{"id":9417,"date":"2012-05-09T17:05:33","date_gmt":"2012-05-09T16:05:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9417"},"modified":"2012-05-09T17:05:33","modified_gmt":"2012-05-09T16:05:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-sogno-di-un-intellettuale-di-daniela-casini-manciocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9417","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il sogno di un intellettuale&#8221; di Daniela Casini Manciocchi"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un Uomo, Docente di professione, Intellettuale per definizione. Vagava con grosse cartelle imbottite di libri, lo sguardo assente, la fronte corrugata, l&#8217;espressione assorta. Era convinto che i suoi simili non facessero abbastanza per il bene dell\u2019umanit\u00e0, che aveva bisogno di essere aiutata a elevarsi; perch\u00e9 per lui non c&#8217;erano dubbi: le capacit\u00e0 potenziali degli esseri umani erano uguali per tutti, ma solo alcuni riuscivano a metterle a frutto, mentre la maggioranza purtroppo le ignorava o non sapeva servirsene correttamente.<\/p>\n<p>Invece egli riteneva giusto non solo offrire agli altri i risultati del proprio lavor\u00eco mentale, ma anche sforzarsi di rendere tutti gli uomini intelligenti, o pi\u00f9 esattamente intellettuali, cio\u00e8 consapevoli di essere intelligenti e capaci di sfruttare la propria intelligenza; quindi era necessario trasmettere non soltanto nozioni, ma anche la passione per l&#8217;attivit\u00e0 intellettuale. Secondo lui, qualcuno avrebbe dovuto imparare tutto, o quasi, per poter insegnare tutto a tutti, o quasi: solo cos\u00ec avrebbe potuto trasmettere agli altri gli elementi necessari per un\u2019autentica crescita. Si lambiccava notte e giorno su come realizzare questo progetto, e gi\u00e0 si vedeva calato nella parte di cavia intellettuale.<\/p>\n<p>Ma come avrebbe potuto agire nel modesto intervallo della sua vita? Come avrebbe potuto leggere, ascoltare, vedere, capire tutto quello che c&#8217;era da leggere, ascoltare, vedere, capire? Per trasmettere agli altri tutto quello che aveva letto, ascoltato, visto, capito; o almeno formare discepoli capaci di proseguire la sua opera? Quanto tempo sarebbe occorso per raggiungere questo scopo?<\/p>\n<p>Ed ecco finalmente la scoperta che rendeva attuabile il progetto, cos\u00ec geniale nella sua semplicit\u00e0 da far meravigliare che nessuno ci avesse pensato prima. C&#8217;era la scorciatoia, e il ragionamento teorico era dei pi\u00f9 banali, ma quante scoperte meravigliose partono da principi apparentemente banali?<\/p>\n<p>Se, mangiando, il nutrimento giunge al cervello attraverso le misteriose vie interne del nostro organismo&#8230; Se, mangiando, qualunque organo, compreso il cervello, si nutre&#8230; Se attraverso il cervello si nutre di conseguenza anche la mente&#8230; Perch\u00e9 non nutrire l&#8217; intelletto direttamente con le sostanze che gli sono pi\u00f9 congeniali? Basta stancarsi a mangiare da un lato e studiare dall&#8217;altro. Le due azioni andavano riunite in una che fosse pi\u00f9 valida ed efficace. Quanto tempo risparmiato e quanti vantaggi per l\u2019umanit\u00e0! E quanta gloria per l&#8217;uomo che avesse osato questa rivoluzione!