{"id":962,"date":"2009-04-06T18:12:03","date_gmt":"2009-04-06T17:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=962"},"modified":"2009-04-06T18:12:03","modified_gmt":"2009-04-06T17:12:03","slug":"dans-le-noir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=962","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Dans le noir&#8221; di Erika Ferrati"},"content":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 un ristorante a Parigi che si chiama \u201cDans le noir\u201d.<br \/>\nL\u2019 atmosfera \u00e8 speciale e non perch\u00e9 si trova proprio di fronte al centre Pompidou, a due passi dal Beaubourg. Qui si respira al ritmo dei profumi, si cammina facendosi guidare dai sensi, si mangia trasportati dai sapori\u2026\u201d\u00a0 Mi chiamo Fabio Grazi, ho trentacinque anni, sono un giornalista.\u00a0 Sono arrivato all\u2019ombra della Tour Eiffel dieci anni fa, appena laureato con una tesi sulla storia del giornalismo francese ed ora collaboro con un mensile di attualit\u00e0 e costume, uno dei tanti dalle pagine patinate piene di pubblicit\u00e0. Il mio ultimo articolo dovrebbe essere su questo nuovo ristorante. Dico dovrebbe perch\u00e9 per ora, riesco solo a riempire il foglio di banalit\u00e0: \u201cUn ristorante al buio: un modo per dar spazio a tutti i sensi, un\u2019esperienza interessante e bla bla bla\u201d. Il mio mondo \u00e8 fatto di parole e immagini, di colori e di messaggi scritti: di giorno scrivo, di notte leggo e calcolo se il mio contratto precario mi permetter\u00e0 di arrivare alla fine del mese con quel minimo di decenza che\u00a0 pretendo.<br \/>\nSono andato al \u201cdans le noir\u201d qualche sera fa: all\u2019entrata Jolie, la cameriera, mi ha preso la mano e con delicatezza l\u2019ha poggiata sulla sua spalla. La sicurezza dei suoi gesti ciechi per me resta un mistero. Mi ha guidato attraverso le risate e i sussurri di chi mi circondava e dopo il primo gradino ero piombato \u201cdans le noir\u201d. Nel buio pi\u00f9 totale. Potevo tenere gli occhi chiusi mentre Jolie parlava sottovoce. Non so se si \u00e8 accorta quanto mi sono avvicinato a lei. Volevo sentirne il profumo: sapeva di oriente.<br \/>\nIntorno a me erano tutti ciechi: ragazzi e ragazze della Parigi che vuole vivere, ma che non pu\u00f2 vedere.<\/p>\n<p>Prima\u00a0 della cena mi sono seduto al bancone del bar: \u00e8 il modo migliore per conoscere ragazze, ho pensato tra me. Poi mi sono ricreduto. Ero l\u00ec per fare un servizio, non per divertirmi.\u00a0 Dopo un cocktail alla frutta \u2013 qui non servono alcolici, anche se nessuno poi deve guidare\u2026 &#8211; ho sentito un profumo di lavanda. Una mano mi ha sfiorato la spalla, il collo. Poi si \u00e8 velocemente ritratta al suono di \u201cscusa credevo fosse la mia amica\u201d. Forse qualcuno penser\u00e0 che sono un vile, un cinico, ma prima che la mia etica mi tappasse la bocca avevo pronunciato uno sfacciato: \u201cnon preoccuparti, siediti qui vicino a me se vuoi\u201d. E cos\u00ec ho conosciuto Ines. Aveva una voce sensuale e il suo alito profumava di fresco. Ha ordinato un succo di pompelmo e mi ha raccontato un po\u2019 della sua vita. \u00c9 nata in un piccolo paese della Provenza. Per questo le piace il profumo di lavanda. Scherzando ha detto che in fondo essere qui o l\u00ec per lei fa lo stesso, sono gli odori che contano. I genitori l\u2019 hanno portata a Parigi per via della sua malattia, ma i grandi luminari della capitale non sono riusciti nell\u2019impresa. Vive non lontano da qui, in un piccolo appartamento dove d\u00e0 ripetizione di francese a bambini non vedenti. Era allegra e al buio i miei sensi si sono scatenati. Quando mi ha chiesto di parlarle di me \u00e8 entrato in scena una sorta di \u201cuomo perfetto\u201d: dolce, sensibile, fisico come Antonio Banderas e naturalmente cieco dalla nascita. Non so spiegarmi cosa mi sia scattato nella testa. Abbiamo mangiato insieme. Non so dire dov\u2019era posizionato con esattezza il nostro tavolo, ma si respirava costantemente un odore vario di cibo e quindi suppongo che fosse vicino all\u2019entrata della cucina.<br \/>\n\u00c8 stato difficile. Non vedere cosa si ha nel piatto crea diffidenza, non avere idea di come mangiarlo, imbarazzo.<br \/>\nHo fatto molto rumore con le posate e ho rovesciato un bicchiere di vino rosso sulla tovaglia.<\/p>\n<p>Ines si \u00e8 messa a ridere sostenendo che casa mia doveva essere un disastro.\u00a0 Dopo cena le ho chiesto di accompagnarla a casa e per poco non ho aggiunto: \u201cHo la macchina qui vicino\u201d.