{"id":9601,"date":"2012-05-15T18:22:41","date_gmt":"2012-05-15T17:22:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9601"},"modified":"2012-05-15T18:22:41","modified_gmt":"2012-05-15T17:22:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-un-piccolo-litigio-di-federica-politi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9601","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Un piccolo litigio&#8221; di Federica Politi"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una notte densa di sogni, Francesca non riusciva ad alzarsi. Era in quella fase del risveglio dove regna la confusione: con la mente sei sveglia, mentre il corpo \u00e8 ancora legato alla notte, \u00e8 ancora schiavo del sonno e soprattutto non \u00e8\u00a0del tutto certo di essere uscito dal sogno.<\/p>\n<p>Con fatica apr\u00ec gli occhi. La stanza era nella penombra. Era mattina presto. Il sole stava per sorgere l\u00e0, dietro il campanile di San Michele. Proprio non ricordava ci\u00f2 che aveva sognato, restava solo una strana sensazione mista di stupore e amarezza che lentamente scivolava fuori dal suo corpo, attraversandone ogni fibra.<\/p>\n<p>S&#8217;alz\u00f2.\u00a0Bruscamente si ricord\u00f2 del compito in classe di francese che aveva alle prime due ore. Si ricord\u00f2 del litigio che aveva avuto con la sua migliore amica il giorno prima mentre cercavano di studiare e di come se ne fosse andata da casa sua sbattendole la porta in faccia. Si ricord\u00f2 che avevano litigato per una stupidaggine, per una piccola gelosia nei confronti di Giulia, la sua amica, che era uscita con la pi\u00f9 figa della classe senza dirle niente. Non voleva che la loro amicizia fosse esclusiva, per\u00f2, s\u00ec, c&#8217;era rimasta male, perch\u00e8 le aveva tenuto nascosta quell&#8217;uscita. Tra loro non ci dovevano essere segreti. Giulia non lo aveva capito. Avevano finito per litigare. Ed ora era troppo difficile tornare indietro. Era difficile recuperare un rapporto incrinato.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 il cellulare e il quotidiano messaggino di &#8220;Buongiorno&#8221; di Giulia non c&#8217;era. Una punta di intenso dolore si espandeva veloce in pieno petto come una macchia. Erano inseparabili da quando, in prima superiore, si erano sedute vicine di banco il primo giorno di scuola. Da allora non era cambiato niente. Erano diverse ma vedevano il mondo con gli stessi occhi, pur andando verso direzioni opposte. Ed ora, non si sentiva pi\u00f9 la stessa. Stupida. Una vera stupida. Che cosa le era preso per arrabbiarsi in quel modo.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 in bagno strascicando i pensieri. Si vest\u00ec. Si diresse verso la cucina per la colazione. Sua madre neanche s&#8217;accorse delle ombre nel suo sguardo, cos\u00ec presa com&#8217;era da se stessa e dal suo lavoro. Suo padre, era gi\u00e0 uscito di casa. La sera tornava sempre tardi, giusto per l&#8217;ora di cena, con uno strano odore dolciastro addosso e un&#8217;aria distratta, come se avesse la testa altrove. Sua madre nemmeno se ne accorgeva. Sua madre faceva finta di non accorgersene. Sembravano due vecchi\u00a0conoscenti che la sera si ritrovano e dopo essersi raccontati il superfluo, ritornano ognuno alla propria vita. L&#8217;essenziale \u00e8 invisibile agli occhi, come ha detto qualcuno. Anche i suoi genitori la facevano arrabbiare, ma al momento non aveva forze a sufficienza per combattere due battaglie. Quindi, inzupp\u00f2 ogni pensiero nel caff\u00e8 latte, sforzandosi di sorridere ogni volta che la mamma le diceva qualcosa, per aiutarla a placare il suo debole senso di colpa. La baci\u00f2 sulla fronte e gi\u00e0 era in camera a finire di prepararsi.Francesca s&#8217;alz\u00f2 incredula del manicomio in cui si trovava a vivere. Indoss\u00f2 il giacchetto e con lo zaino alle spalle usc\u00ec sbattendo con forza la porta.