{"id":9804,"date":"2012-05-21T18:12:53","date_gmt":"2012-05-21T17:12:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9804"},"modified":"2012-05-21T18:12:53","modified_gmt":"2012-05-21T17:12:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-lultimo-scoglio-di-antonino-zampardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9804","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;ultimo scoglio&#8221; di Antonino Zampardo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cBuongiorno ingegnere! Qui c\u2019\u00e8 la sua posta!\u201d disse la mia segretaria Rossella poggiando delle buste sulla scrivania. Poi mi rivolse un sorriso dicendomi che mia moglie mi aveva lasciato un messaggio nella segreteria dello studio. Ringraziai la mia segretaria contraccambiando il saluto.<br \/>\nIl mio nome \u00e8 Paolo Torrigiani e sono stato a capo di un\u2019azienda con venti operai che si occupava del commercio di abiti e accessori vari, fondata da mio padre molti anni prima. Gli affari andavano bene, il bilancio era sempre stato in attivo, mantenevo con i miei dipendenti un rapporto cordiale e amichevole. Mi sentivo un uomo fortunato e felice con accanto Serena, una moglie pi\u00f9 giovane di qualche anno che amavo moltissimo. Eravamo sposati da cinque anni ma ancora non avevamo avuto figli. Le nostre giornate erano sempre piene d\u2019amore reciproco. \u201cVedrai\u201d le dicevo spesso \u201cprima o poi questo bambino arriver\u00e0 e crescer\u00e0 bello e forte con tutto il nostro amore!\u201d.<br \/>\nCome fanno tanti in questi casi ci rivolgemmo ad uno specialista per fare degli accertamenti ed i risultati non si fecero attendere. Per quanto riguardava me era tutto normale, mentre a mia moglie Serena lo specialista prescrisse altre analisi ed un\u2019ecografia pelvica. Dopo qualche giorno il ginecologo ci dette appuntamento nel suo ambulatorio per illustrarci chiaramente la situazione di mia moglie. \u201cVede signora Torrigiani, lei ha una piccola malformazione congenita nella zona pelvica, ma con una terapia adeguata potr\u00e0 avere la sua gravidanza senza alcun problema\u201d. Furono mesi di speranza poi ripagati dai buoni risultati, quando il ginecologo ci annunci\u00f2 con grande soddisfazione che da quel momento in poi sarebbe stata possibile una gravidanza.<br \/>\nUscimmo come due pazzi dall\u2019ambulatorio abbracciandoci e baciandoci per strada come due ragazzini. Da quel giorno ogni mattina prima di uscire di casa raccomandavo a mia moglie Serena di mandarmi un messaggio alla segreteria del mio ufficio per farmi sapere cosa aveva fatto nella mattinata e io mi sentivo pi\u00f9 sereno. Una mattina appena entrato in ufficio da una riunione vidi la lucina rossa dei messaggi e premendo il pulsante per ascoltarlo sentii una voce raggiante che mi disse:\u201dCiao amore! Mi sono trattenuta ieri sera dal darti questa notizia perch\u00e9 volevo dirtelo adesso: aspettiamo un bambino! Sono immensamente felice \u2026 sar\u00f2 mamma e tu pap\u00e0!\u201d.<br \/>\nMi ricordo che una vampata di calore si impadron\u00ec di tutto il mio corpo ed ebbi solo la forza di chiamare mia moglie per dirle che l\u2019amavo tanto, che l\u2019amavo tantissimo.<br \/>\nLe giornate passavano veloci, la gravidanza avanzava e tutto andava bene. Vedevo piano piano il corpo di mia moglie cambiare, la pancia cresceva e questo mi rendeva felice, pieno di energia.<br \/>\nSentivo come se tutto il mondo fosse ai miei piedi e cos\u00ec decisi di ampliare la mia azienda assumendo altro personale e impegnandomi anche finanziariamente con le banche.