{"id":9618,"date":"2012-05-17T16:00:11","date_gmt":"2012-05-17T15:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9618"},"modified":"2012-05-17T18:15:32","modified_gmt":"2012-05-17T17:15:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-qualcuno-tolse-il-tappo-della-mia-piscina-sezione-racconti-per-bambini-di-lucia-finelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9618","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Qualcuno tolse il tappo della mia piscina&#8221; (sezione racconti per bambini) di Lucia Finelli"},"content":{"rendered":"<p>Vivevo tranquilla in un posto sicuro, raccolto, piccolo ma non angusto, lontano da sguardi indiscreti e rumori molesti: era una specie di piscina, in cui mangiavo, nuotavo, facevo i miei piccoli bisogni e, soprattutto, dormivo!<\/p>\n<p>Dormivo indisturbata per ore ed ore, senza, in realt\u00e0, avere la minima cognizione del tempo o dell\u2019ora. Non immaginavo neppure che un\u2019ora fosse fatta di 60 minuti e che in un\u2019ora si potessero fare mille cose! Posso dire con certezza che non ho mai pi\u00f9 dormito bene come allora!<\/p>\n<p>Il tempo scorreva serenamente, esclusi solo i momenti di terribile e persistente singhiozzo \u2013 lo stesso che mi tormenta ancora oggi!<\/p>\n<p>Ma si sa, tutte le cose belle, prima o poi, finiscono, purtroppo!<\/p>\n<p>Un giorno, infatti, qualcuno tolse il tappo della mia piscina e l\u2019acqua pian pianino cominci\u00f2 ad uscire: all\u2019inizio poca, poi, via via, sempre di pi\u00f9, fino a lasciarmi quasi a secco!<\/p>\n<p>A quel punto cominciai a stare male l\u00ec dentro, mi sembrava di soffocare e, per di pi\u00f9, iniziai ben presto ad udire un gran trambusto: voci, urla, lamenti. Che confusione! Non capivo cosa stesse succedendo. Non capivo pi\u00f9 niente. Volevo solo uscire da l\u00ec, da quella che, ormai, non era pi\u00f9 la mia confortevole piscina, ma soltanto un inospitale contenitore buio. Troppo buio per i miei gusti. Io odio il buio!<\/p>\n<p>In verit\u00e0, era proprio necessario che uscissi: mi sentivo, ed ero realmente, come strangolata da un viscido cordone doppio, tutto attorcigliato intorno al mio piccolo collo!<\/p>\n<p>Fuori le voci si sentivano sempre pi\u00f9 chiare e concitate, e le urla ed i lamenti pi\u00f9 forti, assordanti, direi quasi insopportabili.<\/p>\n<p>Poi sentii come una violenta spinta dall\u2019esterno, sulla parte superiore di quell\u2019involucro che ancora mi ospitava, ma, proprio grazie a quella mossa, un <em>mix<\/em> tra un cazzotto ed una gomitata, riuscii ad uscire. In verit\u00e0, fui scaraventata o meglio ancora sputata fuori, insieme all\u2019ultima ondata di acqua della mia adorata piscina, ormai svuotata del tutto. Che spettacolo! Che emozioni! E che paura!<\/p>\n<p>Comunque, ero finalmente uscita, sana e salva! Un vero miracolo: ero viva nonostante tutto. Ero nata! Era il miracolo della mia nascita! Ma in quali condizioni! Ero praticamente avvolta da una patina gelatinosa di colore rosso e giallo, e mi sentivo tutta appiccicosa, ma, soprattutto, avevo un gran freddo, cos\u00ec tutta . . . nuda, ormai fuori dal mio caldo rifugio.