{"id":955,"date":"2009-04-06T18:08:50","date_gmt":"2009-04-06T17:08:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=955"},"modified":"2009-04-06T18:08:50","modified_gmt":"2009-04-06T17:08:50","slug":"la-clara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=955","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;La Clara&#8221; di Olena Papalini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><\/span><\/p>\n<p><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">-Oh Madonnina, questa bimba &#8216;un mi mangia nulla!<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Quante volte gliel&#8217;ho sentito dire alla mia buona Clara, con quei toni alti che le erano propri, da donna appassionata alla vita e alle piccole cose, e perch\u00e8 era un po&#8217; sorda.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Lei era molto tirchia (<em>stricca, <\/em>dicono a Massa), parsimoniosa all&#8217;inverosimile, attenta alla lira, a non sprecare niente; suo fratello Lis\u00e8o la chiamava &#8220;Svizzera&#8221;.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Tra loro era un litigio perpetuo. Lei si lamentava: \u201cohihoi, Lis\u00e8o\u2026ohiohina\u2026\u201d, si spazientiva: \u201cohimmena\u2026\u201d e lui che nel battibecco aveva sempre la peggio, mi strizzava l\u2019occhio a cercare la mia complicit\u00e0, come per dirmi: \u201clasciamola dire\u2026\u201d. Ma io, col cuore che mi si stringeva per lui, pensavo che lei aveva ragione ed era buona a prendersi cura di lui.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Il sabato la Clara giocava al lotto con la ferma intenzione di poter vincere, anche poco, era importante, e per questo teneva sempre a portata di mano il &#8220;libro dei sogni&#8221;, che a me sembrava una stravaganza assai curiosa. Lo trovavo ora su una sedia, o sul davanzale o appoggiato sul ripiano del <em>mettitutto<\/em>.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Ma non ho mai pi\u00f9 incontrato una persona pi\u00f9 generosa e di cuore della Clara.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Mi aveva accolta a casa sua per una retta modesta:16 mila lire al mese; mi aveva messa a dormire in camera con la su&#8217; figliola, la Paola, e non mi ha mai fatto sentire meno importante.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Cos\u00ec io, che non avrei mai voluto dispiacerle -sembrandomi il mensile scarso-, quando a tavola mi scodellava la minestra, l&#8217;arrestavo gi\u00e0 al primo mestolo, e cos\u00ec facevo con la pietanza, e magari non prendevo neanche la frutta e la vedevo sinceramente disperarsi: -oh bimbina, mangi come un uccellino! io so&#8217; sgomenta! ma &#8216;un ti garba? ti fo un&#8217;altra cosa?- e io protestavo che s\u00ec che mi garbava, ma non mi ci andava pi\u00f9.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Avevo 12 anni, dovevo ancora crescere, spesso mi assaliva una fame prepotente. Allora, ingenuamente, andavo all&#8217;acquaio a riempire e bere un bicchiere d&#8217;acqua dopo l&#8217;altro, illudendomi di poter riempire e ingannare lo stomaco, ch\u00e9 non si facesse pi\u00f9 sentire. I miei sogni notturni erano popolati di polli arrosto, e anche quelli diurni, con l&#8217;aggiunta di un contorno di patate, senza lesinare.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Passando davanti ad un forno l&#8217;odore del pane caldo mi sconvolgeva e le mie compagne entravano a comprare la <em>schiacciata<\/em>, mentre io mi proibivo questo piacere perch\u00e9 mi proponevo di riportare intatta alla mia mamma la cifra che mi dava per le piccole spese. Oggi guardo con tenerezza quella bambina sciocca che ero, ch\u00e9 tanto le mie buone intenzioni non le indovinava n\u00e9 la Clara n\u00e9 <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>la mi&#8217; mamma; e non si ravvisi una &#8220;voluptas dolendi\u201d, perch\u00e9 il mio intento era di ottenere riconoscimento e approvazione. Questo \u00e8 un motivo conduttore della mia vita: cercare di compiacere gli altri, che me l&#8217;ha resa faticosa e le ha tolto spontaneit\u00e0, riuscendo a sortire, peraltro, l&#8217;effetto contrario a quello sperato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">La Clara invece mi accettava, per lei andavo bene com&#8217;ero, da lei non ho mai avuto critiche n\u00e9 un rimprovero, non mi faceva sentire sbagliata o cattiva o colpevole, anzi era orgogliosa di me e diceva a tutti che a scuola ero una &#8220;cima&#8221;. Andava a parlare coi professori e ritornava tutta contenta dei loro giudizi, come fossi stata figlia sua.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Frugo inutilmente nella mia memoria per trovare qualcun altro che mi abbia accettato come faceva lei, e trovo piuttosto che ho sempre dovuto rigare dritto, &#8220;dimostrare&#8221; (qualche volta anche di esistere) anche a chi mi ha voluto o mi vuole bene, ed \u00e8 stato tutto un affanno sterile, senza i frutti agognati. Ma bando alle mestizie.