{"id":9606,"date":"2012-05-16T16:16:47","date_gmt":"2012-05-16T15:16:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9606"},"modified":"2012-05-16T16:16:47","modified_gmt":"2012-05-16T15:16:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-martina-di-laura-landi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9606","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Martina&#8221; di Laura Landi"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\">Gli occhi sbarrati nel buio e il sonno che non viene&#8230;&#8230;.non vuole venire il sonno. E il <\/span><span style=\"font-size: medium;\">pensiero ritorna&#8230;&#8230;.e il silenzio della notte lo afferra e lo affonda. Si rigira nel letto e accanto a lui c&#8217;\u00e8 la voragine lasciata dall&#8217;assenza di Martina. Ma tu g<\/span><span style=\"font-size: medium;\">uarda se doveva farmi &#8216;sto scherzo proprio adesso&#8230;..lasciarmi ora&#8230;&#8230;col negozio che va male&#8230;&#8230;e &#8216;sto casino allo stomaco per giunta. Che stronza! E quell&#8217;altro stronzo di Rapajic che vuole solo contanti&#8230;&#8230;Oh cristo\u201d . Si gira dall&#8217;altra parte, occhi spalancati e stomaco bruciante. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Ma che ore sono, mormora afferrando con la mano la sveglia dal quadrante luminoso che dal comodino ticchetta sfrontata. Ma sono le tre e mezza, ges\u00f9. Martina ma dove cavolo sei andata&#8230;&#8230;e andartene cos\u00ec, senza una parola&#8230;&#8230;senza un motivo&#8230;&#8230;macch\u00e9 senza un motivo&#8230;..troppe volte me l&#8217;hai gridato addosso e sulla faccia il motivo in quest&#8217;ultimo anno. E adesso anche il buco allo stomaco! Sono stati tutti quegli \u201cinetto\u201d&#8230;quei \u201cfallito&#8221;&#8230;quegli \u201cimmobile\u201d e \u201cinaffidabile\u201d che mi hai buttato addosso con lo sguardo e la bocca muta tirata su quel tuo viso da madonna quasi disgustato. Quegli sguardi&#8230;.quelle parole non dette. Tutte stilettate&#8230;..ferite che il medico ha chiamato \u201cgastrite\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Tu, invece, efficiente, perfetta, sempre in movimento senza stancarti mai. Anzi, diciamo meglio&#8230;.stancandoti e facendomi pesare quella tua stanchezza speciale profferita con voce appena udibile&#8230;quel tanto che io, il deficiente, captassi per farmi sentire un parassita, una schifezza&#8230;..col tuo stipendio fisso per di pi\u00f9. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Ma certo&#8230;.l&#8217;unica stanca della terra&#8230;.sempre piena di progetti e di cose da fare e cos\u00ec punitiva nei miei confronti&#8230;.proprio come Rapajic&#8230;.\u201din contanti caro Marco&#8230;.e chi si fida ormai di te \u201c sorrideva bonario come un padre&#8230;..s\u00ec, buono anche quello&#8230;.<\/span><span style=\"font-size: medium;\">Nemmeno tu, come quello, ti sei fidata di me&#8230;.mai una parola di sostegno&#8230;.solo \u201cpotevi fare cos\u00ec e cos\u00ec e cos\u00ec\u201d&#8230;..l&#8217;organizzatrice di vite, la perfettina&#8230; al diavolo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Non ti sei mai fidata delle mie capacit\u00e0, delle mie idee innovatrici per il negozio, ch\u00e9 \u00e8 vero che \u00e8 andato male&#8230;ma \u00e8 un momento di crisi per tutti. Tutte quelle tasse ci massacrano, cavolo. Devo rinnovare . L&#8217;idea di vendere con le scarpe anche qualche capo in pelle non era sbagliata se non m&#8217;avessero dato quella fregatura col ritardo delle consegne. L&#8217;idea era buona&#8230;.\u00e8 inutile che lei dica&#8230;..com&#8217;\u00e8 che dice? non bisogna fare il passo pi\u00f9 lungo della gamba. E allora ti dico cara che chi non risica non rosica. Quante volte te l&#8217;ho letto negli occhi quel disappunto&#8230;.quasi piet\u00e0&#8230;disprezzo. Ed \u00e8 finito tutto nel mio stomaco quello guardo l\u00ec, quella piet\u00e0, quel disprezzo. Forse \u00e8 meglio che mi succhi una di quelle pasticche&#8230;.mi passasse &#8216;sto bruciore.