<br \/>\nUna mattina come tante salutai Serena per andare in ufficio presto: dovevo prendere delle carte per poi andare fuori citt\u00e0 per una colazione di lavoro. Lei mi ricord\u00f2 che si sarebbe dovuta recare dal ginecologo per il controllo periodico e che sarebbe andata a piedi. \u201cVa bene, tanto sei vicina allo studio medico! Allora ci sentiamo pi\u00f9 tardi ! appena torni a casa chiamami e fammi sapere! Ti amo\u201d. Tornando prima del previsto con la macchina verso l\u2019azienda pensavo che quel giorno avrei voluto festeggiare tutta la mia gioia con mia moglie, cos\u00ec mi fermai a ordinare un dolce per l\u2019ora di pranzo. Arrivai poco pi\u00f9 tardi in azienda, giusto all\u2019ora di apertura, ma appena entrato in ufficio non trovai nessuno. \u201cStrano\u201dpensai \u201cla segretaria non \u00e8 ancora arrivata\u201d. Notai la lucina rossa della segreteria accesa, premetti il pulsante di ascolto e una voce sconosciuta mi inform\u00f2 che c\u2019era stato un incidente e che mia moglie era stata portata al pronto soccorso. \u201cSerena in ospedale?\u201d pensai a voce alta \u201ccosa sar\u00e0 successo?\u201d.<br \/>\nMisi in moto la macchina e come un automa corsi come un pazzo verso l\u2019ospedale. I pensieri mi affollavano la mente: \u201cCosa pu\u00f2 essere successo? uno svenimento? Un malessere improvviso?\u201d. Non riuscivo a capire cosa potesse essere successo, l\u2019avevo lasciata solo un paio di ore prima ed era piena di gioia e di salute. Lasciai la macchina in doppia fila e mi precipitai dentro il pronto soccorso. Mi venne incontro un agente della polizia stradale con dei fogli in mano chiedendomi se ero il signor Paolo Torrigiani. \u201cS\u00ec sono io! Cosa \u00e8 successo a mia moglie?\u201d. \u201cVenga con me signor Torrigiani. Abbiamo preso il numero del suo ufficio dalla borsa di sua moglie\u201dmi disse l\u2019agente \u201c Ci dispiace sempre dare delle notizie cos\u00ec gravi, \u00e8 sempre difficile anche per noi!\u201d. \u201cMia moglie! dove \u00e8 mia moglie? Dove \u00e8 Serena?\u201d chiesi disperato. \u201cSua moglie \u00e8 stata investita sulle strisce pedonali da un uomo con tasso alcolico molto oltre il limite e purtroppo non ce l\u2019ha fatta\u201d mi spieg\u00f2 rapidamente l\u2019agente. \u201cCosa? Che vuol dire non ce l\u2019ha fatta?\u201d chiesi di nuovo. \u201cMi dispiace ma sua moglie \u00e8 morta poco dopo sull\u2019ambulanza che la portava qui in ospedale\u201d. \u201cNon \u00e8 possibile! Non pu\u00f2 essere vero! E il mio bambino? Dove \u00e8 mio figlio?\u201d urlai con tutto il fiato che avevo. \u201cAnche lui \u00e8 morto, probabilmente subito, al momento dell\u2019impatto con l\u2019auto! Mi dispiace signor Torrigiani ma deve venire con me per riconoscere il corpo di sua moglie\u201d.<br \/>\nPoche decine di metri separavano il pronto soccorso dall\u2019obitorio ma la distanza sembrava immensa, le mie gambe erano come paralizzate, si rifiutavano di continuare a seguire i passi dell\u2019agente per correre via da quell\u2019orrore. Prima di entrare in quella maledetta stanza per il riconoscimento mi ripetevo che era tutto un incubo, un tremendo incubo. L\u2019agente mi invit\u00f2 ad entrare e vidi un corpo disteso, coperto da un lenzuolo bianco. Prima di scoprire il volto l\u2019agente mi chiese se ero pronto ed io come un automa annuii. Lentamente il lenzuolo scese, vidi i suoi capelli biondi, poi tutto il suo viso. Sentivo le mie gambe non sorreggermi pi\u00f9 e appoggiato al tavolo dell\u2019obitorio gridai con tutta la rabbia e tutto il dolore che avevo dentro. \u201cNon \u00e8 possibile\u201d urlai \u201cSerena, amore mio! Che ti hanno fatto?\u201d. Sembrava che dormisse, la sua espressione era rilassata, dolce come quando le stavo vicino e la guardavo dormire. Non vedevo nessun segno evidente, solo una tumefazione sotto al collo. \u201cE\u2019 sua moglie?\u201d mi chiese cortesemente l\u2019agente visibilmente turbato. \u201cS\u00ec \u00e8 lei, \u00e8 mia moglie! \u00e8 il mio amore! la madre del mio bambino che non nascer\u00e0 mai!