<\/p>\n<p>Il Nostro si mise al lavoro con l&#8217;entusiasmo del neofita, teso a recuperare una perdita di tempo che durava da migliaia di anni. Disdisse gli impegni; si procur\u00f2 un&#8217;enorme quantit\u00e0 di materiale; affitt\u00f2, per custodirvelo, un magazzino abbandonato. Lui, che era sempre stato un individuo calmo e riflessivo, divent\u00f2 tutto fuoco, energia, azione. Si ridusse a vivere in uno sgabuzzino. Nel capannone alline\u00f2 tavoli e scaffali sui quali presero posto strumenti delle pi\u00f9 varie fogge e contenitori di varia grandezza; appront\u00f2 alambicchi di tutte le misure, barattoli dal contenuto noto a lui solo, vasellame, tegami, mestoli, pentole e fornelli. Allest\u00ec nel cortile un focolare; tutt&#8217;intorno dispose cataste di legna; e incominci\u00f2.<\/p>\n<p>S&#8217;improvvis\u00f2 cuoco e alchimista. Fece a pezzi pile di libri, disoss\u00f2 costole, ruppe, tagli\u00f2, tritur\u00f2, polverizz\u00f2, mescol\u00f2. Boll\u00ec intrugli, filtr\u00f2 decotti, rimest\u00f2 per ore minestroni senza verdure e senza odori. Per le ricette della sua fantasia us\u00f2 come condimenti antichi spartiti, spremuti e filtrati; us\u00f2 come sale gli estratti di tutte le filosofie; le sue spezie furono le riproduzioni delle pi\u00f9 belle opere d&#8217;arte, debitamente centrifugate.<\/p>\n<p>Il succo di secoli di cultura fu concentrato in un tegame, in una scodella, in una tazza! E il Nostro odor\u00f2, assaggi\u00f2, ingoll\u00f2, ingurgit\u00f2; la sua attivit\u00e0 divenne sempre pi\u00f9 frenetica, via via che il lavoro proseguiva. Pi\u00f9 tempo sapeva di risparmiare, pi\u00f9 voleva risparmiarne, in una gara esaltante fra lui e i secoli. La posta in gioco era la pi\u00f9 alta che mente umana avesse mai osato formulare.<\/p>\n<p>Finch\u00e9, un giorno, mentre mescolava l&#8217;ennesima pozione, una mosca gli si pos\u00f2 accanto. Egli la guard\u00f2 e d&#8217;un tratto egli seppe tutto di quell&#8217;insetto: seppe di sapere tutto di quell&#8217;insetto. Pos\u00f2 lo sguardo su una pietra sporgente dal muro e seppe tutto di pietre e cave e costruzioni e architettura. Guard\u00f2 la sua mano e seppe ogni vena, ogni capillare, ogni tendine, ogni possibile malattia di quella mano. E cos\u00ec le nubi non ebbero pi\u00f9 segreti per lui, n\u00e9 gli alberi e i fiori, n\u00e9 le stelle e i pianeti. Rievoc\u00f2 brani di musica e riconobbe ogni nota. Riprodusse a memoria particolari di sculture, di quadri, di templi mai visti. Assapor\u00f2 dentro di s\u00e9 versi e canti direttamente nella lingua in cui erano stati scritti.<\/p>\n<p>Dovunque frugasse nella sua mente, venivano fuori sempre nuove cognizioni. Seppe formule matematiche delle quali non aveva mai capito il senso; teoremi e teorie scientifiche emersero dal suo cervello, dando nuovi significati ai concetti di spazio e di tempo.<\/p>\n<p>Allora lo prese la frenesia di trasmettere agli altri quello che sapeva e il segreto per raggiungere il suo stesso livello di sapere: doveva spiegare per prima l&#8217;idea e come gli era venuta in mente, poi i procedimenti, i risultati. Bisognava organizzare una bella campagna pubblicitaria per portare all&#8217;attenzione di tutti l&#8217;importanza di questa scoperta, e bisognava stare all&#8217;erta: che nessun malintenzionato speculatore se ne servisse per loschi fini. Egli era stato ispirato da un nobile scopo, senza intenzione di servire partiti o governi: quando gli uomini fossero stati tutti come lui, sarebbero stati autonomi, mai pi\u00f9 prede e vittime di organismi di potere: avrebbero goduto dell&#8217;unica autentica forma di libert\u00e0, e liberi sarebbero stati finalmente uguali e felici! Che mondo perfetto sarebbe stato!<\/p>\n<p>Si vest\u00ec e s&#8217;incammin\u00f2 per la strada poco frequentata che portava al suo rifugio.