{"id":9210,"date":"2012-05-06T19:07:43","date_gmt":"2012-05-06T18:07:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9210"},"modified":"2012-05-06T19:07:43","modified_gmt":"2012-05-06T18:07:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-dalla-letteratura-alla-toyota-secondo-le-leggi-del-caos-di-edoardo-angeloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=9210","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Dalla letteratura alla Toyota secondo le leggi del caos&#8221; di Edoardo Angeloni"},"content":{"rendered":"<p>Jean era un romanziere che lavorava presso una casa editrice parigina. Egli si sentiva perfettamente a suo agio nella vita intensa della grande citt\u00e0. Il contesto metropolitano non poteva non essere quello dei party, che con la loro noia riempivano buona parte delle sue giornate, ma era anche quello legato ad interminabili passeggiate che affrontava forse con animo pi\u00f9 allegro.<\/p>\n<p>Per\u00f2 solo il fatto di dovere raggiungere il luogo dove l&#8217;aspettavano i colleghi, gli rendeva il consueto itinerario un po&#8217; pi\u00f9 insolito. Il livello selettivo, con cui distingueva questi due modelli di vita diversi, le passeggiate e i party, era basato soprattutto dal modo in cui egli osservava i <em>menu <\/em>dei ristoranti; il voc\u00eco dei camerieri lanciava con clamore le serate dei vip, ma nello stesso tempo rappresentava un termometro della vita di quartiere.<\/p>\n<p>I suoi percorsi, dopo che la mattina si era alzato per recarsi al lavoro, erano abbastanza lunghi da costringerlo ad utilizzare la metro, ma spesso ne percorreva alcuni tratti a piedi per andare in ufficio, che si trovava a 4-5 isolati di distanza. Parigi aveva assistito impreparata all&#8217;invasione dei magnati russi, che avevano imposto il loro modo di fare nel commercio del lusso, anche con stravaganze <em>trash <\/em>; ma il tipico uomo dell&#8217;Est Europa seguiva anche lui le leggi del marketing, non osando sottrarre ai francesi un certo ruolo dominante nel fare cinema.<\/p>\n<p>Ora stavano riscuotendo lo stesso tasso di successo economico i cinesi, che avevano un rispetto per la cultura da non sottovalutare, soprattutto se esprimeva il dissenso o nello stesso tempo l&#8217;omologazione verso l&#8217;Occidente.<\/p>\n<p>Il modo di vivere di Jean stava diventando in effetti molto abitudinario da apparire quasi un modello per qualche matematico, cultore dei frattali e della teoria del caos, e i suoi naturali compiti di scrittura rischiavano di venire deviati da questo tipo di <em>tic<\/em>. Ma \u00e8 anche vero che la ricerca del bello stile la riscopriva a livello dialettico mentre attraversava certi quartieri, molto pi\u00f9 in stile Hemingway che proustiano, tra una fermata della metropolitana e quella del bus.<\/p>\n<p>Notava le novit\u00e0 nei bar, oltre che le scelte di offerta da parte dei negozietti di antiquariato, cosa che rendeva Parigi simile a Vienna, portando di fatto a dei paradossi che a livello antropologico sarebbero stati pi\u00f9 comprensibili ad un Flaubert, se era lecito confrontare Madame Bovary alle donnine di Schnitzler e Joseph Roth.<\/p>\n<p>Ma era giusto paragonare Flaubert e Roth? Il primo parlava esplicitamente dell&#8217;attrazione per una donna, ma poi improvvisamente tornava sui suoi passi, nascondendo in parte il suo interesse, presentando la classica situazione amorosa sotto l&#8217;aspetto della normalit\u00e0. Roth esegue il procedimento contrario: parte dal modo di comportarsi del professionista o dell&#8217;impiegato per passare ad <em>avances <\/em>esplicite una volta che ha colto nella ragazza un certo <em>savoir faire<\/em>.<\/p>\n<p>Se un austriaco, vivendo razionalmente la propria cultura e la stessa razionalit\u00e0, \u00e8 disposto a proiettarla intenzionalmente nei confronti di una donna, come del resto spiega Greimas a proposito del linguaggio pubblicitario, un francese vive con trascurato disordine la propria necessaria regolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Inquadrando tutto ci\u00f2 all&#8217;interno delle leggi matematiche della teoria del caos, astrazioni del genere potevano portare Jean ad apprezzare pi\u00f9 la matematica che la letteratura. Di fatti, le tendenze artistiche lo portavano a valutazioni del genere, ma a prezzo di una pesante evoluzione antropologica.