{"id":9527,"date":"2012-05-16T18:29:22","date_gmt":"2012-05-16T17:29:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9527"},"modified":"2012-05-16T18:29:22","modified_gmt":"2012-05-16T17:29:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-settembre-di-maria-del-vecchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9527","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Settembre&#8221; di Maria Del Vecchio"},"content":{"rendered":"<p>Devo parlarti , cerca di venire qui appena puoi.<\/p>\n<p>Mentre aspetto Daniele nell\u2019atrio del mio antico portone, mi soffermo ad osservare, sull\u2019uscio, una bambina col vestito rosso\u00a0 che saltella cantando una canzone della mia infanzia:<\/p>\n<p>\u201cLa bella che dorme sul prato dei fiori , oh, che dolore, doverla svegliar!\u201d<\/p>\n<p>Sono poche e confuse le nostre parole.<\/p>\n<p>E\u2019 caduta, \u00e8 morta. Marianna \u00e8 morta.<\/p>\n<p>Restiamo seduti a respirare silenzio mentre i nostri telefoni continuano a squillare, messaggi su messaggi. Tutti sanno. Ora \u00e8 pi\u00f9 vero.<\/p>\n<p>Continuavo macabramente ad immaginarla in volo. Cristina piangeva e diceva che ci vuole coraggio a gettarsi dall\u2019ultimo anello della torre di Pisa. Mi sembrava cos\u00ec\u00a0 stupida quella frase, odiavo sentirla, odiavo ascoltare la successione di quelle parole, mi disturbava l\u2019ordine , mi disturbava, forse, la morte.<\/p>\n<p>Il dopo \u00e8 una bara bianca e un prete che si rifiuta di pronunciare la predica condannando un suicidio, condannando il dolore di un conforto inascoltato.<\/p>\n<p>Dinanzi a casa sua vi sono ovunque fiori, un profumo nauseante di glicini ed un sole caldo ed insistente di Settembre\u00a0 illumina le urla della madre; urla che sembrano conoscere a memoria un solo nome e lo disegnano, insensatamente, come un bambino che tenendo in pugno un pastello fa linee su un foglio, premendo tanto da curvarlo, tanto da lasciare segni evidenti sul banco. Le lacrime di tutti non coprono la nenia, possono farlo solo le campane.<\/p>\n<p>Ho scritto un po\u2019 di frasi su un foglio. I miei vecchi compagni di classe le hanno lette. Siamo tutti laureati ora, anche Marianna \u00e8 morta da laureata.<\/p>\n<p>E\u2019 morta, realmente, in un\u2019altra citt\u00e0, non a Pisa.<\/p>\n<p>\u00c8 morta in una citt\u00e0 tremante, le \u00e8 crollata la Casa dello Studente sulle gambe e deve aver perso\u00a0 pezzi di pelle, anche.\u00a0 Credo che pezzettini minuscoli del suo cuore siano ancora accatastati sotto polvere e macerie.<\/p>\n<p>I suoi libri, per\u00f2, erano sopravvissuti. I libri, sempre, sopravvivono ai terremoti. Infatti me lo aveva detto e m\u2019aveva chiesto di consigliarle qualcosa\u00a0 da leggere. Le dissi di Mario Desiati,\u00a0 del suo ultimo libro : Ternitti. Sono, ancora, quasi certa che l\u2019abbia comprato. Sono sicura che quel libro le sia sopravvissuto.<\/p>\n<p>Annalisa, invece, s\u2019\u00e8 schiantata in un albero.<\/p>\n<p>Sola, mentre stava tornando a casa. Antonio, mio fratello, l\u2019amava e , forse, non ha potuto, ecco, non \u00e8 stato in grado di dirglielo.<\/p>\n<p>Questo maledetto sole di settembre e questo nauseante odore di glicini mi perseguitano.<\/p>\n<p>Amavo Settembre.<\/p>\n<p>Io, sostanzialmente, per quel che ne so, sono viva.<\/p>\n<p>Ho smesso solo da pochi giorni di nascondermi.<\/p>\n<p>Ho smesso d\u2019aver paura di camminare, di abbracciare mio padre, ho smesso di rifugiarmi nei letti degli altri per stare lontana dal mio.<\/p>\n<p>Ho pensato, d\u2019altro canto, che odier\u00f2\u00a0 Settembre e i glicini, forse, come m\u2019\u00e8 capitato di leggere in un libro.