\u201d. Non sapevamo ancora se il piccolo nascituro fosse maschio o femmina, non lo volevamo sapere, doveva essere una sorpresa. Ma dopo l\u2019autopsia sul corpo di mia moglie seppi che si trattava di una bambina, la mia bambina che non avrei mai visto.<br \/>\nIn quel momento tutta la mia vita con Serena mi era passata davanti, tutte le speranze e tutto il mio mondo era crollato di colpo intorno a me come un castello di sabbia. \u201cVenga con me signor Torrigiani che deve firmare il verbale del riconoscimento \u2026 mi scusi ma \u00e8 la prassi!\u201d mi avvis\u00f2 l\u2019agente. Con le poche forze che mi erano rimaste, sorretto dall\u2019agente, raggiunsi l\u2019ufficio e firmai il verbale con le mani tremanti. Le mie lacrime bagnarono il foglio, non riuscivo pi\u00f9 a smettere di piangere. Quando uscii nel piazzale davanti al pronto soccorso trovai Rossella, la mia segretaria, e alcuni tra i pi\u00f9 affezionati dei miei dipendenti: quando erano arrivati a lavoro la segretaria aveva ascoltato il messaggio della polizia e si erano tutti precipitati in ospedale. \u201cCi dispiace tanto ingegnere! Una cos\u00ec terribile disgrazia! Le siamo tutti vicino\u201d. Anche Rossella era in preda al pianto: conosceva Serena fin dai tempi delle superiori ed erano rimaste amiche. \u201cMio Dio! Povera Serena!\u201d disse \u201c Non potevo certo immaginare che la mia auto fosse bloccata da un incidente che coinvolgesse sua moglie!\u201d. I giorni passavano e uno era pi\u00f9 triste dell\u2019altro, non riuscivo a vivere senza di lei e senza la mia bambina. Tutte le notti la piccola mi appariva in sogno con la sua mamma, era gi\u00e0 grandicella, una bimba bionda e dolce come Serena. Non volevo pi\u00f9 nessuno vicino, neppure i miei genitori che soffrivano in silenzio del mio dolore. Decisi di lasciare per un periodo il mio lavoro, incaricando la mia segretaria e il mio migliore dipendente di portare avanti l\u2019azienda e la contabilit\u00e0.<br \/>\nMolto presto per\u00f2 la mia assenza si fece sentire, i fornitori volevano essere pagati e le banche volevano rientrare con i soldi, ma a me importava poco tutto questo. Le ore passavano lente, le notti erano insonni e il giorno non mi muovevo da casa, non mangiavo quasi pi\u00f9 e avevo iniziato a bere liquori sempre pi\u00f9 forti: mi facevano stare meglio perch\u00e9 mi aiutavano a non pensare.<br \/>\nLa mia segretaria aveva bussato spesso alla mia porta, ma non le aprivo mai, non volevo mi vedesse in quello stato, sporco e con la barba lunga, visibilmente dimagrito e con i capelli fin sulle spalle. Rossella quando riuscivo a rispondere al citofono mi ripeteva che l\u2019azienda era in crisi e che non riusciva a pagare gli stipendi ai dipendenti gi\u00e0 da un paio di mesi. L\u2019ultima volta ricordo che mi implor\u00f2 quasi:\u201dLa prego ingegnere, hanno tutti una famiglia da mantenere! Non riesco pi\u00f9 a fare fronte con i debiti! La prego,riprenda in mano la sua azienda e vedr\u00e0 che presto si sistemer\u00e0 tutto!\u201d. \u201c Io non sono pi\u00f9 in grado di fare tutto quello che facevo prima!perch\u00e9 niente \u00e8 pi\u00f9 come prima!\u201d le gridai dal citofono \u201cio non voglio trattenere nessuno a lavorare per me! Andatevene tutti al diavolo!\u201d e cos\u00ec dicendo scagliai la bottiglia di liquore quasi vuota contro il muro. Rossella cap\u00ec che non era pi\u00f9 il caso di insistere e se ne and\u00f2.<br \/>\nNon pass\u00f2 molto tempo che le banche misero sotto sequestro l\u2019azienda e i dipendenti dovettero abbandonare il loro posto di lavoro e io fui indagato per bancarotta. Anche la casa dove abitavo fu messa sotto sequestro. E come se non bastasse i miei genitori, gi\u00e0 debilitati dalle varie patologie associate all\u2019et\u00e0 avanzata, peggiorati dalla perdita improvvisa di Serena, se ne andarono uno dopo l\u2019altro, quasi insieme nella morte come nella vita.