<\/p>\n<p>Che la sua ispirazione letteraria si fosse abbastanza inaridita, era forse vero per alcuni aspetti ma non per altri; Jean ritrovava nelle sue passeggiate quei momenti di tranquillit\u00e0 che aveva tralasciato per un certo periodo di tempo, che, se si fossero potuti riallacciare alla malinconia proustiana, non mancavano di quell&#8217;autoreferenzialit\u00e0 propria di un Blanchot o un Barthes.<\/p>\n<p>I bar dal nome altisonante erano allo stesso tempo sobri e spaziosi, inseriti con un certo gusto nel contesto architettonico del quartiere; i tavoli di plastica dai colori vivaci venivano illuminati dalla luce soffusa del locale. Distanziati fra di loro, concedevano una certa riservatezza ai clienti, mentre i poster richiamavano con un certo calore le pubblicit\u00e0 tradizionali delle birre.<\/p>\n<p>Ma per questo fatto la serata al pub rischiava di diventare autentica solo se si assecondavano quei gusti tradizionali che rimangono tipici negli scozzesi. Ci\u00f2 ripugnava ad una certa idea di <em>grandeur <\/em>, ma poteva rappresentare la soluzione per evitare la noia delle solite serate.<\/p>\n<p>Un francese pu\u00f2 preferire di essere considerato un austriaco, invece che uno scozzese; del resto il contesto antropologico rischiava di venire stravolto anche dall&#8217;invasione di africani e cinesi proprio nelle zone centrali del Beaubourg e della Torre Eiffel. Eppure tutto ci\u00f2 non alterava la lettura della citt\u00e0 secondo una visione classica dell&#8217;urbanistica, perch\u00e9 queste popolazioni, pur mantenendo il loro tasso di originariet\u00e0 dovuto al paese di provenienza, avevano acquisito certi <em>trend <\/em>metropolitani.<\/p>\n<p>Quindi non c&#8217;era da meravigliarsi se un Kundera poteva ergersi a giudice su certe regole del buon gusto, visto e considerato quante idee dell&#8217;Est europeo si infiltravano nella vita francese a livello di percezione del vissuto quotidiano.<\/p>\n<p>la lettura del percorso cittadino stava procedendo secondo regole culturali abbastanza precise, ma quanto il partecipare ad una mostra d&#8217;arte giapponese poteva rappresentare un evento o era un fatto destinato a restare di nicchia? Ma tutto questo stava diventando per Jaen un modo di leggere le cose molto aderente al modello delle funzioni caotiche, che nel caso evolutivo rappresentano gli eventi nel loro <em>habitat <\/em>biologico. Ma ci\u00f2 non era affatto estraneo al discorso dell&#8217;architettura.<\/p>\n<p>Se Le Corbousier poteva essere esagerato definirlo un costruttore di casermoni, si poteva riuscire a recepire il suo modello artistico secondo una concezione classica o renana, secondo strutture vuote, modulabili, tipiche degli <em>open space <\/em>aziendali. Allo stesso tempo l&#8217;accettazione implicita del modello renano, almeno secondo un&#8217;idea superficiale di marketing, richiedeva un&#8217;assimilazione del modo di pensare tedesco che poteva portare ad un francese come Jean ad apprezzare maggiormente, magari solo per puro spirito di contraddizione, la Scozia.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, anche se la vita di Jean era profondamente intessuta di letteratura e filosofia, la sua vena ispirativa si stava inaridendo: ormai erano cinque anni che non riusciva a portare a termine la stesura di un romanzo. Per campare riusciva a fare qualche traduzione, scriveva qualche breve poesia che veniva regolarmente premiata ai concorsi locali, ma per quanto riguardava i romanzi incontrava seri problemi.<\/p>\n<p>Come ho accennato, gli notava che molti autori traevano dalla matematica e dalla fisica non solo alcune idee geniali per arricchire il contesto, ma riproducevano il periodare della divulgazione scientifica per dare quel senso di realt\u00e0 caotica, che la matematica spiega cos\u00ec bene a livello di formalismi.