<\/p>\n<p>In quelle poche frasi che scrissi, le dissi che, per me, lei \u00e8 come una foglia d\u2019ulivo che si staglia verso il cielo, profumata ed arsa. Volevo scriverlo su un muro un giorno. Mi \u00e8 parso irrispettoso e non l\u2019ho fatto, ma conservo il desiderio che ho avvertito in quel momento.<\/p>\n<p>Sai cosa non riesco proprio a ricordare?<\/p>\n<p>Chi c\u2019ha scattato, quel giorno, quella foto, a Vienna.<\/p>\n<p>Quella sui gradini. C\u2019eravamo tutti. Sorridevamo, ma nessuno guardava nell\u2019obiettivo , ricordo che rubammo un paio d\u2019orecchini e comprammo birre per nasconderle negli zaini.<\/p>\n<p>Ora non so\u00a0 pi\u00f9 cosa voglio fare da grande.<\/p>\n<p>Non me lo ricordo.<\/p>\n<p>Devo averlo disimparato.\u00a0 Ho perso molte volte oggetti e li ho ritrovati, mi \u00e8 capitato di ritrovarli in giorni non sospetti, proprio mentre ne stavo cercando altri. Ed il prima ed il dopo e tutto questo vento di precariato, queste viscere di miei coetanei che scorgo sulla metropolitana mentre sono seduti e guardano il vuoto, il nulla, hanno paura di salutarsi, hanno paura di toccarsi, tutto questo sentimento di funamboli\u00a0 girovaghi sa troppo\u00a0 di niente. Ha proprio il sapore del nulla. Non uno stato d\u2019evoluzione, un bisogno di allontanarsi.<\/p>\n<p>Via dalla terra, via dal Paese, dalla madre, dal padre, dalla sorella, dal fratello, dallo specchio,\u00a0 via, lontano.<\/p>\n<p>Lontano\u00a0 assomiglia ad una verbo greco di cui ricordo il paradigma: lantano, mi nascondo.<\/p>\n<p>Vivo nascosto.<\/p>\n<p>Vivo?<\/p>\n<p>Non ricordo neppure questo, qualche giorno.<\/p>\n<p>Roberta fa l\u2019estetista\u00a0 vive con mille euro al mese e lavora dodici ore al giorno.<\/p>\n<p>E\u2019 impossibile.<\/p>\n<p>Miljana \u00e8 venuta dalla Serbia, sta facendo il dottorato su una scrittrice italiana, mi ha scritto, una volta, su un fogliettino di carta, bianco, strappato, minuscolo, come si dice la parola terra nella sua lingua. Non l\u2019ho ancora dimenticato.<\/p>\n<p>Elisa vuole fare la manager, ma una volta m\u2019ha chiesto un libro, un libro che la facesse sentire meglio, m\u2019ha detto cos\u00ec: Mi dai un libro contro la depressione?<\/p>\n<p>Erano passati solo quindici giorni dalla sua discussione di laurea.<\/p>\n<p>Dove stanno correndo tutti?<\/p>\n<p>Vanno a teatro.<\/p>\n<p>Hai preso i biglietti? Avevo io la prenotazione, passiamo a ritirarli, dai lo spettacolo sta per iniziare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo attore vestito bianco devo averlo gi\u00e0 visto da qualche parte.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una corda appesa al soffitto e al centro del palco una sedia. Non si vedono altri colori, n\u00e9 altri attori. Il monologo \u00e8 pieno di periodi ipotetici\u00a0 non conclusi. Il protagonista \u00e8 un assassino ha ucciso sua moglie, sua figlia ed una vicina di casa, per\u00f2 non piange e si sofferma, dopo le svariate supposizioni, ad analizzare meticolosamente i motivi che lo hanno spinto a divenire un omicida.<\/p>\n<p>Di tanto\u00a0 in tanto si volta di spalle e urla nomi maschili.<\/p>\n<p>Stacca la corda dal soffitto e sale sulla sedia emulando un aeroplano, mentre fa questo ride fragorosamente e non si rattrista per le morti della sua mano.<\/p>\n<p>Improvvisamente comincia a camminare velocemente avanti ed indietro senza andare da nessuna parte modulando a toni alti e toni bassi la sua voce. Alla fine, getta la corda verso il pubblico e va via.<\/p>\n<p>Preferiresti essere felice o attendere d\u2019esserlo?<\/p>\n<p>Continuo a pensare a quella bambina.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9527\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9527\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Devo parlarti , cerca di venire qui appena puoi. 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