{"id":9548,"date":"2012-05-15T18:04:02","date_gmt":"2012-05-15T17:04:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9548"},"modified":"2012-05-15T18:04:02","modified_gmt":"2012-05-15T17:04:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-perche-di-un-nome-di-giandomenico-scarpelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9548","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il perch\u00e9 di un nome&#8221; di Giandomenico Scarpelli"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019anziano professore si scosse al suono del campanello. Quando apr\u00ec la porta si trov\u00f2 di fronte un uomo di circa trenta anni, che sorrise timidamente e gli disse:<\/p>\n<p>&lt;&lt;Buongiorno professore\u2026&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Buongiorno\u2026cosa posso fare per lei? &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Si ricorda? Sono Giulio ***, un suo alunno\u2026di qualche anno fa.<\/p>\n<p>Come sta?&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Si, certo, Giulio! Che piacere, un mio alunno che si ricorda di me!\u2026ma entra, accomodati\u2026o forse dovrei darti del \u201clei\u201d adesso? &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Ma si figuri, professore\u2026mi dia pure del \u201ctu\u201d.&gt;&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giulio sedette, e dopo altri convenevoli e qualche ricordo di scuola, spieg\u00f2 il motivo della sua visita: voleva che il professore scrivesse una lettera in tedesco, cosa che la sua elementare conoscenza di quella lingua gli impediva.<\/p>\n<p>&lt;&lt;E cosa dovrei scrivere? E a chi?\u201d.&gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Professore, deve sapere che&#8230;&gt;&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2026e Giulio raccont\u00f2 che in un giorno nel 1944 stava andando a trovare un amico malato quando una pattuglia tedesca gli si fece incontro. Un soldato pi\u00f9 grosso degli altri acceler\u00f2 il passo, gli arriv\u00f2 molto vicino quasi lo volesse sbranare, e gli grid\u00f2 in faccia qualcosa con voce strafottente. Poi si gir\u00f2 verso gli altri, attendendo una risata che puntualmente arriv\u00f2, grassa e sguaiata.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Rimasi impietrito, poi cominciai a tremare, ma i tedeschi continuarono il cammino senza pi\u00f9 curarsi di me; tranne uno, che rimase un po\u2019 indietro e, guardandomi negli occhi, in un italiano stentato, mormor\u00f2:<\/p>\n<p>&lt;&lt;Non preoccuparti ragazzo, solo uno scherzo&gt;&gt;<\/p>\n<p>Giulio raccont\u00f2 al professore che dopo qualche giorno, uscendo di casa, si trov\u00f2 davanti quel soldato, di guardia al palazzo di fronte.<\/p>\n<p>&lt;&lt;Mi riconobbe, abbozz\u00f2 un sorriso e mi chiese se vivevo l\u00ec e quale fosse il mio nome. Disse di chiamarsi Hans e di essere originario di un paese della Baviera, R***.\u00a0 Quel nome mi rimase impresso nella memoria, forse perch\u00e9, nonostante l\u2019atteggiamento amichevole, quello era pur sempre un soldato tedesco, e mi faceva paura. &gt;&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pass\u00f2 un mese, e l\u2019occupazione si fece pi\u00f9 oppressiva; in citt\u00e0 si diceva fossero iniziati rastrellamenti di uomini e ragazzi, anche molto giovani come Giulio, che venivano portati in Germania ai lavori forzati. Perci\u00f2, quando a casa di Giulio suon\u00f2 il campanello ed i genitori si trovarono davanti un soldato tedesco, per poco non creparono di paura, paura che si tramut\u00f2 subito in meraviglia quando quello si precipit\u00f2 dentro, e disse con foga, ma a voce bassa:<\/p>\n<p>&lt;&lt;Julius nascondere, nascondere, capito?\u00a0 Se no nascondere kaputt! &gt;&gt;<\/p>\n<p>E se ne and\u00f2 subito, trafelato. A volte nella vita ci vuole fortuna, ed altre volte ci vuole prontezza; in quel caso ci volevano ambedue le cose: fortuna volle che in quella casa ci fosse uno stambugio, nel quale Giulio venne nascosto in men che non si dica. La porticina di quello stanzino venne occultata da un grosso mobile di legno, che venne spostato a fatica da tutta la famiglia.<\/p>\n<p>Dopo un quarto d\u2019ora i tedeschi vennero, per fortuna senza cani, e non trovarono nessuno da portar via. Giulio sent\u00ec, attutite dal muro e dal mobile, le voci gutturali dei soldati e quelle tremanti dei suoi genitori, ed ebbe una paura che non prov\u00f2 pi\u00f9 in vita sua. Rimase nascosto per tre o quattro mesi, con un vaso da notte, qualche provvista e un po\u2019 di luce che filtrava da una sorta di obl\u00f2 che dava sulle scale del fabbricato. Usciva di tanto in tanto, ma mai di notte, perch\u00e9 lo spostamento del mobile faceva rumore, e solo dopo che sua madre &#8211; affacciandosi alla finestra e scambiati fuggevoli sguardi di intesa con le donne di vedetta sulla strada &#8211; aveva dato il via libera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Quando i tedeschi andarono via&gt;&gt;, continu\u00f2 Giulio sorseggiando il caff\u00e8 che il professore aveva fatto preparare per l\u2019ospite, &lt;&lt;questa fu la \u201cstoria di guerra\u201d della mia famiglia; ogni famiglia ne aveva qualcuna, e per un po\u2019 di anni queste storie