<\/p>\n<p>Jean non sapeva se tutto ci\u00f2 poteva rappresentare un artificio capace di rilanciare scrittori un po&#8217; fuori moda, che cos\u00ec riuscivano a rientrare brillantemente nel giro, o se rappresentava invece un&#8217;evoluzione tendenzialmente dominante all&#8217;interno della letteratura. Teoremi sui numeri primi o argomenti di termodinamica sembravano ormai il fiore all&#8217;occhiello per vendere migliaia di libri, se uniti ad una storia sentimentale facile e scorrevole.<\/p>\n<p>Ma per riuscire a modificare cos\u00ec forzatamente il suo stile, Jean avrebbe dovuto migliorare la sua preparazione scientifica, cosa che alla sue et\u00e0 non si acquisisce facilmente. Una soluzione poteva essere quella di farsi assumere in un&#8217;azienda come la Toyota per gestire ad esempio un ufficio vendite. Poteva essere un&#8217;idea che poteva aumentare radicalmente la sua competenza in contabilit\u00e0, dandogli delle possibilit\u00e0 di successo che gli venivano anche dalle sue buone competenze filosofiche.<\/p>\n<p>Infatti molte aziende preferivano assumere laureati in Lettere e Filosofia invece che in Scienze della Comunicazione per un certo tipo di preparazione pi\u00f9 rigoroso. Jean era convinto che con le sue doti umanistiche non avrebbe sfigurato di fronte alla managerialit\u00e0 dei suoi nuovi colleghi. Ma l&#8217;acquisizione di una certa <em>expertize <\/em>gli avrebbe fatto capire il senso nascosto di una matematica che per ora gli sfuggiva.<\/p>\n<p>Quindi Jean lasci\u00f2 l&#8217;ufficio dove esercitava bene o male l&#8217;attivit\u00e0 di traduttore e mand\u00f2 il curriculum alla sede parigina della Toyota. Era solo per questo fatto un modo di far una scelta catarchica, bruciare tutto quello che rimaneva dl suo essere umanista per accettare con piena consapevolezza le vie della razionalit\u00e0 aziendale.<\/p>\n<p>Si rec\u00f2 con entusiasmo nella sede del colloquio, una volta che gli esaminatori giapponesi considerarono buona cosa convocarlo. Jean era solito presentarsi all&#8217;ufficio vestito in jeans e giacchetta a quadri, con camicie fantasiose e cravatte sgargianti. Ora nella sede della Toyota indossava un completo sul blu che gli conferiva un&#8217;aria completamente diversa.<\/p>\n<p>Egli cominci\u00f2 a notare il cambiamento gi\u00e0 sulla metropolitana: una ragazza lo fissava con interesse, poi lo interrog\u00f2 su dove si trovava Place de la Concorde. Notava meno le vicissitudini dei <em>bistrot <\/em>\u00a0lungo le vie che stava percorrendo, una volta abbandonata la metro, per interrogarsi sul rapporto della politica francese con quella americana.<\/p>\n<p>Infatti aveva sempre mal visto la politica Usa, ma l&#8217;accettare almeno ad un livello ideale gli schemi dei giapponesi lo coinvolgeva anche verso un certo consenso rispetto agli americani. Ne incontrava a frotte di turisti americani, come incontrava anche orientali: ma mentre prima ne notava la trascuratezza, nel senso che avrebbe dato Updike a questo termine, ora perch\u00e9 il parallelo che faceva gli faceva pensare ai meccanismi elettorali.<\/p>\n<p>Egli non odiava indiscriminatamente la politica Usa, ma giudicava con gusto greve gli aspetti di corruzione che vedeva nelle attivit\u00e0 di <em>lobby<\/em>; ma ora cominciava a trovare nelle coppie di fidanzati americani che incontrava per esempio agli Champs Elis\u00e9es degli sguardi che gli conferivano un senso comune di cui pensava essere immune.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 a convincersi che il meccanismo delle preferenze elettorali Usa fosse migliore del maggioritario francese; in realt\u00e0 vedeva sempre questa politica come un modo di elaborare modelli matematici capaci di giustificare i peggiori affari delle multinazionali. Eppure tutto ci\u00f2 invece che disgustarlo \u00a0gli conferiva un nuovo modo di pensare.