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi, naturalmente, piangevo, urlavo, ero disperata! Urlai ancora di pi\u00f9 quando una donna tutta vestita di bianco, un\u2019infermiera avvezza al mestiere, e, quindi, a mio parere, non troppo delicata, mi port\u00f2 sotto un lavandino per sciacquarmi e ripulirmi; poi, per fortuna, mi avvolse in un morbido panno e, come se fossi un fagotto, mi consegn\u00f2 ad un uomo alto, bello, al quale disse tali precise parole:\u201dPrego, la prenda pure in braccio, guardi che bella bambina, suvvia non abbia timore, \u00e8 sua figlia! Auguri, congratulazioni!\u201d<\/p>\n<p>La mano decisa ma gentile di quell\u2019uomo mi fece calmare: era mio padre! Fu amore a prima vista!<\/p>\n<p>Sentivo ancora le urla di dolore della mia povera mamma, la donna, dalla quale ero appena uscita con fatica, ma ero troppo stanca, per cui, dolcemente cullata, mi addormentai tra le braccia di pap\u00e0. Sognai la mia amata piscina, che mi aveva ospitato per cos\u00ec tanto tempo nella sua grande pace. Per\u00f2, nel sogno quella piscina appariva molto pi\u00f9 grande ed era proprio diversa dalla mia piscina di un tempo. Era solo un sogno!<\/p>\n<p>Mi risvegliai tra le braccia magre ed incerte di mia madre, la quale, secondo me, non si era ancora ripresa dall\u2019evento della mia\u00a0 nascita o meglio dall\u2019evento della mia fuoriuscita, si, insomma dal parto! Un parto naturale, ma non poi cos\u00ec tanto facile. Era stata un poco sfortunata. Ovviamente, ci vuole sempre un po\u2019 di fortuna!<\/p>\n<p>La mamma, comunque, mi guardava con orgoglio e tenerezza, con le lacrime agli occhi, quasi incredula che io potessi essere veramente la sua creatura, il frutto del suo ventre! Poi, ad un certo punto, non so perch\u00e9, le venne da piangere con tutti i sentimenti e . . . allora piansi anch\u2019io, cos\u00ec per solidariet\u00e0, non per altro. Ma il mio pianto fu interpretato dalla mamma come sintomo di fame, per cui ella, con grande garbo, avvicino la mia boccuccia ad una tettarella morbida, di cui lei stessa era munita, cio\u00e8 praticamente, mi fece attaccare al suo seno! Pazzesco!<\/p>\n<p>In verit\u00e0, all\u2019inizio non capii cosa dovevo fare, giocavo con quella tettarella. Poi, la mamma mi sussurr\u00f2 all\u2019orecchio queste paroline: \u201cDevi succhiare piccolina, cos\u00ec esce il lattuccio e potrai sfamarti anche tu\u201d. Allora capii! La cosa era pi\u00f9 importante di quanto potessi immaginare: si trattava della mia sopravvivenza! Afferrai meglio la tettarella e cominciai a succhiare, con foga, ma senza mai farle male. Come avrei potuto!? E, succhiando succhiando, mi addormentai soddisfatta, rimanendo attaccata al dolce seno della mamma. Sognai ancora di essere ritornata nella mia piscina adorata, ma nel sogno era sempre pi\u00f9 diversa da quella originale, sempre pi\u00f9 piccola ed angusta, insomma non era la mia piscina.<\/p>\n<p>Al risveglio, stavolta, mi ritrovai, da sola, in una minuscola culla, all\u2019interno di una stanza enorme, dove, in verit\u00e0, c\u2019erano tanti altri marmocchi, i miei compagni di sventure! Era la stanza del pianto: si faceva a gara a chi urlasse di pi\u00f9. Mi sembr\u00f2 un gioco poco divertente; anzitutto, quel fracasso mi disturbava parecchio, ma soprattutto, mi impediva di concentrarmi e realizzare ci\u00f2 che mi fosse accaduto. Forse era tutto un sogno o . . . un incubo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poco dopo realizzai che mi trovavo al sicuro; infatti, le solite signore vestite di bianco \u2013 le infermiere \u2013 distribuivano a tutti noi piccolini una bottiglietta piena di una bevanda dolce per farci calmare, in attesa che arrivassero le nostre mamme.