<br \/>\nSiamo usciti dal locale dopo aver fatto chiamare un taxi. Avevo paura. Forse sarebbe stato meglio lasciar perdere. Temevo che il suo volto e il suo corpo non fossero all\u2019altezza delle mie aspettative, ma rimasi sorpreso. Non era bellissima, una ragazza qualunque, una di quelle che per strada non mi sarei girato a guardare: non troppo alta, capelli lunghi castani, labbra regolari, naso piccolo e qualche chilo in pi\u00f9, ma non troppi. Il suo profumo per\u00f2 mi piaceva. Molto. Siamo andati da lei. Ha trovato le chiavi di casa nella borsa con la rapidit\u00e0 che tante volte ho sperato avessero altre donne. Appena entrati si \u00e8 diretta con sicurezza in cucina ed \u00e8 tornata con due bicchieri di cognac. Ero affascinato. Anche qui il buio mi circondava, ma per fortuna la finestra dava sulla strada illuminata dai lampioni. Ero eccitato. Questa ragazza era completamente in mio potere. Ero io che conducevo il gioco. Potevo farle immaginare quello che volevo. Fare quello che volevo. Mi sarei potuto masturbare l\u00ec, mentre lei parlava del suo gatto e della fabbrica di profumi dove and\u00f2 in gita scolastica. Nessuno avrebbe detto niente. Avrei potuto girare per la casa in cerca della sua biancheria intima da conservare in ricordo di quest\u2019avventura. Nessuno avrebbe giudicato. Era per\u00f2 ancora pi\u00f9 elettrizzante farle pensare quello che volevo. Per lei ero un uomo che a casa si esercitava tutti i giorni con i pesi, faceva un numero imprecisato di flessioni, portava la taglia 54, scarpe 43 e che le amiche vedenti dicevano somigliasse ad un noto attore del cinema.<br \/>\nPotevo essere quello che lei voleva e che io avrei voluto essere.<\/p>\n<p>Lo ammetto, non ho un gran successo con le donne: mi sento molto lontano dagli standard di bellezza che giornali come quello per cui lavoro impongono. La mia carta vincente \u00e8 la mia professione. Dire che fai il giornalista fa sempre colpo e se sai giocare sull\u2019 effetto sorpresa puoi portare a casa qualche buon risultato. Per il resto, se fossi una donna, non mi farei.<br \/>\nQuando ho capito che la conversazione stava prendendo una direzione pericolosa \u2013 \u201cdove hai studiato? Cosa fai per mantenerti?\u201d- sono passato all\u2019azione. Le ho tolto il bicchiere di mano e ho sentito il suo respiro che cominciava a tremare. Il suo volto era immobile. Sembrava fissare un punto sul muro alle mie spalle. L\u2019ho baciata sulla guancia destra e lei si \u00e8 girata verso di me. Ho abbracciato il profumo di lavanda. Ho chiuso gli occhi. Avevo paura che la sicurezza dei miei gesti tradisse l\u2019inganno. E che questo timore tradisse la mia virilit\u00e0.<br \/>\nL\u2019ho fatta mia sul divano e mentre la sentivo muovere sotto di me con sicurezza inaspettata mi sono chiesto che vita sessuale potesse mai avere questa donna. Se facesse sesso con qualcuno regolarmente o se avesse un uomo fisso. Cosa stava pensando? Cosa vedeva nella sua mente in quel momento? Riusciva a visualizzare dei corpi, dei movimenti? E in base a quale ricordo? Com\u2019era il mio sesso nei suoi pensieri se non ne aveva mai visto uno?<br \/>\nLe sue mani che mi esploravano sembravano dotate di sensori. Si soffermavano su ogni particolare del mio volto, sul mio petto, leggevano il mio corpo. E anch\u2019io cercai di usare le mie molto pi\u00f9 di quanto non fossi solito fare. Le accarezzai il viso, il corpo, i capelli con avidit\u00e0. Ma le mie dita erano pi\u00f9 distratte delle sue.<br \/>\nE Ines se ne accorse.<br \/>\nIl suo corpo si blocc\u00f2, divenne rigido: \u201cperch\u00e9 lo fai?\u201d.<\/p>\n<p>Non sapevo come rispondere. Provai a far finta di non capire ma il mio sesso mi trad\u00ec, non resse la menzogna e se ne torn\u00f2 piccolo come quello di un ragazzino. Ho ringraziato che Ines non potesse vedere il mio volto, non mi potesse riconoscere per strada. Mi sono vestito in fretta e le ho chiesto scusa chiudendomi la porta alle spalle.<br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 un ristorante a Parigi che si chiama \u201cDans le noir\u201d\u00a0 dove<br \/>\nl\u2019atmosfera \u00e8 speciale. Qui i tuoi sensi hanno il sopravvento sul buio che ti circonda. Ti senti avvolto dalle voci e dai sapori del buon cibo, dall\u2019allegria dell\u2019immaginazione e dagli odori. S\u00ec, perch\u00e9 in questo posto dove ci si conosce senza vedersi sono i profumi a guidarti. Ed io mi sono fatto trasportare dal profumo della lavanda e delle bugie\u2026\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_962\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"962\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 un ristorante a Parigi che si chiama \u201cDans le noir\u201d. 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