{"id":9557,"date":"2012-05-15T18:13:13","date_gmt":"2012-05-15T17:13:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9557"},"modified":"2012-05-15T18:13:13","modified_gmt":"2012-05-15T17:13:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-pietre-e-sogni-ai-margini-del-fiume-di-vito-de-nicola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9557","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Pietre e sogni ai margini del fiume&#8221; di Vito De Nicola"},"content":{"rendered":"<p>Alex mi parla spesso della lunga estate del 1972&#8230; A Kh., paese rurale di poche migliaia di persone, nel cuore della valle dell\u2019Ophanto,la Vallebleu, quattro amici diciassettenni Alex, Ernesto, Jos\u00e8 e il Rosso, cresciuti tra la cultura contadina e i miti della letteratura, decidono con spensierata noncuranza di abbandonare la noiosa routine della vita di paese e cercare l\u2019avventura tra le golene intricate e l\u2019acqua trasparente del fiume, immaginando di essere un po\u2019 il partigiano Johnny un po\u2019 il comandante Che Guevara&#8230; o semplicemente qualcuno dei tanti giovani ribelli che in quel periodo attraversano le strade blu d\u2019America alla ricerca inquieta di libert\u00e0 e gioiosa uguaglianza&#8230; Non era sulle strade secondarie segnate in blu, pi\u00f9 che su quelle principali segnate in rosso, che si muovevano verso l\u2019avventura, riscoprendo nuovi modi di vivere collettivamente con gli scarti della societ\u00e0 consumistica e reazionaria?&#8230; Cos\u00ec, sulle strade segnate in giallo o arancione, nelle cartine italiane, quelle dimenticate delle tante valli appenniniche, spesso, in quegli anni correvano gli esili fili dell\u2019avventura, immaginaria o reale, di tanti giovani animati solo dalla voglia di vedere cose nuove e stare insieme&#8230;<\/p>\n<p>Da parte mia, non faccio altro che curare il manoscritto del racconto giovanile di un amico di vecchia data, intriso delle considerazioni che andava facendo in quel periodo, per quel che ne so&#8230; Esito ad apporre ogni altro commento o aggiunta, convinta come sono di trovarmi di fronte a qualcosa di delizioso. Mi perdo nel suo mondo interiore che io percepisco come incantato nonostante tutto, anche perch\u00e9 mi ricorda emozioni d\u2019altri tempi ed evoca in me tanti ricordi sopiti, pensieri che facevo\u2026e tante altre cose.<\/p>\n<p>La prosa \u00e9 limpida, scintillante, sobria; pervasa da un\u2019ansia leggera, ora ingenuamente letteraria, ora attraversata da sottile e allegra ironia; i quattro ragazzi si muovono con maldestra goffaggine, ma sempre come personaggi a tutto tondo, veri con le loro illusioni e i loro sogni, immersi nella piatta, stordente, aspra quotidianit\u00e0 paesana&#8230; La vicenda narrata, un semplice episodio di vita quotidiana, riporta dettagli minuziosi e inaspettati, delicate gouache di un mondo rurale e di una natura ancora incontaminata, che solo un inguaribile sognatore pu\u00f2 permettersi di custodire dentro di s\u00e9 con tanta affettuosa cura&#8230; Quarant\u2019anni dopo, essi appaiono, nitidi e struggenti, in tutta la loro disarmante semplicit\u00e0&#8230; con un filo di flebile amarezza ed infantile nostalgia&#8230;<\/p>\n<p>Mi lascio prendere dal racconto, attratta anche dalle delizie e dai colori di un\u2019estate sul fiume, ancora integro, qualche anno prima che fosse avvelenato dagli scarichi e devastato dal degrado e dall\u2019inquinamento. Sospiro; poi sorrido all\u2019immagine che mi passa davanti agli occhi con frotte di ragazzini turbolenti e scalmanati, schiere di adolescenti annoiati e spavaldi, tutti nudi e delicati, i corpi acerbi, bianchicci e scattanti, accalcarsi sulle rive sabbiose o immersi nella corrente vorticosa. Penso alle belle pagine di letteratura che hanno suggerito i bagni nel fiume, agli stagni del Belbo nascosti nelle forre intricate o ai fitti canneti che ricoprono le sponde del Tevere o dell\u2019Aniene&#8230; \u201cAnche le acque verdi dell\u2019Ophanto, all\u2019inizio degli anni Settanta,\u201d mi dico convinta \u201cdovevano essere niente male&#8230; per non parlare dalla corrente fredda che ogni anno cambiava il percorso dell\u2019alveo e levigava i macigni, le rocce rosse spaccate e le distese di ciottoli colorati, scintillanti sotto il sole di luglio o d\u2019agosto.