<\/p>\n<p>I giapponesi erano molto interessati al suo curriculum, che era composto di 3-4 romanzi sentimentali di cui la stampa letteraria aveva abbastanza parlato, oltre da una pi\u00f9 che buona conoscenza dell&#8217;inglese, qualche concorso di poesia vinto, un paio di saggi di argomento filosofico. L&#8217;ambiente della Toyota era composto da persone che inizialmente sembrava dovessero passare ore e ore a parlare di lavoro, ma poi improvvisamente si sfrenavano e cominciavano a gesticolare proponendo un&#8217;idea pi\u00f9 umana di ambiente.<\/p>\n<p>La lingua che parlavano era il francese, ma poi facevano capire che per il loro ambiente di lavoro era pi\u00f9 indicato l&#8217;inglese. Ala fine Jean si accorse che stava vivendo una vera e propria mutazione antropologica: da intellettuale provinciale e sempre un po&#8217; irritato verso il progresso, stava diventando un manager globale. Ci\u00f2 gli provoc\u00f2 un cambiamento delle consuetudini ed un&#8217;alterazione di quelle certezze a cui aveva sempre creduto, forse non sempre con grande sincerit\u00e0, ma tutto sommato pensando che portare avanti una determinata coerenza lo rendeva simile agli altri, e se ne poteva convincere anche se tutto sommato l&#8217;idea di <em>grandeur <\/em>era sempre stato un pensiero che lo faceva sorridere.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 ad assaporare la realt\u00e0, nell&#8217;aria che respirava le gelide mattine d&#8217;inverno, mentre aspettava la metropolitana insieme ad altre persone, quel modello di complessit\u00e0 che gli americani chiamano con qualche competenza &#8220;teoria dei giochi&#8221; o &#8220;matematica del caos&#8221;, ma che per i giapponesi \u00e8 lo <em>standard <\/em>di vita delle attivit\u00e0 aziendali.<\/p>\n<p>Quindi si \u00e8 gi\u00e0 capito che la Toyota l&#8217;avrebbe assunto; c&#8217;erano troppi laureati in Scienze della Comunicazione che affollavano le sale dirigenziali per non fare apprezzare un vero filosofo ed umanista. Il contratto fu stipulato per la durata di tre anni, ma gi\u00e0 dopo un paio di settimane Jean percep\u00ec che qualcosa era cambiato in lui.<\/p>\n<p>Ora quando passeggiava in periferia pensava un po&#8217; ai tempi in cui leggeva Le Cl\u00e9zio. &#8221; Di notte l&#8217;aria fredda soffia sui caseggiati e sui parcheggi come su degli altopiani di pietre. Il cielo \u00e8 nero, senza stelle senza luna, con la luce accecante dei grandi piloni di ferro che fa le sue chiazze sull&#8217;asfalto. Oggi, Luned\u00ec di Pasqua la grande citt\u00e0 delle Case Popolari \u00e8 ancora pi\u00f9 vuota, ancora pi\u00f9 vasta. Il cielo \u00e8 grigio, e c&#8217;\u00e8 un vento freddo che soffia lungo il fiume asciutto, che risale tra le mura degli argini. La luce bianca delle nuvole brilla sulle finestre, fino al sedicesimo piano, fa delle specie di lampi che si muovono, delle specie di riflessi. Ci sono ombre pallide sui caseggiati vuoti&#8221;.<\/p>\n<p>Jean amava proprio queste letture, che gli davano quel senso di consapevolezza che la sua tristezza a volte non era un modo di isolarsi, ma un qualcosa che legava ad una precisa scelta stilistica, che era simile agli italiani Montale e Calvino con cui condivideva il pensare latino. La bruttezza e lo squallore delle case popolari faceva da contraltare al gusto estetico che provava ad esempio ad inoltrarsi nelle vie affollate di Monparnasse.<\/p>\n<p>Scrive Kundera in <em>L&#8217;immortalit\u00e0 <\/em>: &#8220;Agnes si disse: quando un giorno l&#8217;assalto della bruttezza fosse diventato del tutto insostenibile, si sarebbe comprata dal fioraio una violetta, una sola violetta, quello stelo delicato col suo minuscolo fiorellino, sarebbe uscita di strada e tenendolo davanti al viso l&#8217;avrebbe fissato spasmodicamente, per vedere solo quello, per vederlo come fosse l&#8217;ultima cosa che voleva conservare di un mondo che aveva ormai smesso di amare. Sarebbe andata cos\u00ec per le strade di Parigi.