vennero raccontate mille volte. &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Eh si, \u00e8 proprio cos\u00ec&gt;&gt; mormor\u00f2 quasi tra s\u00e9 il professore, &lt;&lt;ma, certo, \u00e8 incredibile: quel \u00a0soldato rischi\u00f2 la vita per salvarti, senza praticamente conoscerti. Se la sua azione fosse stata scoperta sarebbe stato considerato traditore e fucilato su due piedi. &gt;&gt;<\/p>\n<p>&lt;&lt;Professore, io sono qui per questo: devo sapere cosa accadde in seguito a quel gesto, anche se sono passati quindici anni. Devo sapere se Hans venne scoperto, e lei pu\u00f2 aiutarmi. &gt;&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec si misero all\u2019opera: Giulio dettava e il professore ripeteva la frase ad alta voce in tedesco e la scriveva. Ogni tanto chiedeva qualche precisazione sul senso delle parole, per meglio tradurle nella lingua straniera. Quando finirono, chiuse la lettera in una busta e la inser\u00ec in un\u2019altra busta pi\u00f9 grande, indirizzata al parroco di R***, insieme ad un biglietto &#8211; pure scritto in tedesco dal professore &#8211; nel quale si pregava di recapitare la lettera \u201cad un certo Hans\u201d, militare tedesco durante la guerra mondiale (del quale si sapeva solo che era stato in Italia Centrale nel 1944) oppure ad un suo familiare. Era quasi come affidare all\u2019oceano un messaggio in una bottiglia.<\/p>\n<p>* \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 * \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *<\/p>\n<p>Trascorsero quattro mesi, e Giulio torn\u00f2 dal professore per farsi tradurre una lettera arrivata dalla Germania, da R***. Era la moglie di Hans, che, in poche righe, si diceva sorpresa e commossa per la vicenda narrata nella lettera di Giulio e precisava che il marito era stato dichiarato disperso nel febbraio del 1945 nel corso di combattimenti con gli Alleati avvenuti sulle Alpi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Giulio, salutato e ringraziato ancora il vecchio professore, usc\u00ec in strada con quella lettera in tasca, si sentiva liberato da quell\u2019oppressione oscura che lo aveva a volte tormentato in quegli anni.\u00a0 Dunque quell\u2019uomo, quel tedesco, Hans, non era stato scoperto, non era morto per causa sua con il marchio del traditore, ma aveva partecipato alla ritirata della Wermacht verso il Nord. Certo, aveva fatto comunque una brutta fine, e questo faceva soffrire Giulio, dato che a quella persona doveva forse la propria vita (e forse anche quella di sua madre). Ma ora pi\u00f9 che questo nei suoi pensieri e nel profondo della sua anima era la voce del professore che leggeva la parte finale della lettera della moglie di Hans:<\/p>\n<p>\u201c<em>Ricevetti da mio marito l\u2019ultima lettera verso la fine del 1944, ricordo che era quasi Natale. Mi preg\u00f2 di imporre a nostro figlio che stava per nascere, e che lui non conobbe mai, il nome di Julius. Aggiunse che, se fosse riuscito a tornare a casa alla fine della guerra, ogni volta che avrebbe chiamato il figlio gli sarebbe sembrato di alleggerire le proprie responsabilit\u00e0, si sarebbe sentito un po\u2019 meno colpevole per le sofferenze che il nostro popolo aveva inflitto al genere umano. Ma non spieg\u00f2 il perch\u00e9, ed io allora non potevo capirlo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il bimbo nacque, ora \u00e8 un ragazzo, e solo oggi so perch\u00e9 porta quel nome che io stessa gli ho dato.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Camminando in quella bella giornata di primavera, Giulio pens\u00f2 ad Hans e lo immagin\u00f2 riverso nel fango, coperto di polvere e sangue. Da quell\u2019immagine terribile fu distolto da una giovane con la lunga gonna a fiori, che sorrideva ad un\u00a0 gatto che si stiracchiava al sole. \u00a0Giulio si ferm\u00f2 per un attimo a osservare la scena, sent\u00ec in lui la speranza che quella primavera potesse durare a lungo, e continu\u00f2 la sua strada.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9548\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9548\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019anziano professore si scosse al suono del campanello. Quando apr\u00ec la porta si trov\u00f2 di fronte un uomo di circa trenta anni, che sorrise timidamente e gli disse: &lt;&lt;Buongiorno professore\u2026&gt;&gt; &lt;&lt;Buongiorno\u2026cosa posso fare per lei? &gt;&gt; &lt;&lt;Si ricorda? Sono Giulio ***, un suo alunno\u2026di qualche anno fa. Come sta?&gt;&gt; &lt;&lt;Si, certo, Giulio! Che piacere, un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9548\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9548\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2689,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9548","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9548"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2689"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9548"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9548\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9550,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9548\/revisions\/9550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}