{"id":982,"date":"2009-04-08T10:56:41","date_gmt":"2009-04-08T09:56:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=982"},"modified":"2009-04-08T16:24:41","modified_gmt":"2009-04-08T15:24:41","slug":"il-calcolo-combinatorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=982","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Il calcolo combinatorio&#8221; di Michele D&#8217;Ignazio"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\"><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Calcolo<\/em>, dal sostantivo greco ????????, dal latino<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">calculus, pietruzza, sasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Gli antichi, per fare i loro conti, adoperavano sassi in<span> <\/span>luogo di cifre aritmetiche.<strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoListParagraph\" style=\"normal;\"><strong><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">1. Il parcometro<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Per Mendoza si trattava del primo giorno di lavoro. Era un posto decisamente importante, doveva fare il contabile nel settore dirigenziale di una grande azienda del Paese. Era stato scelto per le sue doti, ma soprattutto per il suo amore nel fare calcoli. Il termine <em>amore<\/em> pu\u00f2 suonare strano, ma non \u00e8 un errore di digitazione. Mendoza amava fare calcoli, ne godeva e arrivava, generalmente, a delle conclusioni brillanti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Uscendo di casa, si diresse verso la sua automobile. Via dopo via, arriv\u00f2 a destinazione. Il palazzo dove avrebbe lavorato per chiss\u00e0 quanti anni, aveva sei piani, era moderno e stava vicino ad una delle piazze principali della citt\u00e0. Sotto il palazzo, c\u2019era un parcheggio pubblico a pagamento. Gli avevano gi\u00e0 detto, il giorno in cui era stato assunto, che non disponeva di un parcheggio personale, che l\u2019azienda non forniva quel genere di servizio ai suoi lavoratori e che, con parole semplici, avrebbe dovuto arrangiarsi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Nel parcheggio, erano rimasti 9 posti liberi. Mendoza incastr\u00f2 la sua automobile in uno di quelli. Si avvicin\u00f2 al parcometro e inizi\u00f2 a parlarci, dato che quell\u2019oggetto metallico aveva una forma tale da sembrare un viso con due enormi occhi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cAllora, tu staresti qui per riscuotere i miei soldi. \u00c8 il mio dovere da cittadino. <em>Lo devo<\/em> alla citt\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Mendoza rimase immobile ad osservarlo, poi tir\u00f2 fuori un paio di monete e le inser\u00ec nel parcometro. Dopo pochi istanti, l\u2019oggetto metallico sput\u00f2 fuori la ricevuta di pagamento, che Mendoza port\u00f2 alla macchina, posizionandola sul cruscotto. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Prima di incamminarsi verso il palazzo, diede un\u2019ultima occhiata alla sua automobile, parcheggiata nella delimitazione della striscia blu, con precisione millimetrica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Entrando nel palazzo, Mendoza ripensava al parcometro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Alla fine di quel primo giorno di lavoro, Mendoza and\u00f2 a parlare con il responsabile del suo settore.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cMa lei \u00e8 matto? \u00c8 il suo primo giorno qui e chiede gi\u00e0 dei giorni di ferie?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cSono sei. I giorni. Per la precisione.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cNon le sembra azzardato chiedere un permesso proprio oggi?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cHo diritto a delle ferie. S\u00ec o no?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cS\u00ec!\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cAllora che differenza fa se ne usufruisco domani o nel mese di Agosto?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cE va bene.\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Il funzionario lo guard\u00f2 di sbieco, con sospetto. Poi gli accord\u00f2 sei giorni di ferie, a partire dal giorno successivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Mendoza, la mattina seguente, usc\u00ec di casa e si diresse verso l\u2019automobile. Via dopo via, arriv\u00f2 a destinazione: il palazzo dove lavorava, il parcheggio pubblico, il parcometro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Parcheggi\u00f2 l\u2019automobile con simmetria invidiabile, prese un foglio ed una penna e inizi\u00f2 a fare dei calcoli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">In quei sei giorni, rimase nel parcheggio, chiuso nella sua automobile, e verific\u00f2 che i vigili urbani passavano, dal luned\u00ec al venerd\u00ec, dalle ore 13 alle 14. Mai in altri orari. Solo il sabato passavano a controllare alle ore 17. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Mendoza sorrise. Tra le 13 e le 14: l\u2019orario combaciava con quello della sua pausa pranzo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">A quell\u2019ora, avrebbe preso la macchina e sarebbe andato a mangiare a casa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Mendoza era anche consapevole del fatto che doveva lavorare un solo sabato al mese, cos\u00ec aveva deciso il suo responsabile. Allora calcol\u00f2 che, su 22 giorni lavorativi in un mese, aveva una sola possibilit\u00e0 di prendere una multa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Considerando che il costo della multa era di 28 euro ed il costo del parcheggio, al giorno, era di 2 euro, Mendoza arriv\u00f2 alla conclusione che \u00e8 pi\u00f9 conveniente prendere una multa al mese piuttosto che inserire quotidianamente delle monete nel parcometro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">E c\u2019era anche un risparmio di tempo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right;\">Ogni volta che giochi una mano diversamente da come l&#8217;avresti giocata se avessi potuto vedere tutte le carte dei tuoi avversari, vincono loro; e ogni volta che giochi la tua mano nello stesso modo in cui avresti giocato se avessi potuto vedere tutte le loro carte, loro perdono.