/p>\n<p>La fotografia incorniciata di Elvira che, sebbene statica, sembrava studiarla con aria severa, le ramment\u00f2 alcune parole che la zia le aveva rivolto al suo ritorno, quella funesta estate, l\u2019ultima che trascorsero a Pieve Fosciana.<\/p>\n<p>\u201cLe storie di fantasmi e di streghe si raccontano nelle campagne. Qui da noi non ci sono streghe ma fatti reali\u201d.<\/p>\n<p>Come sarebbe a dire? Le chiese Magda, prendendo in mano la cornice \u201cAllora tu sapevi qualcosa! Ma cosa? Chi ce l\u2019aveva con noi?\u201d Grid\u00f2 ad alta voce.<\/p>\n<p>Scese di nuovo al primo piano. Aveva in testa quella domanda cui Elvira non avrebbe pi\u00f9 potuto rispondere. Not\u00f2 che la porta di casa era aperta e le sembr\u00f2 strano, dato che era stata sua premura chiuderla. Ma qualcos\u2019altro cattur\u00f2 la sua attenzione: i ritratti di Elvira sul caminetto del salotto; piccole fotografie in bianco e nero, incorniciate in madreperla e in fila in ordine decrescente. Non c\u2019erano quando era entrata in casa, ne era sicura. Si pass\u00f2 le mani tra i capelli: di nuovo era tutto cos\u00ec strano, come anni addietro e si sentiva confusa come allora.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 per osservare meglio. I ritratti di Elvira, da bambina, avevano un che di moderno e comunque di familiare: i tratti del volto molto simili a quelli di Piero.<\/p>\n<p>Buon sangue non mente, consider\u00f2 e prese in mano una foto. Elvira in quella istantanea doveva avere s\u00ec e no quattro anni. La data riportata sul retro, per\u00f2, quasi un monito, indicava un anno molto pi\u00f9 recente, un anno addirittura in cui lei, Piero e i figli trascorrevano ancora il settembre a Pieve Fosciana. Chi era allora quella bambina? Controll\u00f2 con mani incerte tutte le altre foto. I numeri parlavano chiaro: gli anni erano proprio quelli.<\/p>\n<p>Un rumore, anche se leggero, alle sue spalle la costrinse a voltarsi di scatto.<\/p>\n<p>Seduta su una poltrona una donna la stava osservando, una luce di sfida negli occhi neri. La riconobbe dai pendenti, a forma di falce. La Spagnola si alz\u00f2 lentamente. Il corpo ancora sinuoso si avvicin\u00f2 a Magda, quasi strisciando.<\/p>\n<p>\u201cHai visto?\u201d Chiese, accennando col mento alle fotografie.<\/p>\n<p>Magda aveva la bocca impastata e gli occhi le bruciavano, come se le ci avessero tirato una manciata di sabbia.<\/p>\n<p>\u201cNon capisco\u201d sussurr\u00f2 appena, pi\u00f9 a se stessa che alla Spagnola.<\/p>\n<p>\u201cLo so\u201d rispose quella, spavalda, tirandosi indietro i capelli corvini \u201cnon hai voluto capire nessun segno all\u2019epoca, neppure quando ho ferito Piero alla mano. Niente. Pi\u00f9 dura della roccia. Ma Piero cap\u00ec e anche Elvira. Piero sa che ha avuto una figlia da me. E ora questa casa \u00e8 anche sua\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE che dovevo capire da quei segni?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDovevi andartene! Dovevi aver paura e andartene\u201d ripet\u00e8, avvicinandosi minacciosa al volto di Magda \u201cinvece tornasti anche perch\u00e9 Piero\u2026lasciamo perdere\u201d concluse, schioccando la lingua. Non valeva la pena, decise, rivangare il passato.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 vero!\u201d Si ribell\u00f2 ad un tratto Magda \u201cNon ci credo\u201d grid\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cPovera piccola!\u201d Esclam\u00f2 la Spagnola con plateale sarcasmo e si tast\u00f2 i pendenti.<\/p>\n<p>Nella luce della porta d\u2019ingresso si stagli\u00f2 una figura massiccia che con passo pesante entr\u00f2 in casa. Teneva le mani grassocce sulla pancia, sotto il grembiule bianco sporco di sangue.<\/p>\n<p>\u201cHai bisogno di qualcosa, Rebecca?\u201d Chiese, sbirciando nella semioscurit\u00e0 del salotto. Poi mise a fuoco le due donne, sedute una di fronte all\u2019altra e rivolse un\u00a0 sorriso canzonatorio a Magda.<\/p>\n<p>\u201cLa Spagnola \u00e8 mia moglie, non lo sapevi?!\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, ma ancora per poco\u201d sibil\u00f2 quella tra i denti.<\/p>\n<p>Ma c\u2019era anche qualcun altro dietro il macellaio, un\u2019ombra che indugiava tra i gerani rossi del porticato e che somigliava tanto a Piero.<\/p>\n<p>\u201cRebecca ha detto una bugia\u201d inizi\u00f2 Corrado \u201csono stato io a ferire tuo marito. Doveva smettere o con le buone o con le cattive di infastidire quella che sarebbe diventata mia moglie. Io preferisco i sistemi forti\u2026ho dimestichezza con i coltelli! E anche Rebecca non \u00e8 da meno, vero Spagnola?\u201d E rise, facendo ballare la pancia \u201cE\u2019 stata una bella occasione che tu sia venuta qui stamani e da sola. Ci siamo detti, io e Rebecca, che, prima, dovevi sapere la verit\u00e0 sulla piccola Elvira\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPrima di cosa?\u201d domand\u00f2 Magda debolmente \u201cnon ci credo, non credo a niente di quello che dite\u201d si difese ancora, sebbene si sentisse confusa.<\/p>\n<p>\u201cCi crederai, ci crederai, o con le buone o con le cattive\u201d sibil\u00f2 la Spagnola e si sfil\u00f2 un orecchino \u201cvuoi provarlo? Li osservi da un\u2019ora!\u201d<\/p>\n<p>E senza dire altro, glielo affond\u00f2 nella carotide.<\/p>\n<p>Magda si port\u00f2 le mani al collo,\u00a0 mentre un sapore amaro si diffondeva nella sua gola, dalla quale usc\u00ec un grido di disperazione. La vista cominci\u00f2 a velarsi ma riusc\u00ec ugualmente a vedere i gerani sotto il porticato. Ora capiva un segno, troppo tardi dato che era l\u2019ultimo, ma lo capiva: i fiori erano stati sostituiti o avvelenati come lei. Al posto di quelli rossi e rigogliosi solo rami secchi e foglie avvizzite.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9925\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9925\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aveva detto tante volte. 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Eppure era l\u00ec su quella stessa strada che aveva percorso per anni, finch\u00e8 i figli erano stati piccoli e la casa di Pieve Fosciana aveva fatto comodo, in estate, per far cambiare aria alle creature, consumate da troppo mare, come diceva la [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9925\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9925\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2764,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9925","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9925"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2764"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9925"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9963,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9925\/revisions\/9963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}