<\/p>\n<p>Camminava per le vie silenziose della citt\u00e0 verso scuola. L&#8217;ansia, per l&#8217;imminente disastro che sarebbe stato il compito di francese, cresceva. Dopo il litigio non era pi\u00f9 riuscita a studiare. La rabbia verso Giulia aumentava al solo pensiero di doverla vedere e di doverle sedere vicino. Poi, come un lampo che esplode nella notte, un&#8217;idea illumin\u00f2 quei tristi pensieri, un&#8217;idea che mai l&#8217;aveva sfiorata. Un&#8217;idea che si nutriva d&#8217;ansia e di disperazione. Avrebbe fatto buca. O sega. O marinato. Insomma, non sarebbe andata a scuola. Uno slancio di ribellione le era esploso dentro. Era stufa. Era stufa di tutto. E di tutti. Questa mattina avrebbe fatto a modo suo: la scuola, sua madre, suo padre, Giulia e il fottutissimo compito di francese potevano andare tranquillamente a quel paese. La rabbia svan\u00ec com&#8217;era venuta. Fu pervasa da un senso d&#8217;euforia per la libert\u00e0 che si prendeva con la forza, per la sensazione di proibito, per la paura d&#8217;esser scoperta e di dover affrontare nuove ed estenuanti discussioni che a nulla avrebbero portato. Era eccitata.<\/p>\n<p>Era davanti Porta San Pietro. Doveva decidere dove andare. La scuola era vicina. Doveva allontanarsi, altrimenti qualcuno l&#8217;avrebbe vista. Decise di salire sulle Mura. L\u00ec avrebbe sicuramente trovato un angolo riparato dove abbandonarsi alla musica e ai pensieri. Per fortuna l&#8217;inverno non aveva ancora bussato alle porte dell&#8217;autunno ed il sole era ancora in grado di circondarti in un alone di tepore.<\/p>\n<p>Mentre saliva le arriv\u00f2 un messaggio sul cellulare. Lo avrebbe volentieri ignorato, ma schiava della tecnologia, stava gi\u00e0 stringendo il suo Nokia tra le mani, fissando lo schermo. Solo cinque parole. Solo cinque parole nere su un fondo bianco. &#8220;Scusa per ieri. Mi manchi.&#8221; Era Giulia.<\/p>\n<p>In un istante tutta la rabbia, tutta la ribellione, tutta l&#8217;euforia di cui si era sentita investita, svanirono. In un istante era di nuovo una stupida: per tutte le parole che erano volate, per la meschinit\u00e0 dei suoi gesti. In un istante si sentiva una bambina stupida. Una lacrima le affior\u00f2 negli occhi, bagnando il suo sguardo e fu certa che l&#8217;unica cosa che voleva era far pace con Giulia. Voleva stringerla tra le braccia. Farsi consolare. Voleva sentire il profumo di cocco dei suoi capelli. Voleva vedere i suoi gioiosi occhi color nocciola e il suo splendido sorriso illuminare le loro giornate. Voleva Giulia.<\/p>\n<p>Senza pensarci due volte, torn\u00f2 indietro dirigendosi veloce verso la scuola. Non poteva fare tardi. Doveva sistemare almeno questa cosa nella sua vita. Questa cosa che, al momento, era la pi\u00f9 importante. Aveva l&#8217;affanno ma non cedeva. Era quasi arrivata. \u00a0Poteva vedere il solito via vai di studenti, genitori, professori che precede l&#8217;ingresso. Il suo ritardo non era irrecuperabile. Poi mentre tirava il fiato, tra un passo e l&#8217;altro, la vide.<\/p>\n<p>Era seduta sul motorino. Spostava lo sguardo dall&#8217;orologio al cellulare. Evidentemente aspettava la sua risposta. Era davanti a lei, ora. Lesse la sorpresa e la gioia nel suo volto. Non parlarono, ma s&#8217;abbracciarono il tempo di una manciata di secondi. Poi suon\u00f2 la campanella e con il sorriso sulle labbra si diressero in classe.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 di essersi ritrovate, anche solo dopo essersi perse per pochi momenti, era grande. Un poco si vergognavano. Non parlarono di quello che era successo. Semplicemente decisero di cancellare questo evento dai loro ricordi. Ma non fu possibile. Il tre del compito di francese glielo ricord\u00f2 per parecchi giorni e rimediare a quello non fu facile come rimediare ad un piccolo litigio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9601\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9601\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo una notte densa di sogni, Francesca non riusciva ad alzarsi. Era in quella fase del risveglio dove regna la confusione: con la mente sei sveglia, mentre il corpo \u00e8 ancora legato alla notte, \u00e8 ancora schiavo del sonno e soprattutto non \u00e8\u00a0del tutto certo di essere uscito dal sogno. Con fatica apr\u00ec gli occhi. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9601\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9601\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1172,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9601","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9601"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1172"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9601"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9689,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9601\/revisions\/9689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}