<br \/>\nDopo tutte queste tragedie che avevano sconvolto improvvisamente la mia vita iniziai a vivere come un mendicante alcolizzato, ero sporco e con barba e capelli incolti, stavo rinchiuso nel mio vecchio cappotto di quattro o cinque taglie pi\u00f9 grande e delle vecchie scarpe ormai rotte.<br \/>\nSpesso dormivo sotto un ponte insieme a dei disgraziati come me, coperto da dei cartoni e vecchie coperte raccolti nei cassonetti della spazzatura. Di giorno me ne stavo seduto su uno scoglio, l\u2019ultimo scoglio prima della vegetazione sull\u2019argine del fiume. L\u00ec venivano spesso dei pescatori che mi porgevano qualche spicciolo e qualcosa da mangiare. Nessuno in quelle condizioni mi avrebbe potuto riconoscere, ma io stavo bene cos\u00ec. Nella mia solitudine mi sentivo pi\u00f9 vicino a loro:\u00a0 a Serena, alla mia bambina mai nata e ai miei cari genitori.\u00a0 Ogni tanto, quando la fame mi tormentava, facevo la fila alla mensa dei poveri della parrocchia per mangiare qualcosa e poter bere un po\u2019 di vino.<br \/>\nUna mattina come tante, mentre ero assorto nei miei pensieri, venni destato da una vocina alle mie spalle:\u201dCiao signore! Come ti chiami?\u201d. Mi voltai di scatto e vidi il volto dolce di una bambina bionda che mi sorrideva, e mi resi conto che era molto somigliante al volto che nei miei sogni apparteneva alla mia bambina.\u00a0 \u201cMi chiamo Paolo, s\u00ec il mio nome \u00e8 Paolo! E tu?\u201d le chiesi stupito. \u201cIo mi chiamo Angela! Tieni, ho dei fogli e delle matite \u2026 li vuoi? Cos\u00ec potrai scrivere qualcosa o disegnare!\u201d. Nel porgermi gli oggetti alcuni fogli caddero a terra e prima che il vento me li portasse via, mi chinai per raccoglierli. Furono pochi attimi ma quando alzai la testa per ringraziare quella bambina vidi che intorno a me non c\u2019era pi\u00f9 nessuno. Era scomparsa improvvisamente. \u201cChe stano!\u201d pensai a voce alta \u201cdevo smettere di bere! Ho le allucinazioni!\u201d. Ma i fogli e le matite erano veramente tra le mie mani. Spesso ripensai a quella bambina che avevo incontrato, mi aveva promesso che sarebbe tornata a trovarmi ma non la vidi pi\u00f9, mai pi\u00f9! Mi rimase solo il ricordo del suo dolce visino, dei suoi occhi azzurri che mi sembravano cos\u00ec familiari, quasi come se li conoscessi da sempre. Dal giorno in cui la vidi pensai spesso a lei come al mio angelo custode. Ogni giorno quando mi sentivo solo guardavo una foto di mia moglie che mi sorrideva piena di gioia, me la stringevo al petto e la baciavo prima di addormentarmi. Cos\u00ec passarono le settimane e i mesi, uno dopo l\u2019altro e tutti uguali, ma mi sentivo sempre peggio. Non riuscivo a capire come mai nessuno si ricordasse di me, eppure avevo tantissimi amici in passato! Spaziando con la mente mi ricordai di un mio caro amico, Alberto, che lavorava in comune e pensai che forse lui mi avrebbe potuto aiutare a trovare un qualche lavoro: in fin dei conti ero sempre un ingegnere. Cos\u00ec mi preparai dandomi una ripulita. Quel giorno con i pochi soldi che mi ero messo da parte andai ai bagni pubblici a farmi una doccia e poi dal barbiere per farmi barba e capelli. Molti pescatori ormai mi si erano affezionati e mi regalavano spesso abiti vecchi o che non si mettevano pi\u00f9, ne indossai uno con delle scarpe e mi incamminai verso il comune. Passai davanti a delle vetrine e guardando il mio riflesso quasi non riconoscevo l\u2019uomo che ero riuscito a diventare in quegli anni, anche con dei vestiti decenti addosso si vedevano i segni della fame e della disperazione. Comunque mi sentivo molto meglio, forse quella bambina che era apparsa e scomparsa cos\u00ec all\u2019improvviso a cui pensavo ancora, non mi avrebbe riconosciuto. Arrivato nei pressi del comune