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Si alza dal letto stancamente e con lui anche il cane balza gi\u00f9 dal fondo\u00a0dove si era acciambellato lanciando occhiate umide al padrone. La mano appoggiata sullo stomaco come a tutelare quell&#8217;organo ferito che era un riflesso solo di quell&#8217;altra ferita. Quella al cuore . <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Non \u00e8 vero che il cuore non fa male, non brucia, non procura coliche&#8230;..anzi urla di dolore. E mentre con una mano attanagliata sullo stomaco traversa la camera da letto avviandosi verso la cucina seguito amorevolmente da Bogart lunghe lacrime scendono a bagnargli le guance infilandosi nella barba. \u201c&#8217;Sta stronza\u201d mormora in un lamento mentre si siede sulla sedia al tavolo della cucina passandosi l&#8217;altra mano sugli occhi, sulla barba e su quel pianto che ormai colava come cemento sui ricordi di amore, su quelli di avere un figlio&#8230;..lui lo voleva tanto un figlio&#8230;e li seppelliva. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Trova il cassetto dove Martina teneva le medicine e cerca confusamente il blister con le pasticche lattiginose e confortanti. <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Speriamo che mi passi e possa dormire un po&#8217;. Domani, anzi oggi&#8230;.altra bella giornatina&#8230;..Niente stress dice quel coglione del medico che si \u00e8 preso 300 euro per dirmi &#8216;ste cazzate che propina a tutti. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Bogart lo guarda con gli occhi languidi e gli regala una leccata affettuosa sulla mano abbandonata lungo il fianco. <\/span>\u201cF<span style=\"font-size: medium;\">orse dovrei prendere anche un sonnifero\u201d dice guardando Bogart, suo unico interlocutore, con voce incrinata mentre succhia la pasticca ficcandosene un&#8217;altra in bocca. E le lacrime seguitano a bagnargli la faccia e la barba. Adesso si fa pena da solo percependo la solitudine che lo circonda&#8230;.il buio. E il senso di vuoto si fa immenso. La paura&#8230;il panico, la bocca senza pi\u00f9 saliva, il petto stretto in una morsa. La testa che si svuota e si perde in uno sbandamento. Il tavolo della cucina gli si fa incontro e il bagnato delle lacrime che scendono anche dal naso si fonde col bagnato di un freddo sudore che via via gli riempie la fronte e il torace e le ascelle. La pasticca ormai lo soffoca e la sputa buttandola fuori con furia, quella pasticca che non \u00e8 riuscita a confortare. <\/span>\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Oddio\u201d sussurra appoggiandosi al tavolo con tutte e due le mani stringendo gli occhi come a cacciare un incubo. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201cDevo chiamare Martina&#8230;.subito&#8230;.deve venire, io sto male\u201d e allunga la mano verso il cellulare ma quello di Martina \u00e8 spento, irraggiungibile. &#8221; &#8216;Sta stronza, non so nemmeno dove andare a cercarla\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">E quando lentamente appoggia la testa sul tavolo con le braccia abbandonate e le mani che quasi sfiorano le mattonelle fredde del pavimento \u00e8 stremato e coperto di un sudore freddo appiccicaticcio che comincia ad asciugarsi addosso. Non ha pi\u00f9 alcuna forza, neanche quella di inveire contro Martina e Rapajic. Esanime, la paura del panico che lo ha invaso e che lui non conosce lo ha inebetito. E la paura \u00e8 dilatata dal suo non sapere come affrontare quel fenomeno nuovo e terrificante. \u201cMa che \u00e8 &#8216;sta storia&#8230;.forse \u00e8 infarto\u201d sussurra al nulla, gli occhi dilatati nel buio della finestra di fronte a lui. Abbassa lentamente le palpebre sugli occhi disperati. Li riapre sempre lentamente e lo sguardo si posa sull&#8217;orologio al muro che prosegue il suo tempo inesorabile e menefreghista come solo il tempo sa essere.