<\/p>\n<p>Giunse di fronte all&#8217;Universit\u00e0, entr\u00f2, incontr\u00f2 qualcuno dei suoi colleghi. Si avvicin\u00f2 sorridendo, preparando una frase di saluto in greco antico o in sanscrito; ma farfugli\u00f2 solo qualcosa d&#8217;incomprensibile. Insist\u00e9, ma quello che pensava non trovava via d&#8217;uscita. Gli altri si scambiarono sguardi d&#8217;intesa: sparito da oltre un anno all&#8217;improvviso, altrettanto all&#8217;improvviso ricompariva sporco, spettinato, balbettando frasi smozzicate&#8230; Egli tent\u00f2 allora di scrivere quello che voleva dire; prese carta e penna, si sforz\u00f2, ma non riusc\u00ec a buttare gi\u00f9 il pi\u00f9 piccolo appunto. Che gli stava succedendo? Si chiese. Eppure i suoi pensieri erano cos\u00ec chiari&#8230;<\/p>\n<p>Riusc\u00ec a farsi accompagnare da un amico al magazzino, convinto che sul luogo stesso della sua iniziazione alla sapienza gli sarebbe stato pi\u00f9 facile spiegarsi: l&#8217;emozione gli aveva giocato un brutto scherzo, si disse, ma nulla pi\u00f9. Ancora preda dell&#8217;esaltazione per i risultati ottenuti, non vide quello che l&#8217;altro vedeva; non vide lo sguardo attonito, l&#8217;espressione inorridita, quando lo introdusse nel suo rifugio. Dappertutto libri o resti di libri, sparsi in mezzo al sudiciume e alle ragnatele. Tegami sporchi, avanzi di maleodoranti intrugli\u2026 Una simile dimora, sommata all&#8217;aspetto del padrone di casa e ai suoi confusi balbettii, \u00a0poteva avere un solo significato, e la conclusione non poteva essere che una.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;ambulanza lo trasportava verso la Casa di Cura, che l&#8217;aveva preso appunto in cura, il Nostro rifletteva tristemente sul suo sublime sogno e sulla sua misera situazione presente. Dov&#8217;era fallito il suo piano cos\u00ec perfetto? Ed ecco, col senno cos\u00ec faticosamento ingerito, all&#8217;improvviso seppe che, se avesse saputo prima, non avrebbe mai tentato.<\/p>\n<p>Gli uomini non sono ruminanti! Quello che mangiano lo digeriscono, espellono le scorie, e quello che assimilano rimane ben chiuso dentro di loro: non pu\u00f2 essere rimasticato e trasmesso. Lo scibile ingerito aveva preso perenne dimora fra le pareti del suo organismo, sarebbe rimasto un affare privato fra il suo stomaco e il suo cervello. Ecco perch\u00e9 finora per imparare si era proceduto percorrendo esclusivamente le lente e incerte vie tradizionali!<\/p>\n<p>Avrebbe dovuto convincere gli altri a imitarlo, perch\u00e9 in altro modo egli non poteva insegnare n\u00e9 dimostrare niente a nessuno. Ma ora il suo prestigio era irrimediabilmente compromesso: chi gli avrebbe dato retta? Se l&#8217;avesse saputo prima! Ma prima non si era mai occupato di problemi fisiologici, bio o zoologici. Tronfio del suo sapere in altri campi, non si era curato della propria abissale ignoranza in altrettanti.<\/p>\n<p>E ora proprio l&#8217;eterna nemica lo travolgeva, punendo la sua superbia: lei che aveva sperato di sconfiggere, lei che ora si vendicava di lui, del pi\u00f9 ambizioso e del pi\u00f9 ignorante degli uomini, lei l&#8217;eterno male: l&#8217;ignoranza!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cancello del manicomio si chiuse cigolando alle spalle dell&#8217;ambulanza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9417\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9417\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un Uomo, Docente di professione, Intellettuale per definizione. 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