<\/p>\n<p>Continuava a camminare: con l&#8217;orecchio destro registrava il frangersi della musica, i colpi ritmici degli strumenti a percussione che le giungevano dai negozi, dai parrucchieri, dai ristoranti, mentre nell&#8217;orecchio sinistro si riversavano tutti i rumori della strada: il rombo compatto delle auto, il lacerante frastuono dell&#8217;autobus che innestava la marcia&#8221;<\/p>\n<p>Ma forse Jean si ritrovava soprattutto in questo brano dello stesso libro: &#8220;Il politico dipende dal giornalista. Ma da chi dipendono i giornalisti? Da chi li paga? E a pagarli sono le agenzie pubblicitarie, che per la loro pubblicit\u00e0 comprano lo spazio sui giornali ed il tempo alla televisione. La vendita del prodotto c&#8217;entra meno di quello che pensiamo.<\/p>\n<p>Le agenzie pubblicitarie del partito comunista gi\u00e0 da tempo hanno dimenticato lo scopo pratico della loro attivit\u00e0 (far amare il sistema comunista) e sono diventate esse stesse il proprio scopo: hanno creato una loro lingua, le loro formule, una loro estetica, un loro stile di vita&#8221;.<\/p>\n<p>Jean aveva certo molto amato il gusto montaliano di Le Cl\u00e9zio, ma quanto scriveva Kundera gli andava a finire nelle viscere. Egli aveva avuto avventure con ragazze dell&#8217;Est che a volte pensavano proprio come il personaggio di Agnes. Ma era molto diversa l&#8217;estetica dell&#8217;Est da quella parigina? Una bella ragazza francese si distingueva molto da una ceca e da una rumena?<\/p>\n<p>Fosse stato un sentimentale forse avrebbe detto di s\u00ec, che la Patria si ha nel sangue, ma certe belle ragazze dell&#8217;Est gli facevano venire la voglia di tradire le relazioni un po&#8217; pi\u00f9 stabili che intratteneva con le parigine. Invece a volte metteva il suo lavoro davanti ai problemi sentimentali e pensava che dietro il marketing, come diceva Kundera, c&#8217;erano in fondo pagine e pagine anche di buona letteratura.<\/p>\n<p>E tutto ci\u00f2 lo riportava alla sua attivit\u00e0 con i giapponesi: se il cambiamento indotto dalla mentalit\u00e0 delle ragazze dell&#8217;Est lo travolgeva nel suo consueto modo di vedere la citt\u00e0 (ma in fondo Parigi e Praga non erano troppo diverse), il contatto con la complessit\u00e0 aziendale giapponese gli stava provocando somatizzazioni a livello genetico.<\/p>\n<p>E&#8217; come in biologia quando le farfalle da bianche diventano colorate per questioni mimetiche, e quando invece cominciano a svilupparsi anti-corpi che le trasformano in un qualcosa di geneticamente diverso.<\/p>\n<p>Uno scrittore che ha colto perfettamente l&#8217;evoluzione in senso <em>caotico <\/em>(usando questo termine con una precisa valenza matematica) \u00e8 Houllebecq in <em>La carta e il territorio <\/em>: \u00a0&#8220;l&#8217;unico segno di vita era lo scappamento di una Jaguar il cui motore girava al minimo sul controviale. Poi una donna in abito da sera usc\u00ec barcollando leggermente da un edificio e si accomod\u00f2 a fianco del guidatore; l&#8217;auto si diresse in direzione dell&#8217;Arc de Triomphe.<\/p>\n<p>Il silenzio totale cal\u00f2 di nuovo sul paesaggio urbano. Tutto gli appariva con una nitidezza insolita via via che un sole invernale e debole saliva fra le torri della D\u00e8fense facendo scintillare il suolo immacolato dell&#8217;avenue. All&#8217;estremit\u00e0 del corridoio, sbuc\u00f2 in una vasta cucina arredata con mobili di alluminio che circondavano il piano di lavoro centrale di basalto&#8221;.<\/p>\n<p>In quest&#8217;opera Houllebecq abbandona i vecchi stilemi per abbracciare con una certa coerenza una visione matematica tra il caos e i frattali. Le immagini dell&#8217;appartamento, arredato con un certo gusto ed amore del lusso, si sovrappongono alle luci ed i suoni della metropoli.