mi destai da tutti i pensieri che mi ronzavano per la testa e cercai le parole da dire al mio amico Alberto quando lo avessi rivisto. Chiesi di lui ad una signora nell\u2019ingresso che mi indic\u00f2 la sua stanza. Bussai ed entrai nell\u2019ufficio di Alberto, era seduto dietro la sua scrivania piena di scartoffie di ogni genere. Mi guard\u00f2 quasi stentando a riconoscermi e poi sorridendomi mi sommerse di parole: \u201cPaolo! Ma sei proprio tu? Come stai? Non ci posso credere! Quanto tempo che non ti vedo! Eri sparito e nessuno sapeva dirmi dove fossi! Cosa mi racconti?\u201d. Alberto sapeva tutto quello che mi era capitato, dalla morte di Serena al fallimento della mia azienda, anche lui aveva pi\u00f9 volte cercato di farmi tornare a lavoro ma non avevo ascoltato neanche lui. \u201cSai Alberto, volevo chiederti se tu in qualche modo mi puoi aiutare, con le tue conoscenze, a cercare di rimettere in piedi anche una piccola attivit\u00e0 per vedere di ricominciare da capo. Sono stati anni duri ma adesso mi sento pronto a ricostruire la mia vita!\u201d gli dissi tutto d\u2019un fiato. \u201cVedi caro Paolo, questo non \u00e8 l\u2019ufficio giusto, da qualche mese sono il segretario dell\u2019assessore alla cultura. Capisci? Trattiamo di eventi. Vedi quell\u2019uomo sulla porta di fronte? Lui \u00e8 l\u2019assessore alla cultura ed \u00e8 un mio grande amico oltre che capo, e quei due dentro la stanza sono i suoi pi\u00f9 stretti collaboratori e sono molto invidiosi di me e di quello che ogni tanto cerco di proporgli\u201d mi spieg\u00f2 \u201cPer esempio adesso l\u2019assessore sta cercando nuove idee letterarie, piccoli racconti o favole per bambini da distribuire nelle scuole elementari per un nuovo progetto del comune, ma che non siano le solite favole del lupo cattivo o della perfida strega. Devono essere racconti in cui il bambino vi si possa immedesimare e poi imparare a recitare con l\u2019aiuto delle maestre. Ti ricordi? Un po\u2019 come facevamo noi da bambini in quel piccolo teatrino dietro la scuola e tu eri bravo a scrivere delle nuove storie!\u201d. Lo guardai perplesso ma aggiunse:\u201d Prova a scrivere ancora qualcosa come allora! Poi torni e mi fai vedere il tuo lavoro, ma stai attento a quei due tizi che stanno con l\u2019assessore: non devono sapere niente di quello che vogliamo fare noi!\u201d. Lo salutai forse un po\u2019 deluso, speravo in un aiuto pi\u00f9 rapido ma uscendo in strada ripensai alla bambina che mi disse:\u201dScrivi qualcosa e poi me lo fai leggere!\u201d. Che strana coincidenza, come se gi\u00e0 sapesse come potevo tentare di uscire da tutta quella situazione. Dentro di me stava veramente nascendo la voglia di catturare in un foglio bianco tutte le mie emozioni trasformandole in piccole storie per bambini. Con in mano i fogli e una matita mi sedetti vicino al fiume e per alcune ore scrissi quasi di getto della mia vita, delle mie disgrazie, del mio incontro con il mio angelo custode e del rapporto che avevo con i pescatori che si avvicinavano a me e che ormai mi trattavano come un amico. Tutto era descritto con semplici parole e attraverso piccole storie che sarebbero piaciute ad un bambino, trasformando la dura realt\u00e0 che avevo vissuto in avventure di cavalieri o eroi valorosi. Scrissi storie per alcuni giorni e la sera, quando era troppo buio per vederci, rimanevo con la mia solitudine e i miei ricordi, spesso nel silenzio della notte parlavo ad alta voce con mia moglie, guardavo il cielo stellato e mi sembrava di vedere il suo volto sorridermi. Nostra figlia adesso avrebbe circa otto anni, proprio come quella bambina che avevo incontrato, il mio angelo custode!