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">D\u2019inverno mi venne un febbrone per le tonsille che si erano ricoperte di placche bianche. Cominciai a delirare, ricordo quello che dicevo e che intendevo dire, ma non controllavo le parole: le chiedevo di farmi la &#8220;gnagna&#8221;, che nelle mie intenzioni doveva essere una crema da mangiare, una cosa golosa, ma naturalmente lei non mi capiva e si spavent\u00f2 tanto, cos\u00ec mi port\u00f2 nel suo lettone, dov&#8217;era Rodi, suo marito, ma io continuavo il mio delirio: vedevo muoversi le grosse travi di legno spioventi del soffitto e allora mi proteggevo il viso con le braccia e gridavo: -cascano le montagne!- e insomma le feci passare una notte d&#8217;inferno.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">A proposito di Rodi, era minatore a Niccioleta, perci\u00f2 tornai a casa col mio bravo blocchetto di pirite dorata e sfaccettata e lucente.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">La mattina la Clara ci veniva a svegliare, me e la su&#8217; Paola, con una tazzina di caff\u00e8 d&#8217;orzo bollente e zuccherato, ed era un piacere che oggi non scambierei con la raffinata colazione in camera del &#8220;Grand-Hotel&#8221;, o del &#8220;Regina Baglioni&#8221; di Via Veneto o dell'&#8221;Hotel de Russie&#8221; a Piazza del Popolo. Non li frequento, ma \u00e8 cos\u00ec.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Con gli avanzi di quel caff\u00e8 la Clara mi strofinava il grembiule nero, per ridargli<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>colore e togliere il lucido.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">A mangiare con noi veniva anche Mario <em>Pasticca,<\/em> che dormiva per\u00f2 in un&#8217;altra casa, sempre in &#8220;Borgo&#8221; e frequentava l&#8217;Istituto Minerario, cos\u00ec come Alberto <em>del Lattaio<\/em> che abitava invece nello stesso <em>casamento<\/em>, ad un piano pi\u00f9 basso, dalla Iris. La Iris, quando mi vedeva passare, mentre salivo le scale, mi faceva entrare in casa sua, dove aveva incorniciato, bene in vista sulla parete, una grande fotografia di Giacomo Matteotti. Lei era una donnetta semplice, popolana, ma con ideali sicuri, fede politica incrollabile, e tanto brava. Salutavo Alberto che mi sorrideva e scherzava come fosse stato mio fratello maggiore, prendendomi un po&#8217; in giro. Ad un piano ancora sopra abitava un anziano Signor <em>Licurgo<\/em>, e poi <em>Amulio<\/em>, e per trovare altri nomi singolari non c&#8217;era da fare molta strada: il mio, quello della mia amica <em>Veronetta<\/em>, una parente di <em>Rodi<\/em> si chiamava <em>Ribella, <\/em>un&#8217;amica della Clara si chiamava<em> Solidea, un&#8217;altra Ghisolina<\/em>; nella stessa via Norma Parenti, proprio accanto al portone della Clara, c&#8217;era la bottega di Pompe Funebri di <em>Goldeno<\/em>, pi\u00f9 tardi imparentatosi con la Rosalia di Castell&#8217;Azzara, e di fronte &#8220;Vini e Oli&#8221; di <em>Olindo<\/em>. Mi viene in mente anche un negozio dove vendevano i conigli. La Clara ci andava tutti i sabato pomeriggio per cucinarlo la domenica. Li vendevano vivi e te li ammazzavano sotto gli occhi e poi gli sfilavano la pelliccia come fosse un cappotto, lasciandoli nudi e rosa, col ventre sproporzionato, gli stinchi secchi, gli occhi di fuori.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Io e Mario, Castell&#8217;Azzara la chiamavamo &#8220;Sassonia&#8221; e lui diceva che eravamo targati &#8220;Gente Rozza&#8221; (GR). -Venghi, rimanghi o ti trattenghi?- mi faceva spesso e volentieri, per ricordarmi la nostra lingua. E ridevamo delle storpiature di qualche vecchietto, rifacendogli il verso: &#8220;scusiate&#8221;, &#8220;oh, che god\u00eco&#8221;, &#8220;egna ch&#8217;and\u00eca&#8221;, &#8220;&#8230;troverete una salita molto, ma molto <em>rapida<\/em>&#8220;, &#8220;&#8230;\u00e8 passata ora ora &#8216;na desvaghe cenderina = Volkswagen grigia&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Poi, siccome la Clara non sapeva dire di no, a mangiare a pranzo ci venne anche un altro ragazzetto che faceva le medie come me e mi pare che fosse di Prata e si chiamava Africo (pronuncia massetana: A&#8217;ffrio) e, casualmente, era nero di pelle come un tizzone (spento).<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Venne il giorno della partenza per le vacanze di Natale. La corriera fino a Follonica partiva dalla splendida Piazza del Duomo, di fianco al Palazzo Pretorio: di fronte la Cattedrale maestosa. Poi avrei preso il treno fino a Grosseto e da l\u00ec il postale per Castell&#8217;Azzara, o forse Gervasio, non ricordo. Ricordo invece che la Clara mi accompagn\u00f2 alla corriera e che da l\u00ec sopra la vidi piangere. Nonch\u00e8 commuovermi, quel pianto si scontr\u00f2 con un senso di incredulit\u00e0 che prevalse in me su ogni altro: non mi capacitavo che potesse piangere per me, che sentisse il distacco, la mia mancanza di soli pochi giorni, lei che aveva gi\u00e0 una figlia che era la luce dei suoi occhi e che la rendeva tanto fiera per quanto era bella.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">Peccato che non mi pu\u00f2 pi\u00f9 sentire, o forse&#8230; chiss\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"10pt;\"><span style=\"Arial;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_955\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"955\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-Oh Madonnina, questa bimba &#8216;un mi mangia nulla! 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