<\/p>\n<p>Jean sente che vorrebbe anche lui capire questo senso matematico, ma in fondo \u00e8 destinato a rimanere un insoddisfatto, a preferire la bidimensionalit\u00e0 fredda e sterile di Le Cl\u00e9zio agli studi in 3-D. Ma un altro aspetto della sua vita che stava cambiando era l&#8217;anti-americanismo. Scrive Revel in <em>L&#8217;obsession anti-am\u00e9ricaine <\/em>: &#8220;quali che siano i rimproveri che merita o non merita la politica americana sull&#8217;ambiente, bisogna osservare che il cuore del dibattito non si situi troppo in l\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo degli ecologisti occidentali \u00e8 di rendere gli Usa, cio\u00e8 il capitalismo mondiale, il colpevole supremo, cio\u00e8 solo e unico, dell&#8217;inquinamento del pianeta e del surriscaldamento dell&#8217;atmosfera. Questi non sono pi\u00f9 ecologisti , ma gauchisti. Essi non si interessano dell&#8217;ambiente nella misura in cui se ne servono per attaccare lo Stato liberale&#8221;.<\/p>\n<p>A questo punto abbiamo delineato quali erano i riferimenti letterari di Jean, il suo cosiddetto <em>back-ground <\/em>culturale, come si rapportava pi\u00f9 o meno coerentemente rispetto a certe sue letture. Egli cercava di mantenere nell&#8217;animo una scorza dura di difesa dei valori in cui credeva, ma ormai la vita nella Toyota l&#8217;aveva cambiato.<\/p>\n<p>Aveva degli orari di lavoro che avevano stravolto il suo <em>tran-tran <\/em>metodico.Prima stava nell&#8217;ufficio di traduttore 2-3 ore, quasi per giustificare il trasferimento in metropolitana. Ora in Toyota stava 8-10 ore, curando la parte organizzativa.<\/p>\n<p>Stava imparando a considerare la struttura aziendale come un sistema complesso, in cui cercava di vedere il livello di efficienza paragonando gli agenti economici a figure letterarie. La sua <em>vision <\/em>non aveva in effetti molta coerenza, perch\u00e9 cos\u00ec ragionando era rimasto pi\u00f9 in sintonia con il modo di pensare dell&#8217;umanista.<\/p>\n<p>Eppure nonostante ci\u00f2 era stimato dai colleghi giapponesi. Era cos\u00ec destinato ad entrare nei meccanismi di una grande azienda, ma in cuor suo rimaneva ancorato alle procedure di un romanziere. Inoltre da quando si stava adeguando agli orari della casa giapponese. ricordava pi\u00f9 spesso i brani della letteratura che amava, rifletteva su di essi e cercava di prendere appunti ovunque si trovasse.<\/p>\n<p>Probabilmente non era l&#8217;ispirazione che gli stava tornando, perch\u00e9 la Toyota difficilmente ti trasforma di nuovo in romanziere di successo, ma ti concede qualcosa di molto vicino ad una riscoperta della memoria. Tanti fatti che aveva notato casualmente negli ultimi anni, ora stavano diventando immagini letterarie. Era come dimostrare che si fosse liberato dal peso di dimostrare di essere ancora uno scrittore vincente, ma che quello che respingeva dalla porta stava entrando dalla finestra.<\/p>\n<p>Senza dover pi\u00f9 essere all&#8217;altezza nel suo vecchio campo, anzi cambiando completamente orari e abitudini, stava ritrovando quell&#8217;attenzione ad ascoltare i silenzi e i cambiamenti di umore della gente che, da moti browniani dell&#8217;animo, stavano riacquistando un preciso senso letterario.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9210\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9210\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jean era un romanziere che lavorava presso una casa editrice parigina. 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Il contesto metropolitano non poteva non essere quello dei party, che con la loro noia riempivano buona parte delle sue giornate, ma era anche quello legato ad interminabili passeggiate che affrontava [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_9210\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"9210\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1640,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-9210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9210"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1640"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9210"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9315,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9210\/revisions\/9315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}