<\/p>\n<p>Addolcita da quella bevanda piombai ancora in un sonno profondo e di nuovo feci il mio sogno ricorrente: la piscina, ma no, che dico, la pancia della mamma! Ormai era tutto chiaro: la mamma mi aveva ospitato nella sua pancia per ben nove mesi, mi aveva nutrito, aveva cantato per me, mi aveva portato a spasso, aveva sofferto con me e per me. Ed ora continuava a nutrirmi col suo stesso corpo! Che cosa miracolosa! Io credo che qualcun altro, pi\u00f9 grandioso di lei, l\u2019abbia aiutata. Deve essere per forza cos\u00ec; mia madre \u00e8 troppo esile e debole per aver potuto fare da sola una cosa cos\u00ec grande. Non pu\u00f2 essere tutto merito suo. Pare che sia stato Dio: io non lo conosco ancora tanto bene, per\u00f2, chiunque sia, \u00e8 grandioso!<\/p>\n<p>Soprattutto, non riesco a comprendere come mia madre abbia potuto farmi crescere nella sua pancia cos\u00ec schifosamente piatta e piccola! E come abbia potuto nutrirmi con il suo latte per cos\u00ec tanto tempo, con quei due minuscoli seni!<\/p>\n<p>Avrei potuto immaginare pi\u00f9 facilmente una cosa del genere da parte di mio padre, con il suo ventre imponente ed il suo petto largo! E invece no, pare che i maschi o meglio gli uomini non possano portare in grembo bambini. Peccato per loro! Che mistero! Sono piccola e ho ancora tanto da imparare, ma credo che molte cose di questo mondo rimarranno un grande mistero, proprio come quello della nascita!<\/p>\n<p>Rimasi in quel grande nido per neonati per tre lunghissimi giorni! Il tempo non passava mai, una vera noia! Gli unici momenti di gioia erano di mattina, presto, e di sera, tardi, quando arrivavano le nostre mamme per allattarci; poi, loro andavano via e noi rimanevamo inesorabilmente soli! Eh, si! Si pu\u00f2 essere soli pur stando in mezzo a tante persone, specie se moleste come i miei compagni di stanza: non smettevano mai di piangere e lamentarsi, come se poi strepitando in quel modo, risolvessero qualcosa!\u00a0 Che sciocchi! Lamenti e pianti non servono a niente, almeno quasi sempre!<\/p>\n<p>Una mattina, per\u00f2, piansi anch\u2019io, non per contagio n\u00e9 per solidariet\u00e0, ma per una valida ragione: la mia mamma non era venuta ad allattarmi ed io avevo tanta fame e tanta, tanta voglia di lei!<\/p>\n<p>E quella simpaticona dell\u2019infermiera, invece di consolarmi e magari andare a chiamare la mamma, ebbe il coraggio di dirmi, scherzosamente, che, mia madre era rimasta a dormire, e quindi, niente colazione! E rideva pure! Che faccia tosta!<\/p>\n<p>Possibile che la mia mamma fosse rimasta a dormire, dimenticandosi della sua piccolina!? No, non era possibile; era, sicuramente, successo qualcosa, un imprevisto. Forse stava male, poverina! O chiss\u00e0? Pensavo a queste cose, ma nello stesso tempo urlavo con tutte le mie forze, perch\u00e9 avevo fame!<\/p>\n<p>Le urla ed i pianti, stavolta, servirono: l\u2019infermiera, intenerita o infastidita, mi prese in braccio delicatamente e mi fece saziare con quel solito nettare, che era davvero molto buono. Non era il latte di mamma, ma andava bene. Insomma, ero sopravvissuta anche senza di lei! Eh s\u00ec, adesso a ripensarci, ero un po\u2019 innervosita e dispiaciuta per l\u2019accaduto.