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right;\">Teorema fondamentale del Poker<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">2 . Il semaforo <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"normal;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Quella mattina l\u2019avrebbe fatto per l\u2019ultima volta, \u201cil mio ultimo giorno di lavoro\u201d, sussurr\u00f2 nel freddo. Non dimostrava particolare emozione, lo sguardo per terra, da professionista, il naso in aria e l\u2019andatura da papero, frutto di una lunga esperienza accumulata negli anni. C\u2019era qualcosa che lo differenziava dalle altre persone: per lui, il verde del semaforo voleva dire <em>stop<\/em> ed il rosso <em>vai<\/em>. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">E cos\u00ec, mentre le auto si incolonnavano davanti al semaforo, il vecchio Alfredo si preparava ad indossare la sua uniforme da lavoro. Si spogliava dei suoi vestiti e si infilava uno sporco impermeabile color nocciola. Con la barba bianca ed i capelli spettinati, si incuneava in mezzo alle due file di auto ferme, in quell\u2019ingorgo di pneumatici e tubi di scappamento, porgeva entrambe le mani, polsi in su, per chiedere qualche spicciolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cMa va a lavorare\u201d, gli aveva detto qualcuno, tempo fa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cIo sto lavorando\u201d, aveva sussurrato Alfredo, in quell\u2019occasione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">I conti se li era fatti bene: a fare l\u2019impiegato alle poste, avrebbe guadagnato novecento euro al mese, meno le trattenute per la pensione, meno le tasse da dover pagare, senza considerare che il settore stava andando in crisi, con l\u2019avvento di internet e dei cellulari. Ma pi\u00f9 di tutto, a lui piaceva stare all\u2019aperto, piuttosto che chiuso in un <em>box<\/em>, con un vetro spesso due centimetri che lo separava dal resto del mondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">L\u2019attivit\u00e0 al semaforo gli rendeva pi\u00f9 o meno la stessa cifra, ma lo impiegava solo per poche ore. Considerando che in tre ore il rosso scatta cento venti volte e calcolando che in media ogni rosso frutta trenta centesimi, la fatica di un giorno viene ripagata con trentasei euro. Al mese, eliminati i festivi, e per Alfredo anche il sabato doveva essere considerato festivo, veniva ottocento ventotto euro, netti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cStai perdendo tempo!\u201d, gli avevano detto, un giorno di Novembre.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">In realt\u00e0, erano <em>loro<\/em>, chiusi dentro l\u2019auto, col metabolismo paralizzato e nessuno stimolo a parte la radio e la segnaletica stradale, ad avere la sensazione di perdere tempo. Bloccati da un semaforo, dare dei soldi ad un barbone alleviava questa loro sensazione, questo loro sentimento di trovarsi intasati nell\u2019intestino della citt\u00e0 e di non vedere vie d\u2019uscita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">A dargli i soldi erano degli habitu\u00e9. Oramai Alfredo li considerava dei veri e propri clienti. Ogni mattina, puntualmente, gli davano qualche spicciolo. Con il resto dei passeggeri, in reciproche solitudini, si ignorava. Loro fissavano il semaforo, come se potessero influenzarlo, lui spiava l\u2019orizzonte delle auto in fila. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">I conducenti degli autoveicoli sono degli esseri buffi, ciascuno prigioniero in un personale assemblaggio di lamiere a propulsione meccanica. Alcuni anni fa, in Francia, avevano fatto uno studio, prendendo in esame una colonna di quaranta vetture in coda ad un semaforo. Due file di auto occupavano in larghezza dieci metri di strada ed in lunghezza cento. Complessivamente, mille metri quadrati. Ipotizzando che in ogni auto ci sia solo il conducente, avevano calcolato lo spazio che sarebbe stato occupato dalle persone, eliminando le auto. Lo spazio si riduceva a trenta metri quadrati. Cio\u00e8, per dirlo con parole semplici, una fila di auto di cui non si vede la fine viene causata da un numero minimo di persone, quaranta, che potrebbero stare tranquillamente in una stanza di trenta metri quadrati. Anche se la testa di Alfredo era sempre rivolta verso il basso, teneva un occhio alla circolazione, a quella marea di veicoli, perch\u00e9 non voleva finire nelle statistiche delle morti bianche. Nonostante il suo aspetto da debosciato, con il busto curvo in avanti, Alfredo aveva imparato ad esser vigile, sapeva esattamente quando scattava il verde, anche se girato di spalle, come se fosse sincronizzato con il timer del semaforo. E non perdeva tempo a risalire sul marciapiede, quando le auto iniziavano a sgommare e a strombazzare. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Quella mattina se ne torn\u00f2 a casa contento. Era il suo ultimo giorno e aveva racimolato quaranta euro. Sulla via del ritorno, pass\u00f2 di fronte ad uno dei monumenti pi\u00f9 importanti della citt\u00e0: una piramide fatta di sassi di montagna, di natura lavica, che reggevano una scultura in bronzo raffigurante un leone.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">La mattina successiva, Alfredo si svegli\u00f2 presto ugualmente. Si avvicin\u00f2 al figlio e lo guard\u00f2 mentre faceva colazione. Era pronto. Aveva da poco compiuto diciotto anni, si era diplomato al liceo classico e non ne voleva sapere di fare l\u2019universit\u00e0. Alfredo gli insegn\u00f2 i trucchi del mestiere, dicendogli di mettersi un pesante maglione di lana sotto l\u2019impermeabile sporco, color nocciola, avvertendolo che i primi giorni il freddo si sarebbe fatto sentire, ma poi ci avrebbe fatto l\u2019abitudine e la pelle sarebbe diventata come una lamiera metallica. Aveva i capelli ricci, una barba appena accennata e gli stessi occhi del padre.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">E mentre il figlio, nell\u2019ingombro di pneumatici, lamiere, vetri e specchietti, assumeva un\u2019andatura da papero, il padre si godeva, a casa, al caldo, il suo riposo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_982\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"982\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Calcolo, dal sostantivo greco ????????, dal latino calculus, pietruzza, sasso. 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