\u201d<\/p>\n<p>Ne sento per la prima volta parlare, una sera mite di settembre, al bar <em>T<\/em>, l\u2019internet caf\u00e8, sotto casa sua. C\u2019\u00e9 una delle tante festicciole che animano la fine dell\u2019estate in paese e una strana euforia trapela da tutti i nostri ragionamenti, dopo lunghi periodi di silenzio, in cui ognuno di noi s\u2019\u00e9 perso dietro le proprie vicende. Siamo amici d\u2019infanzia, Alex ed io; scelte di vita differenti, ci hanno portati a vivere, come succede, in posti diversi&#8230;\u00a0 Me, poi, in un\u2019altra citt\u00e0, a correre dietro ai tanti impegni che la responsabilit\u00e0 di una piccola casa editrice richiede&#8230; Ma \u00e9 piacevole quando capita, sempre pi\u00f9 di rado, ritrovarsi a parlare del nostro passato comune; dei tanti, come ci diciamo qualche volta, che amano cos\u00ec intensamente i propri errori da passare il resto della vita a difenderli, convinti, anche noi, di aver avuto vent\u2019anni, o poco pi\u00f9, nel \u201877, e ora soltanto diciassette&#8230;<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Adoro stendermi sulla panchina della vecchia scuola d\u2019Arte, laggi\u00f9, dietro la curva, verso il crepuscolo&#8230; \u00bb dice quella sera. Al ritorno dal lavoro, sfibrato dalle tensioni&#8230; annoiato&#8230; stanco, una breve camminata a piedi per le strade del paese piene di gente chiassosa e inconcludente lo incoraggia a venir subito via; attirato di pi\u00f9 dall\u2019idea di aspettare l\u00ec, sotto i pini, la sera&#8230; Soprattutto al termine di giornate un po\u2019 strane, trascorse con la testa tra le nuvole, un filo di uggia sempre in agguato, come succede spesso, negli ultimi tempi, pi\u00f9 il sabato che il luned\u00ec&#8230; Ed ecco il buio, finalmente&#8230; anche l\u2019ape muraiola, che si affanna a costruire le sue celle di creta nel cilindro di ferro arrugginito per l\u2019asta della bandiera vicino al portone della scuola abbandonata, pu\u00f2 riposarsi!&#8230; L\u2019altra mattina, domenica, sotto un sole infernale, si capiva che era affannata, estenuata&#8230; Ed ecco anche l\u2019assiuolo nascosto tra i rami dell\u2019ontano&#8230;<\/p>\n<p>Ascolto in silenzio anche le sue lunghe pause.<\/p>\n<p>Continua a parlarmi di viaggi fantastici confusi con scene e cose realmente vissute&#8230; E mi ritrovo, anch\u2019io, con lui, navigante occasionale incuriosita, su un\u2019imbarcazione d\u2019epoca nei pressi di una grande isola biancastra, un\u2019alba sul mare turchese in un giorno di giugno del 1611, al cospetto di una muraglia di pietra, bastioni massicci, torri imponenti&#8230; forse Candia&#8230; scherzi di una domenica assolata, che per\u00f2 s\u2019avvia verso la fine&#8230; con lui che non vede l\u2019ora di andare a letto per proseguire il viaggio&#8230;<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec che comincia a parlare dei lunghi pomeriggi d\u2019estate, della sua adolescenza. Lo rivedo, fino alle otto passate, con un sole d\u2019inferno che spacca i sassi senza un alito di vento, a zonzo per le strade del quartiere, affollato e rumoroso&#8230; Le pause noiose nella bottega del barbiere, a leggere riviste sdrucite di cronaca e vecchi fumetti di sesso e avventura o a giocare a dama. E le bazziche al biliardo, nell\u2019angusta spelonca del bar di via Concezione&#8230; Visto che \u00e9 impossibile vedersi, prima del giorno successivo, con la ragazzina dagli occhi verdi che l\u2019aveva incantato&#8230; \u2018occhi verdi occhi verdi!