{"id":9377,"date":"2012-05-08T22:55:07","date_gmt":"2012-05-08T21:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9377"},"modified":"2012-05-08T22:55:07","modified_gmt":"2012-05-08T21:55:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-qualcosa-di-diverso-di-federica-politi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9377","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Qualcosa di diverso&#8221; di Federica Politi"},"content":{"rendered":"<p>Proprio non riusciva ad addormentarsi. Si girava e rigirava nel letto con gli occhi chiusi, con un disperato bisogno di dimenticare se stessa e magari scoprirsi diversa aggirandosi tra i sogni.<\/p>\n<p>La casa era sprofondata nel silenzio. I suoi genitori dormivano, poteva sentire il ritmo regolare dei loro respiri alternarsi l&#8217;un l&#8217;altro attraverso la sottile parete tra le camere. Il letto vicino al suo, quello di sua sorella, era vuoto. Chiss\u00e0 dov&#8217;era. Sicuramente in un locale, circondata dai suoi amici,\u00a0 a ridere e scherzare. A volte invidiava la sua leggerezza di spirito, la sua capacit\u00e0 di comunicare anche solo con uno sguardo o con un sorriso. Sembrava che il sole sorgesse nei suoi occhi per tramontare sulle sue labbra. Lei, invece, si sentiva sempre avvolta nelle tenebre, tutto le appariva difficile ed irremediabilmente definitivo. Tutto era cos\u00ec pesante da sopportare, cos\u00ec indecifrabile da comprendere. Dentro sentiva un vuoto immenso, come una voragine che toglie l&#8217;equilibrio e procura un senso di vertigine costante. Stufa d&#8217;aspettare che Morfeo l&#8217;accogliesse tra le braccia, si tir\u00f2 di scatto su a sedere, scostando le coperte. Nella penombra cerc\u00f2 con la mano l&#8217;interruttore dell&#8217;abat-jour. Scans\u00f2 il tappeto cercando di rinfrescare i piedi bollenti sulle fredde mattonelle di ceramica. Lasci\u00f2 lo sguardo vagare nella stanza. La sveglia segnava l&#8217;una e mezza. Era tardi: alle sette si sarebbe dovuta alzare. Il libro era aperto sul comodino: di leggere non aveva voglia. La tazza dove aveva bevuto la camomilla prima di mettersi a letto, era vuota: non aveva per\u00f2 dato buoni risultati, i suoi sensi erano svegli e attenti. I pantaloni del pigiama erano arrotolati a terra: le piaceva dormire a gambe nude, sentire la stoffa scivolare sulla pelle, sentire i piedi laggi\u00f9, proprio dove il lenzuolo s&#8217;infila sotto il materasso.<\/p>\n<p>Qualcosa, per\u00f2, cominciava a crescerle dentro. Qualcosa che prendeva, con velocit\u00e0 inaudita, il posto del vuoto che aveva proprio l\u00ec, sotto il petto, al centro della pancia. Era una fitta dolorosa che la divorava con una forza inaudita. Pezzo. A pezzo. Era disperata. Non era la prima volta che le succedeva. Mai era riuscita a superare questi attacchi. Avrebbe voluto piangere, ma questo era non era il momento. Balz\u00f2 in piedi e si diresse verso la cucina. Non accese la luce. Guard\u00f2 verso il frigorifero. S&#8217;avvicin\u00f2 con passo deciso. L&#8217;apr\u00ec. Si ferm\u00f2 a vedere cosa conteneva: non che questo fosse importante. Con un&#8217;urgenza a lei conosciuta, si gett\u00f2 su\u00a0 quello che vedeva, preda di una voracit\u00e0 spaventosa. L&#8217;importante era che nessuno vedesse: se nessuno vedeva, era come se questo non fosse esistito. Cominci\u00f2 con gli avanzi della cena, pollo e pisellini. Mentre masticava, con lo sguardo cercava il prossimo oggetto del desiderio. Continu\u00f2 