<\/p>\n<p>Per fortuna si tratt\u00f2 di un singolo spiacevole episodio; quella sera la mamma venne da me e cos\u00ec pure il mattino seguente e la sera dopo e . . ., insomma, da allora la mia mamma c\u2019\u00e8 sempre stata per me, nutrendomi e sostenendomi, nei momenti belli ed in quelli brutti.<\/p>\n<p>Quanto a quell\u2019unico episodio di a b b a n d o n o, mi hanno raccontato che quella mattina la mamma fu severamente ripresa dal mio grande <em>papis<\/em>. In realt\u00e0, c\u2019era stato un equivoco: la sera prima l\u2019infermiera aveva assicurato ai miei genitori che la mattina seguente, dal nido, \u00a0mi avrebbero portato in stanza, date le delicate condizioni di salute della mamma. Poi, invece, al mattino, non si sa per quale motivo, ci\u00f2 non avvenne. Cosicch\u00e8, quando mio padre, scapicollandosi da casa, arriv\u00f2 nella stanza dell\u2019ospedale alle 7.00 del mattino, trov\u00f2 solo la mamma senza la sua adorata bambina. Che delusione! E che rabbia prov\u00f2 il mio pap\u00e0; soprattutto non riusciva proprio a capire come la moglie potesse starsene l\u00ec tranquilla, nel letto, a fare la sua colazione, senza chiedere spiegazioni a nessuno e senza considerare la gravit\u00e0 dell\u2019accaduto!<\/p>\n<p>La mamma, dal suo canto, era rimasta delusa per non avere potuto avere la sua piccolina, ma era, comunque, stanca e dolorante, e dovette pure sopportare le lamentele di mio padre, il quale, ovviamente attribuiva a lei tutta la colpa!<\/p>\n<p>Sicuramente, per\u00f2, quella mattina prese pienamente coscienza della sua nuova condizione di m a d r e, cio\u00e8 realizz\u00f2, forse per la prima volta, che ormai era una mamma, che aveva delle responsabilit\u00e0 e che i propri dolori dovevano essere secondari.<\/p>\n<p>Eh s\u00ec, una madre non sente pi\u00f9 dolore di fronte ad un figlio, si annulla per lui e soffre in silenzio. Soffre, ma non soffre!<\/p>\n<p>In verit\u00e0, questo per me \u00e9 un concetto un po\u2019 difficile da spiegare e da capire. Forse, da grande, se sar\u00f2 madre anch\u2019io, come spero, capir\u00f2 meglio di che si tratta.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, forse, un giorno, anch\u2019io potr\u00f2 ospitare qualcuno nella mia piscinetta, che, almeno adesso, \u00e8 bella rotonda e morbida!<\/p>\n<p>Sono passati solo otto anni dalla mia nascita e mi pare di capire che per questo c\u2019\u00e8 tempo, tanto tempo!<\/p>\n<p>Perci\u00f2, per il momento continuo a nuotare felice e spensierata nella piscina del mio quartiere ed urlo e canto a tutti la mia gioia di vivere: \u201cViva la vita, viva l\u2019<em>amour<\/em>!\u201d<\/p>\n<p>Adesso, a ripensarci, sono proprio contenta che qualcuno, quel giorno, abbia deciso di togliere il tappo della mia piscina.<\/p>\n<p>S\u00ec, sono molto felice di essere nata! Ringrazio Dio per questo ed ovviamente i miei genitori, che, con il loro amore mi hanno dato la vita.<\/p>\n<p>L\u2019ho sentito dire alla mia adorata TV, ma \u00e8 vero, \u00e8 proprio cos\u00ec: \u201cLa vita \u00e8 una cosa meravigliosa!\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9618\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9618\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivevo tranquilla in un posto sicuro, raccolto, piccolo ma non angusto, lontano da sguardi indiscreti e rumori molesti: era una specie di piscina, in cui mangiavo, nuotavo, facevo i miei piccoli bisogni e, soprattutto, dormivo! 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