<br \/>\nPassata circa una settimana avevo scritto parecchie storie raccolte con il titolo di \u201cL\u2019ultimo scoglio\u201d. Riuscivo a scrivere sempre pi\u00f9 facilmente, la mia mano scorreva veloce su quei fogli, come guidata da qualcuno al di sopra di me. Il giorno dopo di buon mattino decisi di tornare da Alberto per consegnargli il manoscritto. Appena mi vide mi fece entrare nella sua stanza, prese il materiale dicendomi di ripassare dopo un paio di giorni, il tempo di leggere tutto e valutare se poteva andare bene. Quando tornai in comune Alberto non c\u2019era ancora ma vidi i due uomini che non piacevano al mio amico parlottare tra loro con dei fogli in mano: riconobbi la cartellina dove Alberto aveva messo il mio manoscritto. Loro non sapevano chi fossi cos\u00ec mi potei avvicinare per ascoltare che cosa si stavano dicendo. Capii che parlavano della mia opera e di come farla passare per una loro scoperta per farsi grandi agli occhi dell\u2019assessore ora che Alberto, come dicevano loro, era fuori alcuni giorni per lavoro. L\u2019assessore aveva scelto proprio la mia raccolta di novelle e gli era piaciuta cos\u00ec tanto che l\u2019aveva proposta per una tiratura a livello nazionale per le scuole elementari. Quindi non solo il merito di aver scoperto l\u2019opera, ma i due aiutanti dell\u2019assessore volevano avere l\u2019esclusiva sui guadagni futuri, eliminando il vero autore. Preso dalla rabbia entrai furtivamente nella stanza di Alberto in cerca di un numero telefonico o di un indirizzo e-mail per raggiungere il mio amico. Riuscii a contattarlo facendogli sapere cosa avevano intenzione di fare gli assistenti. Dopo solo due ore era gi\u00e0 di ritorno, aveva lasciato i suoi impegni per correre in mio aiuto. Si present\u00f2 subito dall\u2019assessore spiegandogli l\u2019accaduto e fece entrare pure me. L\u2019assessore si congratul\u00f2 con me per la mia bravura strappandomi il primo assegno in anticipo. Il mio manoscritto and\u00f2 a gonfie vele, tutti i bambini furono affascinati dalle mie storie e questo mi spinse a continuare a scrivere. Lasciai la strada e smisi definitivamente di bere. Alberto mi trov\u00f2 un piccolo appartamento in affitto anticipandomi la caparra e i primi mesi. La mia vita era di nuovo cambiata totalmente, ma questa volta in meglio. Scrivendo capii che quello che stavo facendo era una mia passione da sempre, solo aspettava il momento giusto per uscire ed emergere. Dopo altre raccolte di favole mi cimentai con un romanzo che mi port\u00f2 al successo anche nel mondo degli adulti. Adesso sono passati alcuni anni e mi sento un uomo nuovo pieno di energia, con la voglia di stupirsi e di stupire il mondo con la sua creativit\u00e0. Non mi sono pi\u00f9 sentito solo, specialmente quando la notte il cielo \u00e8 pieno di stelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9804\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9804\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBuongiorno ingegnere! Qui c\u2019\u00e8 la sua posta!\u201d disse la mia segretaria Rossella poggiando delle buste sulla scrivania. Poi mi rivolse un sorriso dicendomi che mia moglie mi aveva lasciato un messaggio nella segreteria dello studio. Ringraziai la mia segretaria contraccambiando il saluto. Il mio nome \u00e8 Paolo Torrigiani e sono stato a capo di un\u2019azienda [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9804\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9804\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2726,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9804","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9804"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2726"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9804"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9804\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9809,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9804\/revisions\/9809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}