con una merendina al latte. Era cos\u00ec veloce ad ingollare che riusciva a sentire i sapori per un breve attimo e il piacere che ne riceveva era effimero. Intanto aveva gi\u00e0 scovato il barattolo della maionese dietro la lattuga ed era corsa nella dispensa a cercare un pezzo di pane. Aggiunse qualche oliva denocciolata. Non si sentiva ancora piena. Non era ancora soddisfatta. Apr\u00ec il cassetto sul fondo del frigo ed il suo sguardo s&#8217;illumin\u00f2: salame. Sfil\u00f2, silenziosa, un coltello dalla scolaposate e lo tagli\u00f2 direttamente sul tavolo, attenta a non tagliare la tovaglia plastificata: non aveva tempo per cercare il tagliere.\u00a0Mentre masticava\u00a0chiuse il frigorifero. Si volt\u00f2 e si diresse verso uno sportello della cucina sicura di ci\u00f2 che voleva: cioccolata da spalmare, che raccolse con un indice. Si ferm\u00f2 qualche secondo a succhiare il dito. S\u00ec, ora si poteva dichiarare soddisfatta. Aveva bisogno solo di un&#8217;ultima cosa. A piedi nudi, misurando con attenzione i suoi passi si diresse verso il bagno. Davanti alla camera dei genitori si ferm\u00f2 un attimo. Scrut\u00f2 nella penombra: vide le sagome immobili dei loro corpi. Accertato dai loro respiri che ancora stessero dormendo, riprese a camminare verso il bagno. Entr\u00f2. Non accese la luce. Anche qui la luna piena che illuminava la notte, avvolgeva la stanza nella penombra. Si ferm\u00f2 davanti al water. Veloce, senza pensarci, si pieg\u00f2 in avanti e spinse quello stesso indice gi\u00f9 fino alla gola. Niente. Riprov\u00f2. Questa volta ancora pi\u00f9 in profondit\u00e0. Finalmente il primo conato di vomito e le ultime cose che aveva divorato gi\u00e0 galleggiavano nell&#8217;acqua. Non era abbastanza. Non era tutto. Spinse altre volte il suo dito in gola fino a che non fu sicura che tutto era fuori dal suo corpo. La gola le faceva male. I suoi occhi erano rossi. Era stato lo sforzo. Ma non importava. Questo andava fatto. Tir\u00f2 lo sciacquone. And\u00f2 al lavandino. Si bagn\u00f2 il viso. Si sciacqu\u00f2 la bocca. Torn\u00f2 veloce in camera. Chiuse la porta. Si sedette sul letto. Spense la luce e rest\u00f2 immobile. I suoi genitori continuavano tranquilli a dormire, non s&#8217;erano accorti di nulla. Era accaduto\u00a0 in pochi minuti ed era gi\u00e0 passato, ma non dimenticato. Strinse i pugni in grembo. La furia rabbiosa da cui s&#8217;era sentita divorare, era sparita. Il vuoto era tornato ad abitare il suo petto, avvolgendo lo spirito, l&#8217;anima, in una terribile apatia, dalla quale era meglio non liberarsi. Almeno tutto restava fermo e immobile a galleggiare nel nulla.\u00a0 E nel nulla non c&#8217;\u00e8 illusione. Nel nulla non c&#8217;\u00e8 delusione. Il suo sguardo si fece umido ed una lacrima scese lungo il suo viso. Chiuse gli occhi. Si sdrai\u00f2 a pancia in gi\u00f9 lasciando che il cuscino asciugasse le sue lacrime e soffocasse il suo pianto come aveva fatto gi\u00e0 tante volte. Poi. Finalmente. S&#8217;addorment\u00f2.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per poche ore, il dolore non abitava il suo cuore. Cos\u00ec, per poche ore, poteva nutrire la speranza di essere qualcosa di diverso.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9377\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9377\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proprio non riusciva ad addormentarsi. 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