<\/span>\u201c <span style=\"font-size: medium;\">O ges\u00f9, sono le cinque&#8230;.le cinque&#8230;e non ho dormito niente e fra qualche ora devo pagare quello&#8230;. e sto cos\u00ec male. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Devo sentire Giorgio, ecco cosa devo fare&#8230;Giorgio. Lui conosce quel tipo&#8230;quello col viso butterato&#8230;.quello potrebbe farmi un prestito per pagare Repajic cos\u00ec lo stronzo mi consegna la merce e io torno nel giro. Col cambio di stagione&#8230;&#8230;roba di classe&#8230;.e &#8216;stavolta, giuro, giro di boa. Tiro la cinghia, niente villeggiatura, niente chiusura estiva, grossi saldi&#8230;qualche trucco e rifondo il debito&#8230;&#8230;.liscio come l&#8217;olio. Gliela faccio vedere io a quella.\u201dMa quando cresci!&#8230;&#8230;\u201d con quella voce stanca e saputa. Ti faccio vedere io se cresco. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Le mani attaccate alle braccia penzolanti cominciano a formicolargli. Le solleva piano muovendole per cacciare quel fastidio tremendo. Le appoggia sul tavolo muovendo le dita mentre sempre lentamente alza la testa e stende il tronco intorpidito. Stira la schiena alzando in alto le braccia, il collo ancora rigido. Lo gira da una parte e dall&#8217;altra mentre\u00a0strofina le mani appiccicose di pianto e di sudore sul cotone del pigiama sulle cosce. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Una luce pi\u00f9 chiara di primo mattino scivola dentro il buio della finestra. Marco fissa quel chiarore con gli occhi abbottati e rossi e allunga una mano a carezzare la testa di Bogart che uggiola piano. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Il bruciore si \u00e8 attenuato. La secchezza alla bocca&#8230;&#8230;\u201dora mi faccio una camomilla\u201d sussurra. E la paura si \u00e8 trasformata in una sorta di rassegnazione a la fatica che dovr\u00e0 affrontare quel giorno. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">E anche quella notte se n&#8217;era andata per ora.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">forse dovrei prendere anche un sonnifero\u201d dice guardando Bogart, suo unico interlocutore, con voce incrinata mentre succhia la pasticca ficcandosene un&#8217;altra in bocca. E le lacrime seguitano a bagnargli la faccia e la barba. Adesso si fa pena da solo percependo la solitudine che lo circonda&#8230;.il buio. E il senso di vuoto si fa immenso. La paura&#8230;il panico, la bocca senza pi\u00f9 saliva, il petto stretto in una morsa. La testa che si svuota e si perde in uno sbandamento. Il tavolo della cucina gli si fa incontro e il bagnato delle lacrime che scendono anche dal naso si fonde col bagnato di un freddo sudore che via via gli riempie la fronte e il torace e le ascelle. La pasticca ormai lo soffoca e la sputa buttandola fuori con furia, quella pasticca che non \u00e8 riuscita a confortare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-size: medium;\">Oddio\u201d sussurra appoggiandosi al tavolo con tutte e due le mani stringendo gli occhi come a cacciare un incubo. \u201cDevo chiamare Martina&#8230;.subito&#8230;.deve venire, io sto male\u201d e allunga la mano verso il cellulare ma quello di Martina \u00e8 spento, irraggiungibile. \u201c&#8221;sta stronza, non so nemmeno dove andare a cercarla\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E quando lentamente appoggia la testa sul tavolo con le braccia abbandonate e le mani che quasi sfiorano le mattonelle fredde del pavimento \u00e8 stremato e coperto di un sudore freddo appiccicaticcio che comincia ad asciugarsi addosso. Non ha pi\u00f9 alcuna forza, neanche quella di