&#8230;\u2019 aspetta con ansia che arrivi la notte blu per incontrarla nei dormiveglia o nel sonno profondo&#8230; Calda anche la notte di stelle. Come le stupende giornate trascorse in libert\u00e0 l\u2019estate di quell\u2019anno, il 1972. All\u2019aria aperta sul fiume, da maggio a settembre\u2026 Quando, stanchi di bagni nelle acque limpide e fredde, si mettono, infine, a leggere&#8230; a recitare brani o parlare di letteratura. E la sera, storditi dall\u2019euforia, a stento trattengono la voglia di lanciare urli sovrumani di gioia nel silenzio&#8230;<\/p>\n<p>\u00abPassavo intere mattinate a leggere&#8230;\u00bb prosegue animato. E\u2019 chiaro che la mia attenzione ad ascoltarlo accentua la sua voglia di parlare&#8230; \u00abEra un periodo, quello, in cui mi tuffavo letteralmente nella lettura. Non avrei staccato mai la testa dal libro, se, a un certo punto, non mi fossero bruciati gli occhi&#8230; Gulliver tra gli houyhnhnm<em>,<\/em> o la storia di un vecchio<em> <\/em>pescatore che, da solo su una barca a vela nel mar dei Caraibi, da ottantaquattro giorni non prendeva un pesce&#8230; o, ancora, Talino col suo tridente in un profumo acre di grano e fieno e il racconto di un ragazzetto partigiano di nome Pin che gioca a far la guerra vera, di sentieri dei nidi di ragno&#8230; pi\u00f9 tardi arriva anche la bella Mardou e le notti calde dei&#8230; <em>sotterranei<\/em> di San Francisco&#8230; e Kerouac&#8230; <em>ma io voglio Mardou: perch\u00e8 la vedo in piedi, coi calzoni di velluto nero&#8230; i capelli neri sulla nuca tagliati corti pettinati all\u2019ingi\u00f9 belli e lisci, il rossetto, la pelle di un bruno chiaro, gli occhi scuri, il modo in cui le ombre giocano sugli zigomi sporgenti, il naso, la linea breve morbida dal mento al collo<\/em>&#8230; Pensavo alla sua gonna blu notte un po\u2019 corta e alla maglia amaranto, alle sue lentiggini e ai suoi ricci, al suo modo leggero di camminare&#8230; E ogni tanto scrivevo&#8230; \u00bb<\/p>\n<p>Annota, su un quadernetto nero, appunti all\u2019incirca come questo: \u201cAnche oggi \u00e8 stata una giornata trascorsa en plein air&#8230; Bella la passeggiata allo Spineto, campi verdi prati boschi che rinascono, peri selvatici in fiore e sassi, ciottoli di selce durissima, taglienti come lame di coltelli violacei&#8230; sparsi in una terra nera&#8230; sento anch\u2019io, adesso il richiamo dell\u2019assiuolo: chi\u00f9 chi\u00f9&#8230;chi\u00f9&#8230;\u201d oppure \u201cVorrei&#8230; Ecco&#8230; Avere qualcosa da fare, qualcuno da aspettare&#8230; un lavoro da terminare con entusiasmo per non sentirmi inutile&#8230; sfinirmi di stanchezza&#8230; cose che non siano&#8230; le solite puttanate&#8230;\u201d oppure ancora, cose tenere del tipo: \u201cHo incominciato da qualche giorno a scrivere un racconto \u2018L\u2019estate sul fiume\u2019&#8230; Vorrei dargli una forma decente, se mi riesce&#8230; mi piacerebbe farne capolavoro&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u00abD\u2019accordo, pubblicher\u00f2 il tuo racconto&#8230; Mi hai convinta&#8230;\u00bb Dissi, infine. E aggiunsi subito, come un sussurro: \u00abMa non ci voleva molto, lo sai&#8230; \u00bb.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9557\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9557\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alex mi parla spesso della lunga estate del 1972&#8230; A Kh., paese rurale di poche migliaia di persone, nel cuore della valle dell\u2019Ophanto,la Vallebleu, quattro amici diciassettenni Alex, Ernesto, Jos\u00e8 e il Rosso, cresciuti tra la cultura contadina e i miti della letteratura, decidono con spensierata noncuranza di abbandonare la noiosa routine della vita di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9557\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9557\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2692,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9557","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9557"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2692"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9557"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9559,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9557\/revisions\/9559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}