inveire contro Martina e Rapajic. Esanime, la paura del panico che lo ha invaso e che lui non conosce lo ha inebetito. E la paura \u00e8 dilatata dal suo non sapere come affrontare quel fenomeno nuovo e terrificante. \u201cMa che \u00e8 &#8216;sta storia&#8230;.forse \u00e8 infarto\u201d sussurra al nulla, gli occhi dilatati nel buio della finestra di fronte a lui. Abbassa lentamente le palpebre sugli occhi disperati. Li riapre sempre lentamente e lo sguardo si posa sull&#8217;orologio al muro che prosegue il suo tempo inesorabile e menefreghista come solo il tempo sa essere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\u201c <span style=\"font-size: medium;\">O ges\u00f9, sono le cinque&#8230;.le cinque&#8230;e non ho dormito niente e fra qualche ora devo pagare quello&#8230;. e sto cos\u00ec male.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Devo sentire Giorgio, ecco cosa devo fare&#8230;Giorgio. Lui conosce quel tipo&#8230;quello col viso butterato&#8230;.quello potrebbe farmi un prestito per pagare Repajic cos\u00ec lo stronzo mi consegna la merce e io torno nel giro. Col cambio di stagione&#8230;&#8230;roba di classe&#8230;.e &#8216;stavolta, giuro, giro di boa. Tiro la cinghia, niente villeggiatura, niente chiusura estiva, grossi saldi&#8230;qualche trucco e rifondo il debito&#8230;&#8230;.liscio come l&#8217;olio. Gliela faccio vedere io a quella.\u201dMa quando cresci!&#8230;&#8230;\u201d con quella voce stanca e saputa. Ti faccio vedere io se cresco<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Le mani attaccate alle braccia penzolanti cominciano a formicolargli. Le solleva lentamente muovendole per cacciare quel fastidio tremendo. Le appoggia sul tavolo muovendo le dita mentre sempre lentamente alza la testa e stende il tronco intorpidito. Stira la schiena alzando in alto le braccia, il collo ancora rigido. Lo gira da una parte e dall&#8217;altra mentre piano strofina le mani appiccicose di pianto e disudore sul cotone del pigiama delle cosce. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Una luce pi\u00f9 chiara di primo mattina scivola dentro il buio della finestra. Marco fissa quel chiarore con gli occhi abbottati e rossi e allunga una mano a carezzare la testa di Bogart che uggiola piano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il bruciore si \u00e8 attenuato. La secchezza alla bocca&#8230;&#8230;\u201dora mi faccio una camomilla\u201d sussurra. E la paura si \u00e8 trasformata in una sorta di rassegnazione a la fatica che dovr\u00e0 affrontare quel giorno.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E anche quella notte se n&#8217;era andata per ora.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9606\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9606\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli occhi sbarrati nel buio e il sonno che non viene&#8230;&#8230;.non vuole venire il sonno. E il pensiero ritorna&#8230;&#8230;.e il silenzio della notte lo afferra e lo affonda. Si rigira nel letto e accanto a lui c&#8217;\u00e8 la voragine lasciata dall&#8217;assenza di Martina. Ma tu guarda se doveva farmi &#8216;sto scherzo proprio adesso&#8230;..lasciarmi ora&#8230;&#8230;col negozio [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9606\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9606\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2695,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9606","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9606"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2695"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9606"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9606\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9698,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9606\/revisions\/9698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}